….il doppio fondo
Edizione speciale. L’Ingegner De Benedetti è finito nei fumetti, come il buon Bonaventura ha avuto la sua avventura. E che avventura. Queste Nove Colonne sono special, oggi.
Il fondo del patto abortito con Silvio Berlusconi era un doppio fondo e non possiamo esimerci dall’offrire ai nostri lettori ampi stralci della nuova lettera, però segretissima, inviata da Carlo De Benedetti ai piani alti di Largo Fochetti: “Caro Eugenio, Caro Ezio e Cari tutti”.
Il fondo era un doppio fondo. Con soli tre giorni d’esposizione mediatica il CdB Web, grazie all’abbraccio col Cav., s’è guadagnato in Borsa una plusvalenza di 4.000.000,00 di euro, ovvero otto miliardi del vecchio conio, tutta carne netta guadagnata. L’Ingegnere del capitalismo etico, non potendo certo spartire la plusvalenza coi lettori di Repubblica, ha voluto ringraziare i suoi giornalisti con questa letterina. Il fondo era solo un doppio fondo e quindi, i furbetti dell’Itaskino, hanno fregato quelli del quartierino: “Caro Eugenio, Caro Ezio e Cari tutti”.
L’Ingegner De Benedetti è finito nei fumetti, come il signor Bonaventura oggi ha avuto un’avventura. Non s’era capito, nessuno l’aveva intuito: il fondo aveva il doppio fondo: “Caro Eugenio, io sono un imprenditore: tu tutela gli ideali che io tutelo i miei danari”. Caro Ezio: “Con Berlusconi dentro il mio fondo ero immondo, adesso sono mondo”.
Cari tutti: “Con i soldi del mio fondo io vi fondo un nuovo Mondo, non avrò certo un Pannunzio, ma vi faccio tosto annunzio di trovare immantinente un perfetto conoscente del magnifico giornale che di etica e morale, ve la fa tale e quale”.
Il fondo era un doppio fondo: “Caro Eugenio, Caro Ezio e Cari tutti, mi avete salvato dall’abbraccio funesto con il Diavolo. La nostra acqua santa torna limpida, le mie mani, posso tornare a baciarle – anzi, bacio le mie mani, perché non saranno costrette a stringere le paffute palme sature di borotalco del dottor Berlusconi. Potrò baciare senz’angoscia la tua bianca gota Eugenio e perciò grazie, ti ricordi?, grazie caro Ezio, ti ricordi?, grazie cari tutti, vi ricordate?, eravamo tutti alla ricerca della morale perduta, l’abbiamo ritrovata, è ancora quella delle speranze e delle convinzioni: sono pur sempre quattro milioni”. L’Ingegner De Benedetti è finito nei fumetti, come il signor Bonaventura oggi ha avuto una bellissima avventura: quattro milioni di euro, otto miliardi di vecchi soldoni.
Il fondo era un doppio fondo. Caro Eugenio, Caro Ezio e Cari Tutti: “Avete ragione: dobbiamo contribuire all’autonomia del Corriere delle Sera, poiché noi dell’Itaskino, per entrare in via Solferino, fregherem il quartierino e ci faremo l’altro nostro giornalino”.
Il fondo non ha fondo: “Noi crediamo nella libertà di stampa, saremo sempre al fianco della redazione del Corriere quando questo, fuori dall’orbita del capitalismo etico, rischierà di cadere preda di scalatori senza decenza non affini alla plusvalenza”. Caro Eugenio, Caro Ezio e Cari Tutti: “Coi Ricucci mai farò degli affarucci, né ho fatto gli affaroni con quel diavolo di Berlusconi, i miliòn io me li faccio con i nostri bei tromboni: Fondatore e direttore, fanno grossi editorialoni, l’editor che fa milioni porta l’etica ai soloni”. L’Ingegner De Benedetti è finito nei fumetti, come il buon Bonaventura oggi ha avuto un’avventura. Edizion dunque speciale che del fondo ha fatto un doppio fondo d’euròn in tre sole giornatòn per quota quattro di miliòn: “Bravo, bravo l’Ingegnere! ripetean le mille schiere, e come il buon Bonaventura lui ha concluso l’avventura”.
Il fondo era un doppio fondo ma adesso a Repubblica son tutti mondi: quattro milioni d’euro, otto miliardi tondi tondi.
Su il Foglio
saluti




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