Ma un leader di sinistra, non dovrebbe...
Fassino e le banche
Ritanna Armeni
Le intercettazioni non ci piacciono. Non riusciamo a liberarci dall'impressione che sia come spiare dal buco della serratura. Così la lettura dei giornali in questi giorni ci mette a disagio. Però leggiamo lo stesso e cerchiamo di capire qualcosa fra le mille trame, le svariate cordate, gli accordi sottorranei, le alleanze e le beghe di banchieri e imprenditori e immobiliaristi e finanzieri e speculatori. Perché - questo lo abbiamo chiaro - quelli lì, quelli che sono intercettati, quelli che organizzano le cordate e cercano di scalare banche e giornali, non fanno altro che spartirsi il potere e questo non è un fatto che si può snobisticamente ignorare perché - ahimé - poi ricade anche sui comuni mortali.
E così anche ieri abbiamo deciso di leggere tutto. Abbiamo trovato un nuovo intercettato, il segretario dei Ds, Piero Fassino.
A questo punto è scattata la curiosità: il capo dei democratici di sinistra, come poteva entrare in questioni di cordate e banche? Certo nessuno ormai si illude che un capo della sinistra debba parlare solo di salari operai e del rapporto capitale-lavoro. E però….
Quel che abbiamo letto ci lascia davvero perplessi. Telefonate di Fassino al dottor Consorte, di Consorte a Fassino. Telefonate coi massimi dirigenti Ds. Accordi, e di nuovo cordate, intrecci che passano per banche e grandi giornali. Parole che sembravano appartenere a banchieri e finanzieri e invece correvano tra i telefonini dei dirigenti Ds.
Tutto questo ci ha provocato un nuovo turbamento, un nuovo disagio, quasi maggiore di quello già avuto per le intercettazioni. E questo disagio non riguardava né Fassino, né Consorte, né gli altri protagonisti, Pierluigi (cognome ignoto) o Piero Marrazzo, ma riguardava noi, proprio noi, la gente che come chi scrive e chi legge e che pensava ingenuamente alcune semplici cose. Che, ad esempio, un uomo politico si occupasse di politica. E che oggi la politica in Italia dà tante cose da pensare. L'Istat dice che aumenta l'inflazione. E' già aumentato a dismisura il prezzo del petrolio. Fra qualche mese si andrà alle elezioni e prima nel centro sinistra ci saranno le primarie. C'è ancora la guerra e c'è il terrorismo. C'è la crisi economica, ci sarà la nuova finanziaria del governo Berlusconi, ci sono i cpt e i migranti che arrivano disperati sui barconi… E c'è una questione morale che preme, quella per cui qualcuno ha invocato un codice etico. Ecco, noi - sempre ingenuamente - pensavamo che il segretario e i dirigenti dei Democratici di sinistra di questo si dovessero e si stessero occupando. Invece apprendiamo che in cima ai loro pensieri c'è anche altro. C'è la condivisione delle cordate, c'è l'ingresso nelle banche, ci sono gli scambi fra potere nelle banche e potere nei giornali. Niente di illegale, per carità. Nessuna appropriazione indebita, nessuna frode. Tutto è normale. Ma tutto - francamente - un po' assurdo.
Maledette intercettazioni. Se non ci fossero state non avremmo saputo che anche ai vertici dei Ds c'erano degli aspiranti finanzieri. Dei banchieri mancati. Degli scalatori nascosti. Saremmo rimasti con le nostre illusioni. E avremmo vissuto più incoscientemente e più felicemente questa ultima parte dell'estate, sperando nel giorno in cui la politica avrebbe messo un freno al disordine dell'economia e alle avventure della finanza.
Sapesse la brava Ritanna, mentre tutti si cullavano nelle proprie ridicole illusioni e gente come me veniva "esiliata" ed una collega veniva brutalmente licenziata dall'ENEL "rossa" per motivi inconfessabili di politica locale (bacino idroelettrico ENEL del Turano, questione che è divenuta, su mia sollecitazione, una interrogazione parlamentare presentata dalla senatrice Loredana de Petris e che è meglio nota come "Crediti insoluti ENEL" - basta vedere l'eccellente riferimento in Verdinrete.it, insomma una storia alla Paolini, quello del Vajont) mentre tutti, ma proprio tutti, mi pigliavano ad insulti e pernacchie per denunciare in questi siti certe vergogne, le illusioni da quanto le abbiamo perse!
Difficile dimenticare quella frase di una nota sindacalista FNLE/CGIL che ringraziava l'allora ministro Bersani per la perfetta "osmosi" che aveva saputo creare tra la presidenza del Consiglio (Massimo D'Alema), il vertice ENEL da D'Alema stesso voluto, la dirigenza, il partito ed il sindacato (CGIL naturalmente...).
Ma finché la magistratura non ci metteva il naso....
Tranquilli gente. Continuate a prendere il sole e a farvi il bagnetto dei bambini accuditi da mamma-partito e dalla nobiltà dell'IDEA! Tanto a pagare difficilemente sarete mai voi...


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