Ritiro da Gaza/ Caldarola ad Affari: "Giusto il Nobel a Sharon. Prodi ha un agosto silenzioso"
Giovedí 18.08.2005 19:11
Ritiro da Gaza/ Blitz delle truppe israeliane nella sinagoga di Nevè Dekalim
"Il ritiro unilaterale dalla Striscia di Gaza sarà completato entro la giornata di lunedì". Il premier israeliano Ariel Sharon ha indicato la data di chiusura dell'operazione. Assediata Kfar Darom. Estremisti armati di meloni. Al via la demolizione degli insediamenti.
La Gallery di una giornata storica
I Ds, con l'onorevole Giuseppe Caldarola intervistato da Affari, lanciano "l'idea del premio Nobel a Sharon".
"Il premier israeliano ha impresso una accelerazione decisiva al processo di pace in Medio Oriente ed è bene che la comunità e gli organismi internazionali la apprezzino e la incoraggino. Anche perchè Israele sta vivendo un momento molto difficile, il dolore per i coloni è una cosa seria, che va rispettato. Sarebbe errato non considerare l'azione del primo ministro come un gesto che meriti un riconoscimento speciale".
E sulla mancanza di dichiarazioni di Prodi: "Il Professore ha un agosto silenzioso".
Onorevole Giuseppe Caldarola il primo ministro israeliano Ariel Sharon ha mostrato il suo coraggio con il ritiro dalla Striscia di Gaza. Un'operazione storica...
"Esatto, penso che la decisione presa da Sharon abbia una portata storica. E solo con il tempo si potrà valutare l'importanza".
Quali le caratteristiche decisive di questo gesto?
"Innanzitutto si tratta di un gesto di pacificazione unilaterale che se colto dall'altra parte può introdurre finalmente possibilità concrete di pace. Uno statista che è capace di un'azione così forte e così dolorosa per il proprio Paese è uno statista che rivela qualità tali che sarebbe opportuno che venissero riconosciute
Quale miglior riconoscimento allora del premio Nobel...
"I premi Nobel non vengono assegnati alla carriera come ad esempio gli Oscar americani, ma sono stati assegnati a personalità che sono stati capaci in determinati momenti di imprimere un'accelerazione ai processi di pace".
Come ha fatto il premier israeliano...
"Sì, Sharon ha impresso questa accelerazione ed è bene che la comunità e gli organismi internazionali la apprezzino e la incoraggino. Anche perchè Israele sta vivendo un momento molto difficile, il dolore per i coloni è una cosa seria, che va rispettato. Sarebbe errato non considerare questo come un gesto che meriti un riconoscimento speciale. Come il premio Nobel".
Si può considerare il ritiro israeliano dalla Striscia di Gaza anche come la vittoria del presidente Usa George W. Bush da sempre sostenitore del processo di pace in Medio Oriente?
"Gli Stati Uniti hanno da sempre un rapporto di grande legame e di grande sostegno allo Stato di Israele. Sia la presidenza Clinton sia l'Amministrazione Bush sono stati in grado di fornire a Tel Aviv una garanzia di amicizia. Chi conosce la storia di Israele sa comunque che Israele decide autonomamente ed è certo dei propri passi".
Quale quindi il maggior merito di Sharon?
"Il primo ministro ha capito come il gesto di pace fosse il gesto più importante per tentare di modificare la situazione in Medio Oriente, con un'apertura significativa anche verso il presidente palestinese Mahmoud Abbas".
Il segretario dei Ds Piero Fassino ha sottolineato il coraggio del premier israeliano. Si aspettava o si aspetta una dichiarazione anche da parte del Professor Prodi?
"Non lo so. Me lo auguro. Sarebbe auspicabile. Anche perchè siamo di fronte a un evento del tutto nuovo. Fassino, che è un vecchio amico di Israele nonchè un difensore dei palestinesi, ha avuto il coraggio di fare un ragionamento molto avanzato. Spero che sia Prodi che gli altri leader dell'Unione sappiano rivolgersi a Israele con parole giuste di incoraggiamento".
A cosa si deve allora il silenzio del Professore?
"Prodi ha un agosto silenzioso".
Come interpreta le spaccature all'interno del Centrosinistra, considerate le dichiarazioni anche dell'onorevole Rizzo in disaccordo con le sue idee sul nobel a Sharon?
"Il segretario del partito di Rizzo ha avuto notoriamente rapporti con gli Hezbollah, con un gruppo quindi terroristico pericoloso. Chi ha rapporti con gli Hezbollah o con Hamas non è titolato a dare lezioni a Israele".
Non si è persa un'occasione per compattare il Centrosinistra?
"Sì, come auspicio. Eppure alcune grandi questioni come questa israeliana conducono anche a divisioni e consensi trasversali. Una parte della Sinistra è più estrema, più radicale. Confido che una persona intelligente e pragmatica come Fausto Bertinotti sappia cogliere questa novità. Bertinotti ha la cultura politica e l'intelligenza per apprezzare una novità, che non significa una modifica delle sue opinioni".
Dopo il ritiro da Gaza, Sharon appare come il vero vincitore nell'area mediorientale. E' possibile ipotizzare un Big Bang nella politica israeliana, vale a dire una nuova formazione politica centrista in vista delle probabili elezioni anticipate?
"Ho sempre pensato che l'etichetta di falco a Sharon stava bene anche per il suo passato, ma politicamente più che un uomo di destra mi è sempre sembrato più un uomo di centro. Netanyahu è un politico di Destra. Mi auguro che Sharon intraprenda questa nuova possibilità politica con una presenza sempre più forte della Sinistra in Israele".
Con la leadership di Sharon..
"Senza alcun dubbio, il primo ministro israeliano ha ottenuto sul campo questo riconoscimento".
Andrea Pressenda




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