Lepanto QUI, a delle mie legittime obiezioni non polemiche, obietta

Sempre più codex sempre meno Vangelo...
quasi che tra Legge e Carità vi siano delle gravi incompatibilità. Non è così.
In realtà, non essendomi stato permesso di rispondere, qui voglio solo ricordare il vero senso della carità, che è poi la legge del Vangelo, che è comunque sottomessa alla legge Suprema della Chiesa, cioè la salvezza delle anime. E per far ciò riprendo un passo di un Maestro di Giovanni Paolo II, Padre Garrigou Lagrange, in una sua opera nell’ambito della trattazione della virtù di Carità: «... Esiste, infatti, una falsa carità, fatta d’indulgenza colpevole, di debolezza, come la dolcezza riprovevole di quelli che non urtano alcuno perché hanno paura di tutti. V’è anche una pretesa carità, fatta di sentimentalismo umanitario che cerca di farsi approvare da quella vera, e che spesso contamina con il suo contatto. Uno dei principali conflitti dell’ora presente è quello che sorge tra la vera e la falsa carità. ... Optimi corruptio pessima, la peggiore corruzione è quella che intacca in noi ciò che v’è di migliore, la più elevata delle virtù teologiche. Il bene apparente che attira il peccatore è difatti tanto più pericoloso quanto più è elevato il bene di cui è un simulacro. ...» (R. GARRIGOU LAGRANGE, Les Trois Ages de la Vie Intérieure, t. I, Parigi, 1938, trad. it. Le tre età della vita interiore, Torino, 1949, t. I, 180 ss., nota 12).
Questa risposta, per me doverosa, non è stata fatta per spirito polemico o per spamming, ma per spirito di carità verso il mio interlocutore, per evitare certe idee distorte del Vangelo e della carità, come oggi ahimè sono piene molti seminari