Il folklore del mondo in Friuli
Danze, canti e gastronomia
Il mondo del folklore si da appuntamento in Friuli Venezia Giulia nel mese di agosto per una serie di appuntamenti che, dopo il festival internazionale del folklore di Aviano (Pordenone), continuano ad arricchire di danze, giochi medievali, usi, costumi e musiche tradizionali, le serate estive delle varie località in festa.
La carrellata si apre il 18 agosto con la 36.ma edizione del Festival dei cuori di Tarcento, una manifestazione che porta ogni anno in Friuli centinaia di giovani danzerini provenienti da tutti i continenti. Nel parco di viale Matteotti, nello scenario naturale della collina di Coia, prende vita una sei giorni di danze, musica e degustazioni enogastronomiche.
Da Tarcento, verso Est, in direzione del Collio, dove al vino Doc di qualità internazionale si mescolano tradizioni medievali, come il Palio di San Donato di Cividale: un confronto di arcieri, archibugieri e balestrieri che si sfidano in rappresentanza dei borghi cittadini (20-21 agosto). Si tratta di una rievocazione del palio che si svolgeva sin da primi anni del '400, coinvolgendo cavalieri, nobili dame e giullari.
Il sabato mattina, l'araldo, scortato dalla Guardia Cittadina, proclama l' inizio della tenzone tra i rioni: Borgo San Domenico, Borgo Duomo, Borgo Brossana, Borgo San Pietro e Borgo di Ponte iniziano a contendersi il Torneo di Marquardo, composto da una singolare serie di competizioni che si sviluppano lungo tutto l'arco della giornata, scandite dai colpi secchi dei tamburi di guerra medievali. Il tiro con l'arco al cinghiale e al Montasio, la gara di tiro alle pertiche, alla campana, agli anelli, ai targoni e alla cornucopia sono alcune delle specialità; sarà poi il Patriarca della città a premiare i vincitori, mentre la serata si conclude con le animazioni medievali di avventurieri, giustizieri, giullari d' arme, mangiafuoco e trampolieri.
La domenica, invece, è "santificata" al Palio di San Donato che si anima con la corsa e la tradizionale gara di tiro con l'arco: i trionfatori consentiranno all'effige del borgo di campeggiare per un anno nella cattedrale.
Il viaggio prosegue verso sud, verso il fiume Isonzo, lungo l'Isontino e conduce a Gorizia, terra di confine, città divisa dall' ultima Guerra Mondiale e riunita con l'ingresso della Slovenia nell' Unione europea. In questa città che guarda verso l'Est-Europa si svolge il 35.mo Festival Mondiale del Folklore (25-28 agosto), un connubio tra cultura, arte e spettacolo patrocinato dall'UNESCO, che fin dal 1988 ha scelto appositamente per l'iniziativa goriziana lo slogan "Costruiamo ponti fra gli uomini e fra i popoli".
Vi partecipano studiosi, gruppi folklorici e complessi musicali provenienti da Italia, India, Canada, Brasile, Ucraina, Portogallo, Sri Lanka, Benin, Slovacchia, Congo, Venezuela, Georgia, Venezuela, Austria, Slovenia e Croazia. Piazza Battisti viene invasa festosamente da decine di migliaia di persone per una quattro giorni di danze, rappresentazioni popolari, balli, convegni, concerti e rievocazioni folkloristiche che irradiano in tutto il mondo un messaggio di pace, di amicizia e di speranza, un invito, insomma, alla fratellanza tra i popoli. (INFO: 0481/535415).
Per finire a Givigliana, piccola frazione di poche decine di abitanti, nascosta fra le colline di Rigolato (Udine), si svolge la rassegna delle fisarmoniche, che domenica 21 agosto porterà nel cuore della Carnia decine di maestri della musica popolare mitteleuropea, in rappresentanza di Italia, Austria, Slovenia e Croazia. Proprio da Givigliana stanno prendendo coraggio alcune iniziative che vogliono tutelare le tradizioni culturali della montagna friulana: dalla difesa del dialetto carnico fino alla battaglia per il riconoscimento della fisarmonica quale strumento musicale di grande dignità storica, da insegnare nei conservatori e da far uscire dalle osterie e dalle feste di paese.




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