Solo mezza Italia va in vacanza
Spiagge prese d'assalto come sempre a ferragosto ma aumentano gli italiani che non possono più permettersi nemmeno un giorno lontano dalle città: sono un milione in più rispetto all'anno scorso. Questa estate 21 milioni di persone non si sono mai spostate da casa. E più di un terzo dei vacanzieri si concede appena una settimana
di LUCA FAZIO
Capita di frequente, ma in questi giorni a guardare il telegiornale ci si sente ancora più soli. Tutti. Sembrano partiti proprio tutti. Eccoli in coda, o sciabattanti sul bagnasciuga, i 9 milioni di italiani che si sono messi in movimento in queste ore per la fine settimana di ferragosto. Complessivamente, calcola l'associazione Telefono Blu, i vacanzieri sono 37 milioni. E gli ultimi arrivati, come sempre, sono stati sufficienti per intasare l'intera rete autostradale fino a ieri sera, con decine di chilometri di coda in direzione mare quasi ovunque, dal Piemonte al Veneto, dalla Liguria all'Emilia Romagna, dalla Toscana alle Marche, dalla Campania alla Calabria. Ma c'è un ma: secondo i dati, i vacanzieri quest'anno sono almeno un milione in meno rispetto all'anno scorso. Inoltre, e questo è il dato che più di altri dice che per molti non c'è più un euro, stanno stringendo la cinghia anche gli italiani che in vacanza ci vanno (la carta di credito fa miracoli). Non le saltano del tutto (anche se 21 milioni non si sposteranno nemmeno un giorno), ma riducono i giorni di permanenza fuori casa. Le vacanze, per 35 italiani su 100, si limita a una settimana (fonte: Swg-Confesercenti). Inoltre, cresce il numero di vacanzieri che sceglie di partire nei mesi meno costosi (maggio e giugno), e, sempre per risparmiare, il 14,2% prenota entro cinque giorni dalla partenza approfittando del last minute (fonte: Trademark-Sociometrica, che azzarda una cifra di meno tre miliardi di euro di incassi a fine stagione). Una crisi che nel 2005 si è già fatta sentire nel settore della ristorazione, fortemente influenzato dall'andamento della stagione estiva (non a caso anche nell'impossibile Liguria quest'anno sono spuntate le lavagnette con il menu turistico in «offerta» scritto col gessetto); il 60% dei ristoratori d'Italia infatti piagnucola per il peggioramento degli affari (fonte: Fipe), che sarebbe dovuto non ai prezzi da capogiro ma al cambiamento delle abitudini degli italiani...
Insomma, sarà anche una valutazione empirica, ma non è un caso se a Milano - la città che sempre si svuota di più, dove sarebbe rimasto solo il 33% della popolazione - decine di migliaia di curiosi sono andati a vedere il sommergibile Toti in transito che la scorsa notte si è accasato nel Museo della scienza e della tecnologia, e, sempre a Milano, se ne aspettano almeno 10 mila per la festa di Ferragosto che Radio Popolare organizza all'ex ospedale psichiatrico Pini. Dunque, come sempre quando c'è di mezzo la televisione, la realtà è un'altra, e non è tutta in coda ai caselli autostradali. Non tutti sono in vacanza.
Il dato emerge anche da un sondaggio on-line realizzato dall'Adoc-Intesaconsumatori in cinque città campione e presentato ieri (Bari, Bologna, Catania, Milano, Roma). Il 33% degli intervistati ha risposto che quest'anno non andrà in vacanza, intendendo per vacanza un periodo di almeno sette giorni trascorso lontano da casa. «Il sondaggio ha anche evidenziato - spiega Carlo Pileri, presidente dell'Adoc - che il 7% non è mai partito in agosto, e questo vuol dire che c'è un differenziale di ben 26 punti tra chi partiva e non lo può fare più». L'associazione dei consumatori, forse dando per scontato che di nuove povertà incipienti si sta parlando, punta il dito soprattutto contro le agenzie di viaggio e per il 14 settembre intende organizzare un sciopero per la revisione dei contratti e delle tariffe di viaggio e trasporto: il risparmio medio per una famiglia che si organizza il viaggio senza agenzia si aggirerebbe attorno ai 500 euro, 100 euro a viaggio. E gli italiani lo hanno capito molto prima dei sondaggi: il 79% infatti già si organizza senza rivolgersi alle agenzie (fanno da sé), una clamorosa smentita del noto slogan acchiappa turisti che fece la fortuna di una nota agenzia. «Secondo le nostre stime - commenta Carlo Pileri - le agenzie e i tour operator stanno perdendo quote di mercato sempre più consistenti a causa di commissioni sempre più alte che compongono fino al 20% del prezzo delle vacanze, veramente troppo se si considera che questa spesa non è pubblicizzata da nessuna parte».
Ma chi non va in vacanza per mancanza di soldi che fa? Tanto per aggiungere una lacrima al quadretto della famiglia tipo che non se le può più permettere, l'associazione Donne e qualità della vita è andata a chiederlo ai bambini (di 1.200 famiglie) che sono rimasti in città. Il 38% si dice deluso, e il 27% dice di sentire la mancanza della scuola e dei compagni (ma questo ultimo dato è anche confortante: i bambini sono meglio degli adulti, che difficilmente sospirano pensando al lavoro e ai colleghi).
E come passano le giornate? Voce «videogiochi» e «tv» a parte (ma ci si imbambola davanti al video anche in vacanza), è interessante notare che il 32% dei bimbi dice di dedicarsi ai giochi di una volta, città inospitali permettendo: nascondino (15%), calcio e pallavolo (14%), un-due-tre-stella (12%), il campanaro (9%), strega comanda color (7%) e biglie (6%). Vuoi vedere che non andare in vacanza fa bene? O lo dirà Berlusconi, o i prossimi sondaggi di fine mese, quelli sulla sindrome da rientro.




Rispondi Citando
