Mosca si oppone alla forza contro il nucleare in Iran


La Russia si oppone all'uso della forza contro l'Iran per fermare il suo programma nucleare. Lo afferma un comunicato del Ministero degli esteri russo, pubblicato ieri sul sito web del governo (www.mid.ru). «Noi favoriamo il dialogo ulteriore e consideriamo l'uso della forza controproducente e pericoloso, qualcosa che potrebbe avere conseguenze gravi e imprevedibili», afferma il comunicato. La Russia ha costruito una centrale nucleare (ovviamente civile) in Iran e spera in ulteriori contratti, dato che Tehran progetta di espandere la sua produzione di energia elettronucleare per usare i la sua ampia produzione di idrocarburi piuttosto per l'export e finanziare così lo sviluppo del paese. Anche Mosca ha criticato Tehran per la sua decisione di riprendere le attività preliminari all'arricchimento dell'uranio: l'Iran che possiede miniere di uranio, afferma di volerlo arricchire solo allo scopo di farme combuustibile per le sue centrali; non è riuscito però a convincere le nazioni occidentali che il programma non nasconda anche progetti bellici. I toni della polemica si sono alzati nell'ultimo mese, quando Tehran ha respinto (giudicandola inadeguata) una proposta presentata da tre paesi europei e ha annunciato all'Agenzia internazionale per l'energia atomica la ripresa delle attività al suo impianto di Natanz, presso Isphahan. Nei toni infuocati c'entra anche l'insediamento del «falco» Mohammad Ahmadi-Nejad alla presidenza iraniana, e dell'altrettanto falco Ali Larijani a capo del Consiglio di sicurezza nazionale. Ma è ancora presto per dire chi condurrà la politica estera iraniana in merito alla questione nucleare, anche in passato gestita direttamente dalla Guida suprema ali Khamenei.

In effetti il dialogo non è formalmente chiuso tra l'Iran e i paesi europei. «Noi crediamo che i problemi riguardanti le attività nucleari iraniane andrebbero risolte con mezzi politici e diplomatici, sulla base della legge internazionale e della cooperazione stretta tra Tehran e l'Aiea», dice il comunicato russo.