La Grecia e l´ombra nera della crisi
fonte Sandro Viola - La Repubblica
I gravi disordini che agitano da due giorni la Grecia, rappresentano la prima reazione violenta verificatasi in Occidente a causa della crisi economico-finanziaria e delle misure restrittive adottate da vari governi
La Grecia era sembrata, specie dopo il suo ingresso nell´Euro, un paese abbastanza progredito dopo il suo lungo passato di povertà. Non proprio solido, ma capace di tenersi in piedi. E anche politicamente, l´epoca del populismo sfrenato degli anni Novanta, del muro contro muro tra sinistra e destra, sembrava ormai trascorso.
Gli scontri tra manifestanti e polizia di sabato e di ieri sono quindi, da un lato, una brutta, inquietante sorpresa, e dall´altro il segno di come la crisi possa pesare, agitandoli fino alle battaglie di strada, i paesi economicamente più deboli. Ed è quindi nel contesto della crisi e delle paure che essa suscita nelle classi più disagiate, che va posto il tragico episodio di sabato sera, quando un agente di polizia ha ucciso con un colpo di rivoltella un ragazzo di quindici anni.
Le manifestazioni erano iniziate nel pomeriggio, e avevano subito assunto una violenza mai vista in Grecia dall´autunno ´73, dai giorni in cui gli studenti del Politecnico, al costo terribile d´una quarantina di morti, avevano fatto cadere la dittatura dei colonnelli che durava dall´aprile ´67. Soprattutto nel quartiere di Exarchia, dove si trovano alloggi, caffè e librerie frequentate dai giovani ateniesi, gli scontri tra manifestanti e polizia s´erano fatti già sabato durissimi. E l´uccisione dell´adolescente aveva poi messo fuoco alle polveri, rendendo la battaglia ancora più accanita e spostandola da Exarchia (un quartiere recentemente risanato, divenuto uno dei palcoscenici della notte ateniese) verso il centro della città. Vetri delle banche infranti, negozi saccheggiati, incendi d´automobili e cassonetti.
Ma si trattava ancora di un inizio, perché il peggio è venuto ieri. Mentre il centro di Atene era coperto dai fumi degli incendi appiccati con il lancio di bottiglie Molotov, le manifestazioni si sono estese in varie città del paese.
A Salonicco è stato assaltato il municipio, a Patrasso ci sono stati una ventina di feriti tra dimostranti e forze dell´ordine, gravi disordini si sono avuti anche a Iannina. Come nelle manifestazioni del ´73 e dell´85 (quando morì un altro studente) si può forse parlare di moti studenteschi, visto che grossi gruppi di manifestanti si sono asserragliati come allora negli edifici del Politecnico. Ma è probabile che agli studenti - che protestano, anche lì, per i tagli alla spese per l´istruzione - si siano aggiunte col passare delle ore altre categorie di giovani: disoccupati, precari appena licenziati, agitatori.
Il ministero degli Interni il cui titolare, Prokopis Pavlopulos, aveva già sabato notte presentato le dimissioni, respinte dal primo ministro Costas Karamanlis, parla d´un movimento anarchico e di piani prestabiliti, non improvvisati, per scuotere alle radici la stabilità politica greca. Ed è vero che la presenza d´un nucleo anarchico molto agguerrito era stato accertato all´inizio dei Duemila, con un clamoroso processo che aveva messo in luce dopo molti anni da chi fossero partiti i numerosi attentati contro i rappresentanti degli Usa (addetti militari, consiglieri culturali) ad Atene. Ma la versione del gruppo anarchico all´attacco, soffre della sospetta frettolosità con cui le polizie usano indicare, nei momenti difficili, un capro espiatorio.
Certo, la sinistra greca non dimentica che la dittatura dei colonnelli venne incoraggiata nel ´67 dalla Cia, e infatti l´antiamericanismo è ancora molto diffuso tra i giovani. Ma per capire se c´è un preciso orientamento, o addirittura una regia politica, nei disordini di queste due drammatiche giornate greche, bisognerà ancora attendere. Il fatto è che l´eruzione della violenza avviene sullo sfondo d´una profonda fragilità delle istituzioni, con il governo Karamanlis che si regge in Parlamento su un solo voto di maggioranza, ed è stato investito nei mesi scorsi dai sospetti di gravi scandali finanziari.
Né questo è tutto. Per il 10 dicembre, fra due giorni, è infatti convocato dai sindacati uno sciopero generale contro il peggioramento delle condizioni di vita dei lavoratori. Il prossimo mercoledì la Grecia potrebbe perciò vivere una giornata cruciale, la prima profonda convulsione in Occidente riferibile alla bufera economica che stiamo vivendo.
http://www.partitodemocratico.it/dettaglio/66452/




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