Un sito pornografico ha lanciato un appello decisamente macabro: "Se sei un soldato statunitense di stanza in Iraq, Afghanistan, o un altro teatro di guerra e vorresti accesso libero al sito, puoi pubblicare le foto che tu e i tuoi compagni avete fatto durante il vostro servizio. Questa sezione è per quelle più cruente quindi le persone che non vogliono vedere questo tipo di materiale non dovrebbero accedervi."
La foto di un iracheno morto, ovvero un accesso facile alla pornografia.
"Se sei un soldato statunitense di stanza in Iraq, Afghanistan, o un altro teatro di guerra e vorresti accesso libero al sito, puoi pubblicare le foto che tu e i tuoi compagni avete fatto durante il vostro servizio. Questa sezione è per quelle più cruente quindi le persone che non vogliono vedere questo tipo di materiale non dovrebbero accedervi."
Il sito in questione? Pornografico. Si tratta, in particolare, di un forum nel quale gli utenti scambiano materiale strettamente amatoriale, che va dal voyeur alle foto e ai video di partner attuali e passate; è fondamentale che non abbiano copyright. Il sito non è un segreto: conta più di 500.000 messaggi e 140.000 utenti registrati (possibile!?). Per guadagnare l'accesso è necessario inviare del materiale interessante oppure una piccola somma in danaro.
Non può mancare la riduzione per i militari!
Con due sezioni apposite, i soldati possono avere l'accesso alle risorse del sito pubblicando foto e video realizzati durante il loro servizio. Una sezione ha una tema generale, solitamente foto di militari o di (dubbio) umorismo bellico, l'altra sezione contiene... foto di iracheni morti.
Più la morte è violenta più la cosa si fa divertente. La citazione all'inizio dell'articolo è parte delle regole del forum. Una didascalia, in particolare, avvisa: "se vi disgustate facilmente o avete problemi per i terroristi morti non guardate qui".
La cosa non mi ha impedito di guardare lo stesso. La prima foto che mi accoglie è meno sconvolgente di quanto mi aspettassi: un uomo accasciato all'interno di un'auto, visibilmente non in forma. Sono i commenti che seguono a lasciarmi di sasso. Il primo mostra un immagine la cui scritta rassicura: "Non preoccuparti, non sono americani. Operazione Iraqi Freedom: si devono rompere delle uova per fare un'omelette". Non più caritatevoli i commenti degli altri utenti.
Cerco altre foto a caso e trovo immagini più crude. Alcuni uomini giacciono al suolo, chi con parti del volto mancanti, chi con il cranio aperto e relativi organi riversati. I commenti mi stupiscono ancora di più: riferimenti ai "poveri bastardi" e alle "72 vergini che li aspettano in paradiso e che fregatura se sono brutte" e ringraziamenti ai soldati.
Eppure più si va avanti più si visita un museo degli orrori. Corpi carbonizzati, corpi senza testa, corpi senza arti, corpi che non sono più corpi, corpi che "sono corpi?", una faccia in una scodella, i resti di un kamikaze, un braccio, delle gambe, tutto quello che avreste voluto sapere sull'anatomia e non avete mai osato chiedere. I commenti degli utenti sono disumani, prossimi all'esultanza per quei cadaveri.
Avevo già scritto questo articolo prima, in modo più confuso. Preso dalla foga di scrivere e divulgare questa notizia l'avevo fatto in una maniera più caotica ed incerta. Ho deciso di riscriverlo sia per migliorarne la forma sia per allargarne i contenuti.
Questo forum non è certo il primo che offre immagini così crude della guerra. Girando per la rete, facendo le opportune ricerche, ci si può imbattere facilmente in foto di genere. Si può trovare, per esempio, un sito che ne pubblica molte con l'intento di mostrare "la VERA guerra in Iraq", cercando, quindi, di far leva sulle coscienze mostrando la dura realtà. Nobile intento, eppure non capisco il motivo per il quale i volti dei cadaveri degli statunitensi sono sempre oscurati mentre gli iracheni non meritano quello stesso rispetto, quella stessa privacy o comunque quella stessa attenzione. La crudezza di certe immagini ha sicuramente un effetto rilevante sull'opinione pubblica: tremenda fu la caduta di consensi quando gli americani iniziarono a vedere le immagini del Vietnam. E'per questo motivo, infatti, che il governo degli Stati Uniti, durante la corrente guerra, ha avuto tanti problemi con la famigerata foto delle bare dei propri soldati e continua ad averne con qualunque tipo di immagine non propagandisticamente accettabile.
Accetabile quindi, anche se con qualche riserva, che vengano divulgate foto cruente della guerra in Iraq, per mostrare, appunto, la crudezza della realtà bellica. Ma quanto è giustificabile che dei soldati, addestrati e competenti, vantati tra quelli migliori del mondo, scambino questo materiale per del materiale pornografico? E quanto la cosa, mi verrebbe da chiedere ai patrioti statunitensi, gli fa onore? Già abbiamo conosciuto una realtà marcia con Abu Ghraib, un'altra emerge con questo articolo, altre vengono scoperte dai giornali fin troppo spesso. Quando la guerra finirà, concretamente piuttosto che ufficialmente, gli iracheni avranno molte realtà da raccontarci. La storia si fa nel presente e si scrive nel futuro.
Il mio scandalo è parziale. Lo scandalo di chi sa che certe cose accadono ma che ha difficoltà ad accettarle quando le vede. Reazione umana, direi. Il mio intento, però, è quello di arrivare a chi vede la guerra con un'ottica troppo distante, come una realtà televisiva, come un male necessario finchè lontanto, necessario per se stessi e per gli altri. Questo è per tutti quelli che credono che la guerra sia per il loro bene.
Staìb
da http://ohiblog.splinder.com/




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