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    Ebrei e Musulmani non hanno lo stesso dio dei cristiani





    "Sappiamo che il Figlio di Dio é venuto
    e ci ha illuminato per conoscere il vero Dio.
    E noi siamo nel vero Dio e nel Figlio suo Gesù Cristo: Egli é il vero Dio e la vita eterna". (I Jo. 5,20-21)

    Da qualche tempo sentiamo affermare e ripetere, e non da gente comune, che esprime il suo pensiero senza riflettere, ma da personaggi eminenti nella Chiesa, che ebrei e musulmani hanno lo stesso Dio dei cristiani.
    Che dire in proposito? E' vero e non é vero.
    Che c'é di vero e che c'é di falso in questa affermazione? Quelli che la sostengono, dicono: "Dio é uno solo. Ebrei e musulmani credono in un solo Dio, come i cristiani. Perciò, ebrei e musulmani hanno lo stes¬so Dio dei cristiani". E' un ragionamento molto semplicistico e super¬ficiale, che fila bene secondo la logica naturale ma non secondo la logica della fede rivelata, in cui entrano concetti soprannaturali, che esulano e sorpassano la ragione umana e di cui dobbiamo tener conto.
    Non basta essere monoteisti per poter dire di avere lo stesso Dio. Infatti, al suaccennato semplicistico ragionamento, noi ne opponiamo un altro, che lo invalida. Cioé "Gesù Cristo é Dio. Ebrei e musulmani non credono in Gesù Cristo e non lo venerano come Dio. Perciò, ebrei e musulmani non hanno lo stesso Dio dei Cristiani".
    Il nocciolo della questione sta tutto qui, ma é anche la verità da cui deriva e su cui si fonda tutta la nostra santa Religione, che é l'unica vera Religione.
    E' una verità che scandalizza ebrei e musulmani, i quali radicati nei loro errori, non vogliono neppure darsi la pena di informarsi e cercar di capire che, per lo meno, non c'é alcun contrasto tra questo concetto e la fede nell'unico Dio. Molti cattolici moderni, al contrario, non vogliono darsi la pena di informarsi e cercar di capire che non si può dire di credere in Gesù Cristo e affermare di avere lo stesso Dio degli
    ebrei e dei musulmani.

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  2. #2
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    La Chiesa cattolica non ha mai riconosciuto l'assoluta indentità tra il Dio dei cristiani e il Dio degli ebrei e dei musulmani. Del resto, prima d'ora, a nessuno era mai passato per la mente che Maometto avesse scoperto e indicato ai suoi seguaci il vero Dio, conosciuto e adorato dai cristiani. Egli, anzi, comandò di combattere il Cristianesimo proprio per la diversità del concetto che di Dio hanno i cristiani, dal concetto che ne aveva lui e che ne aveva fatto avere ai suoi.
    Nemmeno mai si era pensato che avessero lo stesso Dio dei cristiani gli ebrei, i quali, non solo non hanno riconosciuto il Cristo Salvatore, vero Uomo e vero Dio, ma lo hanno anche crocifisso, perché Egli, da essi ritenuto soltanto un uomo, nonostante le prove evidenti della divinità che aveva posto dinnanzi ai loro occhi, si proclamava, appun¬to, Figlio di Dio e Dio stesso, uno col Padre. E su questo gli ebrei di oggi non sono diversi dagli ebrei di allora.
    Ma i cattolici innovatori hanno dimenticato queste realtà, non dimen¬ticate da ebrei e musulmani, che non gradiscono e non accettano di avere lo stesso Dio dei cristiani.
    Tuttavia, la questione non si risolve semplicemente con poche parole, ma con l'ausilio della verità rivelata, interpretata e spiegata dai SS. Padri e dai Teologi cattolici, definita infallibilmente dal Magistero ecclesiastico.
    E' quello che ora ci proponiamo di fare in modo breve e succinto, ma sufficiente a dissipare dubbi e perplessità, col pericolo di credere che, avendo l'Ebraismo e l'Islam lo stesso Dio del Cristianesimo, siano quelle religioni esse pure buone alla salvezza.

    I due aspetti della Divinità

    La divina maestà di Dio può essere considerata sotto due aspetti:
    1) sotto l'aspetto di Ente supremo, purissimo spirito, infinito ed eter¬no,creatore e signore dell'universo;
    2) sotto l'aspetto della sua natura trinitaria, come ci é stata rivelata da Nostro Signore Gesù Cristo e come si é manifestata agli uomini, soprat¬tutto con l'incarnazione dello stesso Nostro Signore.
    Se si considera la divina maestà di Dio sotto il primo aspetto e soltanto così, di Ente supremo, effettivamente allora, il Dio dei cristiani sarebbe lo stesso Dio degli ebrei e dei musulmani, anzi di tutti coloro che, anche senza professare alcuna religione, col retto uso della ragione naturale, scoprono e credono in un solo unico Dio. Ciò é possibile. In questo caso varrebbe il ragionamento umano e logico cui s'é preceden¬temente fatto cenno. Tutti gli errori intorno alla natura divina, che non escludano i caratteri essenziali dell'Ente supremo (puro spirito, infini¬to, eterno, ecc.), tutti gli errori intorno al culto che gli venga tributato e alla morale che ne deriva, non sono sufficienti a dimostrare che il loro Dio sia un dio diverso da quello dei cristiani: molti di tali errori si riscontrano anche tra i cristiani eretici ed anche tra gli stessi cattolici non bene istruiti e non bene formati.
    Gli ebrei antichi avevano il concetto giusto dell'Ente supremo e vogliamo ritenere che l'abbiano conservato.
    Vogliamo anche supporre che l'Islam abbia, almeno nelle linee essen¬ziali, un concetto esatto dell'Ente supremo, benché in quella religione siano tanti, così grossolani ed aberranti gli errori intorno soprattutto alla morale e il premio, per esempio, del paradiso, concepito in maniera del tutto umana e materiale, che l'Allah da essi adorato sembra un fan¬toccio, piuttosto che il Dio vivente e santo. Tuttavia, ammettendo che i musulmani abbiano un concetto esatto della Divinità, possiamo dire che, in questo senso, abbiano lo stesso Dio degli ebrei e dei cristiani.
    Insomma, il Dio di tutti coloro che si professano monoteisti, purché lo intendano in modo giusto riguardo ai suoi attributi essenziali, é per tutti il medesimo Dio.
    Non lo sarebbe qualora lo intendessero come un idolo.
    Solo i cristiani hanno una conoscenza completa e perfetta di Dio ("completa" e "perfetta", si capisce, in senso relativo, ossia per quanto é loro necessario sulla terra), essendo loro stato rivelato da Dio stesso.
    Però, avere una conoscenza più perfetta, o meno perfetta di Dio, non significa avere un altro Dio. Ciò avviene, come si é detto, anche tra gli stessi cristiani.
    Sotto l'aspetto, dunque, di Ente supremo, di purissimo spirito, infini¬to, eterno, creatore e signore del mondo, Dio é il medesimo per tutti i monoteisti, quindi per gli ebrei, i musulmani e i cristiani.
    Ma la cosa cambia radicalmente se si considera la Divinità alla luce

  3. #3
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    del dogma della SS.ma Trinità, soprattutto alla luce della manife - stazione esterna delle tre divine Persone e specialmente del Verbo Incarnato.
    Noi non possiamo prescindere da questa realtà e non possiamo essere d'accordo con quei "cattolici", chiunque essi siano, che sostengono essere il Dio dei cristiani lo stesso Dio degli ebrei e dei musulmani. Essi, invece, prescindono dal dogma della SS.ma Trinità e da quello dell'Incarnazione del Verbo, vero ed unico Dio col Padre e lo Spirito Santo. Ma, così facendo, negano e l'uno e l'altro, anche se, a parole, continuano a professare la fede in questi due dogmi, cadendo in una madornale contraddizione.
    Per ben convincersi di ciò, é assai utile approfondire lo studio dell'ar¬gomento, che é della massima importanza.

    La dottrina della Chiesa intorno alla Divinità

    Bisogna innanzi tutto conoscere la natura divina di Dio, come ci é stata rivelata da Dio stesso e ci é insegnata dalla Santa Madre Chiesa, a cui dobbiamo conformarci per conseguire la salvezza eterna.
    La natura divina é trinitaria, ossia Dio é uno solo, ma in tre persone uguali e distinte: Padre, Figlio e Spirito Santo. Distinte, perché sono realmente tre persone, ma non separate.
    Certamente, il dogma della Trinità divina é un mistero, che non solo non avremmo mai potuto conoscere se non per la rivelazione dello stes¬so Signore Nostro Gesù Cristo, ma che, come tale, anche dopo la rive¬lazione, la ragione naturale non é in grado di giungere ad una intrinse¬ca conoscenza. Il Concilio Vaticano I dice che questo mistero, come tutti gli altri, rimane sempre coperto dal velo della fede ed é in una certa quale oscurità . Tuttavia, anche se non possiamo comprendere il mistero nella sua intima realtà (solo in cielo sarà possibile), però possiamo di¬scorrerne e conoscere ugualmente molte cose intorno ad esso. La ragione, illuminata dalla parola divina, possiede la capacità di intendere e di esporre il vero senso del dogma.
    La dottrina cattolica in proposito é stata magistralmente presentata da Sant'Atanasio nel suo magnifico Simbolo, che riporto quasi integral¬mente, almeno nella prima parte, in cui il santo Dottore descrive la

  4. #4
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    natura trinitaria di Dio. La conoscenza che abbiamo, per rivelazione divina, della SS.ma Trinità, ripeto e ripeterò ancora, non é di per sé suf¬ficiente a dimostrare che il Dio degli ebrei e dei musulmani non é lo stesso che il Dio dei cristiani: la prova decisiva é l'Incarnazione del Verbo, ossia della Seconda Persona della SS.ma Trinità.
    Tuttavia, la conoscenza approfondita della SS.ma Trinità é premessa indispensabile per capire che Gesù Cristo Nostro Signore é Dio e non é il Dio degli ebrei e dei musulmani, se essi non lo riconoscono e non lo venerano.

    Il Simbolo Atanasiano
    "Chiunque voglia salvarsi, innanzi tutto gli é necessario conservare la fede cattolica: se non la osserverà integra ed inviolata, senza dubbio perirà in eterno ".
    (Parole chiare e tremende, che dovrebbero far riflettere i progressisti innovatori).
    —La fede cattolica é questahe sia venerato l'unico Dio nella Trinità e la Trinità nell'Unità, senza confondere le persone (che sono distinte) e senza separarne la natura (che é una per tutte e tre) ".
    `Altra é la persona del Padre; altra del Figlio; altra dello Spirito Santo. Ma, sia del Padre, come del Figlio, come dello Spirito Santo, una é la divinità, uguale la gloria, coeterna la maestà ".
    "Quale é il Padre, tale é il Figlio, tale lo Spirito Santo ".
    "Increato il Padre, increato il Figlio, increato lo Spirito Santo ".
    "Immenso il Padre, immenso il Figlio, immenso lo Spirito Santo ".
    "Eterno il Padre, eterno il Figlio, eterno lo Spirito Santo ".
    "E tuttavia, non tre eterni, ma uno eterno. Come non tre increati, né tre immensi, ma uno increato e uno immenso ".
    `Allo stesso modo, onnipotente il Padre, onnipotente il Figlio, onnipo¬tente lo Spirito Santo; e tuttavia non tre onnipotenti ma uno onnipo¬ten te ".
    "Dio il Padre, Dio il Figlio, Dio lo Spirito Santo, ma non tre Dei, bensì uno solo é Dio ".
    "Signore il Padre, Signore il Figlio, Signore lo Spirito Santo, ma non tre Signori, bensì uno é il Signore ".
    "Infatti, come la verità cristiana ci obbliga a credere Dio e Signore
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  5. #5
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    singolarmente ciascuna delle tre persone, così la religione cattolica ci proibisce di considerarle tre Dei e Signori ".
    "II Padre non é stato né creato, né generato. Il Figlio non é stato cre¬ato, ma solo generato dal Padre (una generazione eterna, senza princi¬pio e senza fine). Lo Spirito Santo né creato, né generato, ma proce¬dente dal Padre e dal Figlio...". "E in questa Trinità nessuno viene prima e nessuno viene dopo, nessuno é maggiore e nessuno é minore, ma tutte e tre le persone sono coeterne e coeguali così che, come si é gia detto, sia venerata l'Unità nella Trinità e la Trinità nell'Unità ".
    "Chi, dunque, vuole essere salvo, così deve credere della Trinità ".
    Dopo aver chiaramente descritto la natura trinitaria di Dio, il santo dottore passa a parlare della Incarnazione del Verbo che, già da quanto ha detto, risulta essere Dio, unico vero Dio insieme col Padre e con lo Spirito Santo, evidentemente anche dopo l'Incarnazione.
    Vero Dio e vero Uomo, una sola persona: la persona del Cristo, con due nature: una divina ed una umana.
    Egli, infatti, incarnandosi, ha assunto la natura umana, senza lasciare, ma conservando, la natura divina. In altre parole, si é fatto Uomo restando Dio.
    Poiché le due nature sono inseparabili, riconoscendo e venerando Cristo Uomo, noi riconosciamo e veneriamo anche Cristo Dio. Quindi, chi non riconosce e non venera Cristo come Dio, ma soltanto come Uomo, non può avere e non ha lo stesso nostro Dio.
    Tornerò sull'argomento, ma intanto anticipo a dire che, per la stessa suddetta ragione, Maria Vergine Santissima essendo madre di Cristo Uomo, é pure madre di Cristo Dio ed é giusto, perciò, chiamarla: Madre di Dio.
    Ancora per la stessa ragione, essendo Cristo stato ucciso per mano giudea come Uomo, é stato ucciso pure come Dio. Pertanto, l'uccisione del Cristo é veramente deicidio. Certo! Cristo, come Dio, non poteva essere ucciso, ma peraltro i suoi uccisori sono veri uccisori di Dio.

    La SS.ma Trinità nel Vecchio Testamento

    Dio si é rivelato nel Vecchio Testamento parlando direttamente ai primi uomini, ai Patriarchi, poi espressamente a Mosé sull'Oreb: "lo

  6. #6
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    sono Colui che sono " (Es. 3,14). Però, non si é rivelato trinitario, nonostante i numerosi velati accenni, di cui soltanto dopo la Redenzione s'é capito il vero significato. Non era la SS.ma Trinità come la conosciamo noi per la rivelazione del Signore Nostro Gesù Cristo. Noi conosciamo che il Padre il Figlio e lo Spirito Santo sono vere persone, distinte tra loro e non soltanto espressioni dell'unica per¬sona divina, o forze promananti della stessa.

    Il Padre

    Nell'Antico Testamento Dio é stato spesso chiamato e invocato col nome di Padre, ma di una paternità generica e impropria, non come una vera persona, distinta dalla persona del suo Spirito e dalla persona del suo Verbo.
    "Padre" di tutte le sue creature, a motivo della creazione, della con¬servazione, della provvidenza, per l'amore che più volte aveva dimostrato per il suo popolo.
    In questo senso, Dio é chiamato anche da noi e lo potrebbe essere pure dagli altri monoteisti, "Padre eterno" ma, un conto é considerare "padre" Dio che provvede amorosamente alle nostre necessità, spiri¬tuali e materiali, e un altro conto é considerare il Padre con una pater¬nità in senso vero e proprio, che si addice solo alla Prima Persona, quel¬la che Gesù chiama ripetutamente `7l Padre mio- o a cui si rivolge nella preghiera come ad una persona e non a Dio genericamente. Egli parla, o si rivolge evidentemente ad "un altro" che, pur essendo Dio come ed insieme a Lui, é però una persona da Lui distinta. "Padre" in senso generico, é per noi anche Gesù stesso ed anche lo Spirito Santo.
    Quando, perciò, ci esorta a pregare e ci rivolge una frase come ques¬
    ta: "Qualunque cosa chiederete al Padre in nome mio, Egli ve la con¬
    cederà " (Gv. 16,23), si riferisce proprio alla persona del Padre e non a Dio genericamente. Ciò che non si riscontra nei sacri Libri del Vecchio Testamento.

  7. #7
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    Lo Spirito Santo

    Le Sacre Scritture del Vecchio Testamento accennano allo Spirito 7
    Santo, non però inteso come una persona divina distinta dal Padre, ma bensì come una forza promanante da Dio, una forza che illumina, che fortifica, che spinge al bene. Si, certo, questa é una mansione attribui¬ta allo Spirito Santo, ma per noi non é soltanto una forza che semplice¬mente promana da Dio, bensì una vera e propria persona, distinta dal Padre, benché della sua stessa natura e, perciò, Dio insieme con Lui. Infatti:
    1) E' una persona. E' chiamato anche "Paraclito", cioé "Assistente", "Consolatore", termine che può essere attribuito soltanto ad una per¬sona, non ad un atto di una persona. Inoltre gli vengono attribuite azioni personali, come "insegnare la verità" (Gv. 14,26 ; 16,13); "testimoniare per Cristo" (Gv. 15-16); "conoscere i segreti di Dio" (I Cor. 2,10).
    2) E' una persona distinta dalle altre due. Se Gesù dice: "II Padre vi manderà un altro Paraclito" (Gv. 14-16), significa che Lui pure é un paraclito, ma c'é né un altro, lo Spirito Santo, appunto, che il Padre invierà. E pertanto, é distinto dal Padre e dal Figlio. 3) E' uno col Padre e col Figlio, lo stesso unico Dio.
    Lo dimostra, per esempio, San Pietro, che adopera scambievolmente i nomi di Dio e Spirito Santo: 'Anania, come mai Satana t'ha così riem¬pito il cuore, che tu cerchi di mentire allo Spirito Santo? Tu hai menti¬to non agli uomini, ma a Dio " (Att. 5,3).
    Tutto ciò, come si é detto del Padre, non si riscontra nelle Scritture sacre del Vecchio Testamento.

    II Figlio

    Anche del Figlio é fatto cenno nelle Scritture dell'Antico Testamento, assai più che dello Spirito Santo, ma ancora troppo velatamente per potervi riconoscere una persona divina distinta dal Padre, nonostante la chiarezza inequivocabile con cui si sono espressi i Profeti, quando, per esempio, si dice che la Vergine partorirà un figlio che sarà chiamato Emanuele, cioé "Dio con noi" (Is. 7,14). A quale uomo si può dare questo titolo? Le stesse frasi più ricordate, come: "Ha detto il Signore al mio Signore: siedi alla mia destra " (Ps. 109,1), o "Il Signore mi ha detto: Tu sei mio figlio; oggi io ti ho generato " (Ps. 2,7), soltanto con la venuta del Redentore si é capita tutta la verità contenuta nelle parole
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    profetiche: si sa che di molte profezie se n'é compreso il pieno signifi¬cato solo alla loro realizzazione, così che la realtà ha confermato le pro¬fezie e le profezie confermano la realtà. L'opera di Dio é mirabile anche in questo.
    Ma é soltanto con l'Annunzio dell'Angelo a Maria Vergine che si conosce espressamente essere il Messia promesso una persona della SS.ma Trinità, cioé il Figlio, che col Padre e lo Spirito Santo é un solo unico Dio: "Questi sarà grande e sarà chiamato figlio dell'Altissimo ...Lo Spirito Santo sarà sopra di te..." (Lc. 1,32 / 35).
    Dopo questo primo annunzio, apparirà sempre più chiaramente il "Verbo", accennato nelle Scritture antiche, per esempio: "Verbo Domini coeli fatti sunt" (Con la parola del Signore sono stati creati i cieli (Ps. 32,6), non é un attributo di Dio, né una forza impersonale, né un semplice atto della volontà divina, ma una vera persona, distinta dal Padre, perché "In principio era il Verbo e il Verbo era presso Dio " (Padre) (Gv. 1,1).
    "Presso" indica distinzione dal Padre, non però separazione, perché "Il Verbo era Dio" (Gv. 1,1), come poi più volte affermò Gesù stesso: "Io e il Padre siamo una cosa sola " (Gv. 10,30).

  8. #8
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    Nostro Signore Gesù Cristo é Dio

    Noi sappiamo molto meglio degli antichi ebrei che il Messia promes¬so e poi venuto a redimere gli uomini, é il Verbo eterno, é Dio.
    Gli antichi ebrei veneravano il vero Dio, in attesa del Messia promes¬so. Ma, quando e dopo che il Messia é venuto ed essi non lo hanno riconosciuto, non possono più dire di credere nel vero Dio, di credere nello stesso Dio dei Cristiani.
    Per capirlo bene, dobbiamo cercare con tutte le forze di approfondire la nostra fede nella divinità di Gesù, nostro Signore. Non inganni il fatto ch' Egli si sia umiliato, per nostro amore, fino ad assumere un corpo umano e si sia fatto uomo come noi.
    E' di fede che Gesù Cristo, anche come uomo, é Figlio naturale di Dio (Padre) e, come tale, deve essere adorato con l'adorazione che spetta a Dio. Ciò é approvato dalle sue stesse parole: "...affinché tutti onorino il Figlio come onorano il Padre; chi non onora il Figlio, non onora il
    9
    - Padre che lo ha mandato " (Gv. 5,23), dove "onora" equivale per "lo riconosce vero Dio, lo adora e gli rende il culto che gli é dovuto".
    Egli, insomma, esige per sé la medesima adorazione che é dovuta al Padre. Chi non lo fa, non lo riconosce come vero Dio e, come si può dire che abbia lo stesso Dio di chi, invece, lo riconosce e lo adora?
    "Io sono nel Padre e il Padre é in me; chi vede me, vede anche il Padre" (Gv. 14,9 - 10). "Io e il Padre siamo una cosa sola" (Gv. 10,30). E notare che Gesù parlava di sé stesso non soltanto come Verbo eterno, ma anche come Verbo incarnato, per cui anche nell'uomo visi¬bile si doveva e si deve vedere, con l'occhio della fede, Dio, che é in cielo ed é in terra nella visibile persona del Cristo.

    Dio si é manifestato nella persona umana di Cristo

    Non si dirà mai abbastanza che la differenza tra i cristiani e gli altri monoteisti, particolarmente ebrei e musulmani, nella fede del vero Dio, consiste soprattutto nella manifestazione esterna e visibile di Dio nella persona umana di Cristo.
    Se Dio avesse rivelato il mistero della SS.ma Trinità attraverso un Angelo, oppure un Profeta, che ne avesse parlato apertamente e con la massima chiarezza, ciò non sarebbe ancora sufficiente a dimostrare che il Dio dei cristiani non é quello degli ebrei e dei musulmani. E' la mani¬festazione esterna e visibile di Dio stesso nella persona del Verbo incar¬nato che ce ne distingue.
    Inutile dire, come fanno i "cattolici" novatori: "Noi, cristiani, ebrei e musulmani abbiamo lo stesso Dio, perché crediamo tutti e abbiamo in comune il Dio di Abramo". Non lo si può dire. Se il Dio di Abramo non si fosse manifestato nella persona del Verbo incarnato, allora si, che potremmo anche dire di avere in comune lo stesso Dio, benché con una conoscenza diversa sulla natura divina dell'Eterno. Ma, poiché il Dio di Abramo si é manifestato nella persona di Cristo Signore, non si può dire di avere lo stesso Dio con coloro che non hanno riconosciuto e non vogliono riconoscere, né accogliere il Figlio di Dio, il Verbo incarnato, il Cristo, il quale altro non é che il Dio di Abramo.
    Provo a spiegare il mistero con un esempio, sempre molto alla buona, perché i misteri non possono essere rappresentati da fatti naturali, ma

  9. #9
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    Dio si é manifestato nella persona umana di Cristo

    Non si dirà mai abbastanza che la differenza tra i cristiani e gli altri monoteisti, particolarmente ebrei e musulmani, nella fede del vero Dio, consiste soprattutto nella manifestazione esterna e visibile di Dio nella persona umana di Cristo.
    Se Dio avesse rivelato il mistero della SS.ma Trinità attraverso un Angelo, oppure un Profeta, che ne avesse parlato apertamente e con la massima chiarezza, ciò non sarebbe ancora sufficiente a dimostrare che il Dio dei cristiani non é quello degli ebrei e dei musulmani. E' la mani¬festazione esterna e visibile di Dio stesso nella persona del Verbo incar¬nato che ce ne distingue.
    Inutile dire, come fanno i "cattolici" novatori: "Noi, cristiani, ebrei e musulmani abbiamo lo stesso Dio, perché crediamo tutti e abbiamo in comune il Dio di Abramo". Non lo si può dire. Se il Dio di Abramo non si fosse manifestato nella persona del Verbo incarnato, allora si, che potremmo anche dire di avere in comune lo stesso Dio, benché con una conoscenza diversa sulla natura divina dell'Eterno. Ma, poiché il Dio di Abramo si é manifestato nella persona di Cristo Signore, non si può dire di avere lo stesso Dio con coloro che non hanno riconosciuto e non vogliono riconoscere, né accogliere il Figlio di Dio, il Verbo incarnato, il Cristo, il quale altro non é che il Dio di Abramo.
    Provo a spiegare il mistero con un esempio, sempre molto alla buona, perché i misteri non possono essere rappresentati da fatti naturali, ma
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  10. #10
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    per rendere un poco l'idea di quello che s'intende dire.
    Immaginiamo che dei fratelli abbiano il loro padre lontano, che non hanno mai visto e che conoscono solo per corrispondenza. Essi hanno tutti lo stesso padre. Un bel giorno il padre fa ritorno nelle sua propri¬età, dove stanno i suoi figli, dandosi loro a riconoscere inequivocabil¬mente. Ma solo alcuni lo riconoscono e lo accolgono, mentre gli altri non lo vogliono riconoscere né accogliere, anzi lo cacciano via in malo modo, dicendo di non riconoscere altro che "quello" lontano. Che figli sono, se riconoscono il padre quando é lontano, ma non lo vogliono riconoscere e lo rinnegano quando é vicino?
    Il padre, da parte sua, sarà sempre il loro padre, ma sono essi che non vogliono essere suoi figli e vanno ripetendo che quello venuto non é il loro padre.
    Da questo momento non hanno più il padre in comune con quelli che, invece, lo hanno accolto. Come fanno alcuni di quelli rimasti fedeli, per eccesso di amore verso i ribelli, a sostenere che quelli hanno il loro stesso padre, se non rinunciando essi pure al padre che é loro vicino? Come possono accordarsi fedeltà e ribellione, dicendo gli uni: "Questo é il nostro padre" e dicendo gli altri: "Questo non é il nostro padre"?
    "Il Verbo (che) era Dio (lo é da sempre e per sempre) si é fatto carne e venne ad abitare tra noi- (Gv. 1,1/14) per essere 1"'Emmanuele", ossia, "Dio con noi". "... Venne nella sua proprietà (cioé, tra il suo popolo d'Israele, che aveva eletto e preparato per accoglierlo come Messia Salvatore) e i suoi non lo ricevettero. Ma a tutti quelli che lo ricevettero diede il potere di diventare figli di Dio, a quelli che credono nel suo nome... e da Dio sono nati" (Gv. 1, 1 / 11-13).
    Vuol dire che a tutti coloro che non lo ricevettero, non diede il potere di divenire figli di Dio. Dunque, se non sono figli, non lo hanno nem¬meno per padre, avendolo rifiutato e rinnegato. Se non lo hanno per loro padre, non lo hanno nemmeno per loro Dio.
    Perciò, il Dio di coloro che non credono nel suo nome (cioé, in Lui, Verbo incarnato e vero Dio), non é il Dio di coloro che credono nel suo nome (idem, come sopra).
    Ovvero, il Dio degli ebrei e dei musulmani non é il Dio dei cristiani, non da parte di Dio, ma bensì da parte di chi lo rifiuta e non vuole aver¬lo per suo Dio.
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