Finito lo sgombero di alcune fattorie abusive nei territori palestinesi. Gli abusivi verranno indennizzati in modo lauto, e intanto Sharon ringrazia i media
TEL AVIV - Sono in corso da questa mattina nel nord della Cisgiordania le operazioni di evacuazione delle ultime due colonie ebraiche ancora abitate di cui e' previsto lo smantellamento dal piano di disimpegno del premier Ariel Sharon, dopo lo sgombero delle 21 colonie di Gaza.
Centinaia di soldati e poliziotti sono entrati, poco dopo l'alba, a Homesh e a Sa-Nur, i due piccoli insediamenti ultra' situati nei dintorni di Tulkarem, nei quali sono asserragliati alcune centinaia di coloni e circa 1.500 estremisti venuti dal resto della Cisgiordania per resistere al ritiro. Le operazioni di sgombero si sono svolte finora senza le temute violenze da parte degli ultra'.
A Sa-Nur le forze di sicurezza hanno evacuato la sinagoga, nella quale si erano barricate alcune decine di persone, e sono penetrate anche in un antico fortino ottomano, diventato poi un commissariato di polizia durante il protettorato britannico, occupato da diverse decine di ultra'. Sul tetto del fortino, dove e' stata eretta una grande tenda sulla quale sventola uno striscione con la scritta ''Maledetto sia chi caccia un fratello dalla sua casa'', si trovano numerosi giovani oppositori al ritiro. La polizia sta negoziando con loro per evitare una evacuazione violenta. Sembra sia stato raggiunto un accordo preliminare, in base al quale i giovani accetterebbero di essere evacuati nel pomeriggio dall'interno delle gabbie metalliche gia' usate dalla polizia nella colonia di Kfar Darom, nella striscia di Gaza. Alcune decine di persone, soprattutto donne e bambini, hanno gia' lasciato la colonia a bordo degli autobus previsti per l'evacuazione.
Anche a Homesh non si sono registrati per ora incidenti violenti e le operazioni di evacuazione procedono per ora con piu' lentezza. Come a Sa-Nur, le forze di sicurezza sono state accolte da invettive: ''Non siete veri ebrei'', ''Gli ebrei non espellono altri ebrei'', ''Siete le pecore di Sharon'', sono alcune delle frasi ostili gridate ai soldati da coloni e estremisti. Sulle forze di sicurezza sono state lanciate uova e pomodori, e olio e' stato versato per terra per rallentare la progressione dei militari, che sono pero' entrati nel collegio rabbinico Har Shlomo senza incontrare alcuna resistenza attiva, ma solo alcune decine di giovani immersi in preghiera.
Fonti dell'esercito hanno indicato di prevedere di ultimare lo sgombero delle due colonie entro questa sera.
Altri due insediamenti del nord della Cisgiordania, Ganim e Kadim, devono essere smantellati in base al piano Sharon. Ma queste due piccole colonie, nei dintorni di Jenin, sono gia' vuote. A Ganim e' iniziata questa mattina la demolizione di alcune case. La distruzione delle villette dei coloni e' gia' in corso anche in 13 dei 21 insediamenti di Gaza.
Le forze di sicurezza israeliane procedono con prudenza, nell'ipotesi che fra gli estremisti ci possano essere persone armate che possano voler scatenare uno scontro a fuoco con i soldati, nonostante le dichiarazioni dei coloni che hanno detto di volere resistere solo passivamente all'evacuazione. ''Non ci sono armi qui, ma non si possono escludere casi isolati, incontrollati'', ha affermato un portavoce dei coloni di Homesh, Benny Katsover. Fra gli estremisti ci sarebbero, secondo la radio israeliana, anche due disertori armati.
L'evacuazione di Homesh e Sa-Nur concludera', con ampio anticipo sui tempi inizialmente previsti (in una settimana invece di tre) la fase piu' delicata del piano Sharon. Nelle prossime settimane dovranno essere distrutte le villette dei coloni, poi si procedera' al ritiro dei militari da Gaza, dove il territorio delle colonie sara' restituito ai palestinesi, si prevede ai primi di ottobre.
Ieri sera il presidente palestinese Abu Mazen ha telefonato al premier israeliano Ariel Sharon per congratularsi per il positivo svolgimento delle operazioni di sgombero, che per ora non hanno fatto registrare episodi di violenza grave. I due leader hanno inoltre deciso di vedersi ''presto''.
I “coloni” che occuparono la terra palestinese hanno ottenuto in cambio dai duecento ai trecentomila euro d’indennizzo per famiglia più l’affitto gratuito nelle nuove case.
Ora che i media ci hanno propinato questa soap opera dalle sfumature orange quanto credito ha accumulato Tel Aviv per le prossime violazioni dei diritti umani?




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