Era in concorso al festival del cinema di cannes, eppure i suoi diuretici effetti non sono diminuiti a tre mesi di distanza.
Sfortunati attori di questo insulto cinematografico sono Bryce Dallas Howard e Willem Dafoe, i quali impersonano una giovane coppia in pellegrinaggio per gli stati del Nord America.
Guarda caso i due s'imbattono in una comunità di neri ancora sotto schiavitù e il dolce, piccolo cuore puro della donna s'infiamma desideroso di porre fine all'incredibile ingiustizia. Come vi chiederete?... ma ovvio, stabilendosi in mezzo a loro...E come andrà a finire? (qui un dubbio inizia a ronzare nei vostri cervelli...si..si avete indovinato...)
Il corpo quasi adolescenziale della giovane grace si fa splendido davanti alla statuaria presenza di alcuni giovani omaccioni scuri e il disagio voyeuristico della giovane bianca si tramuta in moderna accettazione cosmopolita.
Morale della favola: inevitabile il cedimento della giovane bianca davanti al concreto sudore dei vigorosi muscoli dello schiavo seduttore.
Tutto questo ancora una volta per ricordare a noi bianchi da dove nasca il nostro vero razzismo nei confronti degli afroamericani, ovvero dalla paura e dall'invidia del "maschio nero".
Non c'è che dire, un messaggio originalissimo, pura avanguardia cinematografica.
non se la prenda il buon lars, se prima o poi il suo illuminante lavoro finirà per alimentare un sacro focherello, pagano s'intende
LeccoRN




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