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Risultati da 1 a 10 di 38
  1. #1
    Paul Atreides
    Ospite

    Predefinito Note storiche sull'Africa

    Inizio [con calma] una discussione sull'Africa. Così, tanto per adeguarmi alla calura estiva.

    Premetto che ricorrerò a messaggi brevi. Indi per cui, onde evitare lo spezzettamento del tutto, no perditempo

    Breve ritratto dell'Africa precoloniale

    Vi erano organizzazioni politiche che potremmo definire ''Stati'', con un certo grado di centralizzazione e di gerarchie amministrative [stati zulu, shona, ndebele, yoruba, asante, wolof, il Rwanda governato dal mwami, il Bunyoro guidato dall'omukama, il regno del Buganda, dell'Ankole, ecc.] ma dai confini territoriali mai chiaramente definiti.

    Vi erano poi le ''società acefale'' o ''segmentarie'', di tipo clanico, totalmente non statuali [i nuer, i masai, i kikuyu, gli igbo ecc.] e infine strutture intermedie [ i cosiddetti ''capitanati'' o ''principati'']

  2. #2
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    mappa etnica dell'Africa (Biasutti: 1929)
    http://www.lib.msu.edu/coll/main/map...1ae35e5v1l.JPG

  3. #3
    Paul Atreides
    Ospite

    Predefinito

    Sino al 1875 l'Africa era sostanzialmente fuori dagli imperi coloniali.

    All'epoca infatti ecco le zone occupate dagli europei: Algeria e Senegal [francesi]; Sierra Leone, Costa d'Oro e alcune zone litoranee dell'odierna Nigeria [inglesi]; strisce limitate della costa angolana e mozambicana [portoghesi]; Sudafrica [contesa da boeri, inglesi e zulu].

    La ''corsa'' alla spartizione dell'Africa avverrà a partire dal 1879-1880. Punto centrale della ''corsa'' sarà la Conferenza di Berlino del 1884-85. Nel 1914 in pratica termina la ''corsa'' e tutta l'Africa risulta occupata ad eccezione dell'Etiopia e della Liberia [in questo periodo solo il Sudan del Mahdi e del suo successore riuscirà a mantenersi indipendente dal 1885 al 1898].

    Quindi, il dominio coloniale europeo in Africa data dagli anni ottanta dell'Ottocento agli anni sessanta del Novecento. Nemmeno un secolo...

    Ps. ringrazio Felix per il contributo.

  4. #4
    Paul Atreides
    Ospite

    Predefinito

    Con la fine della prima guerra mondiale, le colonie tedesche vennero incorporate dai francesi e dagli inglesi. Successivamente l'Etiopia sarà conquistata dagl'italiani.

    Ovviamente, il ''colonialismo'' è una categoria astratta che solo qualche sprovveduto può usare. In realtà sono esistiti ''i colonialismi''. L'Africa non fa eccezione, in quanto vide la presenza di almeno 5 forme diverse di colonialismo.

    1) il colonialismo francese basato sul concetto di ''assimilation'' [culminato nella ''loi cadre'' del 1956] e su di una amministrazione centralizzata [ad eccezione dell'Algeria che non era una colonia ma territorio metropolitano]. Successivamente alla prima guerra mondiale s'introdurranno forme di amministrazione indigena.

    2) il colonialismo inglese basato sul cosiddetto ''indirect rule'', ossia su di un governo indiretto, ossia col maggior coinvolgimento delle amministrazioni indigene [''native administrations''], ad eccezione delle zone dove forte era la presenza di coloni bianchi [Kenya, Rhodesia, Sudafrica]

    3) il colonialismo belga, fortemente accentratore all'inizio e totalmente lontano dall'idea di assimilation, e poi aperto alle amministrazioni indigene [specie ai tutsi nel Rwanda]

    4) il [tardo] colonialismo fascista, fortemente ideologico e ''civilizzatore''

    5) il colonialismo portoghese, inizialmente centralizzatore, poi con discreta presenza di amministrazione indigena, poi nuovamente centralizzato e con politiche di promozione di insediamenti di coloni.

    Casi a sé, ovviamente, le repubbliche boere del Transvaal e del Free Orange State poi distrutte dagli inglesi.

  5. #5
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    Testo originale scritto da Felix
    mappa etnica dell'Africa (Biasutti: 1929)
    http://www.lib.msu.edu/coll/main/map...1ae35e5v1l.JPG
    Sbaglio o il sudafrica è tutto di colore grigio(indoeuropei) nella carta? E poi si parlava dei boeri...

  6. #6
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    Penso che lo spirito della discussione fosse giustamente quello di liberare l'Europa dal marchio di condanna che gli infami le impongono come responsabile del sottosviluppo africano.
    Sarebbe interessante che qualcuno, ben informato, dicesse come stanno veramente le cose e soprattutto se abbiamo o meno un debito con questo continente che per quanto mi riguarda molto meglio sarebbe stato se fosse rimasto la terra dell' hic sunt leones.

  7. #7
    Paul Atreides
    Ospite

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    In generale le colonie africane furono governate in modo approssimativo, con pochissimo personale e con un controllo sul territorio molto ridotto. Gli stati coloniali esercitarono insomma un "potere limitato" [Carbone]. Addirittura Berman li definisce ''imprese scalcinate''.

    Fa eccezione il Congo belga, conquistato con grande brutalità e sfruttato in maniera sistematica, con un autentico genocidio della popolazione autoctona.

    In generale, una grande trasformazione dovuta al colonialismo fu l'introduzione delle monocolture destinate al mercato estero. E anche qui ci furono risultati altalenanti pur in presenza delle stesse amministrazioni coloniali [v. la monocoltura del cotone studiata da Amselle nel suo ''Logiche meticce. Antropologia dell'identità in Africa e altrove''].

    Un'altra grande trasformazione introdotta dal colonialismo e che restò in eredità fu la ''geografia politica'', nel senso che i nuovi Stati africani sorgeranno dai confini amministrativi tracciati dagli europei sia tra i possedimenti delle diverse potenze coloniali sia all'interno dei singoli possedimenti [esempio classico sono gli Stati sorti dalle immense federazioni francesi dell'Africa occidentale ed equatoriale].

  8. #8
    Paul Atreides
    Ospite

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    La decolonizzazione fu velocissima [1956-1962, con l'anno chiave che fu il 1960, il cosiddetto ''anno dell'Africa'' nel quale videro la luce ben 17 nuovi Stati]. Uniche eccezioni i possedimenti portoghesi [Angola, Mozambico, Guinea-Bissau, Capo Verde, Sao Tomé e Prìncipe] che ottennero l'indipendenza solo nel biennio 1974-75 dopo la ''rivoluzione dei garofani'' e il Sahara occidentale, che venne abbandonato dalla Spagna nel 1975 [ma qui si è creata un'area di crisi in quanto questa regione venne occupata dal Marocco; da qui la lotta indipendentista del Fronte Polisario che dura tutt'ora].

  9. #9
    Paul Atreides
    Ospite

    Predefinito

    Le demarcazioni territoriali ereditate dal colonialismo, pur essendo in buona parte arbitrarie, vennero immediatamente fatte proprie dai nuovi Stati africani, consapevoli che il grande mosaico etnico africano avrebbe potuto essere un fattore disgregativo pericolosissimo.

    Di conseguenza la risoluzione del Cairo [1964], dovuta all'OUA [organizzazione per l'unità africana], dichiarò intangibili le frontiere esistenti al momento dell'indipendenza. La risoluzione era stata preceduta dalle risoluzioni Onu 1514 e 1541 che avevano riconosciuto i nuovi stati africani.

    Due soli paesi non firmarono la risoluzione del Cairo: il Marocco [che aveva mire sul Sahara occidentale spagnolo] e la Somalia [che rivendicava la regione dell'Ogaden].

    Questa risoluzione fece sì che i conflitti interstatali africani sorti per rivendicazioni territoriali siano stati pochissimi: tra Libia e Ciad per la striscia di Aouzou [1973-1994]; tra Somalia ed Etiopia per l'Ogaden [1977-1978]; tra Uganda e Tanzania per la zona a sud del Kagera [1978-1979].

    Ecco anche spiegato perché l'unico nuovo Stato sorto modificando le frontiere è nel 1993 l'Eritrea. E proprio la mancata chiarezza delle frontiere ha causato la guerra tra Eritrea ed Etiopia del 1998-2000.

    Infine l'Africa del sudovest unita prima al dominion inglese del Sudafrica e poi alla Repubblica Sudafricana, ha ottenuto l'indipendenza nel 1990 col nome di Namibia.

  10. #10
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    Testo originale scritto da Iron81
    Sbaglio o il sudafrica è tutto di colore grigio(indoeuropei) nella carta? E poi si parlava dei boeri...
    la provincia del Capo aveva perso i suoi scarsi abitanti originari boscimani ed ottentotti (primitivi cacciatori-raccoglitori) giá tra il XVII e il XVIII sec. Nel contempo, si era stabilita una colonia olandese che aveva dato origine a quello che sarebbe divenuto il popolo boero. La penetrazione dei negri bantu a sud del Limpopo fu contemporanea all'insediamento europeo, e contribuí in pari grado alla quasi estinzione degli indigeni boscimano-ottentotti (che sono una razza diversa dalla negra).
    Spariti gli aborigeni per il fatale scontro tra popoli situati a livelli diversissimi di sviluppo, sono i boeri che devono essere considerati oggi gli autoctoni di quel territorio.

 

 
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