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    Predefinito Pio IX, un Papa “leghista”

    http://www.ilcinghialecorazzato.org/...p?TOPIC_ID=211


    Immagino che molti lettori, notando un titolo del genere, scuotano la testa pensando alla solita strumentalizzazione della religione da parte di una fazione politica; in questo articolo intendo invece dimostrarvi che questa tesi non è poi così azzardata.
    Il primo “leghista” in Italia, cioè il primo ad avere in mente una lega federativa tra gli stati, fu Ferdinando II di Borbone, re delle Due Sicilie, egli intendeva trovare un accordo di collaborazione tra i diversi governi della penisola per tutelare la religione, l’ordinamento sociale e i troni, minacciati dal liberalismo.
    Pio IX (1846-1878) appoggiò la costituzione di una Lega doganale, punto di partenza dell’unificazione italiana attraverso uno stato federale, tutta la Chiesa d’accordo col Papa sosteneva questo progetto.
    La Lega federativa doveva avere il compito di formare una nazione ricca, forte e temuta,tutelando i diritti, gli istituti e le proprietà dei diversi stati componenti. Essa avrebbe incluso lo Stato Pontificio, il Regno di Sardegna, il Regno delle Due Sicilie, e il Granducato di Toscana, con la presidenza di Pio IX stesso.
    Nel novembre del 1847 venne firmata una prima bozza d’intesa doganale, primo passo verso la formazione della Confederazione, della quale si sarebbe dovuto discutere a Roma l’anno seguente.
    Carlo Alberto di Savoia impedì la realizzazione di questo progetto, egli voleva diventare l’unico re d’Italia, fedele emulo di quanto aveva affermato il suo antenato Emanuele Filiberto: "L’Italia? È un carciofo di cui i Savoia mangeranno una foglia alla volta". Inoltre il Piemonte era in balia del partito rivoluzionario il quale, avendo come piano la formazione di una Repubblica Italiana Atea, considerava la Lega, e il Papa, che ne era il promotore, un ostacolo insormontabile ai suoi piani.
    Carlo Alberto nel 1848 dichiarò guerra all’Austria, le truppe dei diversi stati italiani erano pronte a portare il loro aiuto, tuttavia, a causa del rifiuto da parte del Sovrano del Piemonte di integrare questi eserciti con il suo e di fronte alla chiarezza dei suoi piani, vennero ritirate.
    Affossata l’idea di una Lega Federale, fu il Regno di Sardegna ad impegnarsi nel suo progetto di unità nazionale, o meglio di conquista della penisola. Decisivo fu il sostegono dell’Inghilterra che vedeva in un’Italia forte un utile contraltare nei confronti delle altre potenze europee. Inoltre l’Inghilterra anglicana e liberale, certo era contraria alla costituzione di una Lega che avesse come garante il Papa, proprio quello che nel Sillabo aveva condannato duramente il liberalismo.

    Il Sillabo, testo molto attaccato ma poco letto, condanna, in ottanta proposizioni, gli errori dei tempi moderni, e quindi i vari “ismi”: panteismo, razionalismo, liberalismo e via degenerando. E’ una condanna decisa e profetica nei confronti delle varie ideologie che si presentavano allora radiose e gravide di futuro, e che nel secolo successivo portarono ai totalitarismi ed ai disastri connessi.

    Dopo poco più di dieci anni il Piemonte conquista il resto dell’Italia grazie al sostegno della massoneria e dei suoi vari componenti: Cavour, Garibaldi e compagnia.
    I massoni si sentivano investiti del ruolo di liberare l’Italia dalla fede cattolica, da loro considerata pura superstizione. Per fare questo era necessario in primo luogo sottrarre al Pontefice il potere temporale, per cercare successivamente di minare anche la sua autorità spirituale.Tutto avvenne secondo i loro piani.

    Si era verificata un’unificazione coatta, brutale e distruttiva degli stati preunitari, demolitrice di quelle diverse identità e culture che si erano formate nel corso dei secoli nella penisola. Non vi era alcuna unità sociale: nella giovane “nazione” vi erano genti con problemi, storie e lingue diverse. I prefetti, posti a capo di ogni provincia dal sovrano, erano generalmente piemontesi, e non erano quindi in grado di comprendere le peculiari situazioni delle diverse genti, molte furono le incomprensioni, molto fu il malcontento.

    Papa Pio IX non fu mai contro l’unità d’Italia in quanto tale, tuttavia non ci si può scandalizzare se dinanzi agli sviluppi centralistici, autoritari e giacobini dell’ala prevalente del movimento di unità nazionale, la coscienza del suo ruolo di capo della Chiesa e di principe di uno Stato italico che aveva diritto e bisogno di preservare la sua sovranità lo spinse a chiamarsi fuori da un coro unitario sempre più egemonizzato dal militarismo e dall’espansionismo annessionistico dei piemontesi e dal radicalismo giacobino dei garibaldini.

    Oggi, dopo un secolo e mezzo da questi fatti, la Lega Nord sta portando avanti la stessa idea d’Italia che aveva Papa Pio IX, un’Italia unita ma federale, un’Italia in cui si difendendo le tradizioni, la cultura, e la religione delle nostre genti. Pio IX ci sostenga dal Cielo in questa giusta causa
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

  2. #2
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  3. #3
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    un’Italia unita ma federale,
    In un primo momento,poi passeremo alla fase 2 ,ovvero la secessione definitiva.

  4. #4
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    L'articolo in quella parte è stato scritto proprio in quell'ottica...

  5. #5
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    Carlo Alberto, nemico della lega federale
    di Angela Pellicciari


    Il Savoia osteggiò la proposta fatta da Ferdinando II di Borbone e appoggiata da Pio IX

    Chi per primo lancia l'idea di una Lega federale fra i vari stati che compongono la penisola italiana? Strano a dirsi, ma il famigerato Ferdinando II di Borbone, re delle Due Sicilie.

    Nel novembre del 1833, tramite il proprio ambasciatore a Roma conte Ludorf, Ferdinando II invita Gregorio XVI a farsi promotore di una Lega difensiva e offensiva fra i vari governi italiani per tutelare la religione, i troni e l'ordinamento sociale minacciati dal liberalismo, vale a dire dalla rivoluzione.

    Visti gli immediati precedenti storici -Napoleone e Murat-, si tratta anche di agire di comune accordo "verso quelle potenze straniere che sconsigliatamente volessero cooperare a favorire in un caso estremo gli sforzi dei medesimi settarî".

    La risposta del papa arriva per mano del cardinal Bernetti, segretario di stato, il 6 dicembre dello stesso anno.

    Gregorio XVI apprezza la proposta e le intenzioni di re, ma non può far propria l'iniziativa perché "il carattere sacro di padre comune" impedisce al papa, "supremo gerarca di nostra santa religione", di "suonare la tromba di guerra od eccitare alle armi".

    Le difficoltà cui accenna Gregorio XVI sono comprensibili, eppure l'idea della Lega si fa strada all'interno della Chiesa e nel cuore di Pio IX, successore di Gregorio XVI.

    Mastai Ferretti appoggia la costituzione di una Lega doganale, punto di partenza per un'unione federale e, dietro al papa, è praticamente tutta la Chiesa a promuovere e a sostenere l'unificazione italiana attraverso un processo federale. Ecco con quale slancio, nel 1848, l'influente gesuita Giuseppe Romano parla della Lega in La causa di gesuiti in Sicilia: "La Lega! Il sospiro di tanti anni, il voto unanime de' popoli italiani. La Lega federativa è diretta a tutelare a ciascuno dei popoli federati i suoi diritti, gl'istituti, le proprietà, le franchigie. La Lega ritenendo tutti i vantaggi che dà ad ogni stato la sua autonomia, aggiunge al loro aggregato tutta la forza che mancherebbe a ciascuno di essi per costituirsi in nazione grande, ricca, commerciante, prosperevole e temuta".

    La Lega, a parole da tutti auspicata, non si realizza perché sulla sua strada si frappone un ostacolo insormontabile: Carlo Alberto di Savoia. Il Re di Sardegna ha l'ambizioso progetto di "fare da sé". Incurante delle più elementari norme di diritto internazionale, vuole diventare re d'Italia lui solo. Il 2 giugno 1846 il ministro degli esteri dello stato sardo, Clemente Solaro della Margarita, indirizza a Carlo Alberto un Memorandum per mettere in guardia Sua Maestà dai pericoli che la politica liberale può comportare per il suo governo: "La corona d'Italia sarà una corona mal acquistata che presto o tardi sfuggirà dalle mani di chi se ne sarà impadronito con un progetto politico opposto a quello voluto da Dio". Solaro ricorda a Carlo Alberto di essere il primo ad augurarsi l'accrescimento del "potere" e dei "domini" di Casa Savoia, purché questo avvenga "senza lesione di giustizia".

    Il benservito a Solaro della Margarita, dopo undici anni di fedele servizio, è il più chiaro segno che Carlo Alberto ha rotto gli indugi: Casa Savoia fa proprio il progetto massonico dell'unità nazionale sotto la bandiera liberale. Buon profeta Ferdinando II di Borbone.

    Quanto da lui paventato diventa realtà: una casa regnante italiana si fa paladina, oltre che delle proprie, delle esigenze di potere di Francia ed Inghilterra, massime potenze liberali dei tempi.

    La Padania - 4 agosto 2001
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

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  6. #6
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    L'unico papa leghista potrebbe essere quello disposto a spostare la sede (simbolica) della cristianità da roma (Mordor) all'Irlanda (Valinor).

  7. #7
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    Originally posted by Eridano
    L'unico papa leghista potrebbe essere quello disposto a spostare la sede (simbolica) della cristianità da roma (Mordor) all'Irlanda (Valinor).

  8. #8
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    davvero molto ma molto interessante!
    La Lega federativa degli Stati italiani avrebbe rappresentato un ottimo esempio per concepire la confederazione dell'Europa dei popoli.

 

 

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