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    Predefinito Presentare agli amici cattolici la spiritualità ortodossa: per conoscerci meglio

    Riporto un mio articolo di qualche annon fa apparso già du internet.


    Vescovo Silvano (Livi)

    Non è facile parlare di una "Spiritualità Ortodossa" almeno nel senso che gli Occidentali sono ormai abituati a dare alla parola "Spiritualità" in quanto la Chiesa degli Apostoli e dei Padri Teofori (portatori di Dio), in una prospettiva un tempo comune all’ Oriente come all'Occidente, non distinguevano la cosiddetta "spiritualità" dagli altri aspetti della vita del Cristiano, individualmente preso, e della Chiesa nella sua Cattolicità.

    Ogni realtà, infatti, se vuol essere affrontata ecclesialmente, deve essere messa in una prospettiva spirituale. Nell'Ortodossia, nei Padri, la cosiddetta spiritualità è indissolubilmente unita al dogma, alla teologia, alla liturgia, nonché alla morale ed al Diritto canonico. In una parola: alla Vita della Chiesa come Corpo Mistico di Cristo.

    Racconta uno scrittore ortodosso prima cattolico-romano, che quando nel suo Monastero Benedettino stava per divenire sacerdote accadde questo episodio che riprendo testualmente dalle sue parole:

    Poco prima della mia ordinazione sacerdotale, il Padre Abate mi consigliò di leggere qualche buon libro sul sacerdozio. Gli risposi che mi sarebbe piaciuto leggere qualche trattato dei Padri su tale argomento.Egli replicò vivamente: "Ma mio giovane fratello, non pensarci nemmeno! Sarai ordinato fra tre settimane: ti è necessario qualcosa di serio sul sacerdozio. I Padri avrai sempre il tempo di leggerli più tardi, come complemento". Così mi fu concessa una piccola opera del XIX secolo, altrettanto sentimentale nelle sue effusioni che raziocinante nella sua teologia. Mi sono spesso imbattuto in analoghi atteggiamenti. Un altro superiore monastico al quale ho parlato dei Padri mi rispose: "Si, certo ci sono cose belle nei Padri; ma vi manca la teologia e la mistica. Non vi fu vera teologia nella Chiesa prima di S.
    Tommaso. E se in Oriente vi sono stati dei grandi asceti, non vi furono mistici. Il misticismo, nella Chiesa, comincia con S. Bernardo e non è giunto a maturità che con S. Giovanni della Croce nel XVI secolo."
    (Archimandrita Placide (Deseille) - Tappe di un Pellegrinaggio in "La Pietra" n.0/1995)

    E' evidente che sia il comportamento dell'Abate che l'affermazione dell'altro Superiore monastico cattolico-romano sono espressione di una mentalità che tende a separare la Mistica, terreno troppo alto per la spiritualità ordinaria dei comuni cristiani, sia dalla teologia che dagli altri aspetti della vita della Chiesa, primi fra tutti la Liturgia e il culto divino.

    Eppure se noi domandassimo ad un antico Padre dove più che in ogni altro luogo della vita della Chiesa noi possiamo trovare la "Vita Spirituale" della Chiesa stessa è alla Liturgia che egli ci rimanderebbe, continua dossologia, continua lode, continua supplica ed intercessione ma soprattutto continua epiclesi, "invocazione" del Santo Spirito perché compia con la sua forza ciò che noi con la nostra debolezza siamo incapaci di fare: la trasmutazione della realtà creata in realtà partecipe del divino, di Dio il Padre,il Figlio ed il Santo Spirito.

    Questo atteggiamento della Chiesa Ortodossa e dei suoi Padri si è rivelato chiaramente nel corso della cosiddetta "controversia palamitica" o "controversia esicasta". Di questo dovremo parlare un po' più diffusamente perché attualmente molti fanno, in occidente, l'equazione spiritualità ortodossa=preghiera esicasta, oppure ortodossia=esicasmo. Ora se questo ha un aspetto di verità non è vero in senso assoluto e deriva da un fraintendimento. Un libro che ha avuto il grande merito di far conoscere in occidente il mondo dell'anima ortodossa è però lo stesso libro che ha generato il fraintendimento. Quando i Racconti di un pellegrino russo furono tradotti nelle lingue occidentali e fece scoprire all'Occidente ormai del tutto raziocinante ed arido l'esistenza della preghiera interiore, ossia la cosiddetta "preghiera del cuore" gli occidentali furono subito tentati di vedere in essa una specie di yoga cristiano, e nell'Ortodossia la forma orientale del Cristianesimo. La contrapposizione si spostò da ortodossia/eterodossia a oriente/occidente. Mentre noi sappiamo bene che per secoli è esistita una Ortodossia Occidentale senza che Sant'Ambrogio o Sant' Ilario di Poitiers abbiano mai pensato di sentirsi "orientali". Questo non per negare che la parte orientale della Chiesa abbia un suo "stile" peculiare ed una sua peculiare ricchezza ma perché tutto questo nulla sarebbe se essa avesse perso l'Ortodossia della Fede che è il suo tesoro più prezioso. Esistono delle Chiese Orientali che sono "eterodosse" ed una Ortodossia Occidentale sta rinascendo pur tra tanti travagli e difficoltà, e per Ortodossia Occidentale non intendo solo, né principalmente come taluni fanno, "di rito Occidentale". Questo libro che mostra come attraverso la sua esperienza, anche un semplice contadino può arrivare alla vetta più alta della preghiera e dell'unione con Dio venne intellettualizzato. Niente di più fuorviante. La "preghiera di Gesù" praticata dal Pellegrino Russo è una preghiera estremamente semplice e povera, è quella che in occidente si chiama "giaculatoria" e consiste nella ripetizione del "Kyrie eleison", spesso ampliato nell'espressione "Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, abbi pietà di me peccatore" o altra espressione consimile. Spesso alla Domenica o nel tempo Pasquale si sostituisce con l'espressione "O risorto dai morti, salvaci!", e talvolta si alterna con invocazioni rivolte alla Deipara o ai Santi. Viene pronunciata con le labbra a mezza voce finché, con la lunga e costante pratica, non si interiorizza e la ripetizione vocale diviene superflua. Legata al respiro essa fa sì che tutto l'essere umano, corpo ed anima, preghi. Presuppone inoltre che l'uomo faccia silenzio dentro di se , unificando il pensiero sulle parole della preghiera (di qui il nome di "preghiera monologica", ossia "di una sola parola" ma anche "di un solo pensiero") e soprattutto che alla preghiera si accompagni lo sforzo ascetico che tende alla purificazione dalle passioni, specie dell'egoismo e del primato dell'esteriore, della sensualità, dell'edonismo. Così tutte le facoltà umane tendono a riunirsi in quell'armonia in cui si trovavano nell'uomo edenico, prima del peccato.

    E' però necessario sapere alcune cose.

    1 – La "preghiera del cuore" non è certamente l'unica forma di preghiera personale presente nella Chiesa Ortodossa. E nemmeno la più alta che è invece la Divina Liturgia dove si celebra l'Eucaristia del Signore e ci si nutre del Suo Corpo vivificante e del suo Sangue prezioso. Poi il ciclo della ufficiatura quotidiana, la lettura del salterio e tutte le altre forme di preghiera. Tutte queste forme hanno lo stesso fine. Quello che rende "singolare" la preghiera del cuore è che, per la sua semplicità, è adatta a ogni uomo. Per questa ragione, nel mondo ortodosso, talora è chiamata semplicemente "la preghiera".

    2 – Alcuni si sono santificati quasi esclusivamente con "la preghiera", altri la hanno pressoché ignorata. Basti pensare alla spiritualità sacramentaria di San Giovanni di Cronstadt tutta centrata sull'Eucaristia . Questo non deve preoccupare perché l'Ortodosso sa che sia la preghiera comunitaria e quella personale, che la preghiera monologica e quella liturgica non sono tra di loro opposte, sono invece complementari, sussidiarie e talvolta possono benissimo convivere anche contemporaneamente. Spesso nel mondo ortodosso capita di vedere cristiani o monaci nelle chiese inchinarsi, farsi il segno della Croce e recitare sotto voce la preghiera mentre tra le dita scorre una specie di rosario che è chiamato in greco "komvoskini" in russo "tciotki". E questo anche durante lo svolgimento dei sacri offici.Questo deriva dal fatto che la preghiera ortodossa non è discorsiva ma contemplativa, risiede nel cuore (inteso non come sentimento ma come centro dell'essere) non nell'intelletto. E' la stessa cosa che accade quando lo sguardo si posa su un'icona nel momento della celebrazione. Non c'è distrazione perché, mentre gli occhi contemplano l'icona, il cuore è totalmente coinvolto nell'azione sacra che si sta celebrando. Allo stesso modo esistono varie situazioni per la preghiera. Si può pregare camminando, lavorando, ma si può anche isolarsi, in silenzio tranquillo "esichia", come fanno i monaci detti appunto "esicasti" facendo partecipare tutto il corpo alla preghiera con una posizione raccolta oppure con delle inclinazioni del corpo (metanie) più o meno profonde, e dei segni della croce. L'importante è che la meta a cui si tende è il far sì che lo Spirito che s'impossessi dell'orante. "Non sono più io che vivo ma è Cristo che vive in me". La vita di San Serafino di Sarov ha un episodio magnifico quello dell'"acquisizione della Grazia dello Spirito santo" che trasfigura il Santo ed il suo discepolo Motovilov sulla bianca neve della Russia, in una luce sovrumana: la Luce incerata delle energie divine di cui parlava San Gregorio Palamas.

    3 – E' necessario distinguere "la preghiera" nella sua essenza da tutte le particolari pratiche "fisiche" ed esercizi vari che la possono accompagnare e – se praticati correttamente – facilitare. Non bisogna però dimenticare che fine della preghiera nella sua essenza non è nient'altro che l'unione con Dio, la "deificazione". "Dio si è fatto uomo perché l'uomo possa diventar dio" dicono ininterrottamente i Padri. A questo tende "la preghiera" come tutta la vita Cristiana. Chi confonde l'anima della preghiera con gli esercizi di respirazione o di concentrazione trasformandola in yoga cristiano assume, già lo accennavamo, una posizione totalmente fuorviante. E queste posizione, in epoca di new-age – sono, purtroppo, molto comuni. La preghiera senza la partecipazione integrale alla pienezza della vita della Chiesa Ortodossa, non è nulla. La preghiera senza la vita sacramentale, non è nulla. La preghiera senza la guida di un padre spirituale ortodosso può addirittura essere pericolosa, sia sul piano psicologico, che sul piano fisiologico, ma soprattutto sul piano spirituale, specie se si dà soverchia importanza alle pratiche fisiche.

    Dicevamo che ciò che conta nella Preghiera, come in tutta la vita Cristiana è la tendenza alla "deificazione" che provocò una grande controversia all'epoca di San Gregorio Palamas prima monaco Athonita poi Arcivescovo di Tessalonica. Non possiamo qui soffermarci troppo sulla teologia Palamita, che esulerebbe dai limiti di una introduzione ma, come abbiamo anticipato all'inizio, dobbiamo evidenziare che, indipendentemente dal fatto che Gregorio Palamas fu il grande difensore dei monaci esicasti , egli ha avuto il merito di mettere a fuoco una dottrina, che per gli Ortodossi è ben più di un semplice facoltativo theologumenon, che ha mostrato che è possibile fin da questa vita terrena l'unione con Dio e la conoscenza di Dio, distinguendo, sulla linea dei Santi Padri che lo avevano preceduto, l'Essenza divina dalle sue Energie increate. Dio,infatti, è inconoscibile nella sua Essenza ma è conoscibile e partecipabile nelle sue Energie increate dette anche Attributi (Bellezza, Sapienza, Amore, Bontà, Misericordia…. ecc.). Detto in parole semplici la dottrina Palamita non condanna l'uomo alla realtà Creata ove la salvezza risiederebbe, come per il Tomismo, in un "organismo sovrannaturale" – la "grazia creata" – che si sovrappone alla natura umana come un surplus, ma nella reale soprannaturalità dell'uomo, creato a immagine e somiglianza divina, e capace di partecipare alle energie increate - "Grazia increata "- divenendo egli stesso "dio per grazia".

    Questo è il cuore stesso della vita della Chiesa, il fine a cui tutta la creazione, insieme all'uomo, tende come nei gemiti del parto, per usare l'espressione Paolina, finché Dio sarà "tutto in tutti" nella pienezza escatologica anticipata nella Resurrezione di Cristo e celebrata fin d'ora nella partecipazione ai tutti-immacolati Misteri.

    Introduzione alla Spiritualità Cristiana Ortodossa

  2. #2
    INNAMORARSI DELLA CHIESA
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    Caro fratello Silvano (ma sei un vescovo?, che bello!!!)

    ringraziandoti per questa pagina molto profonda ed interessante, vorrei condividerti alcune mie perplessità.......

    Quando già sposata ma ancora senza figli mi iniziai alla vita della Chiesa come laica impegnata ebbi modo di conoscere i Domenicani dei quali ero innamorata di santa Caterina da Siena e di san Tommaso, oltre che di san Domenico.....
    Ebbi modo di avere per me un padre spirituale il quale, in tutti i suggerimenti che mi ha dato, non lo ha mai fatto ponendomi uno schermo nei confronti degli ortodossi, tuttal'tro....per esempio per approfondire l'argomento mariano, mi fece conoscere l'Inno Akatisthos che non conoscevo, con tutta la sua storia e cultura.....
    Con tale cammino dopo tre anni feci la mia Professione nel laicato Domenicano....

    Una delle mie perplessità è questa:

    Tu mi offri una pagina che in sè è molto profonda e ricca di riflessioni, specialmente sul finale per conoscere la spiritualità ortodossa, ma ciò che non comprendo è perchè per farlo avete la necessità di SCREDITARE.....si screditare qualche fonte cattolica come l'aquinate trascinato nel tuo testo come una figura dalla quale starne lontano........
    per esempio tu dici:

    E' evidente che sia il comportamento dell'Abate che l'affermazione dell'altro Superiore monastico cattolico-romano sono espressione di una mentalità che tende a separare la Mistica, terreno troppo alto per la spiritualità ordinaria dei comuni cristiani, sia dalla teologia che dagli altri aspetti della vita della Chiesa, primi fra tutti la Liturgia e il culto divino.
    ..................

    indubbiamente questa è una tua interpretazione........le frasi da te riportate andrebbero lette nel loro contesto e forse altri che leggono darebbero una interpretazione diversa nel contesto

    Un altro esempio che potrei farti è questo........
    a noi laici cattolici, anche in procinto ad una consacrazione vocazionale viene proposto (lo so perchè ho fatto parte di gruppi vocazionali) :
    L'Imitazione di Cristo (qui il collegamento: http://www.maranatha.it/Testi/TestiVari/Testi1Page.htm )

    e: L’Anima di Ogni Apostolato
    E’ un importante opera per padri e madri di famiglia e per quanti si dedicano alla propria formazione, a quella degli altri e in particolare dei giovani
    cliccare qui per scaricarlo dalla rete: http://www.lucisullest.it/default.htm (alla voce: Downoald)

    questo è solo un esempio........ inoltre si offre anche materiale Ortodosso specialmente a riguardo del Culto a Maria....o, un altro esempio, sulla venerazione delle Icone e dunque la loro storia.....

    Ciò che voglio dire è che tutto ciò che conosco del mondo Ortodosso e della sua spiritualità, lo conosco attraverso proprio la mia partecipazione alla Chiesa, perchè le nostre storie sono intresicamente legate ed intrecciate......ma al contrario, spesso leggo dalle vostre parti "suggerimenti" atti sempre a sminuire la spiritualità cattolica...magari per far emergere la "vostra"....

    Un altra perplessità che leggo è la seguente, tu scrivi:

    Quando i Racconti di un pellegrino russo furono tradotti nelle lingue occidentali e fece scoprire all'Occidente ormai del tutto raziocinante ed arido l'esistenza della preghiera interiore, ossia la cosiddetta "preghiera del cuore" gli occidentali furono subito tentati di vedere in essa una specie di yoga cristiano, e nell'Ortodossia la forma orientale del Cristianesimo.
    ..............

    bè.....anche questa è una tua interpretazione..... perchè chi ha potuto meditare quest'opera non credo proprio che abbia soggettato la Preghiera del cuore allo yoga nostrano o di stile New-Age........ GLI OCCIDENTALI....CHI, QUALI, DI QUALE CREDO? Chi ha scambiato l'ortodossia per una forma cristiana del Cristianesimo, diciamolo più chiaramente, NON HA CAPITO NULLA DEL CRISTIANESIMO STESSO, ma questo è un altro discorso che con la spiritualità Ortodossa e Cattolica non ha nulla da spartire......

    Scrive Jean-Claude Larchet, Ortodosso :

    Inizialmente, e prima di tutto, la spiritualità ortodossa è una spiritualità cristiana, ossia una spiritualità che ha Cristo come fondamento e centro.

    E, dal momento che Cristo ci ha rivelato Dio come Padre e ci ha fatto conoscere lo Spirito Santo rivelandoci che le Tre divine Persone sono un solo Dio, la spiritualità ortodossa ha la Santa Trinità come principio e come fine. Essa si può dunque definire come una relazione al Padre nel Cristo per lo Spirito Santo.

    La nozione di "spiritualità", dal momento in cui si accoglie la Rivelazione, non si riferisce più soltanto allo "spirito" come ad una facoltà umana ma allo Spirito con la S maiuscola, ossia allo Spirito Santo. La spiritualità ortodossa è una vita attraverso lo Spirito Santo e nello Spirito Santo. Questa caratteristica appartiene in maniera netta e costante all’opera di uno dei grandi maestri della spiritualità ortodossa, san Macario d’Egitto, ma anche agli scritti di un grande santo del ventesimo secolo, san Silvano l’athonita. Bisogna pure ricordare il fondamentale insegnamento di san Serafino di Sarov secondo il quale "il fine della vita cristiana è l’acquisizione dello Spirito Santo".

    ..................

    Se sfogliassimo attentamente le pagine dei mistici del cattolicesimo, scopriremo che le affermazioni sono le medesime.....
    Ciò che di diverso esiste da noi o da voi, non è nato o ispirato per dividere, ma al contrario PER COMPLETARCI....per arricchirci proprio perchè stiamo parlando di SPIRITUALITA' la quale è un atto, se così possiamo dire, che parte DALLO SPIRITO SANTO, quell'Unico e medesimo Spirito Santo che è Terza Persona della Trinità ed Unico Dio......... Indubbiamente non potremo avere una spiritualità cattolica che contraddica quella ortodossa o uno Spirito Santo ortodosso che contraddica quella cattolica.......

    Sappiamo che le nostre divisioni sono creazioni umane e non certamente divine.......che Dio le tolleri è un altro tema.....ma almeno parlando della spiritualità di entrambi, almeno in questo dove si vuole mettere avanti l'azione dello Spirito di Verità, suggerisco di evitare affermazioni che inducono il lettore ad una netta separazione di quanto invece da duemila anni ci unisce......
    Ossia, chi ci unisce è Gesù Cristo che entrambi crediamo, adoriamo e tentiamo di seguirne le orme.......
    insieme al Padre ed allo Spirito Santo che continua a nutrire santi e martiri.......

    Fraternamente Caterina LD
    Fraternamente Caterina
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    Che dire... anche se sono 2 mesi che cerco di esprimere cio che Caterina ha sopra decritto, le parole che lei ha usato sono di una bellezza sorprendente perche' frutto di una esperienza sorprendente! Le sue come quelle di molti amici ortodossi che hanno condiviso con me la loro conversione.

    Dico solo, senza dilungarmi, che ogni qual volta un ortodosso mi dice: "Noi siamo la Vera Chiesa del Vero Cristo e tu un eretico" e' come se un mio fratello mi desse una coltellata al cuore (e non sono per niente sdolcinato )
    questo vale ovviamente anche per l'attegiamento di molti cattolici.
    Invito in particolare SE il Vescovo silvano e tutti gli altri, cattolici ed ortodossi, a meditare su quanto caterina dice qui sotto e che e' la base su cui si vuole costruire la comunione tra di noi.
    Originally posted by Caterina63

    Se sfogliassimo attentamente le pagine dei mistici del cattolicesimo, scopriremo che le affermazioni sono le medesime.....
    Ciò che di diverso esiste da noi o da voi, non è nato o ispirato per dividere, ma al contrario PER COMPLETARCI....per arricchirci proprio perchè stiamo parlando di SPIRITUALITA' la quale è un atto, se così possiamo dire, che parte DALLO SPIRITO SANTO, quell'Unico e medesimo Spirito Santo che è Terza Persona della Trinità ed Unico Dio......... Indubbiamente non potremo avere una spiritualità cattolica che contraddica quella ortodossa o uno Spirito Santo ortodosso che contraddica quella cattolica.......

    Sappiamo che le nostre divisioni sono creazioni umane e non certamente divine.......che Dio le tolleri è un altro tema.....ma almeno parlando della spiritualità di entrambi, almeno in questo dove si vuole mettere avanti l'azione dello Spirito di Verità, suggerisco di evitare affermazioni che inducono il lettore ad una netta separazione di quanto invece da duemila anni ci unisce......
    Ossia, chi ci unisce è Gesù Cristo che entrambi crediamo, adoriamo e tentiamo di seguirne le orme.......
    insieme al Padre ed allo Spirito Santo che continua a nutrire santi e martiri.......

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  4. #4
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    Comprendo Caterina e la apprezzo per la sua semplicità.

    Il problema è che dietro il suo scritto ci sono le ambiguità di sempre. Non si vuole accettare che la Chiesa Ortodossa ecd il cattolicesimo romano credono ormai, su molti punti essenziali, due cose diverse. Ma la pappa ecumenica ha portato un grande danno perchè sembra che non ci sia niente di diverso (intendo: di esenzialmente diverso) così i cattolici aggiungono alle loro "pie divozioni" altre divozioni prese da noi, così un bell'Akatisto, magari durante l'adorazione Eucaristica, qualche bella icona, qualche pagina mistica staccata da tutto il contesto dottrinale....
    Ed ecco fatto il pasticcio.
    La pietà ortodossa è anzitutto l'ortodossia della fede, l'ortodossia del cultro, l'ortoprassi della vita.
    Non basta dilettarsi a dipinfere icone, o a commuoversi su quanto è bella ed arricchente la liturgia "orientale".... è comodo ma è profondamente falso.

    E' necessario il confronto ed il chiarimento profondo in merito alla dottrina
    Come si può conciliare l'analogia dell'Ente di Tommaso d'Aquino con la dottrina della inconoscibilità dell'essenza dei nostri padsri, o la Grazia creata con la dottrina delle energie increate dei nostri Padri, o..........

    Certo la pappa sentimentale è più comoda e, finchè si limita al sentimento di pie fedeli come Caterina è almeno - e ne son certo - in perfetta buona fede. Ma quando la fanno propria clero e teologi allora le cose cambiano.

  5. #5
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    Caro Vescovo Silvano che mi dice:

    .......
    Il problema è che dietro il suo scritto ci sono le ambiguità di sempre. Non si vuole accettare che la Chiesa Ortodossa ecd il cattolicesimo romano credono ormai, su molti punti essenziali, due cose diverse.
    .........

    dunque ne dovrei dedurre che la sua non sarà mai ambiguità, mentre le riflessioni di una cattolica saranno sempre una ambiguità.... e su che cosa?
    Dice che crediamo DUE COSE DIVERSE, ma san Paolo ci riferisce una cosa importante, scrive:

    1Corinzi 1:10-17
    10 Vi esorto pertanto, fratelli, per il nome del Signore nostro Gesù Cristo, ad essere tutti unanimi nel parlare, perché non vi siano divisioni tra voi, ma siate in perfetta unione di pensiero e d'intenti. 11 Mi è stato segnalato infatti a vostro riguardo, fratelli, dalla gente di Cloe, che vi sono discordie tra voi. 12 Mi riferisco al fatto che ciascuno di voi dice: «Io sono di Paolo», «Io invece sono di Apollo», «E io di Cefa», «E io di Cristo!».
    13 Cristo è stato forse diviso? Forse Paolo è stato crocifisso per voi, o è nel nome di Paolo che siete stati battezzati? 14 Ringrazio Dio di non aver battezzato nessuno di voi, se non Crispo e Gaio, 15 perché nessuno possa dire che siete stati battezzati nel mio nome.

    ................

    o crediamo a questo medesimo Cristo o indubbiamente stiamo sbagliando tutto.......
    Io accetto invece che esistono delle diversità ed esse si dividono per contesti storici ma che alla base hanno UNA COMUNE RADICE CRISTIANA, tuttavia (perchè il discorso del tema è la spiritualità Ortodossa per conoscerci meglio) parlando di spiritualità e di Spirito Santo, riflettevo semplicemente sul fatto che alla base CHI VIVIFICA E' IL MEDESIMO SPIRITO SANTO, diversamente ne voi, nè noi potremo definirci CRISTIANI........Posso avere un riscontro su questo aspetto?

    Pappa ecumenica? Ma vescovo Silvano.....Cristo si è forse diviso? Le barriere le abbiamo create noi (noi e voi) oppure le ha volute Cristo? Cristo si è forse veramente fermato dentro la Chiesa Ortodossa esaltandone il percorso bimillenario oggi AUTOCEFALO nel suo interno, oppure cos'altro?

    Non mi scambi per una ecumenica.... non sono affatto così docile e sentimentale come mi descrive........ commuoversi davanti ad un rito Orotodosso o Cattolico non ci sarebbe nulla di FALSO, sarebbe solo umanamente comprensibile, basta spostare la visione ed invece che puntarla esclusivamente sulla storia politica e territoriale, spostarla sui cuori........almeno quando parliamo di spiritualità....
    Questo è il vero senso per far conoscere la vostra, ma anche la nostra spiritualità che ha una sola base comune ed ha un solo e medesimo Dio che l'alimenta.......se lei non crede a questo dovrebbe spiegarmi chi alimenta la vostra spiritualità e chi alimenta la nostra non le pare? Posso avere un riscontro su questo aspetto?

    Pappa sentimentale? Ma le mie riflessioni ed esortazioni erano tutt'altro che un banalissimo sentimentalismo.......tanto è vero che dalle sue risposte manca il diretto confronto a quanto da me esposto come perplessità ossia:
    è davvero necessario SCREDITARE la spiritualità Cattolica per far trionfare quella Orotodossa?

    Fraternamente Caterina LD
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  6. #6
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    Una parte di spiritualità che condividiamo con il mondo Ortodosso:

    Roma, in Santa Maria di via Lata il rito orientale della «Paraclisis»

    www.avvenire.it

    Inizierà anche a Roma il primo agosto l'ufficio della «Paraclisis», il rituale mariano delle Chiese d'Oriente in preparazione alla solennità dell'Assunzione della Beata Vergine Maria, il 15 agosto. Le comunità siriache, copte, etiopiche, armene e di rito bizantino dedicano ogni anno alla Madonna quindici giorni di digiuno con suppliche e invocazioni.

    Adattata alle tradizioni della Chiesa d'Occidente, la «Paraclisis» sarà celebrata nella basilica di Santa Maria, in via Lata.

    Fraternamente caterina LD
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  7. #7
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    Originally posted by Caterina63
    Inizierà anche a Roma il primo agosto l'ufficio della «Paraclisis», il rituale mariano delle Chiese d'Oriente in preparazione alla solennità dell'Assunzione della Beata Vergine Maria, il 15 agosto. Le comunità siriache, copte, etiopiche, armene e di rito bizantino dedicano ogni anno alla Madonna quindici giorni di digiuno con suppliche e invocazioni.

    Adattata alle tradizioni della Chiesa d'Occidente, la «Paraclisis» sarà celebrata nella basilica di Santa Maria, in via Lata.
    credo che questa sia proprio la cosa che il vescovo Silvano voleva stigmatizzare quando ha detto:

    Originally posted by silvano
    i cattolici aggiungono alle loro "pie divozioni" altre divozioni prese da noi, così un bell'Akatisto, magari durante l'adorazione Eucaristica, qualche bella icona, qualche pagina mistica staccata da tutto il contesto dottrinale....
    Ed ecco fatto il pasticcio.

  8. #8
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    Perche' noi non ci Consideriamo la Vera ed unica Chiesa del ""Vero"" Cristo ma ammettiamo l'esistenza della Grazia anche fra gli ortodossi che consideriamo "fratelli separati" nel vero senso del termine.
    Se in loro non vi fosse grazia, non vi sarebbe l'ordine sacerdotale e quindi il potere di consacrare e quindi che comunione cercheremmo?
    Detto questo ben si capisce come, se riteniamo alcuni elementi delle liturgie orientali utili per la nostra economia di salvezza li utilizziamo considerandoli nostri a pieno titolo perche' comuni sono le radici.
    Noi ammettiamo diversi "carismi" cioe' diversi modi, ordini, regole di vita per glorificare Dio come cristiani nella Chiesa Peregrina e Se ad esempio i benedettini vogliono recuperare dalla tradizione qualcosa oggi vivo nelle Chiese d'oriente ed utile alla pienezza della loro vita secondop Cristo seguendo il loro carisma, ben venga! E cio' anche per le parrocchie.
    Nelle chiese d'oriente sembra che solo il fatto che il Patriarca abbia adottato il calendario Gregoriano, che e' molto piu' preciso di quello Giuliano... solo questo ha provocato uno scisma...
    UT UNUM SINT!

  9. #9
    INNAMORARSI DELLA CHIESA
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    Predefinito

    Caro Uva Bianca che giustamente mi fai osservare che:

    credo che questa sia proprio la cosa che il vescovo Silvano voleva stigmatizzare quando
    ...............

    di proposito ho inserito questo evento...... perchè non trattasi neppure di Ortodossi del ramo del vescovo Silvano e perchè in Oriente non si festeggia l'Assunzione al Cielo, tuttavia si celebra ugualmente una Festa.....
    Ciò che voglio dimostrare non è appunto quel pietismo del quale ci si accusa che può far scoprire la ricchezza della vita spirituale che entrambi abbiamo ereditato dal Cristianesimo che nei primi 4 secoli era in Comunione con quell'unica Chiesa che abbiamo imparato a conoscere e ad amare seppur, oggi.... su sponde opposte. tutto qui.....

    Viviamo di riti e di segni e di simboli.......... Gesù stesso li ha coltivati, rispettando anche quelli ebraici.......arricchendoli con la sua Rivelazione che li completava.......
    Se allora vogliamo parlare di VERA SPIRITUALITA' Ortodossa, non è necessario screditare quella Cattolica
    è questa la risposta che il vescovo Silvano non ha ancora dato.....
    Se invece egli vuole trattare tale spiritualità dal punto di vista storico, finiremo per perderci entrambi COME CRISTIANI perchè sarà indispensabile allora parlare di storia umana, quella che ha condotto alle divisioni mentre parlando di Spiritualità L'UNICO AUTORE E' IL MEDESIMO SPIRITO CHE CONOSCIAMO, AMIAMO E VIVIAMO seppur con mille difetti.......
    diversamente il vescovo Silvano dovrebbe dirmi quanti Spirito Santo abbiamo... chi alimenta la spiritualità ortodossa e chi quella cattolica.......

    Sono queste le risposte che attendo.se possibile...

    Fraternamente caterina
    Fraternamente Caterina
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  10. #10
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