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    Predefinito Un racconto dedicato a Voi

    Ciao ragazzi, scrivo quì, il mio racconto, che vi dedico, nel congedarmi e nel ringraziarvi, come ho fatto sul post, la novità editoriale, vi invito a leggere con attenzione questo mio nuovo racconto. Un saluto fraterno a tutti voi. ( per capire il motivo leggete il post di cui sopra)
    Jaku

    La piccola donna che vestita con veli dorati, una guida sincera.


    Oggi, mentre tutti, su internet, si scannano tra loro per avere la supremazia culturale, decido di passare la giornata alla ricerca di siti preistorici non ancora censiti.
    Dopo il consueto rituale di preparazione, salgo in macchina e mi dirigo in montagna, in una zona che porta al mare. Dopo 15 minuti, circa, di cammino arrivo in uno spiazzo non lontano da una splendida gola.

    Non conoscendo la strada decido di affidarmi al mio g.p.s., il paesaggio che si apre davanti ai miei occhi e strepitoso. Decido di fermarmi per riposare e per riempire la borraccia in un ruscello vicino. L’acqua che ne sgorga fuori è ghiacciata, ne bevo un sorso per sentirne il sapore, favolosa!

    La sua freschezza ti scuoteva e ti faceva vibrare sino all’ultima cellula, vidi un masso e decisi di sedermi sopra, per riuscire a sentire ogni minima molecola di quel piccolo universo.
    Sentivo il mio sangue scorrere nelle vene, le mani divennero rosse come il fuoco e tutti i muscoli si contrassero. Sentivo le mosche e gli insetti volare, anche i più piccoli e distanti, il battito d’ali di una farfalla può scatenare un ciclone. In lontananza sentivo il grido di un falco, ma non riuscivo a vederlo.

    Sentivo che si stava avvicinando a me, ma non capivo da quale parte arrivasse.
    Abbassai lo sguardo e m’incantai a guardare una fila interminabile di formiche, ognuna di loro portava qualcosa, mentre una fila andava, un altra veniva, però viaggiava senza carico.




    Improvvisamente sentii uno strano verso, ascoltando con più attenzione mi resi conto che era il ragliare di un asino. Sentivo il vento tra i rami degli alberi, anche lui aveva una voce. Mi tornarono in mente le parole del vecchio e mi resi conto del perchè, lui, sentiva la voce del vento e delle stelle ed inoltre parlava con loro.

    Riposatomi, decisi di proseguire il cammino all’interno della boscaglia, presi nuovamente il g.p.s. per memorizzare il punto nel quale mi trovavo ma, mi resi conto che il display segnava una serie di zeri, sembrava una serie di cerchi neri.

    Forse non c’era campo, anche se il g.p.s funziona con i satelliti, ed ha una precisione di qualche metro, strano!
    Non mi feci prendere dall’ansia di non ritrovare la strada e decisi di seguire l’istinto e “us arrastus”, lasciati dai miei predecessori in quella zona,non lo avevo mai fatto, ma ero certo che il mio istinto non mi avrebbe tradito.

    Potevo vedere e sentire, solo, la terra sotto i miei piedi ed il sole, camminai per circa un ora verso la direzione del sole, la mia sensazione fu quella di conoscere la zona, sapevo in anticipo cosa avrei fatto un secondo dopo.
    Penso che questa sensazione l’abbiano provata un po tutti, molte volte ci sembra che la scena che stiamo vivendo, l’abbiamo già vissuta, ma non sappiamo il perchè.

    All’orizzonte vedevo una grande nuvola bianca avanzare, in quel momento, grazie alle mie conoscenze di meteorologia, mi resi conto che stava per calare la nebbia, la nuvola bianca si avvicinava sempre più veloce, preceduta dal vento umido che penetrava nelle ossa. Improvvisamente, nella gola, calò il silenzio, tutto taceva, solo nebbia.


    Non riuscivo a prendere una decisione, non potevo chiamare nessuno, perchè il telefonino non prendeva, non potevo seguire il gps perchè era off, non potevo vedere più il sole a causa della grande nube bianca.
    Ero isolato da tutto e da tutti. Improvvisamente sentii gli alberi ed i cespugli muoversi, pensai ad un animale feroce, ma dalla nebbia venne fuori una donna.
    Alta o bassa 40 – 50 cm era più piccola di un nano, era molto bella, sembrava una bambolina, indossava un mantello dorato, tessuto in maniera molto semplice.

    Mi salutò e mi rimproverò: “ Cosa ci fai qui? Non sai che questa gola è molto pericolosa? Non devi mai addentrarti, da solo a Genna e......OMISSIS......., potresti perderti e cadere in un dirupo, qui tutti i giorni c’è nebbia, non è consigliabile a nessuno vivere o sostare in questa zona. Seguimi! Ti mostro perchè ti dico queste parole”. La seguì e nella mia mente cercavo di capire chi fosse e cosa volesse, perchè doveva aiutarmi? Perchè l’avevo incontrata proprio in quel momento, quando stavo per perdermi? Camminammo per qualche metro, quando improvvisamente si fermò e mi disse: “ Fermo!! Guarda più in la della nebbia, vedi?!! C’è un grande dirupo e se io non fossi arrivata in tempo, tu saresti caduto la in fondo.

    La cosa mi sconvolse, mi aveva salvato la vita, ma perchè? Questo non riuscivo a capirlo, la seguì in silenzio, quelle montagne erano un labirinto di trappole di ogni tipo. La bellezza iniziale, del luogo, si trasformò in orrore, paura, senso di impotenza. Attraversammo sette volte lo stesso punto di partenza, ma ogni volta era diviso da un ostacolo in più.







    Arrivati al settimo ostacolo, quello più lontano, mi disse: “ Siamo fuori, vieni con me che ti faccio vedere la fine che hanno fatto quelli che non mi hanno dato ascolto e non hanno accettato la mia guida”. Entrammo in una piccola cavità nella roccia, fortunatamente porto sempre con me la torcia.

    Feci luce, entrando, sulle pareti, da un lato e dall’altro vidi una serie di incisioni familiari, le incisioni che avevo visto con “ Su Etzu”. Attraversammo la prima sala della grotta, il corridoio, d’entrata, entrammo nella seconda sala.
    Quì, c’era una serie di stallatiti e di stallagmiti enormi, alte sino a 10 metri, sembrava un paradiso. Quasi al centro della sala, c’era un enorme dolia in terracotta, era tagliata a metà, al suo interno gocciolava l’acqua che proveniva da una stallatite.

    La dolia era saldata in un unico corpo con una stallagmite, visino ad essa c’era una sorta di pietra a mo di altare, era tutta coppellata, forse all’interno di questa sala avveniva qualche rito particolare. Chiesi alla piccola donna e lei rispose: “ non posso risponderti perchè non conosco la risposta, ma sappi che quì si riunivano “ us Sabius”, adesso seguimi e fatti coraggio”.

    Entrammo in una sala circolare, mi sembrava di essere arrivato nel luogo della disperazione. Al centro della sala c’era un bettile con scolpito sopra, una figura dalle lunghe braccia nel suo fianco destro c’era scolpito un cerchio concentrico. Attorno a questo bettile c’erano sette scheletri in cerchio, sdraiati in posizione fetale, lungo le pareti della sala c’erano altri scheletri, posizionati in piedi ed al collo portavano una serie di collane in bronzo, non ricordo il numero, ma ricordo che somigliano alle collane a tortiglioni.




    Stetti lì, ad osservargli, non sapevo e non volevo dire niente ma, vedendomi in quello stato d’animo, la piccola donna vestita con abiti tessuti al telaio, con fili d’oro, mi disse: “ vedi che fine hanno fatto quelli che non hanno rsipettato la legge della natura?! Non bisogna mai addentrarsi in essa se non si rispettano le sue regole, la natura, il mondo ti fanno gioire ma anche piangere”.

    Uscimmo da quella grotta, che non dimenticherò mai e ci inoltrammo nella coltre di nebbia, la donna mi chiese solo una promessa, in cambio dell’aiuto che mi aveva dato, mi chiese di promettere che non avrei mai rivelato a nessuno la posizione esatta della grotta, però potevo raccontare questa storia, in quanto, sarebbe servita da esempio e da insegnamento per gli altri.
    Lo promisi e quando mi avvicinai per ringraziarla e salutarla, lei non c’era più, era andata via nello stesso modo in cui era arrivata.

    In lontananza sentii il fischio di un pastore che chiamava le sue capre, decisi di andare verso la direzione di provenienza del fischio, feci all’incirca 200-300 metri ma, non riuscivo a vedere la persona, quando la nebbia si diradò mi ritrovai davanti alla mia macchina.

    Certo che le coincidenze che si susseguono durante la vita sono davvero strane e sbalorditive.

  2. #2
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  3. #3
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    Predefinito Re: Un racconto dedicato a Voi

    [QUOTE]Originally posted by Giacomo
    [B]Ciao ragazzi, scrivo quì, il mio racconto, che vi dedico, nel congedarmi e nel ringraziarvi, come ho fatto sul post, la novità editoriale, vi invito a leggere con attenzione questo mio nuovo racconto. Un saluto fraterno a tutti voi. ( per capire il motivo leggete il post di cui sopra)
    Jaku

    La piccola donna che vestita con veli dorati, una guida sincera.






    ..ohhhhhhhhhhhhhhhhh! Kumanante Jakku...propriu como t'inche annas...as rejone ..non est da NURAGICOS
    mì chi t'appo iscrittu in ptv...istami vene

 

 

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