Il mio Novecento
Di Luigi Bizzarri
A cura di Emilia Bianchi





Carlo Maria Martini
di Nicola Vicenti
martedì 30 agosto alle 23.30


Nella nona e ultima puntata racconta la sua opera pastorale al servizio della Chiesa il Cardinale Carlo Maria Martini.
Ci accoglie nella sua casa di Gerusalemme all’interno del Pontificio Istituto Biblico, dove si è ritirato per dedicarsi all’amatissimo studio delle Sacre Scritture: una vera e propria passione, la sua, per la Parola di Dio, che lo ha accompagnato per tutta la vita.
Le riprese sono realizzate nello splendido giardino che circonda il Palazzo dalla cui terrazza si gode una straordinaria vista su tutta Gerusalemme.
Il Cardinale ha chiesto di realizzare l’ incontro a Gerusalemme perché è questo il suo luogo d’elezione, il luogo in cui ha sempre desiderato vivere: è la terra dove Dio si è manifestato, dove i profeti hanno parlato, dove il Cristo è nato, morto e risorto.
E mai, forse, Carlo Maria Martini aveva raccontato davanti alle telecamere con sincera passione e abbondanza di dettagli la sua vita: l’infanzia agiata a Torino, il rapporto con il padre, ingegnere ed imprenditore, la madre, custode del segreto della sua vocazione, i giochi e le baruffe con i fratelli, l’amore per la montagna, l’interesse precoce, a 11 anni, per le Sacre Scritture in lingua latina, greca ed ebraica.
E poi il seminario, gli insegnamenti della Compagnia di Gesù, la consacrazione e la prima visita a Gerusalemme, la città santa.
Il racconto continua con la nomina a Rettore della prestigiosa Università Gregoriana, con l’impegno come unico cattolico e unico italiano nella commissione interconfessionale per l’aggiornamento nella traduzione delle Bibbia, fino alla nomina ad Arcivescovo di Milano, la più grande diocesi del mondo; nomina voluta da quel Giovanni Paolo I nella cui casa, a Cracovia, il cardinale Martini era andato, anni prima, a predicare gli esercizi spirituali.
A Milano ricorda gli anni tragici del terrorismo, quando tra l’altro si recò in strada a benedire il corpo del giudice Alessandrini appena assassinato dalla BR o quando le stesse BR, gli recapitarono diversi sacchi di armi, munizioni, bombe, all’arcivescovado quasi in segno di pentimento, di resa.
Ricorda l’impegno a favore dell’Ecumenismo, l’incontro e il dialogo con i fratelli separati, l’istituzione della cattedra per I non credenti, le catechesi in Duomo per i giovani che accorrevano a migliaia per ascoltare, meditare e “ far propria ” la parola di Dio.


Fonte: sito Rai tre