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  1. #1
    Araldo
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    Predefinito Tr: Psa - Sxf - Cph - Sxf - Psa

    Ecco a voi:

    Stressato dagli ultimi giorni di lavoro arriva finalmente il momento di partire. Il nostro volo è schedulato per le 20.55 LT da PSA.
    Orario dei treni alla mano cerco di capire a che ora dovremo uscire di casa per raggiungere pisa ad un’orario decente. Treni Firenze – Pisa Aeroporto ce ne sono veramente pochi però fortunatamente quello delle 16.42 arriva a destinazione proprio una quarantina di minuti prima dell’apertura del Check-in.
    Alle 16.35 siamo alla stazione di Firenze Rifredi e dopo poco ecco il treno. Puntuale. A bordo la situazione credo tutti la conosciate, sporcizia quasi ovunque, puzzo, caldo e finestrini ovviamente spalancati ovunque. Il treno è abbastanza pieno ma non tutti sono destinati a PSA. In poco tempo siamo nuovamente fermi Stazione “Le Piagge” il viaggio continua con soste a ripetizione
    Signa, Montelupo-Capraia, Empoli, S. Miniato-Fucecchio, S. Romano-Montopoli-S. Croce, Pontedera-Casciana Terme, Cascina, S. Frediano A Settimo, Navacchio poi finalmente siamo a Pisa Centrale dopo un’ora e 15 minuti dalla partenza e ancora non siamo a destinazione anche se dal finestrino posso assistere al decollo prima di un C-130 poi in sequenza IB, BA ed AZ. La sosta a Pisa teoricamente dovrebbe essere di soli 5 minuti (da orario) ma si porotrae per ben 24 minuti durante i quali diverse persone discutono animatamente con capotreno e personale di TrenItalia per il ritardo che rischia di fargli perdere l’aereo. Qualcuno addirittura decide di scendere ed andare a cercarsi un Taxi o altro mezzo per raggiungere l’aeroporto. UNO SCHIFO. Finalmente ripartiamo ed a passo d’uomo raggiungiamo l’apt con ben 30 minuti di ritardo sullo schedulato. Risultato 2 ore di treno per raggiungere PSA da Firenze.

    A questo punto non abbiamo più molto tempo e ci dirigiamo ai banchi per il check-in. I voli U2 in partenza allo stesso orario sono due ORY e SXF quindi la ressa è notevole e non mancano ovviamente le discussioni per la coda, c’ero io no c’eri te ecc… Finalmente ci liberiamo dei bagagli e dopo un rapido e penoso pezzo di pizza ci dirigiamo agli imbarchi. La sala è stracolma di gente, posti a sedere neanche l’ombra, Insieme ai due voli U2 c’è anche AF per Parigi ed un charter per le isole greche. Non vi dico la baraonda in quella sala.



    Imbarcano AF ed il charter mentre il nostro 319 proveniente da SXF ha una ventina di minuti di ritardo, Arriva ORY mentre AF se ne và siamo pronti anche noi ad imbarcare. Il caos è totale chi spinge da una parte chi dall’altra ed ovviamente i gruppi di imbarco non vengono assolutamente rispettati tanto meno la precedenza ai bambini. Tutti sull’autobus e via, purtroppo non riesco ad essere il primo anzi, alla fine saremo gli ultimi del primo bus ad imbarcarci però fortuna vuole che i posti migliori sono ancora tutti vuoti. Ovviamente 1A e 1B per la gentil consorte. Con 25 minuti di ritardo stacchiamo dalla 22L in direzione mare, rapido 180° per puntare dritti prima su FRZ poi BOL, FER, lasciamo Venezia sulla nostra destra e dopo circa un’ora di volo siamo già quasi oltre le alpi prima su MUC e quindi dritti su SXF. La discesa è rapida quanto lo è stata la salita per raggiungere il livello assegnato 380, in un attimo siamo in sottovento quindi base e pronti per il finale 25L, toccata dolce e potente frenata per uscire al primo raccordo utile quindi taxi fino alla piazzola 62. I piazzali dell’apt sono quasi deserti solo un paio di 319 U2 ed un 767 Condor da segnalare.

    Il pernottamento è all’Holiday Inn di SXF, poiché la mattina seguente siamo di nuovo in apt, ma questa volta per una rapida colazione e per ritirare la nostra auto Clio Diesel (per la cronaca). Inizia così il nostro tour automobilistico che vede come prima tappa Lubecca.



    (Lubecca)
    Il giorno successivo si entra in Danimarca il paesaggio è assolutamente piatto, campi, allevamenti e moltissimi impianti Eolici fanno da contorno alla nostra strada che ci porta prima nella decisamente carina città di Ribe, quindi ad Ejsberg per il pernottamento in uno scalcinato e puzzolente Hotel cinese.




    Questa zona della Danimarca non dice un gran che, il paesaggio non cambia i la strada corre senza intoppi nel nostro contachilometri tanto che in serata siamo ad Aalborg, grossa città nel Nord danese. Qui in parte le praterie e le coltivazioni sono sostituite da belle foreste in prevalenza di faggio e sovente si incontrano laghetti con scorci davvero carini che, uniti alla tranquillità del luogo, rendono l’atmosfera molto molto rilassante.




    Continua -->

  2. #2
    Araldo
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    (Treno danese)

    La città è carina l’albergo decisamente buono un giro per il centro, la cena ed il giorno successivo pronti via per andare a visitare l’estremo Nord danese che si scopre veramente interessante dal punto di vista paesaggistico. Raggiungiamo la punta estrema là dove il Mar del Nord si stringe diventando poi Baltico.







    (strada sulla spiaggia)



    Il sole finalmente ci permette di apprezzare meglio questi luoghi anche se è già l’ora di rientrare ad Aalborg.

    Continua -->

  3. #3
    Araldo
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    Il giorno che viene ci riporta indietro nel tempo siamo ad Hobro per la vista ad uno dei pochi resti di insediamenti Vichinghi.



    Il pranzo invece ci porta ad Arhus, seconda città della Danimarca il cui aspetto è decisamente industriale. Alla sera invece siamo a Svendborg, qualche problema per trovare un alloggio causa festival musicale in corso ma alla fine ci riusciamo. Apprezzabile il tramonto.



    Siamo sulle isole danesi a Sud di Odense, città natale di H.C. Andersen, di cui ovviamente non mancano riferimenti in ogni dove, questa zona è forse più movimentata, morfologicamente parlando, ed anche più interessante. Qui andiamo a visitare il castello di Ejeskov, interessante opera architettonica anche se molto povera nei contenuti (arredamenti inesistenti o quasi).



    Da sottolineare i bellissimi giardini molto curati. Nelle ex-stalle del castello visitiamo una curiosa mostra di ogni tipo di mezzo di trasporto dalle carrozze del 700 all’F-104 della reale aeronautica Danese.




    Il giorno seguente è già ora di spostarsi, direzione Isola di Mon dove, nella sua fattoria, ci accoglie la signora Amalia. Tempo di sistemarci e via diretti verso il punto più interessante della zona le famose “Scogliere di Mon”. Decisamente suggestive.

  4. #4
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    Il nostro girovagare danese è quasi a conclusione e la distanza che ci separa dalla capitale si assottiglia sempre più.


    Un ultimo giorno ancora giusto per una sosta ad Helsingor ad ammirare lo splendido Castello che domina lo stretto.




    Ed eccoci all’ultima tappa, quella che ci porterà nella città della sirenetta, prima però di giungervi ancora un paio di soste per far visita a due castelli che troviamo sulla strada. Il primo ci consente di ammirare la modesta residenza estiva dei reali danesi,


    il secondo invece ci permette di ammirare se ce ne fosse ancora bisogno, la maestria dei giardinieri danesi.

  5. #5
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    In serata siamo a Copenhagen, lasciamo la nostra Clio, che ha degnamente svolto il suo compito e prediamo possesso della nostra camera all’Hotel The Square in pieno centro. La serata è obbligatoriamente a Tivoli, il parco dei divertimenti in mezzo alla città ed i due giorni successivi sono dedicati alla visita della città.







  6. #6
    Araldo
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    E’ giunta l’ora di lasciare la terra danese il nostro volo EZY4554 da CPH a SXF ci attende. In circa 35 minuti dal centro città raggiungiamo l’aeroporto intercontinentale di Kastrup, decisamente bellissimo, check-in rapido, ma il volo purtroppo è in ritardo di una 20na di minuti. Questo ci consente di spendere le ultime corone danesi con più tranquillità e di fare qualche foto prima che la sera danese faccia capolino.










    Ci dirigiamo al gate A20 ed attendiamo fiduciosi l’arrivo del nostro 319 da Berlino. In meno di mezz’ora dallo spegnimento motori siamo nuovamente al pushback pronti a rullare. Come al solito LF al 100% spinta decisa ed ancor prima che ci si possa rendere conto di essere in volo il comandante ci informa che siamo pronti alla discesa su Berlino in poco più di 40 minuti di volo sento il classico rumore che indica il disinserimento del pilota automatico, gear down, e toccata con evidente rimbalzo, tanto che la carinissima assistente di volo seduta di fronte a me commenta con un evidente “Bad, Bad!!!” scuotendo il capo. In poco siamo ai blocchi, il ritiro dei bagagli è altrettanto rapido di più invece ci vuole per raggiungere l’Adrema Hotel in città. SXF è onestamente abbastanza distante.

  7. #7
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    Siamo quasi agli sgoccioli della vacanza ancora un paio di giorni per visitare la ormai “modernissima” Berlino senza però dimenticare il passato di questa città che, a mio parere, i berlinesi stessi cercano di nascondere il più possibile. Come non capirli.













    Il tempo scorre rapido e siamo presto in procinto di far ritorno a casa. L’autobus che porta dall’albergo alla stazione della S-bhan è puntualissimo ed in poco più di 10 minuti ci porta alla stazione, dove con un sincronia quasi svizzera è in arrivo il nostro trenino che dopo aver attraversato tutta la città termina la sua corsa alla stazione di Schoenefeld. Dopo un’ora e 5 minuti che avevamo lasciato l’hotel. Fantastico data la distanza.

  8. #8
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    EasyJet a SXF fa check-in automatico, direi funzionale, chiaro e rapido insieme al nostro volo ci sono anche Tallin, Palma, Atene, Basilea e poco più tardi anche Londra. Ad SXF EasyJet è veramente molto organizzata ed i gate sono addirittura sistemati per la suddivisione per i gruppi di imbarco che rende le operazioni molto snelle e veloci.









    In nostro G-EZEF è in perfetto orario l’imbarco è rapido tutti pronti…. ma niente via, c’è un problema. Il comandante ci avverte che ci sono dei passeggeri che non sono abilitati a questo volo e che quindi sarà necessario scaricare i loro bagagli, l’operazione porterà via 30 minuti facendoci così staccare la ruote da terra alle 19.03 con ben 33 minuti di ritardo.

    Il volo scorre via regolare anche se con qualche lieve turbolenza al livello 390, con somma gioia il comandante ci informa che arriveremo comunque in orario, grazie al vento ed a qualche regalo di controllori presumo. Sta di fatto che alle 20.10 siamo pronti ad una rapida discesa che però viene interrotta causa traffico, che scoprirò essere poi militare… assurdo.

    Un paio di giri di holding in discesa sul mare poi finalmente abili al lungo avvicinamento alla 4R stavolta la toccata è accettabile niente reverse, la pista lunga ed il terminal in fondo consentono di poter rallentare con naturalezza e liberare a destra per raggiungere la piazzola con 10’ di ritardo e le scuse del comandante.

    Intorno a noi è tutto completo, vedo AF, AZ, un altro U2, AP, il solito DHL ed un 737 Aegean. Questo “traffico” ovviamente si ripercuote negativamente all’attesa bagagli, sala piena ai limiti delle capacità operative, due soli nastri sembrano obbiettivamente insufficienti a sopportare tali picchi di traffico, ma tant’è. Siamo finalmente fuori. Tempo per una pizza a Pisa e via verso Firenze dove arriviamo alle 23.30LT.

    Questo è quanto. Spero sia di vostro gradimento.

    Michele

  9. #9
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    Mie personali considerazioni e spunti di riflessione.

    1. Il sistema aeroportuale Toscano è da terzo mondo. Non è pensabile impiegare 2 ore per raggiungere da Firenze quello che i nostri amministratori considerano lo “scalo” toscano. Il servizio dei treni fa schifo per orari e confort. L’apt di Pisa è assolutamente sottodimensionato per il traffico, almeno quello estivo, i servizi sono pochi e di bassa qualità. Paga pesantemente la presenza dei militari che fanno assolutamente quello che vogliono danneggiando pesantemente il traffico civile per orari e spazi.

    2. Lode ad U2, al personale di bordo, sempre gentile e carino, ed al 319 macchina veloce, esuberante, silenziosa e bella. Ovviamente in U2 pecca in configurazione ma questo lo sappiamo anche se per i voli intraeuropei con poco più di due ore di volo è secondo me accettabile.

    3. Lode al sistema dei mezzi pubblici di Berlino. Impeccabili in pulizia, confort e soprattutto puntualità.


    Un’ultima cosa sulle due persone non abili al volo di rientro a PSA che hanno creato il pesante ritardo. Si trattava di una donna in gravidanza con il marito che avevano acquistato un regolare biglietto PSA – SXF A/R che EasyJet aveva tranquillamente emesso e che aveva tranquillamente accettato nel volo di andata, rifiutandogli però per cause che non conosco, l’imbarco sul volo di ritorno, nonostante la documentazione presentata dalla signora che sosteneva che da nessuna parte era scritto che lei non potesse prendere quel volo.

    Non conosco le regolamentazioni relative a questo tipo di problematica e perché l’andata è SI ed il ritorno NO dico solo che forse il ritardo si sarebbe evitato se il problema si fosse posto al check-in e non al momento dell’imbarco a bagagli già caricati. Mistero che spero qualcuno di voi mi possa chiarire.

    Adesso è veramente tutto.

    Grazie
    Michele

  10. #10
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    Bel trip report, specialmente le foto OT! No comment sugli aeroporti della Toscana e i suoi amministratori...

    Marco

 

 
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