IRAQ LIBERO – COMITATI PER LA RESISTENZA DEL POPOLO IRACHENO
Bollettino del 24 agosto 2005
per la Conferenza internazionale del 1-2 ottobre 2005 vai su http://www.iraqiresistance.info/
Questo bollettino contiene:
1. IL GOVERNO ITALIANO VUOLE IMPEDIRE LA CONFERENZA INTERNAZIONALE - Comunicato
2. “LIBERO”? E DI CHE COSA?
3. LA LETTERA DEI 44 PARLAMENTARI USA
4. VOGLIAMO VEDERE I VISTI – Lettera-appello al Ministero degli Esteri – Elenco dei firmatari aggiornato al 24 agosto
5. E ORA IO SOTTOSCRIVO!
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IL GOVERNO ITALIANO VUOLE IMPEDIRE LA CONFERENZA INTERNAZIONALE
E’ ora che l’allarme suoni chiaro e forte alle orecchie di tutti, che nessuno possa più dire che non sapeva. Il governo italiano, dopo la fortissima pressione esercitata dagli USA con la minacciosa lettera sottoscritta da 44 membri del Congresso americano, sta cercando in tutti i modi di impedire la Conferenza internazionale del 1-2 ottobre.
Questo tentativo è animato dal partito filo-americano interno alla maggioranza governativa, in particolare da Alleanza nazionale, e conta sul silenzio della grande stampa e delle forze politiche dell’opposizione parlamentare.
I fatti sono chiari. Mentre il ministro degli esteri Fini ha deciso di negare i visti ai relatori iracheni, in Toscana autorevoli esponenti di Forza Italia in Consiglio regionale e nel Consiglio comunale di Firenze hanno presentato due documenti per impedire in tutti modi lo svolgimento della conferenza.
Come se non bastasse è arrivato infine l’attacco del quotidiano “Libero”, notoriamente di area berlusconiana, che nelle edizioni del 23 e 24 agosto dedica intere paginate contro la conferenza e contro ogni attività di sostegno alla Resistenza irachena, arrivando a descrivere il conto corrente per la raccolta di fondi per l’autofinanziamento del convegno di Chianciano come un fondo occulto per il “finanziamento del terrorismo internazionale”!
Per le sue menzogne e le sue reiterate calunnie “Libero” verrà querelato.
Ma quel che è più importante è una forte risposta politica. “Libero” fa da rompighiaccio al partito americano che vuole distogliere l’attenzione dalle gravi decisioni di Fini per tentare un affondo con la criminalizzazione dei promotori della conferenza.
Occorre dunque una mobilitazione immediata, avendo ben chiaro qual è la posta in gioco.
In gioco sono le libertà democratiche e costituzionali, è in gioco lo stesso diritto alla libera espressione del pensiero. Quello che si vuole imporre è il nuovo diritto imperiale concepito a Washington. Ed oltre al diritto si vuol sancire che gli ordini provenienti dagli Usa vanno semplicemente eseguiti. E per criminalizzare ogni forma di dissenso si utilizzano le menzogne di un giornale al servizio degli Usa che si ispira direttamente ed esplicitamente ai 44 parlamentari neocon.
Per questo invitiamo tutti coloro che sostengono la Resistenza del popolo iracheno, tutti quanti si sono comunque opposti alla guerra ed esigono il ritiro delle truppe di occupazione, tutti i democratici che non intendono sottomettersi al “pensiero unico” a mettere in atto, e da subito, ogni forma di protesta, dalla sottoscrizione dell’appello per i visti, all’invio di fax ed email al ministero degli esteri: i visti devono essere ottenuti.
Il Ministero degli esteri al momento non ha fornito alcuna motivazione della sua decisione, e mentre non ha risposto all’appello rivoltogli da numerose personalità, continua a negare un incontro al comitato organizzatore della conferenza.
Non intendiamo stare a questo gioco.
Se la decisione di Fini non verrà modificata, diversi rappresentanti dei Comitati Iraq Libero entreranno in sciopero della fame entro la fine di agosto.
Per valutare la situazione, alla luce degli attacchi provenienti dagli Usa e dal governo italiano, le forze promotrici della conferenza si incontreranno in una riunione internazionale sabato 10 settembre a Firenze.
Comitati IRAQ LIBERO 24 agosto 2005
per esprimere una protesta immediata contro la decisione di Fini sui visti scrivere a sg.segreteria@esteri.it o faxare al 06-36914239 del ministero degli esteri.
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“LIBERO”? E DI CHE COSA?
Indubbiamente il quotidiano “Libero” alcune libertà se le prende. Per Libero la verità è un concetto talmente relativo da preferirgli sistematicamente la menzogna, che in effetti presenta alcuni vantaggi, in primo luogo quello di poter raffigurare la realtà delle cose in modo conforme ai propri convincimenti o – più ragionevolmente – ai propri interessi. O, ancor più verosimilmente agli interessi di chi Libero lo usa liberamente per i propri fini.
Libero è così libero di sparare idiozie, di diffondere notizie false, di manipolare tutto ciò che è manipolabile. Leggiamo allora di conti fantasiosi che gronderebbero di sangue. Peccato che si tratti di conti i cui numeri ed i cui intestatari sono pubblici, come la loro finalità è altrettanto pubblica oltreché, e questo per Libero è un vero problema, lecita.
Per Libero raccogliere fondi per finanziare una conferenza per una pace giusta in Iraq fondata sull’autodeterminazione del popolo è un reato, così impone il nuovo diritto imperiale.
Ma Libero in quanto a libertà non scherza anche quando parla di cifre, arrivando ad attribuirci fondi per 350.000 dollari USA!
Magari fosse vero! Purtroppo la notizia è destituita di ogni fondamento, ma Libero è libero!
Anche sulla vicenda dei visti negati da Fini, Libero ritiene di saperne una più del diavolo. Per il giornale di Feltri i visti sono stati negati perché i relatori iracheni starebbero su qualche lista nera. Si tratta ovviamente di una falsità. La nostra posizione sulle "liste nere" è nota e non può che essere di condanna totale di uno strumento che distrugge ogni forma di diritto per affermare unicamente il dispotismo imperiale. Tuttavia, in questo caso, le liste nere non hanno niente a che fare con la decisione presa dal Ministero degli esteri che al momento non ha ancora ritenuto di fornirci alcuna spiegazione del suo operato. Quello che è certo è che i sei cittadini iracheni in questione hanno tutti il passaporto e che l'ambasciata italiana a Bagdad aveva dato - prima dell'inaudita lettera dei 44 parlamentari USA - un assenso di massima scritto alla concessione dei visti. Altro che liste nere!
Qui si tratta semplicemente di obbedienza e servilismo nei confronti di Washington.
Altro che libertà! Libero si fa semplicemente portavoce dei 44. Libero sì, insomma, ma di essere servo.
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E siccome, per il partito americano in Italia, la lettera dei 44 parlamentari Usa sembra essere diventata una sorta di testo sacro la pubblichiamo integralmente in modo che ognuno possa giudicare fino a che punto arriva a spingersi l’arroganza imperialista di Washington.
LA LETTERA DEI 44
Congresso degli Stati Uniti
Washington, DC 20515
28 giugno 2005
Ambasciatore Sergio Vento
Ambasciata d'Italia
3000 Ehitehaven Street, N.W.
Washington, D.C., 20008
Caro ambasciatore Vento:
Scriviamo per esprimere la nostra preoccupazione perché gruppi che appoggiano attività terroristiche hanno in progetto di incontrarsi prossimamente in territorio italiano per pianificare una campagna di appoggio finanziario al terrorismo. Come lei forse saprà, membri e simpatizzanti del "Campo Anti-imperialista" (AIC) stanno organizzando un incontro a Roma nei giorni 1-2 ottobre per una Conferenza Internazionale di Appoggio alla Resistenza Irachena.
Noi riteniamo che l'AIC, che funge da coalizione di vari gruppi legati al regime di Saddam Hussein e agli insorti iracheni, faccia parte di una rete internazionale di finanziamento dei terroristi che si estende dall'Iraq all'Europa. In un convegno del settembre 2003 in Italia, vicino ad Assisi, città il cui nome è legato in perpetuo alla pace, il "Campo Anti- Imperialista" lanciò una campagna "Dieci Euro per la Resistenza Irachena", per inviare aiuti verso aree in cui è ben nota l'attività delle forze degli insorti, compresa la provincia di Al Anbar. Questo gruppo ritiene che la violenza per resistere al nuovo governo iracheno e ai suoi alleati della Coalizione sia legittima e ammette tranquillamente di essere favorevole all'utilizzo del denaro per acquistare armi ed equipaggiamento militare.
Sulla base delle dichiarazioni pubbliche dell'AIC e di altri gruppi, riteniamo che la conferenza di Roma sarà utilizzata per raccogliere ulteriori fondi per il terrore in Iraq e per coordinare campagne simili in tutta Europa e nel mondo.
L'Italia e gli Stati Uniti hanno una lunga storia di collaborazione per la libertà, dai giorni di Garibaldi fino alla Guerra Fredda. Attualmente americani e italiani operano in Iraq affrontando insieme il pericolo continuo di attacchi terroristici. Non lasciate che quanti odiano la coraggiosa lotta del popolo iracheno per conquistare la democrazia e la sicurezza possano usare l'Italia come base per le loro campagne di finanziamento. Siamo pronti a lavorare con i nostri governi per fermare il flusso di denaro ai terroristi e difendere i valori che condividiamo.
Cordiali saluti,
Seguono 44 firme
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VOGLIAMO VEDERE I VISTI
Al Segretario Generale del Ministero degli Esteri, Paolo Pucci di Benisichi
Al Ministro degli Esteri Gianfranco Fini
I Comitati Iraq Libero, insieme ad un ampio schieramento di promotori, hanno organizzato una Conferenza internazionale da tenersi in Italia nei giorni 1-2 ottobre 2005 sul tema: “Lasciamo in pace l’Iraq. Sosteniamo la legittima resistenza del popolo iracheno”.
Fra i relatori internazionali hanno già assicurato la loro partecipazione, fra gli altri, i seguenti Alti rappresentanti della società civile irachena:
Ayatollah Sheikh Jawad al KHALESI, leader del Iraqi National Foundation Congress; Ayatollah Sheikh Ahmed al BAGHDADI; Salah al MUKHTAR, già ambasciatore iracheno in India; Sheikh Hassan al ZARGANI, Portavoce internazionale del movimento di Muqtada al Sadr; Mohamad FARIS, Comunista patriottico iracheno; Ibrahim al KUBAYSI, fratello del segretario dell’Alleanza Patriottica Irachena, rapito dagli americani il 4 settembre 2004.
Abbiamo appreso, agli inizi di agosto, che 44 membri del Congresso degli Stati Uniti hanno inviato una richiesta formale al governo italiano, invitandolo ad impedire lo svolgimento del convegno.
L’ambasciata italiana a Bagdad, nei giorni successivi, mutando repentinamente la posizione tenuta fino a quel momento, ha comunicato che i visti richiesti per gli esponenti iracheni non sarebbero stati più concessi per decisione politica del Ministero degli Esteri.
La evidente pressione esercitata sul governo italiano dagli Stati Uniti, che ha portato alla negazione dei visti, rischia di rendere impossibile lo svolgimento di una conferenza che potrebbe contribuire alla ricerca di una pace giusta in Iraq, nel rispetto del diritto all’autodeterminazione dei popoli.
I sottoscritti, di fronte a questa gravissima ingerenza negli affari interni del nostro paese che calpesta i diritti democratici sanciti dalla Costituzione, chiedono al Ministero degli Esteri a al governo italiano di garantire il rilascio dei visti richiesti.
-Giorgio Bocca – Giornalista, partigiano e storico della Resistenza
-Gianni Vattimo – Filosofo ed ex parlamentare europeo
-Giulio Girardi – Filosofo e teologo della liberazione
-Samir Amin – Professore di economia a Dakar, Forum Terzo Mondo
-Luigi Cortesi – Professore emerito Università “l’Orientale”, Napoli
-Hamza Piccardo – Segretario nazionale UCOII
-Domenico Losurdo – Filosofo, Università di Urbino
-John Catalinotto – International Action Centre - Usa
-Aldo Bernardini – Docente di diritto internazionale, Università di Teramo
-Falco Accame – ex Presidente della Commissione difesa della Camera dei deputati
-Franco Cardini – Istituto Studi Umanistici, Firenze
-Carlos Varea – Coordinatore della Campagna Spagnola contro l’Occupazione e per la Sovranità dell’Iraq
-Mario Santos – Filipino Workers Association (FWA)
-Klaus Hartmann – Vicepresidente dell’Associazione mondiale dei Liberi Pensatori
-Stefano Chiarini – Giornalista de Il Manifesto
-Giuseppe Pelazza – Avvocato, Milano
-Vainer Burani – Avvocato, Reggio Emilia
-Giovanni Bacciardi, - Docente universitario, Firenze
-Alessandra Kersevan – Ricercatrice storica
-Marco Ferrando – Direzione nazionale di Rifondazione Comunista
-Vener Malabanan – Co-coordinatore Philippine Peasant Support Network (Pesante)
-Alessandro Leoni - Membro del Comitato Politico Nazionale di Rifondazione Comunista
-Andrea Catone – Membro del Comitato Politico Nazionale di Rifondazione Comunista
-Eros Francescangeli - Storico del Movimento operaio
-Ugo Giannangeli – Avvocato, Milano
-Roberto Massari – Editore
-Gianfranco La Grassa - Economista
-Arturo P. Garcia – Coordinatore Justice for Filipino American Veterans (JFAV)
-Giancarlo Paciello – Studioso del Medio Oriente
-Jaime Ballesteros – Organizzazione di Solidarietà dei Popoli di Asia, Africa ed America Latina – OSPAAAL
-Manolis Arkolakis – Lega Internazionale dei Popoli in Lotta – ILPS
-Jean-Pierre Page –Comitato francese della Prima Conferenza Internazionale per il sostegno della Resistenza del popolo iracheno
-Wilhelm Langthaler – Portavoce internazionale Campo Antimperialista
-Leonardo Mazzei – Portavoce Comitati Iraq Libero
-Haluk Gerger – Politologo e giornalista turco
-Jose Maria Sison – Lega Internazionale dei Popoli in Lotta - ILPS
-Costanzo Preve – Filosofo
-Subhi Toma – Sociologo iracheno residente in Francia
-Jan Myrdal – Autore svedese
-Silas Cerqueira – Professore universitario, Portogallo
-Clara Sastre – OSPAAAL Spagna
-Roberto Gabriele – Comitati Iraq Libero
-Fausto Schiavetto – Comitati Iraq Libero
-Guerry Hoddersen – Segretario internazionale Freedom Socialist Party, sezione USA
-Arnljot Ask – Segretario internazionale Partito Comunista Operaio di Norvegia
-Hamin Barole Abdu – Poeta e scrittore eritreo
-Don Andrea Gallo – Comunità San Benedetto al Porto, Genova
-Moreno Pasquinelli – Portavoce di Legittima Difesa
-Roberto Saviano – Scrittore e giornalista free lance
-Lars Akerhaug – Comitato Iraq Libero, Norvegia
-Metin Atak – Confederazione dei lavoratori turchi in Europa, Germania
-Dan Borjal - ILPS
-Andrea Domenici – Ricercatore universitario, Pisa
-Simona Scotuzzi – Ghedi (BS)
-Fabio Marcelli – Vicesegretario Associazione internazionale Giuristi Democratici
-Giulio Bonali – Medico, Fiorenzuola d’Arda (PC)
-OOSPAAL, Spagna
-David San Martin – Comitato di Solidarietà con la Causa Araba CSCA, Spagna
-Emanuele Profumi – Bastaguerra, Roma
-Collettivo Iqbal Masih, Lecce
-Dante Bedini – Insegnante, Treviso
-Amhed Celik – Federazione dei lavoratori emigranti in Germania, AGIF
-Tusio De Iuliis – Presidente Associazione di volontariato e solidarietà “Aiutiamoli a vivere”
-Emilio Rossi – Presidente CIAC (Centro Immigrazione Asilo e Cooperazione) Parma
-Luca Maddalena, Vicenza
-Gian Luigi Maddalena, Vicenza
-Laura Dalle Molle, Vicenza
-Angelo D’Orsi – Storico, professore universitario Torino
-Piera Graffer
-Giuseppe Zambon – Editore, Verona
-Tuula Happianen
-Il presidente e tutti i soci della Cooperativa Auriga di Gallipoli
-Maria Grazia Ardizzone – Portavoce Campo Antimperialista Italia
-Stefano Mencherini – Giornalista indipendente e regista RAI
-Rocco Carbone, Buenos Aires
-Roberto Renzetti – Fisico
-Marcello Belgioioso – Consigliere comunale (indipendente Prc) Lecce
-Romano Galligani, Firenze
-Karima Angiolina Campanelli – Regista, Napoli
-Stefano Taglienti
-Elvira Rossi
-Aldo Trombone, Gallipoli
-Antonio Moscato – Università di Lecce
-Dimitri Tsalos – Comitato Iraq Libero, Germania
-Susanne Scheidt – Giornalista e rappresentante di Al-Awda Italia
-Paolo Consolaro – Studioso della comunicazione
-Comitato permanente per la tutela dei diritti dei genitori, Lecce
-Giovanni Franzoni – Animatore di Comunità Cristiane di Base
-Giuseppe Corlito – Direttore dipartimento di Salute Mentale, Grosseto
-Federico Giusti – Confederazione Cobas, Pisa
-Giorgio Nobili, Milano
-Pierluigi Sassola, Stoccolma
-Giuseppe De Marzo – Portavoce “A sud”
-Mirko Servetti – Poeta e scrittore
-Fabio Faina – Consigliere comunale PdCI, Perugia
-Eduardo Zerené
-Simona Masini – Opinionista Medio Oriente, Piazza Liberazione
-Giuseppe Colao, Firenze
-Marino Badiale – Professore ordinario di Matematica, università di Torino
-Giuseppe Amata – Professore università di Catania
-Gilles Munier – Segretario generale dell’associazione di Amicizia franco-irachena
-Miranda Vallero
-Paola Mazzoni – Medico, Roma
-Kouros Puriak – Insegnante, Roma
-Mariano Mingarelli – Presidente associazione di Amicizia italo-palestinese (Firenze)
-Museo Ernesto Che Guevara, Buenos Aires
-Eladio Gonzalez – Direttore del museo Che Guevara di Buenos Aires e della Scuola di Solidarietà con Cuba “Chaubloqueo”
-Rosa Revsin – Fotografa, Argentina
-Mar Samos – Attivista di Amnesty International e del CSCA, Valladolid
-Werner Pirker – Giornalista, Vienna
-Irish Unity Committee – Houston, Usa
-Nora Dwyer – Organizzatrice dell’Irish Unity Committee
-Heather Cottun – Troops Out Now Coalition, New York
-Joan O’Keefe – Halifax, Canada
-Claudia Greene – Chicago, Usa
-Elena Borisova, Russia
-Rafael Pla-Lopez – Professore università di Valencia
-Edgardo L. Fernandez Stacco - Presidente Casa Amicizia Argentino-cubana, Bahia Blanca (Argentina)
per adesioni scrivere ad iraqlibero@email.it
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E ORA IO SOTTOSCRIVO!
Da tempo abbiamo lanciato una SOTTOSCRIZIONE STRAORDINARIA per affrontare le spese della conferenza internazionale.
La portata politica di questo evento è certo chiara a tutti ed altrettanto evidente è l’impegno organizzativo e finanziario che ne deriva.
Questa normale sottoscrizione è ora sotto attacco. Non si può più neppure fare una conferenza pubblica! Guai poi se la si deve autofinanziare come nel nostro caso! Ai potenti abituati al palazzo, al lusso e agli sprechi del denaro pubblico, secca che anche chi è senza mezzi economici come noi si sforzi con l’autofinanziamento per realizzare iniziative politiche che evidentemente danno molto fastidio.
E’ questa una ragione di più per sottoscrivere subito. Per chi non intende piegarsi la sottoscrizione è infatti un modo assai efficace per contribuire alla lotta per la pace ed a quella per l’affermazione dei diritti dei popoli.
Facciamo dunque appello a tutti i sostenitori della causa della Resistenza irachena, a chi si è battuto contro la guerra e si batte contro l’occupazione, per una sottoscrizione immediata.
I versamenti vanno effettuati sul ccp n° 57286221 intestato a Leonardo Mazzei, mettendo nella causale CONFERENZA.
Comitati IRAQ LIBERO – 24 agosto 2005




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