Oggetto: Lista comune SDI-Radicali-Nuovo PSI aderente all'Unione
A:
PIERO FASSINO: fassino_p@camera.it;
LUCIANA SBARBATI: lsbarbati@europarl.eu.int
FAUSTO BERTINOTTI: fbertinotti@europarl.eu.int
OLIVIERO DILIBERTO: diliberto_o@camera.it
ANTONIO DI PIETRO: adipietro@europarl.eu.int
A. PECORARO SCANIO: pecoraro_a@camera.it
UGO INTINI: INTINI_U@CAMERA.IT
ENRICO BOSELLI: Boselli_E@camera.it
GIANNI DE MICHELIS: segretario@nuovopsi.com
BOBO CRAXI: CRAXI_V@CAMERA.IT
EMMA BONINO: e.bonino@radicali.it
MARCO PANNELLA: m.pannella@agora.it
Amici e compagni dirigenti dell’Unione, compagni radicali e del Nuovo PSI,
alla vigilia di nuove elezioni politiche, a quindici anni dalla caduta del muro di Berlino, la sinistra non può continuare a proporsi agli elettori priva di contenuti sostanziali che vadano al di là dell’opposizione a Silvio Berlusconi.
Crollato il sistema dei blocchi contrapposti che aveva congelato l’economia e la politica italiana per oltre un cinquantennio, il Paese ha bisogno di entrare finalmente nella modernità: l’unica maniera per rispondere alla domanda di benessere e di giustizia dei cittadini.
Per fare questo, c’è bisogno di chiarezza di idee, di programmi e di identità.
C’è bisogno di una sinistra che finalmente accetti senza se e senza ma il terreno liberale nel quale si è nominalmente collocata da ormai oltre un quindicennio, di una sinistra che finalmente faccia propri i temi dei diritti civili, della crescita dell’individuo e delle sue libertà all’interno dell’economia capitalistica, che sappia dare risposte non ideologiche alla complessità della società contemporanea.
In un panorama di sostanziale distacco del sistema dei partiti dalla società reale, ha un grande valore l’ipotesi che alle prossime elezioni partecipi una rinnovata, grande forza socialista e radicale. La presenza di tale forza non servirebbe soltanto al superamento della diaspora tra i socialisti italiani dopo tangentopoli, ma servirebbe soprattutto a dare il via a quel dibattito interno all’intera sinistra italiana rimasto fino ad oggi nel vago, coinvolgendo in una doverosa operazione di chiarificazione anche i DS e la sinistra radicale.
E’ urgente affrontare definitivamente il percorso che ha visto il vecchio PCI trasformarsi in PDS senza che vi fosse la sostanziale adesione ad una politica socialista e liberale della gran parte dei suoi militanti, ancora oggi lacerati tra l’amarcord del “grande PCI” e le spinte iperliberiste di dirigenti apprendisti stregoni.
L’Unione non potrebbe non trarre vantaggio dal contributo di chi, pur con distinguo ed innegabili contraddizioni, ha più volte imbracciato anche solitariamente la bandiera della modernizzazione del Paese.
E’ il Paese e gli italiani che hanno bisogno di questo, che hanno bisogno di dar forza a grandi opzioni politiche, stanchi dopo questi anni sciagurati del malgoverno di Berlusconi, ma anche perplessi di non poter capire realmente in cosa consisterà la politica di Romano Prodi.
Vi prego di favorire con tutti i mezzi in vostro possesso questo percorso anche per poter dare sostanza ad un futuro, ipotetico governo dell’Unione, che oggi come oggi rischia di essere stretto nella morsa delle contraddizioni non superate che questa campagna per le primarie sta lasciando emergere in maniera quanto mai visibile.
Se avete dei dubbi, sondate gli italiani: scoprirete che pochi rimpiangono le ideologie e le lotte condotte in loro nome nel passato.
Scoprirete invece le difficoltà economiche dei ceti impiegatizi, la disillusione dei trentenni e dei quarantenni, la preoccupazione per il futuro, il sostanziale disinteresse nei confronti della politica priva di idee e centrata sul problema della gestione del potere. Problemi concreti che per ora si focalizzano sul leader del centrodestra, ma che appena quattro anni fa si erano appuntate sul centrosinistra.
In assenza di un chiarimento sul chi rappresenta la sinistra e su quale modello di futuro coerente ed organico abbia, per quanto tempo ancora pensate possa risultare appassionante la lotta al cavaliere di Arcore? Per quanto tempo ancora pensate di poter dissimulare l’assenza di una chiara identità culturale al vostro interno?
Il contributo di un forte partito socialista, non marxista, saldamente nell'orizzonte liberale, può essere l’ingrediente che manca alla realizzazione di una forte e credibile sinistra di governo. Non rifiutatelo, non sciupatelo!
Cordiali Saluti
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