Stanotte mi è capitato un sogno stranissimo: andavo a trovare il vescovo Silvano nel suo monastero, al termine di un erto cammino collinare. Era circondato da seguaci e discepoli, indossava un mantello di raso d'oro e una grande corona tondeggiante. Putroppo non ricordo di cosa parlavamo.
Mi hanno colpito molto le parole da lui pronunciate sul foro dei cattolici romani dove affermava che, alla fine del cammino terreno, conta presentarsi davanti a Dio dicendo "Ho agito secondo coscienza certa, cercando di fare il Tuo volere, e se ho sbagliato non posso che ammetterlo e chiederTi perdono". Credo anch'io che in quel momento, come dice l'apostolo Paolo, conterà assai di più la carità esercitata della confessione professata, e purtroppo da quel lato sarò sempre carente, temo.
Inoltre, il vescovo mi ricorda molto, sia nel fisico che nell'argomentare pacato ma incisivo, un sacerdote torinese legatissimo al mondo ortodosso, il compianto Paolo Barrera, che forse nessuno di voi avrà conosciuto, ma che ho avuto la fortuna di incontrare e che ha indirizzato il mio cammino di vita in senso cristiano. Spero che dall'alto dei cieli dove ora ci osserva possa vedere che i semi che aveva gettato sono germogliati (seppur con qualche difficoltà) e si lasci andare ad uno di quei grandi sorrisi che illuminavano il suo folto barbone grigio.
Mi scuso per la confusione di queste poche righe, ma ci tenevo a condividere le sensazioni ed i ricordi che il sogno di stanotte ha suscitato.
Un caro saluto
Idefix




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