Risultati da 1 a 7 di 7
  1. #1
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    Predefinito Perché Lunardi non pubblica le linee aeree a rischio?

    Dopo la Francia, anche il Belgio pubblica la black list delle compagnie aeree a rischio, bandite nei cieli dei rispettivi Paesi.

    Da noi, il ministro Lunardi la tira per le lunghe, spiegando che è "inutile" la pubblicazione, dal momento che le compagnie a rischio sono già bandite nel nostro Paese.

    Mi dareste una spiegazione logica a questa posizione? Se le linee aeree non possono volare in Italia, perché non rendere pubblica la loro lista? Così che, per dire, un cittadino italiano che vola da Londra a Pechino, può comunque usufruire di questa informazione prima di viaggiare, anche se la rotta non passa per l'Italia ...

    ... o dobbiamo arrivare a supporre che questo "silenzio sibillino" di Lunardi abbia qualche altro fine, meno nobile? Magari di trattare con le linee della black list, così da non denunciarle pubblicamente agli occhi del mondo?

    Absit iniuria verbis, naturalmente ...

  2. #2
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    Predefinito Re: Perché Lunardi non pubblica le linee aeree a rischio?

    In Origine Postato da Ezechiele
    Dopo la Francia, anche il Belgio pubblica la black list delle compagnie aeree a rischio, bandite nei cieli dei rispettivi Paesi.

    Da noi, il ministro Lunardi la tira per le lunghe, spiegando che è "inutile" la pubblicazione, dal momento che le compagnie a rischio sono già bandite nel nostro Paese.

    Mi dareste una spiegazione logica a questa posizione? Se le linee aeree non possono volare in Italia, perché non rendere pubblica la loro lista? Così che, per dire, un cittadino italiano che vola da Londra a Pechino, può comunque usufruire di questa informazione prima di viaggiare, anche se la rotta non passa per l'Italia ...

    ... o dobbiamo arrivare a supporre che questo "silenzio sibillino" di Lunardi abbia qualche altro fine, meno nobile? Magari di trattare con le linee della black list, così da non denunciarle pubblicamente agli occhi del mondo?

    Absit iniuria verbis, naturalmente ...
    Ezechiele hai perfettamente ragione...

    In base alla legge 281/98 , che disciplina i diritti dei consumatori e degli utenti, il Codacons - si legge in una nota - ha diffidato il ministro delle Infrastrutture Pietro Lunardi e l'Enac a provvedere entro 15 giorni alla pubblicazione della black list delle compagnie sconsigliate, altrimenti la legge farà scattare l'azione davanti al Tribunale amministrativo del Lazio cui l'associazione chiederà che il ministro sia sostituito da un commissario che provveda alla pubblicazione al suo posto.

    "Non è più possibile assistere a questo scaricabarile indegno, è anche ridicolo visto che una volta che tre stati dell'Unione Europea hanno pubblicato la lista - afferma il presidente del Codacons, Carlo Rienzi - è assurdo rifiutarsi di farlo in Italia. Almeno in questo, l'Europa potrebbe essere unita".

  3. #3
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    Predefinito

    E difatti, Lunardi ammette l'indifendibilità della sua posizione, e comincia a pubblicare l'elenco:


    Ecco la lista nera italiana: 5 compagnie
    Tre charter e due cargo, tutte dell’Est. In Belgio e Gb vietate società che volano nei nostri cieli



    MILANO — Ci sono tre compagnie charter e due cargo. Ovvero tre che portano passeggeri per lo più in vacanza e due che trasportanomerci. Come quella francese, anche la «lista nera» dei vettori banditi dai cieli italiani conta cinque vettori. Tutti dell’Est. Che salgono a otto solo se si prendono in considerazione anche tre compagnie sospese lo scorso anno (due poi riabilitate) e da allora mai più atterrate in Italia. Nomi e Paesi di provenienza sono inseriti nella banca dati europea in cui sono indicati in tutto 29 vettori sospesi. Dopo la Francia e la Gran Bretagna, ieri il Belgio ha pubblicato l’elenco di nove compagnie (tutte cargo, ha sottolineato il portavoce del ministero Else Bruggeman) alle quali ha vietato l’atterraggio. E ora anche il Corriere è in grado di rendere nota la «lista nera» italiana. Mentre il ministro dei Trasporti Lunardi ha ribadito che non farà marcia indietro. E nel faccia a faccia parigino in programma per oggi con il collega Perben ribadirà la sua posizione: «Pubblicare la lista nera non serve. Meglio la lista bianca, ovvero l’elenco delle compagnie considerate sicure».

    IN ITALIA — Probabilmente nè la prima nè la seconda strada bastano a garantire la sicurezza dei voli: nella «lista nera» figurano davvero pochi nomi di compagnie di serie B anche per numero di collegamenti operati; nella ben più ricca «lista bianca» (troppo ricca) operatori di standard elevati sono elencati al fianco di vettori in passato sospesi. Certo è che oggi i cieli italiani restano chiusi alla Hemus Air (Bulgaria), alla Kuban Airlines (Russia), alla Bgb Air, alla Gst Aero, Aircompany e alla Ozu-Avia Air Company (tutte e tre del Kazakistan). La Hemus Air — pluri-ispezionata dall’inizio dell’anno fino al divieto assoluto di atterraggio — organizza qualche volo in proprio, ma per lo più noleggia i suoi aeromobili ad operatori di casa (bulgari) e dei Balcani. Compagnia charter è la russa Kuban Airlines: già sotto stretta sorveglianza nel 2004, da qualche mese non può più volare in Italia ma continua a farlo in Germania. Sempre charter, anche se più piccola, è la Ozu-Avia Air Company che fa pure servizio taxi. Trasportano merci invece la Bgb Air e la Gst Aero, Aircompany. Non volano più in Italia dopo essere state sospese lo scorso anno anche la Gee Bee Air (Grecia), la Jordan Aviation (Giordania) e la Podillia (Ucraina). La prima collegava Palermo a Lampedusa e Pantelleria. La seconda, con i suoi voli charter, portava turisti in Tunisia e Medio Oriente: Francia e Italia l’hanno fermata insieme ma poi riabilitata (in Francia è tornata a volare, in Italia no). Stessa cosa per la russa Podillia che, anche dopo aver ottenuto una nuova autorizzazione, in Italia non è più atterrata. Mentre l’ucraina Lviv, fermata lo scorso aprile, è tornata a volare su Napoli, Rimini e Roma.

    GRAN BRETAGNA E BELGIO — Resta il dubbio su altre due compagnie che figurano nelle liste nere di altri Paesi Ue ma continuano ad attraversare i cieli italiani. La Phoenix Aviation (Kirghizistan): uno dei tre vettori sospesi nel Regno Unito insieme a tutti quelli provenienti da sei Paesi in cui i controlli delle autorità non sono ritenuti sufficienti. E la Air Memphis: una delle nove compagnie bloccate dal Belgio. La prima è una compagnia che vola per la Croce Rossa: «Anche noi l’avevamo fermata perché i controlli vengono effettuati dagli Emirati Arabi dove ha base. Poi abbiamo riconcesso l’autorizzazione, ma solo ad alcuni aeromobili », dicono dall’Enac. E la Air Memphis? «In Belgio opera come cargo. Ma in Italia, come nel resto d’Europa, trasporta passeggeri e per questo servizio ha superato numerose ispezioni».

    LA POLEMICA — Anche per evitare equivoci di questo tipo il Codacons ha diffidato il ministro Lunardi e l’Enac a provvedere entro 15 giorni alla pubblicazione della «lista nera». E nell’attesa ha messo su Internet un suo elenco in cui figurano 21 compagnie considerate a rischio. Perché secondo un sondaggio dell’Intesa consumatori 61 italiani su 100 hanno oggi paura di volare (41 su 100 si sentono meno sicuri di un mese fa). E per loro, al di là della pubblicazione della lista nera e di quella bianca, chiedono «un bollino blu da applicare sui biglietti delle compagnie affidabili». «Liste incomplete» e «troppa confusione » anche secondo le 78 compagnie aeree che fanno parte dell’Ibar: nell’elenco dei vettori ispezionati, e quindi ritenuti sicuri, pubblicato sul sito Internet dell’Enac «sono assenti alcuni importanti vettori, come quelli nordamericani, per il semplice motivo che non sono stati ancora controllati». Risultato: la «lista nera» è poca cosa, la pubblicazione ufficiale di quella francese ha già fatto scoppiare la polemica. Ma anche «quella bianca» non basta. Se non, come ha affermato il presidente Ibar Ignazio Strano, «a creare allarmismo e confusione tra i passeggeri ».

    Alessandra Mangiarotti
    30 agosto 2005 - corriere.it

  4. #4
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    Predefinito

    In Origine Postato da Ezechiele
    E difatti, Lunardi ammette l'indifendibilità della sua posizione, e comincia a pubblicare l'elenco:

    Ecco la lista nera italiana: 5 compagnie
    Tre charter e due cargo, tutte dell’Est. In Belgio e Gb vietate società che volano nei nostri cieli

    E... la denuncia a Repubblica?

    B.

  5. #5
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    Predefinito

    In Origine Postato da Barbanera
    E... la denuncia a Repubblica?

    B.
    Finirà nel nulla. Secondo me ha assoldato qualche azzeccagarbugli, tipo FreeFlag


  6. #6
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    Predefinito Allora ha già perso ...

    In Origine Postato da Ezechiele
    Finirà nel nulla. Secondo me ha assoldato qualche azzeccagarbugli, tipo FreeFlag

    ... la causa. Jackal (ifp)

  7. #7
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    Predefinito Re: Allora ha già perso ...

    In Origine Postato da Jackal
    ... la causa. Jackal (ifp)
    appunto, la causa

 

 

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