Ancora una volta si sta ripetendo la solita vecchia idiozia della sovrapposizione di programmi militari europei che per importanza, costo e tecnologie impiegate richiederebbero un impegno comune di tutti e non la dispersione delle risorse in più rivoli autonomi.
Stavolta tocca agli UCAV, veicoli aerei telecomandati da combattimento, che sono una delle ultime frontiere dell'aviazione militare e sono sostanzialmente dei bombardieri stealth che vengono mandati al posto degli aerei pilotati a bombardare basi o zone fortemente protette dalla contraerea, ovunque il rischio di perdite si giudichi troppo elevato per agire con armi convenzionali.
Come al solito a parità d'idee in mente gli "apripista" per questa categoria di armi sono stati gli USA, che grazie all'abbondante disponibilità di soldi e al semplice fatto di non essere un'Idra dalle nove teste come l'Europa ha già pronti alcuni prototipi funzionanti del suo X-45 ( http://weaponsmanual.risu.com/xplane/X-45.jpg ) e procede con le sperimentazioni in volo. L'Europa invece si perde in ben 3 programmi separati: il Neuron ( http://upload.wikimedia.org/wikipedi...t_Neuron_1.jpg ) a guida francese con la partecipazione di Italia, Svezia, Spagna, Belgio e Grecia, il Barrakuda tedesco e il Nightjar britannico, tutti ancora allo stadio di progetto quasi completo o con la prima cellula in fase di realizzazione.
Ci risiamo di nuovo. Resta il fatto che anche gli USA spesso portano avanti diversi programmi paralleli fra cui scegliere, o come nel caso degli UCAV mentre si cimentano nella sperimentazione dei prototipi esistenti cominciano subito a pensare alla possibile applicazione di tecnologie ancor più avanzate, ma fra noi e loro c'è una bella differenza: le idee ed il know-how avanzato non mancanno a nessuno ma gli USA hanno più del doppio delle risorse economiche a disposizione e conducono i programmi in modo coordinato e razionale. Da questa parte dell'oceano invece si continua con questa politica idiota e masochista del fare ognuno da sè, con tutti i danni che comporta: mancata condivisione di tecnologie ed esperienze, concorrenza fra i prodotti realizzati (che quasi sempre sono la stessa identica cosa in salse diverse) e lo sperpero di decine di milioni di euro che avrebbero potuto essere liberati per altri progetti.
Le vecchie abitudini sono sempre dure a crepare, questo è comprensibile... ma il guaio è che come politici e nazionalistoidi per partito preso si guardano bene dal ricordare questi vizi dementi ci vengono a costare milioni di euro!




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