Risultati da 1 a 6 di 6
  1. #1
    Quirino
    Ospite

    Predefinito Lista nera Italia ( L'elogio della coerenza)

    da CorSera

    Ecco la lista nera italiana: 5 compagnie Tre charter e due cargo, tutte dell’Est. In Belgio e Gb vietate società che volano nei nostri cieli


    MILANO — Ci sono tre compagnie charter e due cargo. Ovvero tre che portano passeggeri per lo più in vacanza e due che trasportanomerci. Come quella francese, anche la «lista nera» dei vettori banditi dai cieli italiani conta cinque vettori. Tutti dell’Est. Che salgono a otto solo se si prendono in considerazione anche tre compagnie sospese lo scorso anno (due poi riabilitate) e da allora mai più atterrate in Italia. Nomi e Paesi di provenienza sono inseriti nella banca dati europea in cui sono indicati in tutto 29 vettori sospesi. Dopo la Francia e la Gran Bretagna, ieri il Belgio ha pubblicato l’elenco di nove compagnie (tutte cargo, ha sottolineato il portavoce del ministero Else Bruggeman) alle quali ha vietato l’atterraggio. E ora anche il Corriere è in grado di rendere nota la «lista nera» italiana. Mentre il ministro dei Trasporti Lunardi ha ribadito che non farà marcia indietro. E nel faccia a faccia parigino in programma per oggi con il collega Perben ribadirà la sua posizione: «Pubblicare la lista nera non serve. Meglio la lista bianca, ovvero l’elenco delle compagnie considerate sicure».
    IN ITALIA — Probabilmente nè la prima nè la seconda strada bastano a garantire la sicurezza dei voli: nella «lista nera» figurano davvero pochi nomi di compagnie di serie B anche per numero di collegamenti operati; nella ben più ricca «lista bianca» (troppo ricca) operatori di standard elevati sono elencati al fianco di vettori in passato sospesi. Certo è che oggi i cieli italiani restano chiusi alla Hemus Air (Bulgaria), alla Kuban Airlines (Russia), alla Bgb Air, alla Gst Aero, Aircompany e alla Ozu-Avia Air Company (tutte e tre del Kazakistan). La Hemus Air — pluri-ispezionata dall’inizio dell’anno fino al divieto assoluto di atterraggio — organizza qualche volo in proprio, ma per lo più noleggia i suoi aeromobili ad operatori di casa (bulgari) e dei Balcani. Compagnia charter è la russa Kuban Airlines: già sotto stretta sorveglianza nel 2004, da qualche mese non può più volare in Italia ma continua a farlo in Germania. Sempre charter, anche se più piccola, è la Ozu-Avia Air Company che fa pure servizio taxi. Trasportano merci invece la Bgb Air e la Gst Aero, Aircompany. Non volano più in Italia dopo essere state sospese lo scorso anno anche la Gee Bee Air (Grecia), la Jordan Aviation (Giordania) e la Podillia (Ucraina). La prima collegava Palermo a Lampedusa e Pantelleria. La seconda, con i suoi voli charter, portava turisti in Tunisia e Medio Oriente: Francia e Italia l’hanno fermata insieme ma poi riabilitata (in Francia è tornata a volare, in Italia no). Stessa cosa per la russa Podillia che, anche dopo aver ottenuto una nuova autorizzazione, in Italia non è più atterrata. Mentre l’ucraina Lviv, fermata lo scorso aprile, è tornata a volare su Napoli, Rimini e Roma.
    GRAN BRETAGNA E BELGIO — Resta il dubbio su altre due compagnie che figurano nelle liste nere di altri Paesi Ue ma continuano ad attraversare i cieli italiani. La Phoenix Aviation (Kirghizistan): uno dei tre vettori sospesi nel Regno Unito insieme a tutti quelli provenienti da sei Paesi in cui i controlli delle autorità non sono ritenuti sufficienti. E la Air Memphis: una delle nove compagnie bloccate dal Belgio. La prima è una compagnia che vola per la Croce Rossa: «Anche noi l’avevamo fermata perché i controlli vengono effettuati dagli Emirati Arabi dove ha base. Poi abbiamo riconcesso l’autorizzazione, ma solo ad alcuni aeromobili », dicono dall’Enac. E la Air Memphis? «In Belgio opera come cargo. Ma in Italia, come nel resto d’Europa, trasporta passeggeri e per questo servizio ha superato numerose ispezioni».
    LA POLEMICA — Anche per evitare equivoci di questo tipo il Codacons ha diffidato il ministro Lunardi e l’Enac a provvedere entro 15 giorni alla pubblicazione della «lista nera». E nell’attesa ha messo su Internet un suo elenco in cui figurano 21 compagnie considerate a rischio. Perché secondo un sondaggio dell’Intesa consumatori 61 italiani su 100 hanno oggi paura di volare (41 su 100 si sentono meno sicuri di un mese fa). E per loro, al di là della pubblicazione della lista nera e di quella bianca, chiedono «un bollino blu da applicare sui biglietti delle compagnie affidabili». «Liste incomplete» e «troppa confusione » anche secondo le 78 compagnie aeree che fanno parte dell’Ibar: nell’elenco dei vettori ispezionati, e quindi ritenuti sicuri, pubblicato sul sito Internet dell’Enac «sono assenti alcuni importanti vettori, come quelli nordamericani, per il semplice motivo che non sono stati ancora controllati». Risultato: la «lista nera» è poca cosa, la pubblicazione ufficiale di quella francese ha già fatto scoppiare la polemica. Ma anche «quella bianca» non basta. Se non, come ha affermato il presidente Ibar Ignazio Strano, «a creare allarmismo e confusione tra i passeggeri ».

    A.M.

    30 agosto 2005

  2. #2
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    Predefinito Re: Lista nera Italia ( L'elogio della coerenza)

    In Origine postato da Quirino
    [B «un bollino blu da applicare sui biglietti delle compagnie affidabili». [/B]
    Già. E poi li vendiamo in "caschi".

    Ma perché solo in Italia si dà così tanta risonanza a certi enti "demagotuttologi" e cacciatori di consenso per far fare carriera ai propri quadri?
    I-FAVA

  3. #3
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    Chi chiede al Codacons come si fa ad attaccare un bolino blu su un biglietto elettronico ?

  4. #4
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    Non so come la pensate precisamente, ma qui in Francia l'idea del bollino blu era già venuta al ministro dei trasporti qualche mese fa e non c'é stata una grande polemica, non é mai stata realizzata ma forse era meglio della lista nera a bischero che é stata fatta, no?

    Mi spiego meglio, forse sarebbe il caso di fare una liste di compagnie europee che effettuano voli charter e di cui siamo sicuri che la manutenzione é ben eseguita, penso a compagnie francesi come star airlines, la cui flotta é giovanissima o Air Horizon.
    Sarebbe sicuramente meglio che i Tour Operator europei lavorassero con compagnie europee che si possono più facilmente tenere sott'occhio, invece che verificare i documenti e lo spessore dei pneumatici dei vettori esotici.
    In più rilancerebbe un po' il settore che da troppo tempo stagna....

    Voi come la vedete?

  5. #5
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    Predefinito

    In Origine postato da tamtam
    Non so come la pensate precisamente, ma qui in Francia l'idea del bollino blu era già venuta al ministro dei trasporti qualche mese fa e non c'é stata una grande polemica, non é mai stata realizzata ma forse era meglio della lista nera a bischero che é stata fatta, no?

    Mi spiego meglio, forse sarebbe il caso di fare una liste di compagnie europee che effettuano voli charter e di cui siamo sicuri che la manutenzione é ben eseguita, penso a compagnie francesi come star airlines, la cui flotta é giovanissima o Air Horizon.
    Sarebbe sicuramente meglio che i Tour Operator europei lavorassero con compagnie europee che si possono più facilmente tenere sott'occhio, invece che verificare i documenti e lo spessore dei pneumatici dei vettori esotici.
    In più rilancerebbe un po' il settore che da troppo tempo stagna....

    Voi come la vedete?
    Un po' di informazione corretta, ad esempio, potrebbe già essere un buon passo avanti.
    Mi riferisco a certa stampa pietista e mammesca (vedasi su tutti l'ex quotidiano di Firenze oggi ridotto a organo ufficioso delle associazioni di consumatori e delle Curie rosse) per la quale "Charter" significa "aereo vecchio e insicuro con cui si trasportano i turisti in estate per massimizzare il profitto del tour operator cattivone" anziché "formula contrattuale con cui il rischio di impresa - vale a dire la vendita del maggior numero di posti - viene trasferito dal vettore al cliente".
    Idem per quanto riguarda la locuzione "low cost", puntualmente utilizzata come sinonimo di compagnie "sfi" senza distinguere tra chi ha flotte con età media di tre anni e chi opera con MD80 di quarta mano.
    Senza contare che magari, nella stessa pagina, potremmo trovare un trafiletto con cui ci si lamenta dei prezzi troppo alti praticati dalle compagnie di bandiera (sicure per definizione, no?).
    I-FAVA

  6. #6
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    Ma la Hemus non vola coi suoi BAe per conto Blue Air a Bergamo??
    E la Kuban non vola a Forlì??
    E la stessa Podillia mi risulta vada sia a Rmini che a Forlì!!

    Mah....

 

 

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