Pagina 1 di 3 12 ... UltimaUltima
Risultati da 1 a 10 di 23

Discussione: Elezioni anticipate?

  1. #1
    + Gothic +
    Data Registrazione
    01 Apr 2009
    Località
    Napoli
    Messaggi
    17,936
     Likes dati
    655
     Like avuti
    1,152
    Mentioned
    115 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Elezioni anticipate?

    Rincorsa pericolosa

    di Marcello Sorgi


    La Stampa, 11/12/2009



    E’ inutile girarci attorno: quello di Berlusconi ieri a Bonn, al congresso del Ppe, è stato un discorso di rottura, di un leader che sta prendendo la rincorsa per andare ad elezioni anticipate e che a questo punto conta solo sull’appoggio del popolo - del «suo» popolo - per uscire dalle difficoltà. Un piano esposto in un tono che il Presidente della Repubblica, anche lui nel mirino del premier, ha definito «violento», e che ha lasciato stupiti parte dei delegati europei cattolici moderati che erano lì ad ascoltarlo.

    Ad evitare equivoci e a neutralizzare l’efficacia - ormai scarsa - degli unguenti e dei brodini che i più prudenti collaboratori del Cavaliere si affrettano a spargere e a distribuire da mesi, per lenire i bruciori provocati dalle sue ultime uscite, Berlusconi stesso, interrogato poco dopo il suo intervento, a proposito delle reazioni durissime che aveva provocato a Roma, da Fini all’opposizione fino al Quirinale, ha risposto che non aveva «niente da chiarire».

    E aveva detto quel che aveva detto perché «stanco delle ipocrisie. Tutto qui».

    Non siamo insomma di fronte all’ennesima «uscita di pancia» di un uomo che ci ha abituato da sempre a un linguaggio fuori dalla politica, quando non antipolitico (ieri tra l’altro ha parlato di sé come di uno «con le palle»). Semmai lo è stato, il Cavaliere non è più uno sprovveduto: è in carriera da quindici anni e sa benissimo quel che fa. Se ha scelto Bonn, e la platea del Ppe, per alzare la mira contro la Corte Costituzionale, i magistrati e gli ultimi tre Presidenti della Repubblica, è perché è consapevole che con questi argomenti e con questi obiettivi, la legislatura già avvitata su se stessa andrà verso un precipizio, e nessun accordo sarà possibile per salvarla. Né con la parte della sua maggioranza più vicina al presidente della Camera, giustamente convinto che le riforme, e soprattutto quella della giustizia, non debbano alterare l’equilibrio costituzionale tra i diversi poteri. Né tanto meno con quella parte dell’opposizione, che faticosamente, e d’intesa con Napolitano, stava valutando proprio in questi giorni la possibilità di un’intesa, magari provvisoria, per por fine alla guerra che s’è aperta dopo la cancellazione del lodo Alfano da parte della Consulta.

    Per chi ancora nutriva qualche dubbio, ora è chiaro che di queste mediazioni, compromessi, accordi ipotizzati e sudati a costo di buona volontà e reciproche rinunce dei diversi interlocutori, a Berlusconi non importa niente. Non gli servono. L’Italia com’è, e il suo sistema istituzionale che funziona normalmente, in cui appunto chi vince le elezioni governa, porta in Parlamento per farle approvare le leggi che fanno oggetto del suo programma, ma se poi sbaglia, o forza, o comunque fa qualcosa che non è previsto dalla Costituzione, incappa nella rete degli organi di garanzia, per Berlusconi non assomigliano per niente a ciò che ha promesso ai suoi elettori. Dunque, sono da cambiare. Con le buone o con le cattive, con chi ci sta e contro tutti quelli che non ci stanno. Tra i quali ultimi, per inciso, il Cavaliere annovera i magistrati che da anni cercano vanamente - anche se talvolta in maniera persecutoria - di processarlo, e che per questo vanno assimilati a tutti gli altri suoi avversari «comunisti», presenti e nascosti, a suo giudizio, nelle pieghe dei poteri e dell’establishment nazionali.

    Dal discorso di Bonn - pronunciato non a caso all’estero, per smentire il ritratto dell’Italia che a dispetto del Cavaliere i media stranieri fanno circolare in tutto il mondo - è lecito ricavare anche di che tenore sarà la prossima campagna elettorale del premier. Con al fianco Bossi, l’unico alleato che considera fidato e che ieri s’è affrettato, da solo, a schierarsi con lui, Berlusconi, ottenuto lo scioglimento delle Camere anche grazie al sostegno della Lega, con cui la trattativa preelettorale è molto avanti, si rivolgerà agli elettori con uno schema molto semplice. Non starà neppure a perdere tempo per sminuire le accuse che si porta sul collo o alleggerire il peso delle vicende personali che hanno macchiato la sua immagine. Dirà più o meno così: come sono io lo sapete, ma se non volete che tornino «quelli», votatemi anche stavolta.

    Un giudizio di Dio. Voglia il Cielo che un Paese ridotto com’è riesca a evitare anche questa prova. O a sopportarla, con le ultime risorse, se davvero ci si arriverà.
    Ultima modifica di Florian; 11-12-09 alle 09:55
    SADNESS IS REBELLION

  2. #2
    + Gothic +
    Data Registrazione
    01 Apr 2009
    Località
    Napoli
    Messaggi
    17,936
     Likes dati
    655
     Like avuti
    1,152
    Mentioned
    115 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Rif: Verso le elezioni anticipate

    Retroscena. Linea dura su processo breve e legittimo impedimento
    "Non tratto con Bersani, non cedo a chi mi attacca ogni giorno, ho il diritto di difendermi"

    E il Cavaliere sfida il Quirinale
    "Usano i pentiti? Io vado al voto"


    Domenica bagno di folla a Milano alla festa del tesseramento del Pdl


    di Liana Milella


    la Repubblica 11/12/2009


    ROMA - "Lo grido io, a tutto il mondo, chi sono. La sinistra mi butta addosso gli Spatuzza e i Graviano? E io mi rivolgo al popolo, vado alle elezioni, e stravinco ancora una volta. Nel nome di Berlusconi. Nel mio nome". Non era voce dal sen fuggita quella del Cavaliere a Bonn. Era voce pensata e calibrata. Studiata a tavolino. Contro le colombe che lo invitano alla prudenza e lavorano per ricucire il rapporto lacero con Fini e con Napolitano il premier strappa la tela e alza la voce. Da una settimana Berlusconi ha annusato l'aria e ha scelto la via della prova di forza. Scioccato dalla performance del pentito Spatuzza, preoccupato per quella di Graviano, anche se il suo avvocato Niccolò Ghedini continua a dirgli che "in quelle carte non c'è niente per cui preoccuparsi", il Cavaliere ha ordinato ai suoi di forzare ovunque la mano. Il Guardasigilli Alfano si esibisce con il ministro dell'Interno Maroni sui miracoli del governo contro la mafia, ribadisce che "sul processo breve si va avanti". E lui parla a Bonn, aggredisce la Consulta e l'attuale presidente della Repubblica con i suoi due predecessori, domenica già pregusta il bagno di folla nella sua Milano, in piazza Duomo, per la festa del tesseramento.

    Avanti, da solo, contro tutti. Come dice ai suoi il leader dell'Udc Casini, che è già pronto a ritirare le aperture sul legittimo impedimento perché non ci sono più le condizioni sufficienti, "ormai Berlusconi ha avvicinato al massimo a sé la riga entro cui deve mantenersi chi sta dalla sua parte". Gli altri sono fuori. A cominciare da Napolitano e Fini, se i due non faranno quello che il premier pretende come dovuto. Ovviamente le leggi per salvarlo dai processi passati e futuri. Per questo nella sede Ppe Berlusconi provoca volutamente il capo dello Stato. La sua è una minaccia chiara, che il presidente intende assai bene, e che respinge con uguale forza e fermezza. Per certo, dopo quello che già chiamano "l'editto di Bonn", è in crisi nera il rapporto tra i due palazzi. Napolitano ha parlato sia con Bersani che con Casini, si è reso conto che i suoi tentativi per ricucire un dialogo sulle riforme sono finiti in pezzi e che la prospettiva di uno scontro diretto con il Cavaliere si fa sempre più prossima. Un Cavaliere che spadroneggia, mentre le opposizioni si indeboliscono.
    Il ciclone Berlusconi si abbatte su un presidente della Camera che decide di vestire del tutto i panni di terza carica dello Stato. Quando Fini legge le agenzie telefona subito a Napolitano. Dice ai suoi: "Sappiamo come la pensa, ma un premier non può parlare in quel modo e in quel contesto". E ancora: "La mia richiesta di chiarimento è doverosa sul piano istituzionale, la faccio nel pieno di questo ruolo e non certo come uomo politico". Poi un amaro commento: "La verità è che Silvio sta distruggendo tutto".

    Ma il Cavaliere vuole per sé due leggi, il processo breve e il legittimo impedimento. Le vuole al più presto. Stavolta dal Quirinale e da Fini non ammette sorprese. Li avverte entrambi. "Io vado avanti. Se Napolitano non firma sappia che la mia reazione sarà identica a quella di oggi. Se insiste mi rivolgerò direttamente ai cittadini, sono pronto ad andare al voto e agli italiani chiederò di darmi il via libera per cambiare completamente la Costituzione". Se la prende con la Consulta, giusto l'istituzione che Napolitano prima e Fini poi difendono.

    A chi, nell'ultima settimana, a provato a convincerlo che sarebbe meglio rinunciare al processo breve per puntare tutto sul legittimo impedimento, Berlusconi ha risposto con un secco niet: "Li voglio tutti e due, e basta". Subito il primo, incardinato al Senato, per concentrasi poi sul secondo, che sta alla Camera, dove teme l'azione frenante del duo Fini-Bongiorno. Della presidente della commissione Giustizia Giulia Bongiorno non fa che parlare male perché la considera l'ispiratrice delle uscite giudiziarie di Fini. A cui addebita anche, per il tramite di Napolitano, l'ultima stroncatura del Csm sul processo breve. Un parere che gli ha fatto cadere gli ultimi dubbi sulla possibilità di bloccare il processo breve.

    Fini, Napolitano, Casini, il dialogo a sinistra. Eccoli, in fila, i "nemici" del Cavaliere. Tutti quelli che lo invitano al dialogo, alla politica delle riforme condivise, ma poi alle sue spalle si augurano che siano i pentiti a sbalzarlo di sella. Per questo il premier dice ai suoi: "Voglio quelle due leggi e non voglio essere costretto a pagare un prezzo alla sinistra. Non tratto con Bersani e non cedo nulla a chi mi attacca ogni giorno. Contro tutto questo ho diritto di difendermi ovunque, soprattutto all'estero".

    © Riproduzione riservata (11 dicembre 2009) Tutti gli articoli di politica

    E il Cavaliere sfida il Quirinale "Usano i pentiti? Io vado al voto" - Politica - Repubblica.it
    SADNESS IS REBELLION

  3. #3
    + Gothic +
    Data Registrazione
    01 Apr 2009
    Località
    Napoli
    Messaggi
    17,936
     Likes dati
    655
     Like avuti
    1,152
    Mentioned
    115 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Rif: Verso le elezioni anticipate

    Silvio infiamma i colleghi «Discorso sacrosanto, è un vero combattente»

    Il presidente del Ppe a Strasburgo: «Ha fatto bene, qui la percezione è distorta dalla stampa di sinistra»


    il Giornale, 11/12/2009


    «Erano parole ineccepibili, la fotografia della realtà. Ora ci manca solo che non posso raccontare come stanno le cose in Italia davanti al congresso del Partito popolare europeo che, vista la rappresentatività del Pdl, considero un po’ come casa mia». Silvio Berlusconi risponde così a chi in privato gli fa notare la valanga di dichiarazioni e di critiche che arrivano dall’Italia. Non tanto quelle nel merito, quanto quelle sull’opportunità di tenere un simile intervento davanti al congresso del Ppe. Una scelta niente affatto casuale, visto che nelle intenzioni del Cavaliere c’è proprio quella di «mettere al corrente» i colleghi europei della «realtà italiana» che a loro «arriva distorta dai giornali di sinistra».
    E invece da Roma si sbracciano in molti, soprattutto nell’opposizione, per cucire su Berlusconi l’ennesima gaffe. Così, si passa da chi definisce il premier un «bullo» a chi gli dà del «caudillo sudamericano», fino ad arrivare al segretario del Pd Pierluigi Bersani che non può che prendere atto del fatto che ormai «il rischio populismo» del nostro Paese «preoccuperà anche il Ppe». Di certo, allarma il presidente dell’Udc Rocco Buttiglione che appena finito di ascoltare l’intervento del Cavaliere lo accusa di dare dell’Italia «l’immagine del Paese di Pulcinella» perché «le beghe interne non si devono portare in Europa». Un concetto su cui coraggiosamente insistono anche nell’opposizione, proprio gli stessi - ricorda l’eurodeputata del Pdl Licia Ronzulli - che due mesi fa hanno chiesto al Parlamento di Strasburgo di difendere la nostra democrazia e votare una mozione sulla libertà di stampa in Italia.
    Il punto, però, è che lo sdegno italiano non corrisponde affatto al clima che si respira a Bonn. In primo luogo perché se davvero fosse stata così tanto sgradita la sortita di Berlusconi, con ogni probabilità Antonio Tajani non sarebbe stato riconfermato vicepresidente del Ppe con 366 voti, oltre 300 in più rispetto a quelli della sola delegazione del Pdl. Un segnale che trova conferma anche nelle parole di due membri illustri del Partito popolare europeo. Il primo è Peter Hintze, rieletto ieri primo vicepresidente del Ppe. Sottosegretario all’Economia in Germania e uomo forte di Angela Merkel in Europa, Hintze definisce il discorso di Berlusconi «davvero splendido». «Ha parlato - spiega lasciando il Congresso - da vero combattente che lotta contro la sinistra europea». Allo stesso modo Wilfried Martens, neopresidente del Ppe. Che non entra nel merito dell’intervento del Cavaliere ma ci tiene a dire che «dopo la Prima guerra mondiale» Berlusconi «è il primo presidente del Consiglio italiano ad avere una maggioranza così forte». Difficile, insomma, interpretarla come una presa di distanza.
    Decisamente più netto, invece, il francese Joseph Daul, presidente del gruppo del Ppe a Strasburgo dal 2007. «L’intervento di Berlusconi? Sacrosanto. Ha fatto un ottimo discorso, molto ascoltato e apprezzato». E all’obiezione sull’opportunità di affrontare in questa sede le questioni interne italiane, Daul risponde così: «Qui arriva una percezione distorta dalla stampa di sinistra, bene ha fatto a dire la sua. Anche perché nei giudici che stabiliscono da soli della vita e della morte delle persone io non ho alcuna fiducia. I tribunali sono un’altra cosa, ma i giudici hanno da soli il potere di metterti in manette dalla sera alla mattina senza neanche chiederti scusa quando finalmente ti viene riconosciuta la tua innocenza». Insomma, Berlusconi non ha fatto altro che «replicare» a «quella stessa sinistra» che due mesi fa voleva far approvare al Parlamento di Strasburgo una mozione sulla mancanza di libertà di stampa in Italia. Quella stessa sinistra che «insinua che il vostro non sia più un Paese democratico e uno Stato di diritto». Nel Ppe, insomma, non sembrano così «preoccupati» come auspica Bersani. Almeno stando alle parole del presidente, del vicepresidente vicario e del capogruppo al Parlamento europeo.


    Silvio infiamma i colleghi «Discorso sacrosanto, è un vero combattente» - Interni - ilGiornale.it del 11-12-2009
    SADNESS IS REBELLION

  4. #4
    + Gothic +
    Data Registrazione
    01 Apr 2009
    Località
    Napoli
    Messaggi
    17,936
     Likes dati
    655
     Like avuti
    1,152
    Mentioned
    115 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Rif: Verso le elezioni anticipate

    Veleni e rischi

    di Massimo Franco

    Corriere della Sera, 11 dicembre 2009


    La chiave per capi*re lo sfogo di Sil*vio Berlusconi da*vanti alla platea del Ppe, ieri a Bonn, è certa*mente l’esasperazione. Troppi veleni e troppe ten*sioni, anche nel centrode*stra; e troppa incertezza. Al*trimenti, non si capirebbe come un presidente del Consiglio dotato di una maggioranza schiacciante possa dire che «la sovrani*tà è passata dal Parlamen*to al partito dei giudici». Lo stupore della platea fa pensare che il discorso sia stato iscritto più nella cate*goria delle stranezze italia*ne che in quella degli attac*chi alla democrazia, come sostiene l’opposizione: an*che se la scelta di parlare ad un congresso interna*zionale accentua l’imbaraz*zo. È come se da giovedì le ano*malie del Belpaese fossero state offerte al giudizio del*l’Europa. Le nazioni alleate sono state informate del rapporto tormentato fra magistratura e potere poli*tico; fra i processi e l’inve*stitura popolare di un capo di governo.

    Il sospetto, pe*rò, è che il problema sia as*sai poco sentito fuori dai nostri confini; e che l’esportazione di un conflit*to istituzionale in una fase di crisi economica e finan*ziaria generalizzata sia ac*colta come un tema stacca*to dalla realtà. I contraccol*pi interni, però, ci sono: so*prattutto per il nuovo attac*co alla Consulta. Berlusconi, l’uomo che ha forgiato e dominato la Seconda Repubblica, sem*bra diventato il suo invo*lontario picconatore. Eppu*re, è convinto di non esse*re lui a sferrare i colpi che rischiano di lesionare il Pa*ese: si considera la vittima di una serie di sabotatori annidati in un potere sen*za legittimazione popola*re; e senza diritto di repli*ca. Ma in una lotta che ap*pare sempre più di soprav*vivenza, i rischi si moltipli*cano. Per questo il presi*dente della Repubblica, Giorgio Napolitano, e quel*lo della Camera, Gianfran*co Fini, non potevano tace*re; e infatti la cosa più ru*morosa è il silenzio della seconda carica dello Stato, Renato Schifani. La «preoccupazione» ed il «rammarico» espressi da Napolitano fotografano una situazione in bilico.

    Il fatto che Berlusconi abbia scelto di non replicargli di*mostra che la sua offensi*va non risponde ad una strategia a tavolino; che non c’è la volontà di rom*pere con il Quirinale, seb*bene le critiche del Pdl al presidente della Repubbli*ca segnalino un’ostilità strisciante. La prospettiva di un governo costretto a procedere per altri tre anni in un clima di conflittuali*tà così accentuata fa venire i brividi. Promette un logo*ramento ed una paralisi de*cisionale dei quali paghe*rebbe il prezzo il Paese, ol*tre che Berlusconi. Il premier ribadisce la volontà di rivoluzionare le istituzioni. Ma se davvero ne è convinto, non si spie*ga il senso di impotenza che filtra dalle sue parole sui giudici. Mai come in questi giorni si ha l’impres*sione di un Berlusconi combattuto fra voglia di uscire dall’accerchiamento tornando davanti al corpo elettorale, e consapevolez*za che il Paese gli chiede di governare. Per quanto giu*stificata da un contorno di veleni, l’esasperazione non è il consigliere migliore. E gli annunci non seguiti da scelte conseguenti posso*no rafforzare gli avversari.


    Veleni e rischi - Corriere della Sera
    SADNESS IS REBELLION

  5. #5
    Conservatorismo e Libertà
    Data Registrazione
    30 Mar 2009
    Messaggi
    17,354
     Likes dati
    159
     Like avuti
    515
    Mentioned
    14 Post(s)
    Tagged
    5 Thread(s)

    Predefinito Rif: Elezioni anticipate?

    Attenzione all'appuntamento odierno (deposizione dei fratelli Graviano, con possibile conferma delle parole di Spatuzza *), e soprattutto a quello domenicale. Il bagno di folla dicembrino a Milano ricrea un clima da Predellino...


    * Le dichiarazioni di gentaglia del genere non sono affidabili in nessun caso, sia chiaro

  6. #6
    + Gothic +
    Data Registrazione
    01 Apr 2009
    Località
    Napoli
    Messaggi
    17,936
     Likes dati
    655
     Like avuti
    1,152
    Mentioned
    115 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Reggeranno gli italiani il muro contro muro?

    Immaginiamo quel che potrebbe accadere e che in parte è già accaduto:

    1) Si aggrava lo scontro istituzionale con Napolitano

    2) E' lotta all'arma bianca con i magistrati

    3) I pentiti confermano le connessioni con la mafia

    4) Si alza lo scontro sociale: scioperi della CGIL, manifestazioni studentesche

    5) La Sicilia ci volta le spalle

    6) Saviano aizza il Sud a votare per la sinistra

    7) Fini ci dice addio e forma con Casini e Rutelli un "Partito della Nazione"


    Berlusconi si trova a giocare la carta delle elezioni anticipate solo con il fedele alleato Bossi e i media che possiede. Il Vaticano, dopo le ultime frizioni, se ne starà quieto in disparte. Com'è noto, Berlusconi punta tutto sul "suo" popolo, sugli italiani.

    Ma c'è da fidarsi di questi italiani? Siamo il popolo dei trasformisti e dei voltagabbana. Più volte nella nostra storia chi ha puntato sulla lealtà e sulla fedeltà è stato pugnalato alle spalle.

    Non sarà che magari, spaventati da un muro contro muro istituzionale e timorosi di essere saliti sul carro perdente tanti berlusconiani si scopriranno di colpo antiberlusconiani? Magari non accadrà, non subito almeno, ma fossi nel Cav. non ci scommetterei troppo sugli italiani...
    Ultima modifica di Florian; 11-12-09 alle 13:41
    SADNESS IS REBELLION

  7. #7
    + Gothic +
    Data Registrazione
    01 Apr 2009
    Località
    Napoli
    Messaggi
    17,936
     Likes dati
    655
     Like avuti
    1,152
    Mentioned
    115 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Rif: Reggeranno gli italiani il muro contro muro?

    Intanto Graviano smentisce Spatuzza e il "punto 3" potrebbe cadere...

    SADNESS IS REBELLION

  8. #8
    Conservatore
    Data Registrazione
    30 Apr 2004
    Località
    Sponda bresciana benacense
    Messaggi
    20,196
     Likes dati
    67
     Like avuti
    187
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Rif: Reggeranno gli italiani il muro contro muro?

    Togli pure anche il punto 4: a parte la CGIL non c'è forza sociale che abbia dato problemi in questi mesi.

    Il punto è che Berlusconi ha dalla sua i risultati del Governo, ed il Governo è popolare appunto per questo. Cosa possono offrire agli Italiani le opposizioni, con Fini in testa? Un mucchio di fanfaronate.
    “Pray as thougheverything depended on God. Work as though everything depended on you.”

  9. #9
    Conservatorismo e Libertà
    Data Registrazione
    30 Mar 2009
    Messaggi
    17,354
     Likes dati
    159
     Like avuti
    515
    Mentioned
    14 Post(s)
    Tagged
    5 Thread(s)

    Predefinito Rif: Reggeranno gli italiani il muro contro muro?

    Berlusconi smentisce ancora una volta di voler andare ad elezioni anticipate. Secondo me, invece, questa opzione resta aperta, anche se non scontata.
    Il Cavaliere forse tenta di scoprire le carte di tutti i giocatori: vuole sapere se Fini e finiani resteranno fedeli lungo la strada delle riforme giudiziarie, senza escludere - in caso di mancato attestato di solidarietà - il ricorso alle urne. Ma i tempi sono stretti, entro metà gennaio il Premier deve sapere. Ecco dunque l'accelerazione, che continuerà in escalation progressiva nei prossimi giorni. Berlusconi vuole separare i veri amici dai falsi amici e dai nemici. Vuole "vincere tutto": al minimo distinguo, al primo stop dell'iter delle leggi sul processo breve e il legittimo impedimento, salterà la Legislatura. Il Premier va di fretta e non intende giochicchiare al gatto e al topo. O si fa come dice lui, in ogni richiesta, o nulla. Se fossi in lui, andrei alle Camere per compiere un discorso chiaro, preciso, netto sulle note questioni, chiedendo poi un voto di fiducia. Solo così i finiani saranno messi alle strette. O sì o no, e basta.

  10. #10
    + Gothic +
    Data Registrazione
    01 Apr 2009
    Località
    Napoli
    Messaggi
    17,936
     Likes dati
    655
     Like avuti
    1,152
    Mentioned
    115 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Rif: Reggeranno gli italiani il muro contro muro?

    Citazione Originariamente Scritto da UgoDePayens Visualizza Messaggio
    Togli pure anche il punto 4: a parte la CGIL non c'è forza sociale che abbia dato problemi in questi mesi.

    Il punto è che Berlusconi ha dalla sua i risultati del Governo, ed il Governo è popolare appunto per questo. Cosa possono offrire agli Italiani le opposizioni, con Fini in testa? Un mucchio di fanfaronate.
    Ma infatti con l'opposizione la partita è vinta in partenza. Ma quella che si apre è una partita diversa e vede coinvolti i giudici e Napolitano.

    Se lo scontro ci sarà rimarrà da vedere quanti degli italiani berlusconiani accetteranno di mettersi contro le Istituzioni...

    Ricordiamoci che noi siamo la destra, non siamo di formazione "barricaderi" come la sinistra... L'idea che si debba andar contro non al sindacato ma alla magistratura e al Presidente della Repubblica è una cosa che oggettivamente suona strana... Anche se è notorio da che parte politica provengono i soggetti interessati.
    SADNESS IS REBELLION

 

 
Pagina 1 di 3 12 ... UltimaUltima

Discussioni Simili

  1. Elezioni anticipate
    Di Mercant nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 140
    Ultimo Messaggio: 19-06-09, 20:58
  2. Elezioni anticipate
    Di jesus1982 nel forum Il Termometro Politico
    Risposte: 12
    Ultimo Messaggio: 13-04-05, 13:13
  3. Elezioni anticipate?
    Di SD nel forum Etnonazionalismo
    Risposte: 7
    Ultimo Messaggio: 08-04-05, 11:59
  4. Elezioni anticipate?
    Di Nebbia nel forum Etnonazionalismo
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 15-05-03, 20:42
  5. Elezioni Anticipate?
    Di GEORGE (POL) nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 68
    Ultimo Messaggio: 08-05-03, 15:37

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito