Stati Uniti maggior fornitore di armi al mondo. Il rapporto del Congresso americano stride con le dichiarzioni e con i programmi dell'amministrazione Bush sulla lotta al terrorismo internazionale.

A poco più di dieci giorni dal quarto anniversario delle stragi alle Torri Gemelle Washington ha realizzato il record di vendite nell'industria bellica. Realizzando per il 2004, entrate sensazionali. 37 miliardi di dollari, il livello più alto dal 2000. I paesi in via di sviluppo sono i maggiori acquirenti.

D'altra parte gli Stati aUniti esercitano da otto anni il ruolo di più attivi venditori di armamenti. Solo per fare un esempio nel 2004 Washington ha completato il trasferimento di elicotteri a Brasile e Israele, sofidticati sistemi radar a Taiwan, impegnata nella lungo lotta diplomatica con la Cina, e diversi tipi di armamenti a Oman e Pakistan.

Le armi vendute dagli Usa ai Paesi del Medio Oriente e dell'Asia ammontavano nel 2004 a 10 miliardi di dollari. "Siamo consapevoli - ha spiegato il portavoce del dipartimento di Stato Sean McCormack - che i trasferimenti rappresentano un'affare delicato sia per la sicurezza nazionale che per la politica estera americana. Per questo sono regolati da un pacchetto di misure e regole ferree".

Ma il rapporto ha anche sottolineato l'accordo raggiunto dalla Casa Bianca e da alcuni paesi dell'Unione europea per lo sviluppo di nuovo materiale bellico per contrastare il declino delle commesse negli ultimi quattro anni.

Alle spalle degli Stati Uniti in seconda posizione la Russia del presidente Vladimir Putin. Mosca ha come maggiori clienti l'India , che ha rafforzato i legami anche con la Casa Bianca soprattutto sullo sviluppo del nucleare pacifico e la Cina.

Una conferma di come i rapporti tra i due grandi ex nemici siano completamente ristabiliti. E i segnali si erano già visto con la Missione di pace 2005, le operazioni militari congiunte. Mosca al di là dei suoi nuovi accordi e della partnership con la Cina, considerata dall'amministrazione Bush ancora come una possibile minaccia è anche nel mirino statunitense per per lo sviluppo di armamenti chimici.

La Russia infatti è presente nel rapporto del Dipartimento di Stato insieme a Siria, Iran e Corea del Nord. Che restano ancora i paesi maggiormente accusati dagli Usa di violare gli accordi sul controllo internazionale degli armamenti.

Apparantemente nessuna sorpresa. Eppure il cambio nelle politiche internazionali statunitense si è potuto avvertire con la Libia. Considerato un vero e proprio esempio da seguire. La prova del disgelo definitivo tra George W. Bush e il colonnello Gheddafi.

Andrea Pressenda - Affaritaliani.it