
Originariamente Scritto da
Matteo
- "Per me è la stessa cosa dire che per es. che un elettrone e un protone formano un atomo di idrogeno o che un atomo di idrogeno è formato da un elettrone e un protone". Ti lascio alle parole del venerato (non da me) Marx così che tu possa riflettere, e ti dico già da ora che no, non è per niente la stessa cosa (lo è solo per l'economia volgare, e non a caso considerava questo errore di Smith come un elemento volgare nella sua teoria).
Dopo aver spiegato che il valeur echangeable si risolve in quantità di lavoro, che detratta la materia prima ecc nella parte di lavoro pagata all’operaio e in quella non-pagata, che si risolve in profitto e rendita; cambia e anziché risolvere il valore di scambio in salario-profitto-rendita ecc fa di questi i costitutori del valore di scambio, in quanto autonomi valori di scambio: "Salario, profitto e rendita sono le 3 fonti originarie tanto di ogni reddito, quanto di ogni valore di scambio" (Smith, p. 105) = dopo che aveva espresso la connessione intima, lo domina ora la considerazione dell’aspetto fenomenico (= la connessione della cosa come appare nella concorrenza, dove tutto appare rovesciato). Dopo che Smith ha composto il valore della merce con i valori determinati indipendentemente da esso (salario, profitto, rendita ecc ) si chiede come questi valori elementari siano determinati (qui parte dal fenomeno quale si presenta nella concorrenza): “In ogni società vi è un tasso medio per i salari, i profitti, le rendite. […] Si può chiamare il tasso naturale del salario, del profitto e della rendita per il tempo e il luogo nei quali questo tasso comunemente domina. […] Se il prezzo di una merce non è né più né meno che quello che è necessario per pagare secondo i loro tassi naturali e la rendita della terra e i salari del lavoro e i profitti del capitale, questa merce è venduta al suo prezzo naturale” (Smith, pp. 110-111) = il prezzo naturale qui è il prezzo di costo, che coincide col valore perché è presupposto che il valore della merce sia formato dai valori di salario-profitto-rendita; abbiamo la genesi del prezzo naturale, con un linguaggio e una logica corrispondenti perché il valore della merce è formato dai prezzi di salario-profitto-rendita, ma il valore di questi è formato quando sono al loro tasso naturale, quindi il valore della merce è = al prezzo di costo e questo è = al prezzo naturale (tasso di profitto e del salario sono presupposti dati). Basta per comprendere l'impossibilità dell'inversione? Hai capito dove scivoli proponendola?