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Risultati da 1 a 8 di 8
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    Predefinito Dal Lago Colpevole O Innocente???

    mercoledì 31 agosto 2005 cronaca pag. 16
    GIORNALE DI VICENZA

    Fanton “spara” alto

    Il dipendente della Provincia arrestato per concussione
    il 27 luglio con altre tre persone ha accusato la presidente
    di avere convocato una riunione in cui gli fu contestata
    «l’opportunità dei controlli» che da allora furono subordinati
    «all’approvazione di una liste decisa e verificata dai vertici»
    di Ivano Tolettini



    L’inchiesta sulla gestione dei rifiuti promette altre scintille. Sergio Fanton per difendersi e ridimensionare la portata delle accuse, ha attaccato “sparando” in alto sulla presidente della Provincia Manuela Dal Lago.
    L’ha fatto all’inizio del mese quando è stato ascoltato al San Pio X dal pm Angela Barbaglio. Intendiamoci, non perchè la lady di ferro di palazzo Nievo c’entri qualcosa con le mazzette, quanto piuttosto perché secondo l’impiegato la Dal Lago avrebbe messo la sordina sulle verifiche in materia di rifiuti. Il suo sarebbe stato un interesse politico, testimoniato dal desiderio di depotenziare il dipartimento ambiente in settore.
    Fanton quando fa mettere nero su bianco il nome della presidente Dal Lago, si trovava ancora in carcere in attesa di ottenere i domiciliari, che gli sarebbero stati concessi di lì a pochi giorni dopo l’ampia collaborazione fornita. Il dipendente infedele accusato di concussione e falso materiale per le mazzette che avrebbe preteso da numerosi imprenditori, perlopiù sottoforma di consulenze alla ditta della moglie “M.T.”, ha chiamato in causa il 2 agosto il comportamento della presidente leghista.
    Il passaggio scabroso è quello in cui Fanton, 44 anni, di Creazzo, capo della squadra antinquinamento di palazzo Folco, a proposito dei controlli sulle “auto dismesse” e sui “mezzi adibiti al trasporto rifiuti” - va ricordato che da quest’ultimi è nata la maxinchiesta condotta dalla polstrada di Verona Sud - ha sottolineato che «si fermarono dopo un certo periodo perchè fui convocato con il comandante della polizia provinciale Bonavigo dalla presidente della provincia Dal Lago, la quale contestò l’opportunità di quei controlli e disse che per l’avvenire dovevano essere disposte delle liste dei punti ed oggetti da controllare che dovevano essere prima approvati».
    Fanton, che è difeso dall’avvocato Paolo Mele senior, fu arrestato il 27 luglio assieme ai “soci” Gaetano Sandonà e Michela Turetta di Grisignano di Zocco, e all’ingegnere Beniamino Didonè di Rosa, accusati a vario titolo di concorso in falso e concussione. Sul contenuto delle dichiarazioni del suo assistito l’avv. Mele è stringato: «Posso solo dire che ha fornito una ricostruzione razionale dei fatti. Niente di più».
    Le indagini svolte dagli agenti del sostituto commissario Antonio Di Ruzza lo colsero con le mani quasi nel sacco, come si dice in gergo, tanto che il tecnico ha poi ammesso le proprie responsabilità. Contro di lui c’erano le denunce di più persone che hanno spiegato quanti soldi gli avrebbero versato.
    Per contro Fanton ha negato di avere preteso quattrini minacciando ritorsione, dunque la concussione, affermando che ci sarebbe stato un mutuo scambio con gli imprenditori, insomma la corruzione.
    L’indagato aggiunse che dopo quell’incontro in Provincia con la presidente ritenne di non procedere oltre con le verifiche perché sarebbe stato di fatto inutile. Il motivo? Essendo preventivate non avrebbero portato a nulla.
    Ma quando avvenne il colloquio tra Dal Lago, Bonavigo e Fanton? Nella primavera di quest’anno, quando però l’inchiesta aveva già innescato il turbo, mentre Fanton era già da qualche anno che periodicamente incassava parcelle per consulenze prima svolte a titolo personale, poi fatte fatturare alla “M.T.”, società intestata alla moglie Loretta Mantoan e a Michela Turetta.
    Nel corso di un’intervista la presidente alla domanda se avesse dissuaso gli uffici dal fare controlli, ha replicato di non avere «mai sottoscritto direttive in questo senso, nè ho riferito cose del genere a voce. Sono convinta che nemmeno altri in Provincia si siano permessi di comportarsi in questo modo. Anzi, dalla giunta sono arrivati negli anni solleciti a fare meglio e di più, nel rispetto delle norme».

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    Predefinito Re: Dal Lago Colpevole O Innocente???

    In origine postato da bulldozer
    mercoledì 31 agosto 2005 cronaca pag. 16
    GIORNALE DI VICENZA

    Fanton “spara” alto

    Il dipendente della Provincia arrestato per concussione
    il 27 luglio con altre tre persone ha accusato la presidente
    di avere convocato una riunione in cui gli fu contestata
    «l’opportunità dei controlli» che da allora furono subordinati
    «all’approvazione di una liste decisa e verificata dai vertici»
    di Ivano Tolettini



    L’inchiesta sulla gestione dei rifiuti promette altre scintille. Sergio Fanton per difendersi e ridimensionare la portata delle accuse, ha attaccato “sparando” in alto sulla presidente della Provincia Manuela Dal Lago.
    L’ha fatto all’inizio del mese quando è stato ascoltato al San Pio X dal pm Angela Barbaglio. Intendiamoci, non perchè la lady di ferro di palazzo Nievo c’entri qualcosa con le mazzette, quanto piuttosto perché secondo l’impiegato la Dal Lago avrebbe messo la sordina sulle verifiche in materia di rifiuti. Il suo sarebbe stato un interesse politico, testimoniato dal desiderio di depotenziare il dipartimento ambiente in settore.
    Fanton quando fa mettere nero su bianco il nome della presidente Dal Lago, si trovava ancora in carcere in attesa di ottenere i domiciliari, che gli sarebbero stati concessi di lì a pochi giorni dopo l’ampia collaborazione fornita. Il dipendente infedele accusato di concussione e falso materiale per le mazzette che avrebbe preteso da numerosi imprenditori, perlopiù sottoforma di consulenze alla ditta della moglie “M.T.”, ha chiamato in causa il 2 agosto il comportamento della presidente leghista.
    Il passaggio scabroso è quello in cui Fanton, 44 anni, di Creazzo, capo della squadra antinquinamento di palazzo Folco, a proposito dei controlli sulle “auto dismesse” e sui “mezzi adibiti al trasporto rifiuti” - va ricordato che da quest’ultimi è nata la maxinchiesta condotta dalla polstrada di Verona Sud - ha sottolineato che «si fermarono dopo un certo periodo perchè fui convocato con il comandante della polizia provinciale Bonavigo dalla presidente della provincia Dal Lago, la quale contestò l’opportunità di quei controlli e disse che per l’avvenire dovevano essere disposte delle liste dei punti ed oggetti da controllare che dovevano essere prima approvati».
    Fanton, che è difeso dall’avvocato Paolo Mele senior, fu arrestato il 27 luglio assieme ai “soci” Gaetano Sandonà e Michela Turetta di Grisignano di Zocco, e all’ingegnere Beniamino Didonè di Rosa, accusati a vario titolo di concorso in falso e concussione. Sul contenuto delle dichiarazioni del suo assistito l’avv. Mele è stringato: «Posso solo dire che ha fornito una ricostruzione razionale dei fatti. Niente di più».
    Le indagini svolte dagli agenti del sostituto commissario Antonio Di Ruzza lo colsero con le mani quasi nel sacco, come si dice in gergo, tanto che il tecnico ha poi ammesso le proprie responsabilità. Contro di lui c’erano le denunce di più persone che hanno spiegato quanti soldi gli avrebbero versato.
    Per contro Fanton ha negato di avere preteso quattrini minacciando ritorsione, dunque la concussione, affermando che ci sarebbe stato un mutuo scambio con gli imprenditori, insomma la corruzione.
    L’indagato aggiunse che dopo quell’incontro in Provincia con la presidente ritenne di non procedere oltre con le verifiche perché sarebbe stato di fatto inutile. Il motivo? Essendo preventivate non avrebbero portato a nulla.
    Ma quando avvenne il colloquio tra Dal Lago, Bonavigo e Fanton? Nella primavera di quest’anno, quando però l’inchiesta aveva già innescato il turbo, mentre Fanton era già da qualche anno che periodicamente incassava parcelle per consulenze prima svolte a titolo personale, poi fatte fatturare alla “M.T.”, società intestata alla moglie Loretta Mantoan e a Michela Turetta.
    Nel corso di un’intervista la presidente alla domanda se avesse dissuaso gli uffici dal fare controlli, ha replicato di non avere «mai sottoscritto direttive in questo senso, nè ho riferito cose del genere a voce. Sono convinta che nemmeno altri in Provincia si siano permessi di comportarsi in questo modo. Anzi, dalla giunta sono arrivati negli anni solleciti a fare meglio e di più, nel rispetto delle norme».

    LA CORRIERA:

    Immagina il Movimento come una corriera, un autista ubriaco di potere e i passeggeri (i Militanti) che ad un certo punto se ne rendono conto. Il mezzo sbanda a destra e a sinistra, non c'è verso di tenerlo in strada e i passeggeri si rendono conto che si rischia lo schianto: che si fa?
    Ci sono 3 possibilità:

    1) stare nei sedili posteriori, vicino all'uscita, e prima dello schianto saltare fuori;

    2) sperare che un posto di blocco fermi il mezzo, faccia scendere l'autista e lo arresti per ubriachezza ritirandogli la patente a vita;

    3) andare davanti e rifilare un sonoro calcio in culo all'autista e prendere possesso del mezzo.

    C'è una quarta opzione: stare buoni buoni e pregare sperando in un miracolo (per chi crede ai miracoli).

    Ah, ricordiamoci che oltre a sostituire l'autista bisogna guardarci bene da chi gli ha affidato la guida.


  3. #3
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    Semplicemente azzeccatissimo.
    Iunthanaka
    Conte della Martesana

  4. #4
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    Predefinito DAL LAGO COLPEVOLE O INNOCENTE???

    Giovedì 1 Settembre 2005


    Gestione Rifiuti. La presidente Dal Lago replica alle dichiarazioni dell’indagato al gip
    Le accuse di Fanton? «Provo misericordia»


    di Ivano Tolettini



    Sergio Fanton, accusato di concussione e agli arresti in casa, l’attacca davanti al giudice dicendo di avere organizzato un incontro in Provincia per stoppare i controlli sui mezzi adibiti al trasporto dei rifiuti? La presidente della provincia Manuela Dal Lago risponde in maniera soft, anche se il senso delle dichiarazioni è inequivocabile: sono tutte fanfaronate. Lo fa con un comunicato stampa nel quale scrive, tra le altre cose, di «sentire misericordia» per lui. «Non mi sembra proprio il caso di infierire visto quanto sta passando il signor Fanton», aggiunge la politica di lungo corso, che da anni regge le sorti di palazzo Nievo.


    La reazione ufficiale alle notizie sulle dichiarazioni del capo della squadra antinquinamento della Provincia arrestato con altre tre persone a fine luglio nell’ambito della maxinchiesta sui rifiuti, ha l’effetto di una brezza estiva in contrà Gazzolle. I toni sono volutamente smorzati.
    I sospetti di un indirizzo politico dall’alto volto a imbrigliare le verifiche delle guardie sono rispediti al mittente. È spazzatura da un indagato che rischia molti anni di carcere, ribattono in Provincia, .
    Del resto, voci ne giravano da molti giorni sul contenuto degli interrogatori resi da Fanton, che è difeso dall’avv. Paolo Mele senior, al gip Agatella Giuffrida e al pm Angela Barbaglio.
    Per questo non c’è sorpresa sulla tolda di comando dal quale l’esponente leghista guarda al futuro prossimo con apparente tranquillità.
    «Leggo quanto sostenuto dal signor Sergio Fanton nei miei confronti - sottolinea -, pensando che davanti all’uomo che attraversa la paura e che, per trarsi d’impaccio e cerca di salvarsi, s’appella a qualunque cosa, ciascuno di noi deve provare comprensione se non sentire misericordia».
    La prof. Dal Lago passa in rassegna quelle che potrebbero essere le contromosse alle dichiarazioni che la chiamano in causa.
    «Reagire, in questi casi, potrebbe essere legalmente comprensibile, facilmente giustificabile, ma umanamente meschino nei confronti di una persona che non conosco - aggiunge - e che ho incontrato una sola volta in vita mia alla presenza del comandante dei vigili provinciali».
    Questa riunione, alla quale prese parte anche il comandante Bonavigo, è così descritta da Fanton: «I controlli sulle auto dismesse e quelli del trasporto dei rifiuti si fermarono dopo un certo periodo perché fui convocato con il comandante dalla presidente della provincia Dal Lago, la quale contesta l’opportunità di quelle verifiche e disse che per l’avvenire dovevano essere disposte delle liste dei punti ed oggetti da controllare che dovevano essere prima approvati».
    L’incontro a palazzo Nievo avvenne nella primavera 2005, quando le indagini della polstrada di Verona Sud erano appena cominciate. Ma da quanto è fin qui emerso nell’inchiesta, Fanton avrebbe cominciato a pretendere/chiedere quattrini agli imprenditori già da qualche anno.
    Quanto al silenzio dell’assessore provinciale all’Ambiente Walter Formenton, che dall’apertura dell’inchiesta in poi non ha mai aperto bocca sull’argomento, tanto da suscitare perplessità in tanti ambienti politici visto il suo ruolo di primo piano, la presidente di ferro lo plaude. «Devo precisare, poi, - conclude - come ho sempre detto fin dall’inizio di questa vicenda, che sull’argomento a nome della Provincia parla solamente ed esclusivamente la presidente, in qualità di responsabile dell’amministrazione. Quell’“assordante silenzio” che è imputato all’assessore Formenton, è solamente il corretto atteggiamento di un mio collaboratore che si attiene a una mia richiesta».


  5. #5
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    Predefinito DAL LAGO COLPEVOLE O INNOCENTE???

    MA COME E' STATO ADESTRATO BENE FORMENTON, LA PRESIDENTISSIMA ORDINA DI NON PARLARE E LUI DA BRAVO SOLDATINO UBBIDIENTE, FORSE ANCHE PER AMOR DI SEDIA, TACE COME ASSESSORE FA LA FIGURA DEL MONA!!!!!

  6. #6
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    Predefinito Re: DAL LAGO COLPEVOLE O INNOCENTE???

    In origine postato da bulldozer
    Giovedì 1 Settembre 2005


    Gestione Rifiuti. La presidente Dal Lago replica alle dichiarazioni dell’indagato al gip
    Le accuse di Fanton? «Provo misericordia»


    di Ivano Tolettini



    Sergio Fanton, accusato di concussione e agli arresti in casa, l’attacca davanti al giudice dicendo di avere organizzato un incontro in Provincia per stoppare i controlli sui mezzi adibiti al trasporto dei rifiuti? La presidente della provincia Manuela Dal Lago risponde in maniera soft, anche se il senso delle dichiarazioni è inequivocabile: sono tutte fanfaronate. Lo fa con un comunicato stampa nel quale scrive, tra le altre cose, di «sentire misericordia» per lui. «Non mi sembra proprio il caso di infierire visto quanto sta passando il signor Fanton», aggiunge la politica di lungo corso, che da anni regge le sorti di palazzo Nievo.


    La reazione ufficiale alle notizie sulle dichiarazioni del capo della squadra antinquinamento della Provincia arrestato con altre tre persone a fine luglio nell’ambito della maxinchiesta sui rifiuti, ha l’effetto di una brezza estiva in contrà Gazzolle. I toni sono volutamente smorzati.
    I sospetti di un indirizzo politico dall’alto volto a imbrigliare le verifiche delle guardie sono rispediti al mittente. È spazzatura da un indagato che rischia molti anni di carcere, ribattono in Provincia, .
    Del resto, voci ne giravano da molti giorni sul contenuto degli interrogatori resi da Fanton, che è difeso dall’avv. Paolo Mele senior, al gip Agatella Giuffrida e al pm Angela Barbaglio.
    Per questo non c’è sorpresa sulla tolda di comando dal quale l’esponente leghista guarda al futuro prossimo con apparente tranquillità.
    «Leggo quanto sostenuto dal signor Sergio Fanton nei miei confronti - sottolinea -, pensando che davanti all’uomo che attraversa la paura e che, per trarsi d’impaccio e cerca di salvarsi, s’appella a qualunque cosa, ciascuno di noi deve provare comprensione se non sentire misericordia».
    La prof. Dal Lago passa in rassegna quelle che potrebbero essere le contromosse alle dichiarazioni che la chiamano in causa.
    «Reagire, in questi casi, potrebbe essere legalmente comprensibile, facilmente giustificabile, ma umanamente meschino nei confronti di una persona che non conosco - aggiunge - e che ho incontrato una sola volta in vita mia alla presenza del comandante dei vigili provinciali».
    Questa riunione, alla quale prese parte anche il comandante Bonavigo, è così descritta da Fanton: «I controlli sulle auto dismesse e quelli del trasporto dei rifiuti si fermarono dopo un certo periodo perché fui convocato con il comandante dalla presidente della provincia Dal Lago, la quale contesta l’opportunità di quelle verifiche e disse che per l’avvenire dovevano essere disposte delle liste dei punti ed oggetti da controllare che dovevano essere prima approvati».
    L’incontro a palazzo Nievo avvenne nella primavera 2005, quando le indagini della polstrada di Verona Sud erano appena cominciate. Ma da quanto è fin qui emerso nell’inchiesta, Fanton avrebbe cominciato a pretendere/chiedere quattrini agli imprenditori già da qualche anno.
    Quanto al silenzio dell’assessore provinciale all’Ambiente Walter Formenton, che dall’apertura dell’inchiesta in poi non ha mai aperto bocca sull’argomento, tanto da suscitare perplessità in tanti ambienti politici visto il suo ruolo di primo piano, la presidente di ferro lo plaude. «Devo precisare, poi, - conclude - come ho sempre detto fin dall’inizio di questa vicenda, che sull’argomento a nome della Provincia parla solamente ed esclusivamente la presidente, in qualità di responsabile dell’amministrazione. Quell’“assordante silenzio” che è imputato all’assessore Formenton, è solamente il corretto atteggiamento di un mio collaboratore che si attiene a una mia richiesta».

    Pia e Misericordiosa cammina sulle acque ed asperge benedizioni.
    I suoi collaborat....ops...profeti, sono carcasse senza lingua, scatole craniche vacue. Non vedono, non sentono, non parlano.
    Vi regalo una frase che è di Bubola "siamo stati capovolti come il cielo sotto terra".
    Ve Sa£udo.
    sb

  7. #7
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    mercoledì 31 agosto 2005 cronaca pag. 16
    GOIORNALE DI VICENZA

    Fanton “spara” alto

    Il dipendente della Provincia arrestato per concussione
    il 27 luglio con altre tre persone ha accusato la presidente
    di avere convocato una riunione in cui gli fu contestata
    «l’opportunità dei controlli» che da allora furono subordinati
    «all’approvazione di una liste decisa e verificata dai vertici»
    di Ivano Tolettini



    L’inchiesta sulla gestione dei rifiuti promette altre scintille. Sergio Fanton per difendersi e ridimensionare la portata delle accuse, ha attaccato “sparando” in alto sulla presidente della Provincia Manuela Dal Lago.
    L’ha fatto all’inizio del mese quando è stato ascoltato al San Pio X dal pm Angela Barbaglio. Intendiamoci, non perchè la lady di ferro di palazzo Nievo c’entri qualcosa con le mazzette, quanto piuttosto perché secondo l’impiegato la Dal Lago avrebbe messo la sordina sulle verifiche in materia di rifiuti. Il suo sarebbe stato un interesse politico, testimoniato dal desiderio di depotenziare il dipartimento ambiente in settore.
    Fanton quando fa mettere nero su bianco il nome della presidente Dal Lago, si trovava ancora in carcere in attesa di ottenere i domiciliari, che gli sarebbero stati concessi di lì a pochi giorni dopo l’ampia collaborazione fornita. Il dipendente infedele accusato di concussione e falso materiale per le mazzette che avrebbe preteso da numerosi imprenditori, perlopiù sottoforma di consulenze alla ditta della moglie “M.T.”, ha chiamato in causa il 2 agosto il comportamento della presidente leghista.
    Il passaggio scabroso è quello in cui Fanton, 44 anni, di Creazzo, capo della squadra antinquinamento di palazzo Folco, a proposito dei controlli sulle “auto dismesse” e sui “mezzi adibiti al trasporto rifiuti” - va ricordato che da quest’ultimi è nata la maxinchiesta condotta dalla polstrada di Verona Sud - ha sottolineato che «si fermarono dopo un certo periodo perchè fui convocato con il comandante della polizia provinciale Bonavigo dalla presidente della provincia Dal Lago, la quale contestò l’opportunità di quei controlli e disse che per l’avvenire dovevano essere disposte delle liste dei punti ed oggetti da controllare che dovevano essere prima approvati».
    Fanton, che è difeso dall’avvocato Paolo Mele senior, fu arrestato il 27 luglio assieme ai “soci” Gaetano Sandonà e Michela Turetta di Grisignano di Zocco, e all’ingegnere Beniamino Didonè di Rosa, accusati a vario titolo di concorso in falso e concussione. Sul contenuto delle dichiarazioni del suo assistito l’avv. Mele è stringato: «Posso solo dire che ha fornito una ricostruzione razionale dei fatti. Niente di più».
    Le indagini svolte dagli agenti del sostituto commissario Antonio Di Ruzza lo colsero con le mani quasi nel sacco, come si dice in gergo, tanto che il tecnico ha poi ammesso le proprie responsabilità. Contro di lui c’erano le denunce di più persone che hanno spiegato quanti soldi gli avrebbero versato.
    Per contro Fanton ha negato di avere preteso quattrini minacciando ritorsione, dunque la concussione, affermando che ci sarebbe stato un mutuo scambio con gli imprenditori, insomma la corruzione.
    L’indagato aggiunse che dopo quell’incontro in Provincia con la presidente ritenne di non procedere oltre con le verifiche perché sarebbe stato di fatto inutile. Il motivo? Essendo preventivate non avrebbero portato a nulla.
    Ma quando avvenne il colloquio tra Dal Lago, Bonavigo e Fanton? Nella primavera di quest’anno, quando però l’inchiesta aveva già innescato il turbo, mentre Fanton era già da qualche anno che periodicamente incassava parcelle per consulenze prima svolte a titolo personale, poi fatte fatturare alla “M.T.”, società intestata alla moglie Loretta Mantoan e a Michela Turetta.
    Nel corso di un’intervista la presidente alla domanda se avesse dissuaso gli uffici dal fare controlli, ha replicato di non avere «mai sottoscritto direttive in questo senso, nè ho riferito cose del genere a voce. Sono convinta che nemmeno altri in Provincia si siano permessi di comportarsi in questo modo. Anzi, dalla giunta sono arrivati negli anni solleciti a fare meglio e di più, nel rispetto delle norme».

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    martedì 20 settembre 2005 cronaca pag. 18
    GIORNALE DI VICENZA

    Si allarga la maxinchiesta del pm Angela Barbaglio


    Rifiuti, altri 30 avvisi
    Ambiente al setaccio


    La polstrada acquisisce in Provincia tutti i documenti


    di Ivano Tolettini



    Quasi tutti i documenti emanati dalla Provincia dal ’98 in materia di gestione ambientale sono al vaglio della procura della Repubblica. Non era mai accaduto nel Nord Est.
    Intanto, altri trenta avvisi di garanzia sono destinati ad imprenditori che avrebbero violato le norme ambientali.
    Nel frattempo, una stanza del dipartimento Ambiente della Provincia a palazzo Folco è stata interamente adibita ad ospitare le migliaia di carte che saranno analizzate anche da tre consulenti, oltre che da agenti e tecnici dell’Arpav.
    Ieri la polstrada di Verona Sud ha completato l’acquisizione di tutte le ordinanze, delibere, autorizzazioni delle aziende per gestire i rifiuti in procedura semplificata e ordinaria, nonché gli incartamenti delle discariche, degli ecocentri, oltre alle pratiche dei rifiuti speciali e degli inceneritori.
    Insomma, il pm Angelo Barbaglio ha acquisito in fotocopia tutta la documentazione amministrativa rilasciata da palazzo Folco fino alla primavera di quest’anno.
    Se il numero degli indagati sale vertiginosamente, raggiungendo quasi quota 200, l’inchiesta ormai si è ramificata in tre tronconi consolidati.
    Il primo è quello delle aziende private e pubbliche che, con diversi gradi di responsabilità, non hanno rispettato le norme del decreto Ronchi.
    È stato il filone inaugurale dell’indagine iniziata all’inizio di marzo dai poliziotti del sostituto commissario Antonio Di Ruzza di Verona Sud col sequestro del camion di Graziella Destro.
    Il secondo filone si è manifestato in maniera clamorosa a fine luglio con l’arresto del capo della squadra antinquinamento della Provincia Sergio Fanton, 44 anni, di Creazzo. È finito nei guai per presunti casi di concussione e corruzione. Con lui sono indagate almeno altre quattro persone, ma il loro numero starebbe per salire.
    Infine, ed è quello maturato nelle ultime due settimane, il troncone che chiama in causa le decisioni prese della Provincia con a capo la presidente Manuela Dal Lago e l’assessore all’Ambiente Walter Formenton.
    «La Provincia ha agito correttamente», ha ripetuto più volte, anche con comunicati, la lady di ferro della Lega Nord, che dopo avere imposto a Formenton la consegna del silenzio, difende a spada tratta l’operato della sua Giunta, affermando che se un dipendente ha sbagliato è ingiusto coinvolgere l’intera struttura.
    La procura, e lo dimostra la strabiliante mole di documenti che occupano un’intera stanza sigillata di palazzo Folco, ha il sospetto che le cose non sarebbero come le racconta la Dal Lago. Dalle parti del dipartimento Ambiente, per gli inquirenti, ci sarebbe stato lassismo, e controlli quantomeno leggeri, come dimostrano i 200 imprenditori indagati. Questo, è il sospetto della polizia, sarebbe avvenuto per indiretti messaggi provenienti dai vertici amministrativi.
    La presidente Dal Lago, chiamata in causa in un interrogatorio da Fanton per un incontro avvenuto a marzo, si è fermamente opposta a quello che definisce un teorema privo di riscontri. Ha sostenuto, inoltre, che non ci sono state direttive per annacquare le verifiche.
    Fatto sta che il dipartimento ambiente è stato rivoltato come un calzino sia dalla polstrada, che dalla stessa Provincia con successive verifiche interne. Gli agenti hanno acquisito 500 pratiche relative a infrazioni ambientali - e da quest’ultimi controlli sarebbero scaturiti gli ultimi 30 avvisi di garanzia - per capire che tipi di accertamenti sono stati svolti.
    Il fatto poi che a distanza di una settimana la polstrada abbia acquisito gran parte delle pratiche rilasciate dalla Provincia negli ultimi anni su discariche e dintorni, significa che il pm Barbaglio ha deciso di dare una brusca accelerata all’inchiesta. Per adesso, comunque, è stato ribadito che su questo terzo fronte investigativo non ci sono indagati.

 

 

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