di Maurizio Blondet
Il volo 103 della Pan Am esplose in volo sopra Lockerbie (Scozia) il 21 dicembre 1988: morirono 270 passeggeri, fra cui 189 americani.
Fu un atto terroristico, di cui fu incolpata la Libia.
Colpito da embargo e condannato da numerose risoluzione dell'ONU, il colonnello Gheddafi finì per piegarsi alla versione ufficiale: e consentì ad estradare Ali Al-Meghari, un funzionario dei servizi segreti libici, additato da Londra e Washington come mente dell'attentato.
Al Meghari è stato condannato all'ergastolo in Inghilterra il 31 gennaio 2001.
Ma ora i suoi avvocati chiedono la riapertura del processo.
Hanno una buona ragione: un dirigente della polizia scozzese ora in pensione (non ne viene fatto il nome) ha rivelato al giornale News Scotsman (1) che le prove della colpevolezza del libico erano state "fabbricate".
Il frammento di detonatore trovato tra i resti dell'aereo, ed esibito come prova principale della matrice libica dell'attentato, era stato fornito dalla CIA apposta per gettare la croce su Gheddafi.
L'ex-poliziotto scozzese stesso, ora, dovrà rispondere ai giudici sui motivi del suo lungo silenzio.
Al New Scotsman, però, l'ha già spiegato: "ho avuto paura di essere distrutto, se cantavo fuori dal coro".
Parole rivelatrici.
Che spiegano come mai le verità vengono solo da siti e individui indipendenti, subissati da accuse di "complottismo" e "antisemitismo" dai grandi media.
Paura.
Controllo dei mezzi di comunicazione.
Intimidazione.
E "false flag operations": le azioni di servizi segreti come CIA e Mossad non si limitano a raccogliere informazioni sul nemico, ma da tempo provocano atti terroristici "a bandiera falsa" per accusarne poi gli avversari del momento.
Atrocità e crimini contro l'umanità come regolare modus operandi.
In realtà, i dubbi sulla pista libica di Lockerbie s'erano già fatti strada: tutti silenziati dalla "libera stampa" occidentale.
Il timer incriminato era fabbricato da una ditta svizzera, la Mebo, che ne forniva esclusivamente due clienti, la Libia e la Stasi, la polizia segreta della Germania Est; Al Meghari era in regolare contatto con l'azienda svizzera, dunque…
Ma già da anni l'agente dell'FBI Thomas Thurman, che aveva identificato il timer-detonatore come fabbricato dalla Mebo, era stato smascherato e condannato come un regolare "fabbricatore di prove" in vari processi per omicidio in USA.
Nel 2003 inoltre un agente della CIA, raggiunta la pensione, aveva dichiarato agli avvocati del libico Al-Meghari che le prove erano state falsificate.
Poi, durante il processo al libico, saltarono fuori documenti della DIA (il servizio militare USA) datati 1994, in cui si diceva chiaramente che i colpevoli dell'attentato erano militanti del PFLP-GC (Popular Front for the Liberation of Palestine – General Command), un gruppo terroristico che si dice sostenuto dalla Siria e finanziato dagli iraniani.
Ma dopo la guerra del Golfo, l'attribuzione a questo gruppo non conveniva; conveniva invece dipingere Gheddafi come il grande vecchio del terrorismo islamico.
Ma la verità forse è ancora più complicata, e più atroce.
Victor Ostrovsky, l'ex agente del Mossad che ha fatto defezione e ha rivelato parecchie trame della sua agenzia, racconta in uno dei suoi libri (2) di essersi sentito chiedere da un agente inglese dell'MI6: "lei crede, pensa, o sa se il Mossad è in qualche modo coinvolto nel fatto del volo 103 su Lockerbie?" (dunque, il dubbio c'era).
La risposta di Ostrovsky: "assolutamente no".
Al britannico che gli chiede perché è così sicuro, Ostrovski risponde:
"perché non c'era ragione. Ogni volta che Israele o il Mossad hanno abbattuto un aereo, è stato un incidente, e comunque in relazione diretta con la cosiddetta sicurezza dello Stato…come l'aereo italiano (che ritengo trasportasse uranio) abbattuto nel 1980, che fece 81 morti".
Ostrovski parla dell'aereo dell'Itavia.
E rivela l'annoso mistero: è stato abbattuto dagli israeliani.
Quanto del "terrorismo islamico" in corso sia fabbricato dall'Occidente e dal "suo miglior alleato" talmudico, è cosa che potete desumere da queste poche notizie.
Ci resta la speranza che un giorno, in un processo di Norimberga, i criminali internazionali che hanno abbattuto l'Itavia, e i complici che tra noi hanno coperto il vero colpevole, ne siano chiamati a rispondere con la loro testa.
di Maurizio Blondet
Note
1) Marcello Mega, "Police chief: Lockerbie evidence was faked", New Scotsman, 25 agosto 2005.
2) Victor Ostrovsky, "Beyond Deception", Harpers Paperback, 1994, p. 317. Il libro è stato pubblicato in italiano ("Oltre l'inganno"), ma è sparito prima di giungere alle librerie. L'opera infatti è fin troppo istruttiva della mentalità che domina nel Mossad: i suoi capi "sono convinti che la forza [militare] d'Israele nasce dalla necessità di rispondere alla costante minaccia di guerra. Il corollario è che ogni apertura di pace innescherebbe inevitabilmente un processo di corrosione che indebolirebbe la forza armata e alla fine porterebbe alla fine dello Stato d'Israele" (p.251-2). Dunque costoro (una cricca fondamentalista di destra talmudica, secondo Ostrovsky) hanno deciso di mettere continuamente Israele in pericolo, per poterla continuamente salvare; e questa "salvezza" rende necessario lo stato di guerra perpetua. Tutto ciò è stato scritto nel '94: descrizione profetica della mentalità dei Wolfowitz, dei Feith e degli altri neocon del Pentagono.




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