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    26 Jun 2005
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    Predefinito Le due apparizioni della Madonna al Papa. Seconda parte.

    Seconda parte.

    Leggere i quotidiani o seguire i diversi T.G.
    per me è stato sempre fonte di profonde riflessioni e pensieri infiniti,
    per questo li leggevo ed ascoltavo saltuariamente:
    perché mi rovinavano comunque l’esistenza.
    Non riuscivo ad accettare nemmeno mentalmente,
    le ingiustizie ed i soprusi che gradualmente ci informavano,
    che accadevano in tutte le parti del mondo,
    senza tentare d’istinto di pensare di fare qualcosa:
    era più forte di me.
    Sapere tutto ciò mi procurava rabbia, angoscia, ribellione,
    ma principalmente mi stimolavano per l’invisibile soccorso altrui.
    Non leggendoli ne ascoltandoli,
    mi rifugiavo nella mia incoscienza ed egoismo.
    Tanti, enormi, sono sempre stati i problemi altrui ,
    come se i miei non bastassero ad inquietarmi maggiormente la vita.

    Però un giorno mentre leggevo un quotidiano locale,
    casualmente vengo in conoscenza dell’arrivo del Papa,
    proprio nel mio paese di 13.000 e più abitanti.
    Subito NON ricollegai la mia richiesta fatta alla Madonna anni fa,
    però ero contento lo stesso,
    sia per i miei figli che per la gente che soffre in silenzio ed ha fede.
    “ È sempre un simbolo di pace, speranza, devozione e fiducia.
    Guardandolo ti trasmette serenità:
    la stessa che vorrei trasmettere ai miei figli,
    perché dentro di me “conosco” l’oscurità infinita dell’animo umano,
    conseguenzialmente sapevo che loro (i miei figli) percepivano inconsciamente,
    anche la mia silenziosa angoscia ed inquietudine interna. “

    Di sera nel mio letto ripensando ai vari problemi della giornata,
    improvvisamente mi assale una gioia immensa.
    Il Papa qui da noi?
    Non è la richiesta che avevo fatto alla Madonna tanti anni fa?
    Eppoi, allora non richiesi il tempo in scadenza, anzi.
    “ Era la prova che avevo chiesto e presto dimenticato.”
    RIFLETTENDOCI maggiormente pensavo:
    con tutto il lavoro e sacrificio che il Papa fa nel visitare nazioni, città e paesi,
    molto, ma molto più importanti del mio,
    per portare e trasmettere il messaggio di pace, amore, fratellanza, fede,
    eppure trova il tempo per venire in questo piccolo paese di provincia siciliano,
    che ha un Santuario come ne esistono migliaia in 8.000 comuni italiani.
    Sarà sicuramente una coincidenza,
    però quel giorno non posso proprio mancare!

    Ci sono appuntamenti storici che a secondo l’importanza che riponi,
    essi tardano sempre a venire,
    oppure te li ritrovi subito dietro l’angolo.
    Il giorno esatto del suo arrivo l’avevo dimenticato,
    anzi, mi ero prefissato di non saperlo esattamente:
    tanto sarà un giorno importante per tutta la collettività,
    di conseguenza i preparativi saranno evidenti in tutto il paese.
    Erano passate diverse settimane dall’ultima volta che avevo letto la notizia del suo arrivo,
    ed i problemi quotidiani di sempre avevano fatto il resto,
    per cancellare dalla memoria la lunga attesa.

    Quel giorno nonostante mi fossi alzato alle 10 di mattina, (gestivo una sala giochi)
    a ricordarmelo fu il grande NON movimento della gente,
    che gradualmente prima aveva svuotato l’intero paese,
    che inizialmente mi apparse deserto a causa di una grande emergenza.
    (tipo maremoto o terremoto in arrivo)
    Nella ricerca di persone in transito mi ero imbattuto, ricercandolo,
    su uno degli ultimi ritardatari al quale correndogli incontro,
    gli chiesi la ragione del paese abbandonato.
    Rispondendomi che era in arrivo il PAPA si meravigliò come io non lo sapessi.
    Solo allora mi ricordai che era giunto il fatidico giorno dell’arrivo:
    eppure nel paese nei giorni precedenti non avevo notato cambiamenti,
    magari perché chiuso in una sala giochi frequentata da giovanissimi.
    All’interno non ci fu nemmeno un accenno alla venuta del PAPA.
    I giovani di oggi spesso rincorrono altri traguardi;
    non vanno neppure in chiesa nelle feste ricorrenti.

    Personalmente dovevo presenziare questo appuntamento,
    dovevo farlo per i miei figli e moglie,
    io sinceramente non volevo essere partecipe a questo evento,
    mi bastava sapere che era in arrivo.
    Del resto nelle mie esperienze non ho mai ricercato una prova diretta, anzi,
    mi sono sempre nascosto nei miei lunghi silenzi.
    Cosi in ritardo anch’io con mia moglie figli e nipote aggiunto al seguito,
    ci siamo avviati in macchina verso il luogo preposto per i fedeli all’incontro con il Papa.
    La strada che saliva verso il santuario locale era lunga tortuosa e stretta, ( 8 km.)
    con una fila di macchine a serpentone che sembrava non finisse mai.
    Andavano tutte in un'unica direzione;
    il luogo del Santuario per vedere il Papa.
    Chissà se sarei arrivato in tempo,
    e magari trovare un posto macchina il più vicino possibile,
    perché volevo che i miei figli lo guardassero da vicino,
    da ricordarselo bene per tutta la loro vita.
    Questa occasione pensai, sarà difficile che capiterà ancora.

    Inizialmente non mi sembrò strano che gradualmente tutte le macchine davanti,
    attraverso strade laterali scomparivano dalla fila, velocizzandola,
    o perché deviate dalle forze dell’ordine presenti in numerosa presenza,
    o perché sapevano di fare tardi all’incontro,
    ed allora preferivano posteggiare la loro auto a molta distanza per continuare a piedi.
    “Ogni anno agli inizi di Settembre in occasione della festa della Madonna Nera,
    situata all’interno dello stesso Santuario,
    per devozione moltissimi fedeli arrivano a piedi dai paesi anche non limitrofi.”
    All’ultimo chilometro per la deviazione terminale verso il Santuario,
    con la mia macchina e famiglia mi sono ritrovato il solo a percorrere la strada,
    nonostante i numerosi posti di blocco che gradualmente fermavano tutti,
    “ TUTTI TRANNE ME.”

    Allora ho incominciato a riflettere ed avere paura,
    anche se inizialmente mia moglie era stata contenta,
    perché a differenza degli altri a noi nessuno ci fermava,
    anzi qualcuno ci aveva indicato chiaramente di proseguire dritto.
    Cominciai da solo a percorrere questo ultimo chilometro,
    aspettando attentamente un gesto di ALT da parte delle forze dell’ordine,
    che presidiavano ancor più massicciamente l’ultimo chilometro.
    Sembravano non vedermi, continuando a parlare tranquillamente tra loro.
    Sudavo ed il cervello andava a mille,
    e non potevo nemmeno esporre la mia quasi certezza e sfida con mia moglie,
    che sarei arrivato anche in piazzetta,
    proprio davanti al Santuario,
    perché nessuno ci avrebbe più fermato.
    (nei due sensi della strada nessuno più passava da tempo)

    Avevo compreso che INDISPENSABILMENTE dietro a questo evidente privilegio,
    si celava una volontà DIVINA: quella della MADONNA,
    e mentre percorrevo in auto le ultime centinaia di metri d’asfalto,
    pensavo e riflettevo a quanti le forze dell’ordine,
    avevano fatto addirittura “nervosamente” tornare indietro,
    o posteggiare immediatamente nei posteggi laterali allestiti per l’evento.
    Solo a me veniva concesso di percorrere la strada chiusa totalmente al traffico.
    Sentivo che in tutta questa storia per la prima volta materialmente e direttamente,
    stavo vivendo una situazione impossibile, irreale, miracolosa,
    per alcuni versi anche paurosa.
    Non era un sogno o viaggio astrale che puoi nasconderti silenziandoti.
    Continuando a guidare con lo sguardo cercavo nervosamente,
    un posto laterale a sinistra o destra della strada,
    dove infilarmi velocemente con tutta la macchina,
    per abbandonare definitivamente quella strada,
    che sarebbe stata percorsa a momenti dal corteo papale:
    cosi mi aveva detto un poliziotto sollecitandomi all’andatura.
    Era già passata un’ora da quando mi ero messo in viaggio.

    A circa 200 metri dal Santuario,
    dopo aver girato l’ennesimo tornante stradale sempre in salita,
    finalmente notai a destra una stradina di campagna senza guard-rail a protezione.
    Velocemente scelsi di posteggiare dentro,
    accorgendomi di essere finito a 50 metri in linea d’aria,
    dietro un grande palco dove il Papa avrebbe detto messa,
    soltanto che noi ci trovavamo a circa 20 metri più in alto di lui,
    sulla sua sinistra.
    Ho trovato facile posteggio sull’erba, vicino ad una casa in rovina,
    circondata da un gruppo di alberi frondosi,
    e quando domandai ai pochissimi presenti da che ora erano li che aspettavano,
    sentendomi rispondere che erano giunti alle 6 del mattino,
    mentre loro si meravigliavano come mai ci avevano permesso di passare ora,
    mi sentivo in forte disagio per questo privilegio avuto,
    non potendo rispondere in verità nemmeno a mia moglie,
    quando i miei figli nel loro dire avevano più volte domandato:
    “ Papà, perché a noi nessuno ci ferma? Papà, che sta succedendo? ”

    Queste domande avevano reso mia moglie ancora più nervosa e paurosa di me,
    per cui questo posteggio servi ad abbassare la tensione,
    prima che lei si facesse prendere dal panico e scendesse dalla macchina in movimento.
    Scendendo finalmente dalla macchina e guardandomi intorno,
    notai sotto di me frontalmente,
    una grandissima spianata di terreno morfologicamente leggermente collinosa,
    che era stata precedentemente arata e resa simile e conforme,
    con all’interno una marea di gente venuta da tutti i centri vicini e lontani:
    dissero poi che erano oltre 100.000 mila,
    mentre in altre aree prestabilite vedevo che avevano creato dei momentanei posteggi,
    con all’interno numerose macchine ferme.
    Tutte quelle persone erano li che aspettavano da molte ore,
    sotto un sole cocente, senza alcuna presenza di alberi:
    molto distanti dal mio posto di osservazione privilegiato,
    anche dalla presenza ombrosa degli alberi.

    Una volta sistemati ed organizzati i miei figli nipote e moglie,
    aspettando l’arrivo del Papa,
    mi venne in mente d’immettermi a piedi sulla strada,
    che sarebbe stata percorsa dal corteo papale per andare prima in visita al Santuario:
    del resto distava pochi metri dal nostro posto di osservazione. (la strada)
    Così mi riavviai questa volta a piedi sullo stesso percorso stradale,
    deciso di aspettare nella curva del tornante,
    il suo passaggio che avvenne immediatamente,
    sorprendendomi assieme a mio nipote arrivato al momento, (indisciplinatamente)
    mentre vedevo salire lentamente il suo lungo corteo.
    Non avrei fatto in tempo nemmeno a chiamare i miei due figli,
    perché l’attesa e cura del loro arrivo,(nell’erba c’erano pietre e buche)
    mi avrebbe fatto perdere il suo graduale avvicinamento.

    Vedendolo all’interno della papamobile (jeep) vestito di bianco,
    mentre salutava e benediva i pochi e singoli fedeli posti ai lati della strada,
    nonostante io ero fermo più in alto a destra del bordo della strada della grande curva,
    m’ incontravo con il suo sguardo in avvicinamento continuo.
    Erano passati anni dall’ultima volta che l’avevo visto così da vicino, (nel sogno)
    eppure quel volto per me era ancora riconosciuto come famigliare.
    Sembrava che il tempo non fosse mai passato,
    facendomi vergognare del mio essere stato incredulo.
    Fissando il suo volto che gradualmente si avvicinava,
    vedevo trasparire il suo dolore fisico e la stanchezza del viaggio;
    ma tanta era la sua devozione e determinazione nel proseguire la sua missione,
    di testimone della pace, della speranza, della fede, e dell’amore universale,
    che nascondeva benissimo a noi tutti la sua interna sofferenza fisica.
    La sua determinazione forza e fede,
    furono per me un severo rimprovero.

    Passandomi davanti pensavo di abbracciarlo fisicamente, (era a meno di un metro)
    questo era il mio intimo desiderio,
    invece come sempre mi succede resto immobile,
    anzi mi inginocchiai per nascondere il mio volto rosso dalla vergogna,
    mentre pensavo anche al richiamo che il mio gesto avrebbe avuto,
    sia da parte delle forze dell’ordine che non conoscendomi sarebbero prontamente intervenute,
    sia da parte della stampa che stava riprendendo ed immortalando il viaggio.
    Nel momento della sua massima vicinanza fisica, sempre in ginocchio,
    i ricordi delle due apparizioni mariane mi riaffioravano nella mente,
    facendomi comprendere che il tempo non conta,
    e certe manifestazioni, anche se incredibili, esistono veramente.
    Oggi Lui qui davanti a me,
    è la prova che non è stato soltanto un sogno.
    Vedendolo allontanarsi di spalle,
    silenziosamente mi sentivo anche un pò orgoglioso,
    perché con il Papa avevo un segreto in comune.
    La grazia di aver visto la Madonna, per ben due volte.

    Molti hanno scritto e scriveranno del PAPA e dell’attentato.
    Con la mia narrativa ho voluto farvi partecipare alla visione di un sogno,
    che si è realizzato materialmente nella prova richiesta.
    Lo so che oggi PAPA GIOVANNI PAOLO II è morto,
    e non potrei cercare la sua testimonianza, (per voi)
    però “ molti anni fa “ scrissi una lettera quasi uguale, (con un floppy-disk all’interno)
    per chiedere dei consigli spirituali perché questa esperienza era più grande di me,
    e sinceramente mi sentivo molto confuso.
    Lo spedita indirizzandola nominatamente,
    all’allora Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede,
    Em.mo Cardinale JOSEPH RATZINGER:
    attuale Papa Benedetto XVI.
    Ancora mi domando se l’abbia mai ricevuta,
    anche se l’indirizzo oltre il nominativo sopra riportato era:
    Stato Città del Vaticano (00120) ROMA.

    •   Alt 

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  2. #2
    Gioa
    Ospite

    Predefinito

    Ormai già da tempo ho la convinzione che la madonna è un'espressione satanica contraria al messaggio di salvezza del Vangelo.
    Ecco perche considero questa autorità abissale nemica della Verità.

    Considero pure le tante perone che non sono arrivate a questo livello di comprensione se non più alto e mi dispiace e gli auguro di raggiungerlo al più presto.

    Vorrei anche aggiungere, oltre al segno che può essere un segno di guarigione nei prodigi, imparate a notare anche a cosa conduce questo segno se a dar forza all'idolatria, o ad altre cose che sono sconvenienti per Dio e abominevoli

  3. #3
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