dal tgcom
De Michelis: "Terzo polo possibile"
Dopo l'incontro con Follini
"Se l'Udc dovesse uscire dalla Cdl quella del terzo polo è un'ipotesi che dovrebbe essere presa in considerazione". Il segretario del Nuovo Psi Gianni De Michelis tende la mano ai centristi, all'indomani dell'incontro con il leader dell'Udc Marco Follini. L'ex ministro invita anche "alcune" forze della sinistra ad "aprire gli occhi su uno scenario politico che sta cambiando" e a considerare l'idea di confluire al centro.
Le decisioni dell'Udc, quindi, segnerebbero secondo De Michelis un prima e un dopo nella politica italiana. Dai resti della Cdl potrebbe emergere un nuovo centro entro cui far confluire tutte le forze moderate attualmente divise in opposti schieramenti. E aggiunge: "Del resto la discussione sul centro è presa molto sul serio in Francia e in Germania. Non si può restare arroccati sul passato".
Con Follini, che ha ribadito nuovamente le sue istanze in un'intervista al Corriere della Sera, il segretario del Nuovo Psi condivide soprattutto due aspetti: la riforma della legge elettorale in senso proporzionale e il nodo "discontinuità". Sul primo punto c'è innanzitutto una comunione d'intenti: un centro moderato, rafforzato da una legge elettorale meno penalizzante per i partiti più piccoli, con buona pace del sistema bipolare dell'alternanza. "Berlusconi -lamenta De Michelis- dopo una affermazione di disponibilità a luglio, non si è più pronunciato in maniera chiara su questo tema. Questo è un punto discriminante".
Ma in fatto di "discontinuità" l'intesa è meno salda. Se Follini e Casini alludono soprattutto a un cambio di leadrship, De Michelis punta invece su una discontinuità "di programma": "Quello del 2001 non è stato compiuto e oggi bisogna fare il punto e vedere come affrontare da qui in poi le questioni sul tappeto". E a chi, come Bobo Craxi, lo accusa di volere "la testa di Berlusconi", De Michelis risponde: "Io non chiedo affatto la testa di Berlusconi. Quello sulla leadership è l'unico punto su cui dissento da Follini".
Secondo il vice presidente del Senato Alfredo Biondi, quelle espresse dall'Udc e da Follini sono "intenzioni devianti contrarie agli impegni assunti". Per uscire illesi dall'attacco sferrato alla Cdl, Biondi propone una "Convention per rilanciare i principi del liberalismo riformatore", perché "l'importante è che i liberali ritrovino una loro unità di presenza e d'azione nell'ambito della Casa delle libertà", soprattutto in un momento in cui "le tentazioni neocentriste e neodemocristiane trovano tanta ospitalità più sui giornali che nella pubblica opinione".




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