E' da un po' di tempo si discute della tassa unica. Sia per motivi di attualità (vedi la critica dell'IBL ad Alemanno), sia per il dibattito in Germania.
Tutti sanno di cosa si tratta, e molti (me compreso) sono sostanzialmente favorevoli.
Però, siccome porsi delle domande può sempre far bene, volevo sollevare alcuni dubbi che mi piacerebbe discutere con voi.
attuazione
in primo luogo l'attuazione vera e propria. In Italia essa è compatibile con l'ordinamento costituzionale? Quali dovrebbero essere gli step per metterla in pratica?
la situazione dei redditi
In Italia non abbiamo certamente una situazione in cui i redditi siano tutti dovuti strettamente al merito. Pensiamo a tutto ciò che lo statalismo ha impunemente prodotto. Io mi chiedo, dunque, se sia corretto o meno abolire la progressività come la intendiamo oggi senza abolire tutta quella serie di privilegi che conosciamo bene.
In sostanza, occorre prima fare piazza pulita dell'"immeritocrazia" o sarebbe la stessa tassa unica a farlo?
le entrate totali
nel sentire i pareri favorevoli di molti sento dire che una tassa unica possa aumentare le entrate totali per lo stato. A me questo principio pare assurdo. Non dovremmo essere proprio noi a limitare le risorse dello stato? Come dicevo sullo stesso principio della curva di Laffer... non dovremmo auspicare, invece, che lo Stato, anche se il prodotto totale aumenta, si intaschi di meno?
un parere tecnico
Uno degli aspetti che mi hanno sempre affascinato della tassa unica è il fatto che, paradossalmente, se lo stato volesse di più dovrebbe auspicare molti più cittadini ricchi. E questo è bellissimo, per carità. Ma non è che, ricollegandomi a quanto sopra, lo stato potrebbe riscoprire una sorta di paradigma keynesiano?
Altro parere (tecnico sul serio). Chiunque abbia un minimo di dimestichezza con la matematica può prefigurarsi una situazione di questo tipo:
aliquota (unica): il famoso 19%.
soglia: 10000 euro (non so, il risultato non cambia)
Ora, se guardiamo alla progressività, essa sarebbe rispettata: infatti se applichiamo un banale rapporto tassazione/reddito osserviamo che questo cresce al crescere del reddito stesso.
Attenzione, però: esso non cresce linearmente! Tende a stabilizzarsi sempre più con l'aumentare del reddito!
In questo senso, chi ne avrebbe svantaggio, sarebbero proprio i redditi medi. Ha senso tutto ciò ora? Non si riproporrebbe una situazione analoga a quella attuale?
A voi...




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