Non ci siamo, non ci siamo proprio caro Prodi. La sinistra ha spesso accusato Silvio Berlusconi di dare il meglio di sè solo nelle dichiarazioni preparate e di fallire miseramente i commenti fatti "a braccio".

Romano Prodi non è stato da meno, e sul caso Fazio è scivolato clamorosamente incappando in una gaffe dietro l'altra.

Ore 18,17. Il governo finalmente ne ha fatta una giusta? "No, mezza buona", ha commentato Prodi alle prime domande dei giornalisti.

Eppure Rutelli e Letta avevano appena bocciato sonoramente la riforma di Bankitalia. Sinistra spaccata? Ulivo in crisi? Macchè. Dopo pochi minuti il leader della sinistra faceva marcia indietro.

Ore 18,44. Venuto a conoscenza dei dettagli della riforma di Bankitalia e delle affermazioni in conferenza stampa del premier, Prodi ha affermato: "La metà buona si riduce praticamente a nulla". Neanche 30 minuti. Un comportamento che si commenterebbe da solo.

Facciamo solo due piccole osservazioni. Innanzitutto un leader commenta una riforma dopo averla letta, e non così a casaccio. Prodi ha addirittura ammesso che l'ha guardata e valutata bene solo successivamente, il che non è molto serio.

La seconda osservazione è più malignetta e si accompagna a certi commenti velenosi provenienti dall'estrema sinistra. Il primo commento, quello che salvava metà della riforma, forse era quello vero, che rispecchiava l'anima democristiana di Prodi. Poi, evidentemente, qualcuno gli ha ricordato che è alla guida del partito riformista. E così, aggiustandosi la cravatta, il leader della sinistra ha aggiustato anche il tiro. Troppo tardi.