MANIFESTO DALL' EUROPA


1. La difficoltà di gestire il Paese con risultati a livello europeo dipende, fra l’ altro, dal particolare criterio di selezione della classe dirigente pubblica, dal nuovo costume che nessuno é responsabile di alcunché e dalla nuova mentalità del “sopporta tutto, anche le sopraffazioni”.
2. L’ aumento degli insuccessi sociali degli ultimi lustri ha portato i cittadini allo scetticismo verso lo stato. Quest’ ultimo viene oggi considerato distante, se non nemico del cittadino, in quanto incapace di relizzare quanto promesso dalla costituzione e dalle leggi. Il bello é che nessuno fa un’ analisi delle cause vere degli insuccessi, le quali non sono solo politiche, ma sopratutto sociali.
3. I servizi e i diritti promessi dalla costituzione e dalle leggi dello stato ai cittadini, quando si dimostrano inefficienti, tendono ad essere cortocircuitati da arrangiamenti privati. E’ questo un pattern buono per il sottosviluppo. Nei Paesi avanzati invece cio’ che non funziona non solo non viene accettato, ma lo si migliora, perché possa funzionare bene ed alla luce del sole. In Italia invece troppi cittadini si rassegnano a cio’ che non va. Mancanza di senso civile o incapacità di migliorare ?
4. Puo’ migliorare la vita sociale in un Paese che sempre più si adatta a vivere alla giornata e non riflette sulle cause dei suoi problemi ? Ove si perpetua ancora la tradizione “cittadini e stato, si ignorano quando non si combattono, e vanno per strade divergenti” ? Si tratta dell’ eccezione nella U.E.
5. In uno scenario sociale di tale tipo, alcuni sistemi tendono a bloccarsi. Conseguenza: il numero ed il potere di ras e padrini nella società rischia di aumentare. La società rischia di mutarsi in un souk. Di conseguenza lo stato ha più difficoltà a funzionare.
6. L’ aspetto più spiacevole di questo nuovo scenario sociale italiano é che questo tipo di società non permette affatto lo sviluppo economico, anzi lo ostacola fortemente, anche per mancanza di efficienze e di certezze.
7. E ormai urgente aprire gli occhi e misurare il GAP sociale rispetto all’ Europa.
8. Gli Italiani, da soli, non sono facilmente in grado di individuare le cause remote dei loro problemi sociali né le distanze crescenti dagli altri Paesi della U.E. La testimonianza di emigrati in Paesi avanzati, dove la gestione del Paese non costituisce un problema, é vitale per permettere tale valutazioni. Processo assolutamente necessario se si volesse riportare a galla lo Stivale e la sua economia.

In conclusione:

- il sistema Italia é nei guai, non si sono ancora cercate, o non si sanno trovare, quali sono le cause primarie che hanno fatto cambiare le abitudini e originato il degrado e le inefficienze in aumento; si é fatta poi l’ abitudine agli sprechi diffusi nei settori pubblici;
- non c’ é più, nello Stivale che non si paragona all’ Europa, un reale tentativo di capire perché si é abbassata la competitività; forse in relazione a qualche lottizzazione in aumento ? Certamente per l’ assuefazione alle inefficienze. Di sicuro perché si é rarefatto il lavoro di qualità !
- sono state messe al bando le virtù civiche (é inesistente un patto sociale), le quali invece permettono la gestione corretta degli altri Paesi U.E.
- la società sta abbandonando la cultura dei fatti. C’ é oramai la spinta a girare a vuoto colla cultura delle parole e della demagogia; le persone di buona volontà han gran difficoltà a costruire, viste le limitate capacità sociali degli Italiani e la diffusione nei contesti sociali di scenari del tipo “pantano fangoso”;
- gli Italiani, ingenui, aspettano la soluzione dai politici. Cio' che non sanno: a) che i politici italiani sono spesso deviati e incapaci, allenati soprattutto alle lotte di potere; b) nella U.E. molte società funzionano bene perché i politici sono scelti sulla base della professionalità e dell' impegno per la gestione corretta........ Cosa possibile in tutti quei Paesi della U.E. che non hanno una mentalità sudamericana, come il Bel Paese .....
- a furia di lingua biforcuta (doppio linguaggio), demagogia e furbismo diffusi in ambito sociale, nello Stivale non c’ é più realismo, .......
- se l' analisi delle CAUSE venisse fatta, con la collaborazione di emigrati (non troppo tardi, l' inerzia attuale puo' fare enormi danni), sarà possibile, dopo una discussione fra esperti (senza politicanti), definire un programma di europeizzazione del Paese. La strada di un Rinnovamento esiste, ma attenzione, essa é molto stretta.

La convinzione di chi ha valutato a lungo le CAUSE:

- gli Italiani dello Stivale non sono in grado di uscire dai loro guai da soli;
- ne uscirebbero se emigrati qualificati li aiutassero ! !
- le mie valutazioni delle CAUSE del degrado accelerato e testimonianze dall’ Europa (riflettute in un decennio) hanno il potenziale di generare una discussione/analisi;
- la discussione ha il potenziale di generare quella catarsi che é necessaria per poi ripartire da capo. La cosa é forse ancora possibile oggi (non lo sarà più se aspettiamo), a certe condizioni, ma é certamente difficile.

Se si lascia la società italiana quale essa é oggi, con tutte le sue inefficienze, allora la porta potrebbe aprirsi e apparirebbe la cugina Argentina, che sta dietro e aspetta.

Puo’ darsi che le persone implicate in inghippi, patti scorretti, poteri illegali, favoritismi, patti complici, non abbiano interesse a che le CAUSE del degrado sociale siano identificate. Ma gli altri ? L’ intellighenzia italiana dorme o non esiste ?

Puo’ l’ economia essere fiorente, se la società italiana non ha un grande interesse nella meritocrazia ? Se sono stati eliminati, in campo sociale, i Valori ? Se l' organizzazione é uno strumento sconosciuto ? Se la stessa società é gestita dai quattro Dittatori (1) ?

E serio quel Paese il quale, di fronte al diminuire della competitività della economia, non fa un' indagine a tutto campo sulle cause primarie del fenomeno ?

Il sottoscritto, emigrato nel ’82, che ha lavorato in giro per la U.E. quasi trent’ anni, avendo portato avanti a lungo un’ inchiesta sulla cause dei problemi sociali e sulla divaricazione dalla Europa, é disponibile per una presentazione ad un pubblico interessato delle CAUSE delle inefficienze nel Paese della sfiducia. In modo che la mia testimonianza sul GAP tra Italia ed Europa sia il punto di partenza del rinnovamento, che é difficile ma ancora possibile...... E non lo sarà invece più, quando e se avremo superato il punto di non ritorno.......

Antonio Greco ANGREMA@wanadoo.fr
(ex funzionario europeo, consulente in TLC, ingegnere, analista delle CAUSE del degrado)

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(1) I quattro Dittatori con imperio su molte regioni italiane: Confusione, Irresponsabilità, Rassegnazione, Allegra Gestione
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C.V.
Vogliate notare:
- che avendo da lungo tempo iniziato a paragonare i metodi di lavoro e strumenti sociali italiani coll' Europa, avevo capito che c' era un rischio per l' economia. E il motivo per cui avvisai Romiti (anno '90) del possibile problema. Mi offrii di andare a presentargli i miei dubbi. Mi rispose "D' accordo colle sue conclusioni, ma non c' é niente da fare". Non mi ricevette.
- negli ultimi tre anni Piero Ottone e Tronchetti Provera mi hanno risposto negli stessi termini (d' accordo colle sue conclusioni), non accettando pero' una mia presentazione.
- ho appena stabilito un contatto colla casella elettronica di Romano Prodi. Gli ho inviato parecchi allegati/valutazioni. Attendo la sua reazione.
- sono disponibile a rispondere a domande, ad es. sui concatenementi di cause ed effetti che hanno diffuso il degrado, sulle inefficienze italiane che non sono diffuse nel resto della U.E.

Le mie esperienze mi hanno permesso di aprire gli occhi. Venni a vivere a Parigi nel ‘ 82, quando capii che, per essere gratificato dall’ impegno e dal lavoro serio, era meglio emigrare. Lavoro a livello europeo (CEPT) e mondiale (UIT), dal ’70, in gruppi di lavoro, commissioni, conferenze, di tipo tecnico/amministrativo. Ed anche a Parigi attività di tipo tecnico e negoziale. E, naturalmente, piena fruizione dei diritti del cittadino, in maniera costante, organizzata, affidabile, impossibile in Italia.
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ALLEGATO

Parigi, luglio 05

Perché l’ economia arranca

L’ economia italiana non puo’ riprendersi, nelle presenti condizioni della società. Perché si tratta di una società che non funziona.

La verità mi sembra: non si puo dire che in Italia esistano una vera società ed un patto sociale. Infatti la società italiana é una grossa struttura (che viene persino chiamata “Democrazia”), con i piedi di argilla. I N.C.I (nuovi comportamenti italiani) hanno mutato in argilla i piedi, che invece avevano bisogno di una buona e lunga fisioterapia.

IL SUCCO DEL PROBLEMA


Gli Italiani viaggiano, poi scrivono lettere che si leggono su diverse rubriche online.

Vedo aumentare il numero di lettere che chiedono:

- una bella cosa, vista in Xlandia, sarebbe possibile vederla in Italia ?
- perché da noi non succede xyz, quando in Ylandia la stessa cosa é facile e piacevole?

Risponderei cosi: il Paese ha avuto negli ultimi anni tante trasformazioni. Ma i fondamenti del sistema Italia sono tali da incoraggiare le trasformazioni negative e scoraggiare quelle positive. L’adattabilità italiana e l’abbassamento del livello di guardia (dei comportamenti accettabili) hanno fatto il resto.

Negli ultimi decenni parecchie evoluzioni della società italiana sono state negative. Ed accelerate. Abbiamo messo al bando quegli strumenti che permettono in altri Paesi lo sviluppo. Li abbiamo sostituiti con nuovi strumenti che, oltre ad ostacolare lo sviluppo, accelerano il degrado. Tutto cio’ é successo per una serie di ragioni concomitanti che é possibile individuare. Soprattutto se avessimo una capacità di riflessione, di paragone , di analisi. Tutte cose un po’rare nel Paese ove la caratteristica più comune é la confusione.

Ad un emigrato, che vive in un paese serio, che convive con situazioni e parametri normali, é possibile trovare le ragioni di un cosi rapido degrado, specie se la lunghezza della indagine (circa dieci anni) e il gran numero di paragoni gli hanno aperto gli occhi. Lo ha potuto fare, avendo avuto un’attività in un quadro internazionale ed essendo stato spinto a viaggiare tutta Europa per più di venti anni.

Non serve scovare la causa del non funzionamento di un paio di servizi nazionali e fermarsi li. Bisogna andare oltre, capire perché non sappiamo gestire un Paese che, per voler competere, dovrebbe essere moderno non solo nei meccanismi strutturali, ma anche nei comportamenti. Un Paese che non applica la costituzione e le leggi nei riguardi di tutti. Un Paese che tende alla lottizzazione, invece di mettere in moto le carote e far funzionare le leggi (1) col bastone.

Per sviare un’opinione diffusa sulle colpe della sola politica, una frase pubblicata da TIME alla scoperta di Tangentopoli: “Gli Italiani scoprono con rabbia di essere stati governati da una banda di lestofanti, i quali hanno gestito Tangentopoli. Non sanno che la gestione del potere politico, invischiato in Tangentopoli, é la migliore espressione della mentalità italiana di oggi”.

QUALI LE PROSPETTIVE ?

Due evoluzioni mi sembrano possibili:

a) attiviamo le riflessioni necessarie (con un gruppo di esperti e la testimonianza di emigrati, lontano dalle scene politico-demagogiche) per individuare obiettivamente le cause del degrado sociale ed economico.
Cio’ permetterà di identificare le misure, anche educative, in grado di fare evolvere il sistema Italia semibloccato in sistema positivo (sono positivi, cioé non bloccano ma supportano l’economia, i sistemi di molti Paesi della U.E.). Un dibattito nazionale permetterà poi alla società di capire chi vuole il progresso sociale e chi invece lo ostacola per aumentare poteri nascosti. Si indidueranno le leve, le alleanze e le promozioni necessarie ad applicare le misure urgentiad europeizzare il Paese. Cio’ implica coraggio e determinazione, abbastanza rari nella rassegnata Italia di oggi. Il trend cambierebbe, dopo un paio d’anni si vedrebbero i primi risultati sull’economia. Negli anni successivi gli impatti sulla competitività sarebbero forti e positivi.
b) non osare iniziative, per cambiare tutto cio’ che é urgente cambiare. Restare cioé colla attuale rassegnazione balcanica a cio’ che non va e lasciare che il sistema continui a degradarsi. Il sistema Italia si allontanerà ancor più dall’Europa. Gli imprenditori vedranno aumentare le proprie difficoltà, l’ occupazione diminuirà, il numero dei tonfi “tipo FIAT” rischia di aumentare. Rischiamo, in un decennio, di divenire l’Argentina della U.E. ed il sistema Italia continuerà a dirigersi verso il terzo mondo.

COME USCIRNE

La mia testimonianza (e quella di altri emigrati in Paesi avanzati) é necessaria per innescare una riflessione che é necessaria ed urgente (inizialmente conducibile da una istituzione indipendente ?); la quale ci permetterebbe di capire in cosa siamo lontani dai Paesi capaci di sviluppo, cosa ci é necessario per essere competitivi. Dopo tale riflessione sarà possibile discutere un programma di europeizzazione del Paese.

Ho pubblicato le Lettere dall’ Europa, valutazioni dopo lunga inchiesta, riflessione e paragoni. Ed inoltre numerosi articoli che cercano di rispondere alle domande:

- perché cio’ succede solo in Italia, non nel resto della U.E.;
- come potremmo migliorare tale o talaltro risultato ?
- perché l’utopia da noi (cosi definita in una lettera al CdS), diventa poi realtà in un altro Paese ?