Ma, tu hai un'idea di quanto valga l'1% di Rcs (quello in mano a Romiti, per dire)?In Origine Postato da Tronista
LA POLEMICA SUL «COMPAGNO RICUCCI»
D’Alema: Deaglio poco serio. La replica: guardi i conti
ROMA - Non recedono di un passo, anzi contrattaccano: prima Enrico Deaglio che si rifiuta di chiedere scusa a Massimo D’Alema per averlo chiamato in causa nella scalata degli immobiliaristi alla Rcs, poi D’Alema che definisce Deaglio «una persona poco seria» e «sgradevoli» le sue parole, quindi di nuovo Deaglio che ribadisce la tesi facendo il conto dei soldi consegnati a Ricucci da persone «notoriamente legate a D’Alema». Tutto comincia in edicola il 10 giugno: il settimanale diario diretto da Deaglio sfoggia una copertina dal titolo «compagno Ricucci», sottotitolo «perché piace tanto a D’Alema». All’interno un corposo servizio per sottolineare i legami tra il presidente ds e i finanziatori dell’immobiliarista romano partito alla conquista di via Solferino. Passano più di due mesi, con la Quercia nel frattempo sulla graticola per la questione morale, e D’Alema giovedì scorso rompe il silenzio e dichiara a Repubblica : «Hanno scritto che dietro alla scalata c’ero io, poi si è visto in modo inequivoco di che si trattava, ma nessuno mi ha chiesto scusa». Dove «nessuno» è Deaglio, che a scusarsi non ci pensa proprio, anzi. Ieri, in un’intervista al Corriere , ricorda al figlio l’esempio del padre, Giuseppe D’Alema, che nel 1978 fornì informazioni utili a difendere l’allora governatore di Bankitalia Paolo Baffi dagli attacchi di Michele Sindona. Un amarcord che fa infuriare l’ex premier.
«Ho fatto un errore, chiedergli di riconoscere di avere sbagliato. Questo lo si fa solo con le persone serie - replica D’Alema a Deaglio, appena terminata la lettura del giornale -. I riferimenti che coinvolgono persino mio padre sono sgradevoli, questi personaggi se la cavano così». Poi, dal palco della festa dell’Udeur a Telese, torna a parlare della scalata alla Bnl: «L’Unipol non è una cosa di D’Alema, che se l’avessi diretta io sarebbe già fallita. Non è una sezione di partito, ma una società quotata in borsa, tra le meglio gestite del Paese, ed è il mercato che la giudica».
Storia conclusa? Vicenda archiviata? Nemmeno per idea, Deaglio rincara la dose: «Io invece considero D’Alema una persona molto seria e sono sicuro lo sarà anche in questa occasione. Quando uno come Ricucci riceve 210 milioni dall’Unipol di Giovanni Consorte e 700 milioni dal banchiere Vincenzo De Bustis, ambedue notoriamente legati al presidente ds, anche se non era un compagno probabilmente lo diventa. Provi D’Alema a fare mente locale».
http://www.corriere.it/edicola/index...MMENTI&doc=REN
Ma i mortadellas non sostenevano che dietro a Ricucci ci fosse Berlusconi?![]()
![]()
![]()
Che ci fai con 700 milioni?




Rispondi Citando
