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Risultati da 1 a 10 di 28
  1. #1
    Quirino
    Ospite

    Unhappy Altro articolo su situazione Alitalia

    da Finanza&Mercati (Ven 02 Set)
    (S.D.R.)
    NOZZE FRANCESI I E UN CONVERTENDO STILE FIAT

    Soltanto un convertendo rimetterà in pista Alitalia

    SCENARI: Nozze riparatrici con AIR France

    Il fiato di Cimoli sul collo della McKinsey: propone nuovi tagli, altri esuberi e l’addio alle rotte non redditizie. L’unica soluzione resta però l’ingresso nel capitale di un socio industriale e di parte delle banche creditrici

    Ultima chiamata per Alitalia. Dopo un piano industriale fatto di lacrime e sangue, ma da riscrivere prim’ancora che sia andato a regime. Dopo un via libera condizionato di Bruxelles, così sofferto che le motivazioni non sono state ancora pubblicate sul sito della Commissione Ue (un taglia e cuci certosino, per nascondere le parti del piano più riservate, visto che su Alitalia ci sono gli occhi puntati di almeno venti compagnie europee, low cost e non, che minacciano ricorsi a tutto spiano). Dopo un braccio di ferro con i sindacati durato più di anno, per allontanare 3.700 esuberi - nel frattempo cresciuti di altre 2mila unità - tuttora sul groppone della compagnia, visto che il fondo di solidarietà non riesce a decollare in attesa dei fondi. Dopo tutto questo, quando finalmente la privatizzazione era attesa in pista con l’aumento di capitale, finalizzato a rimpinguare le disastrate casse del gruppo, in Alitalia tutto è da rifare. Ma le chance potrebbero essere finite, tanto che lo stesso numero uno della Magliana, Giancarlo Cimoli, il supermanager pubblico chiamato in tutta fretta più di un anno fa dall’allora ministro dell’Economia Giulio Tremonti per rimettere in pista la compagnia, avrebbe rivolto un aut aut al governo: «O mi date pieni poteri o sono pronto a lasciare». E visto che già ora oltre a lui, presidente e amministratore delegato, non c’è nessun altro che prenda decisioni (la carica di direttore generale è scomparsa dall’organigramma e in consiglio di amministrazione siedono appena in cinque), ciò non può che significare il commissariamento della. compagnia.
    Peraltro, assicurano i soliti ben informali, Cimoli non renderebbe conto a nessuno delle decisioni neppure all’interno del governo, e ciò manderebbe su tutte le furie non pochi ministri. Poi, quando decide di parlare con qualcuno, l’unico ritenuto meritevole è il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Gianni Letta.
    I più maliziosi sono arrivati a pensare che la rottura con il Sult, il sindacato più rappresentativo degli assistenti di volo, che ha indetto uno sciopero di 48 ore per il 6 e il 7settembre, faccia parte di una strategia meditata di Cimoli in caso di fallimento della compagnia. Una sorta di capro espiatorio cui addossare le colpe. Altrimenti non si spiegherebbe la mancata volontà di accettare l’ultima mediazione, con l’intervento del ministro del Welfare Roberto Maroni, proprio quando sembrava che il peggio fosse alle spalle. Ma così non è.
    Il bollettino di guerra alla Magliana è infatti sempre più pesante, con un prezzo del greggio a 70 dollari al il barile e un dollaro in recupero sull’euro, i conti della compagnia sono strangolati. I maggiori costi per Alitalia da qui al 2009 sono stimati in 300 milioni, e la prospettiva di chiudere il 2005 con un risultato lordo negativo per 100 milioni e il 2006 in pareggio, è diventata un miraggio.
    Cimoli ha chiamato a raccolta i consulenti di McKinsey, che a furia di aggiornare il piano industriale in Alitalia hanno messo le tende, e ha detto loro di tentare il tutto per tutto: nuova stretta dei costi, nuovo network (la gestione delle rotte con la Cina è disastrosa) e ulteriore ridimensionamento degli organici. Il tutto entro il 12 settembre, data del cda convocato per la semestrale al 30 giugno. In linea teorica tutto è ancora possibile. Del resto, di costi da tagliare in Alitalia ce ne sono ancora molti. Ma non quelli per il carburante, che Cimoli pensava di ridurre di 200 milioni nel 2005 e nel 2006. Secondo il vecchio piano, l’aumento di produttività avrebbe dato un beneficio di almeno 320 milioni. L’area commerciale avrebbe invece risparmiato 250 milioni. Per sciogliere i dubbi di Banca Intesa ad aderire al consorzio di garanzia con Deutsche Bank, occorre dunque un nuovo biglietto da visita. E se mai Corrado Passera dovesse rimuovere i dubbi, convinto più da valutazioni di opportunità politica che dai numeri, resterebbe lo scoglio della Ue.
    Da Bruxelles è già rimbalzata la voce che qualsiasi modifica non passerà inosservata. Lo scoglio non è rappresentato solo dalle modifiche al budget, quanto dal sempre più probabile mancato rispetto da parte del Tesoro, azionista di maggioranza, di una data molto importante, 1’8 ottobre. L’avvio della. privatizzazione della compagnia entro quel giorno (meno 36 da oggi) è la condizione posta dalla Ue per legittimare il prestito-ponte da 400 milioni, erogata un anno fa da Dresdner. Lo schema messo in piedi da Siniscalco prevede che la privatizzazione dì Alitalia si attui contestualmente alla ricapitalizzazione, per un massimo di 1,2 miliardi. Il Tesoro, infatti, non sottoscriverebbe l’intera quota di sua competenza. Ma l’operazione è in alto mare, ed è difficile che possa partire nell’arco di un mese. Perciò fin da oggi il consiglio dei ministri, oltre alla riforma di Bankitalia, dovrà riservare un pò di attenzione alla vicenda Alitalia.
    E si parla di un estremo tentativo di anticipare 1’alleanza con Air France, sollecitata dal governo ad acquisire immediatamente dal Tesoro un’altra quota di Alitalia.. Ma «la sensazione è che il governo sottovaluti la situazione – osserva Alessandro Danovi, professore di Economia e gestione delle imprese all’Università. Bocconi - mentre la strada da battere è l’ingresso nel capitale delle banche creditrici». Il monte debiti di Alitalia è oltre al miliardo e mezzo, e alle banche dovrebbe essere proposto un «convertendo», come per la Fiat . E in caso di amministrazione straordinaria? «Andrebbe sospesa la quotazione del titolo - spiega Danovi a F&M - Poi sarebbe necessario un piano con possibili soluzioni di carattere industriale, l’ipotesi di un concordato d’intesa con le Attività Produttive, e l’eventualità che i creditori entrino nel capitale di Alitalia».

    @Marcogiov
    vorrei un tuo parere...

  2. #2
    Comandante
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    Non capisco, se il volo per PVG è così una ciofeca perchè aumentare le frequenze?

  3. #3
    Castellano
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    Predefinito Re: Altro articolo su situazione Alitalia

    In Origine postato da Quirino
    la gestione delle rotte con la Cina è disastrosa
    Chi ha responsabilità di tali questioni in AZ dice che, se anche la Magnifica su PVG fosse più capiente, non ci sarebbero grossi problemi a riempirla. Dice anche che HKG è il prossimo obiettivo.

    Inoltre il prossimo orario invernale prevede tagli alle destinazioni USA servite da 763 (per dirne una: ORD passa a 5x) proprio per portare PVG da 5x a 7x.

    Che il volo "sulla Cina" (meglio stare sul vago quando non si sa se la destinazione è PVG, PEK, CAN o HKG...) vada male è una leggenda diffusa tra i giornalisti: non sapendo come e cosa scrivere, danno credito al "si dice".

    Marco

  4. #4
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    Sai cosa non capisco Marco...perchè ORD? E' una destinazione molto biz, molto cargo, senza concorrenza diretta. Mah...
    Ciao
    Claudio

  5. #5
    Castellano
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    In Origine postato da B7E7-FLR
    Sai cosa non capisco Marco...perchè ORD? E' una destinazione molto biz, molto cargo, senza concorrenza diretta. Mah...
    Ciao
    Claudio
    Il grosso del cargo a ORD lo mandano coi voli all-freighter. Sul versante pax la logica di AZ è quella di mantenere la "stecca" dal lunedì al venerdì per l'utenza business, e sacrificare il weekend principalmente turistico.

    Per il resto nutro i tuoi stessi dubbi: ipotizzo pronto a essere smentito che ORD abbia una maggiore variabilità dei flussi tra settimana e weekend rispetto alle altre destinazioni candidate al sacrificio per PVG.

    Marco

  6. #6
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    Grazie dell' articolo.

    Sono sorpreso dal volo Cina. E' troppo nuovo e, per fare un esempio, AZ1774 non è ancora andato a PVG con AZ ma lo farà presto. Per questo era indispensabile il volo quotidiano e comunque ci vuole un po' di rodaggio. L' orario non sembra dei più felici, ma non è PVG il problema.



    Per il resto faccio come Enzo AirOne e dichiaro un bel L.A.D.N. L' Avevamo Detto Noi. Anzi è più di un anno che lo ripeto. Bisogna eliminare qualsiasi spreco, dai casini FCO-MXP-LIN ai vecchi contratti con stipendi e turni assurdi, eliminare AZ Service, licenziare migliaia di persone.

    Nessun investitore sano sottoscriverà mai l' aumento di capitale AZ. Vorrei ricordare che Deutsche Bank si è prestata a fingere di comprare azioni dalla Banca Popolare di Lodi, quando in realtà faceva solo da prestanome. Con le famose intercettazioni telefoniche se ne è avuta la prova, ma era ovvio, non aveva senso che spendesse euro per quelle porcherie. Lo sapevamo tutti. Ora è altrettanto insensato che garantisca l' aumento di capitale Alitalia, nonostante la commissione del 25% pretesa, normalmente si può arrivare al 2-2,5%. Dopo gli affaires bancari di quest' estate non credo che Deutsche Bank voglia fingere di comprare anche azioni AZ, pur se la controparte non è Fiorani, ma la Repubblica Italiana.

    Quindi, con Banca Intesa, ha chiesto che si faccia (più) sul serio. Cioè che si facciano le cose che tutti da sempre sappiamo. Tagliare il più possibile le perdite e vendere. Ma a chi, a quale prezzo e a quali condizioni?

    L' unico acquirente possibile è Air France-KLM che volteggia in attesa del decesso, nessuno rilancia il prezzo che perciò si approssimerà allo zero, probabilmente per maritare AZ ci vorrà pure una bella dote. Come a Cassibile sarà una resa senza condizioni, quindi impossibile pretendere sviluppi di Fiumicino o Malpensa.

    Se per miracolo divino invece si riuscisse a varare l' aumento di capitale, aspettatevi la stessa recita fra 18 mesi, quando i soldi finiranno nuovamente.

    Cimoli fa bene a scendere in guerra e cercare disperatamente una rivincita o un colpevole. Probabile l' attuazione del piano di villa Certosa descritto da concorde: dimezzamento del vettore, stop agli MD80, soluzione Crossair (ma abbiamo visto come è finita Swiss).

  7. #7
    Quirino
    Ospite

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    In Origine postato da kernel
    Non capisco, se il volo per PVG è così una ciofeca perchè aumentare le frequenze?
    premettendo che si parla sempre di giornalisti... si potrebbe interpretare l'espressione (la gestione ... disastrosa) col fatto che è più redditizia di altre e andrebbe potenziata...
    cioè non dice che non è redditizia, dice che la gestione è disatrosa...

    forse la mia è un'interpretazione un pò libera..
    o forse ci credo fino all'ultimo.

  8. #8
    Quirino
    Ospite

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    In Origine postato da marcogiov
    Grazie dell' articolo.

    Sono sorpreso dal volo Cina. E' troppo nuovo e, per fare un esempio, AZ1774 non è ancora andato a PVG con AZ ma lo farà presto. Per questo era indispensabile il volo quotidiano e comunque ci vuole un po' di rodaggio. L' orario non sembra dei più felici, ma non è PVG il problema.



    Per il resto faccio come Enzo AirOne e dichiaro un bel L.A.D.N. L' Avevamo Detto Noi. Anzi è più di un anno che lo ripeto. Bisogna eliminare qualsiasi spreco, dai casini FCO-MXP-LIN ai vecchi contratti con stipendi e turni assurdi, eliminare AZ Service, licenziare migliaia di persone.

    Nessun investitore sano sottoscriverà mai l' aumento di capitale AZ. Vorrei ricordare che Deutsche Bank si è prestata a fingere di comprare azioni dalla Banca Popolare di Lodi, quando in realtà faceva solo da prestanome. Con le famose intercettazioni telefoniche se ne è avuta la prova, ma era ovvio, non aveva senso che spendesse euro per quelle porcherie. Lo sapevamo tutti. Ora è altrettanto insensato che garantisca l' aumento di capitale Alitalia, nonostante la commissione del 25% pretesa, normalmente si può arrivare al 2-2,5%. Dopo gli affaires bancari di quest' estate non credo che Deutsche Bank voglia fingere di comprare anche azioni AZ, pur se la controparte non è Fiorani, ma la Repubblica Italiana.

    Quindi, con Banca Intesa, ha chiesto che si faccia (più) sul serio. Cioè che si facciano le cose che tutti da sempre sappiamo. Tagliare il più possibile le perdite e vendere. Ma a chi, a quale prezzo e a quali condizioni?

    L' unico acquirente possibile è Air France-KLM che volteggia in attesa del decesso, nessuno rilancia il prezzo che perciò si approssimerà allo zero, probabilmente per maritare AZ ci vorrà pure una bella dote. Come a Cassibile sarà una resa senza condizioni, quindi impossibile pretendere sviluppi di Fiumicino o Malpensa.

    Se per miracolo divino invece si riuscisse a varare l' aumento di capitale, aspettatevi la stessa recita fra 18 mesi, quando i soldi finiranno nuovamente.

    Cimoli fa bene a scendere in guerra e cercare disperatamente una rivincita o un colpevole. Probabile l' attuazione del piano di villa Certosa descritto da concorde: dimezzamento del vettore, stop agli MD80, soluzione Crossair (ma abbiamo visto come è finita Swiss).
    quindi resa senza condizioni..

    secondo te un'applicazione rigida del Bersani su Linate consentirebbe un pò di ossigeno ( al di là delle date riportate nell'articolo) ?

  9. #9
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    Anzi, andrebbe peggio, AZ dovrebbe chiudere voli nazionali lasciandoli a qualche ennesimo nuovo venuto, avrebbe frequenze ridicole e perderebbe utenti business che volano fra il sud e Linate.

    E' un circolo vizioso: si perde, non si investe, i costi di struttura diventano proporzionalmente troppo alti, si perdono i clienti più redditizi, scioperi, si perdono clienti, si perdono soldi, la flotta invecchia e consuma più di quella dei concorrenti, non si possono spendere soldi per tutelarsi sul prezzo del carburante, si perde, si tagliano altre rotte.

    Somiglia alla storia della FIAT, dove almeno si cerca da un po' di invertire la tendenza e forse un lumicino di speranza c' è. In FIAT c' era, come in Alitalia oggi, un padrone che impediva di prendere decisioni drastiche. Spiace dirlo, ma la FIAT ha iniziato a raddrizzarsi quando è morto il mitico padrone.

  10. #10
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    Potrei anche sbagliarmi ma ho come l'impressione che la rotta da cancellare non sia la PVG (che se ben "curata" può avere delle crescite molto interessanti) quanto la IAD , rotta che a occhio mi sembra forse la meno interessante del network lungo raggio AZ , con risultati modesti (che magari potrebbero anche star bene a una compagnia in salute ma non ad AZ) nonostante sia in piedi da 1 anno e 1/2.
    Secondo me si potrebbe utilizzare in maniera più profittevole la macchina della IAD su altre destinazioni , anche nuove.
    Forse mi sbaglio?

    Ciao

 

 
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