La mappa dei supermercati e ipermercati più convenienti
in un'indagine di Altroconsumo: risparmi fino a 1200 euro l'anno
Dove la spesa costa meno
E il Nord batte il Sud
Al Settentrione c'è più concorrenza tra le catene di vendita Firenze e Pisa virtuose, Reggio Calabria e Catanzaro in coda
di LUISA GRION
ROMA - Non è la stessa cosa. Fare la spesa in un supermercato o nell'altro, in una città del Nord e in una del Sud non fa lo stesso. A parità di carrello, la differenza - a fine anno - può arrivare a 1.200 euro. Dunque ci sono i "buoni" e i "cattivi".
Altroconsumo ne ha fatto una lista e - con indagine in 39 città e 536 punti vendita della grande distribuzione - ha scoperto che quando si tratta di provvedere alla dispensa ci sono due città "ideali": Firenze e Pisa. E due città da "scordare": Reggio Calabria e Catanzaro. Ha scoperto che in genere - tenendo conto di quanto offerto su tutto il territorio nazionale - la catena che pratica i prezzi migliori è l'Esselunga. Anche se i fiorentini che vogliono cogliere il meglio dal meglio dovrebbero andare all'Ipercoop e i pisani alla Carrefour.
La lista dei buoni e dei cattivi varia infatti da città e città, ma anche se lo slalom fra promozioni e offerte, prodotti di marca e a basso costo può sembrare faticoso alla fine ne vale la pena. A Pisa, per esempio, fare la spesa in un punto vendita piuttosto che un altro vuol dire risparmiare fino a 1.244 euro l'anno. Praticamente un mese d'affitto o una rata del mutuo. Anche a Roma o a Milano lo slalom cittadino garantisce un premio di circa mille euro. A Catanzaro invece il gioco non vale la candela: fra il supermercato più caro e quello più economico la differenza è di soli 74 euro l'anno.
Il Nord vince anche se si prende in considerazione la differenza rispetto alla media nazionale: in testa alla classifica c'è Firenze dove il risparmio viaggia sugli 800 euro l'anno, in coda ci sono Reggio Calabria e Catanzaro dove - comunque sia - si spendono addirittura 129 e 37 euro in più rispetto al resto d'Italia. Se si considera il fatto che il livello dei redditi - in genere - è più basso al Sud rispetto che al Nord, il peso del divario aumenta ulteriormente.
Altroconsumo - dalla complessa indagine che tiene conto sia di un carrello composto da prodotti di marca che da uno tarato invece sui primi prezzi (quelli in assoluto più convenienti) - trae una conclusione: la differenza la fa la concorrenza. Laddove sono presenti diverse catene i prezzi inevitabilmente scendono, dove la concorrenza non c'è la media si livella inesorabilmente verso l'alto. La grande distribuzione è molto più presente al Nord che non al Sud e i listini ne subiscono le conseguenze.
"Pur precisando che non sempre le promozioni sono trasparenti e i risparmi certi - commenta Paolo Martinello, presidente di Altroconsumo - va detto che supermercati e ipermercati in questo ultimo anno hanno garantito la stabilità se non un lieve decrescere dei prezzi. Colpisce la spaccatura fra una parte e l'altra del paese, il gap fra Nord e Sud, fra un sistema di distribuzione e l'altro". Colpisce anche la estrema varietà dei listini: la stessa catena cambia i prezzi di un prodotto sul territorio in base alla concorrenza. A Firenze, vista la guerra delle insegne, la Coop propone prezzi mediamente più bassi del 20 per cento rispetto a quanto offerto a Milano, Genova o Napoli.
(3 settembre 2005)




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