User Tag List

Risultati da 1 a 2 di 2
  1. #1
    INNAMORARSI DELLA CHIESA
    Data Registrazione
    25 Apr 2005
    Località
    Varese
    Messaggi
    6,420
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Gramsci non capì i cattolici e fu indifferente su Gesù

    SAGGISTICA
    Dopo gli studi di Del Noce, un nuovo volume analizza il rapporto fra il pensatore comunista e il cristianesimo

    Ma Gramsci non capì i cattolici

    Una visione in cui la religione è vista come una forza residuale destinata ad esaurirsi. Verso Gesù manifestò indifferenza

    Di Antonio Airò



    «I popolari rappresentano una fase necessaria del processo di sviluppo del proletariato italiano verso il comunismo. Essi creano l'associazionismo, creano la solidarietà dove il socialismo non potrebbe farlo… Il cattolicesimo democratico fa ciò che il socialismo non potrebbe: amalgama, ordina, vivifica e si suicida». Il giudizio è di Antonio Gramsci. Appare sull'Avanti! dell'11 febbraio 1920. Rivela una significativa attenzione per il partito di Sturzo. Ma già in precedenza, Gramsci si era soffermato su aspetti e vicende riguardanti la religione, il movimento cattolico, la Chiesa nel loro svolgersi storico. Altrettanto avverrà nei Quaderni dal carcere.

    Gramsci riflette nei suoi scritti la concezione filosofica e ideologica di uno Stato (dove il "moderno principe", cioè il partito, assume esplicitamente le caratteristiche del "totalismo"), nel quale, senza cadere in un ateismo o in un anticlericalismo alla Podrecca, non c'è spazio per Gesù (è il grande assente), per la Chiesa nelle sue diverse esperienze sociali, politiche e civili. Il rifiuto radicale della religione costituisce, in negativo, la chiave di volta della sua visione del mondo. Nel quale i cattolici non hanno che un'alternativa: o prendere atto che il socialismo-comunismo è la nuova religione destinata ad "assorbire" (o addirittura "ammazzare") il cristianesimo, oppure questo non può che suicidarsi o tutt'al più diventare una forza residuale, magari protetta da qualche Concordato, come quello tra Pio XI e Mussolini. Le cose nel corso del "secolo breve" sono andate diversamente: il comunismo è finito e il cristianesimo, nonostante i processi di secolarizzazione in atto, è ancora vivo e vitale e il cattolicesimo sociale e politico costituisce tuttora una realtà incontestabile.

    La storia ha dunque rifiutato il pensiero di Gramsci. Eppure, per una sorta di cortocircuito intellettuale e politico negli anni '50 e '60, quando sono stati editi gli scritti dal carcere e il giudizio critico su Gramsci, anche nel partito comunista, è andato oltre la facile apologetica o la strumentale dissacrazione, «molti interpreti cattolici si sono ingannati perché hanno trascurato di studiare e comprendere l'ossatura profonda che articola le varie parti del pensiero gramsciano, mancando di capire in tal modo i nessi che collegano Gramsci con la grande stagione filosofica del neoidealismo italiano, contrassegnato "in primis" dalle figure di Giovanni Gentile e Benedetto Croce».

    Lo rileva il filosofo Giuseppe Goisis nell'introduzione al denso volume di Bruno Desidera, giornalista e studioso dei rapporti tra cattolici e politica, dal titolo La lotta delle egemonie. Movimento cattolico e partito popolare nei «Quaderni» di Gramsci. «Con paziente discernimento» l'autore spiega come, nonostante l'inconciliabilità col pensiero "totalistico" di Gramsci (ben diverso ad esempio dalla riflessione di Sturzo sul primato della società rispetto alla politica) il "dottore delle sovrastrutture" (il giudizio è di Del Noce) sia stato presentato come un anticipatore del dialogo tra cattolici e comunisti e anche del compromesso storico, come un precursore, per certi aspetti, della teologia della liberazione.

    Per Desidera, Gramsci è uno spirito «intransigente e straordinariamente creativo»; Il suo excursus sulle vicende del cristianesimo con i suoi giudizi positivi (sulla la Chiesa delle origini o sulla figura del Cottolengo) e soprattutto negativi (il predominio dei gesuiti grazie ai quali la religione è diventata un "narcotico" per le masse popolari, mentre la dottrina sociale è definita «un valore oppiaceo») risente della radicalità del suo pensiero ideologico. Di qui - e Desidera vi insiste più volte - una certa schematicità, semplificazione ed anche ambiguità nel leggere le vicende del movimento cattolico italiano nel suo complesso. Questo in sostanza gli era estraneo e la sua riflessione, negli anni del carcere, basata in gran parte sulla lettura della Civiltà cattolica, lo conferma.

    Indubbi amente l'intransigenza morale di Gramsci, la sua preoccupazione per gli esclusi da ogni potere, la sua sensibilità, in comune con Sturzo, per il ruolo degli intellettuali, la centralità attribuita alla questione meridionale (altro tema tipicamente sturziano) e soprattutto la sua stessa vicenda personale con la morte in carcere, possono far comprendere il fascino esercitato dalla sua figura. Fino ad attribuirgli indicazioni e scelte che non gli appartengono. Desidera - e con lui concorda Goisis - è esplicito: Gramsci non è l'uomo del dialogo. In nessun momento della sua vita immagina che tra cattolici e comunisti ci possa essere un cammino comune. Sono fuori strada, quindi, quanti (come lo stesso Del Noce), per rifiutare la politica della "mano tesa" di Togliatti e poi Berlinguer (con il compromesso storico) ipotizzano una linea di continuità con Gramsci.

    In realtà, questi guarda al popolo cristiano ed ignora quasi la Chiesa istituzionale. La strategia di Togliatti (senza dimenticare Franco Rodano, vero ispiratore della politica religiosa del Pci)) è incentrata sul "palazzo": il Vaticano, la gerarchia e la Dc, partito di raccolta del voto cattolico. E' con queste realtà che il Pci vuole trattare, e anche contrattare.

    La lotta delle egemonie
    Movimento cattolico
    e partito popolare
    nei «Quaderni» di Gramsci
    Il Poligrafo. Pagine 344. Euro 23.00

    www.avvenire.it
    Fraternamente Caterina
    Laica Domenicana

    •   Alt 

      TP Advertising

      advertising

       

  2. #2
    INNAMORARSI DELLA CHIESA
    Data Registrazione
    25 Apr 2005
    Località
    Varese
    Messaggi
    6,420
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Thomas.....mi era sfuggito che lo avevi già inserito....

    visto che non hai nulla da fare.cancella pure questo tread doppione
    Fraternamente Caterina
    Laica Domenicana

 

 

Discussioni Simili

  1. L’indifferente
    Di salerno69 nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 24-07-07, 16:55
  2. Gramsci - Cattolici Integrali, gesuiti e modernisti . Parte I
    Di Barney nel forum Tradizione Cattolica
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 13-07-06, 10:01
  3. Gramsci non capì i cattolici
    Di Thomas Aquinas nel forum Cattolici
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 03-09-05, 17:55
  4. Dal Dio indifferente a....
    Di mustang nel forum Centrodestra Italiano
    Risposte: 1
    Ultimo Messaggio: 09-11-04, 17:25
  5. Risposte: 2
    Ultimo Messaggio: 05-05-04, 22:45

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  

1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 45 46 47 48 49 50 51 52 53 54 55 56 57 58 59 60 61 62 63 64 65 66 67 68 69 70 71 72 73 74 75 76 77 78 79 80 81 82 83 84 85 86 87 88 89 90 91 92 93 94 95 96 97 98 99 100 101 102 103 104 105 106 107 108 109 110 111 112 113 114 115 116 117 118 119 120 121 122 123 124 125 126 127 128 129 130 131 132 133 134 135 136 137 138 139 140 141 142 143 144 145 146 147 148 149 150 151 152 153 154 155 156 157 158 159 160 161 162 163 164 165 166 167 168 169 170 171 172 173 174 175 176 177 178 179 180 181 182 183 184 185 186 187 188 189 190 191 192 193 194 195 196 197 198 199 200 201 202 203 204 205 206 207 208 209 210 211 212 213 214 215 216 217 218 219 220 221 222 223 224 225 226