Roma- "Ho appreso la notizia della violenta aggressione verbale ad opera di Imma Battaglia, fuori dal Gay Village di Roma, nei confronti delle persone che ieri pomeriggio erano lì per raccogliere le firme a sostegno della candidatura di Ivan Scalfarotto alle primarie".
E' indignata Katia Zanotti, deputata ds: "E' incredibile - dice - che persone come Imma Battaglia, che hanno speso anni di lotte per il riconoscimento dei diritti dei gay e delle lesbiche, contro le discriminazioni, per la tolleranza, reagiscano in modo violento e intollerante non appena un outsider, come viene definito Scalfarotto dalla politica ufficiale e dai media, decide di irrompere sulla scena politica italiana candidandosi alle primarie e parlando soprattutto dei diritti e delle libertà delle persone, della laicità dello Stato, del riconoscimento delle coppie omosessuali".
"Mi chiedo - continua Zanotti - se la Battaglia avrebbe reagito allo stesso modo se fossero stati Pecoraro Scanio o Di Pietro, per citarne soltanto due, a raccogliere le firme per la loro candidatura. E allora mi viene il sospetto che per Imma Battaglia, e forse non solo per lei, in questo Paese ci sono recinti politici riservati, spesso impenetrabili, troppo spesso autoreferenziali, per entrare nei quali serve l'autorizzazione da chi, da dentro, decide chi è ammesso e chi no. Un gay dichiarato come Scalfarotto, che parla dei diritti e delle libertà di tutti e per giunta si candida alle primarie, forse è troppo anomalo anche per Imma Battaglia?".
Katia Zanotti, che ha sponsorizzato la candidatura di Scalfarotto, ne ha sposato la causa al punto da contestare anche l'atteggiamento del suo stesso partito in questa vicenda.
"Scalfarotto - insiste la deputata ds - sta conducendo la sua campagna con stile e con garbo e io penso che i DS avrebbero dato un segno di forza, a garanzia della trasparenza e democraticità delle primarie, permettendogli la raccolta delle firme alle Feste dell'Unità per consentirgli tecnicamente di candidarsi, così come penso ci guadagni il movimento omossessuale a dare sempre di sè l'idea di un luogo politico aperto, laico e accogliente".
Tornando a ieri sera, "Per fortuna- conclude Zanotti- Imma Battaglia non rappresenta la pluralità dl movimento gay e lesbico italiano".




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