Mi auguro che quest'ennesimo film manifesto venga debitamente filtrato e censurato sui nostri cineschermi.
Sarebbe ora di finirla di rivedere la storia a colpi di culo.
La Notizia:
Questo non è un western omoerotico, è una storia d'amore realistica ambientata nel west americano. Il fatto che si tratti di un amore tra due cowboy negli anni '70, in una terra molto tradizionale e machista come il Wyoming, con tutte le difficoltà che ne derivano per i protagonisti, rende la vicenda molto più romantica". Il regista Ang Lee parla così di "Brokeback Mountain", film molto applaudito e tra i favoriti.
Il film, interpretato da Heath Ledger e Jake Gyllenhaal, due dei nuovi sex symbol del cinema Usa, racconta la travolgente e drammatica storia d'amore che sboccia tra due giovani mandriani e che li accompagnerà per tutta la vita, nonostante entrambi decideranno di sposare di due donne. "Volevo raccontare questo sentimento potente - assicura il regista - non ho pensato al lato politico. Per me l'amore tra un uomo e una donna e quello tra due uomini si equivalgono ma il fatto che i due protagonisti debbano nascondersi e coltivare in segreto il loro sentimento rende la storia più potente. Quando ho letto la novella di Annie Proux da cui è tratto il film mi è venuto un groppo alla gola. E' questo che volevo trasmettere".
"Non ho pensato - aggiunge Lee - alla reazione della comunità omosessuale, perchè per me non è un'entita' unica. A qualcuno potra' piacere, a qualcun altro no. Non ho pensato a fare un film piu' o meno gay. Le scene che vedete sullo schermo (un paio di sesso piuttosto esplicito) sono quelle che abbiamo girato. Semmai - aggiunge ridendo - ero preoccupato della reazione dei texani. Ma mi hanno detto che il film uscira' solo negli Stati a maggioranza democratica...", scherza il regista cresciuto a Taiwan ma trasferitosi da molti anni in America. Anche i due attori protagonisti, che nel film danno grande prova di maturità (fra le altre difficolta' anche quelle di invecchiare di 20 anni nell'arco della storia), spiegano che a convincerli è stata la forza di questa storia d'amore, unita alle garanzie offerte da un regista come Lee: "La sceneggiatura mi è piaciuta molto. Prima di questo film - confessa l'australiano Heath Ledger (che qui a Venezia e' protagonista anche del "Casanova" di Lasse Hallstrom e de "I fratelli Grimm" di Terry Gillian) - non avevo mai recitato in un film dove si parlasse di una storia d'amore vera e propria e credo che non ci sia piu' tanto mistero nelle storie tra ragazzi e ragazze. E' gia' stato fatto e detto tutto", aggiunge.
"Purtroppo - gli fa eco Jake Gyllenhaal (noto alle cronache anche per aspettare un figlio dalla protagonista delle serie "Dawson's Creek", Michelle Williams) - l'amore ha perso un po' di fascino. Questo film invece è una storia diretta, non come i soggetti di oggi che evitano determinati argomenti". Per calarsi nel ruolo di 'rancheros', Gyllenhaal ha dovuto lavorare piu' di Ledger, che proviene da una zona rurale dell'Australia: "In fondo i mandriani si muovono e dicono le stesse cose un po' in tutto il mondo: sputano, fumano, bevono, con un linguaggio universale. Un po' come i surfisti", dice l'attore australiano.
"Invece io - aggiunge Gyllenhaal - non avevo mai cavalcato o guidato un gregge di pecore prima. Ma la sfida piu' interessante e' stata quella di interpretare un ruolo per un lungo arco temporale in cui cambia tutto: dalla voce all'atteggiamento". Il film e' stato girato tutto in Canada, dove le montagne assomigliano a quelle del Wyoming. "Anche perche' -spiega il produttore James Schamus- probabilmente, volendo girare nel west d'America, le forze dell'ordine avrebbero preteso di scortare la troupe come si fa per i film a rischio dal punto di vista politico. In Canada abbiamo potuto muoverci con piu' liberta"', conclude il produttore.


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