ISRAELIANO? NON E' UN TERRORISTA
di Maurizio Blondet
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Il 19enne Eden Nathan Zaada
SHFARAM - Il 4 agosto il soldato israeliano Eden Nathan Zaada, 19 anni, fanatico rabbinico arrabbiato per l’evacuazione dei coloni da Gaza, salì su un bus nella città araba di Shfaram ed uccise a revolverate quattro passeggeri palestinesi.
Un atto che persino Sharon ha definito «terrorismo».
Ma il ministero della Difesa ha sancito altrimenti: solo gli «atti commessi da organizzazioni ostili ad Israele» sono definibili, per la legge giudaica, «terrorismo». E così ha negato ai familiari degli assassinati la pensione mensile che spetta alle vittime ebraiche del terrorismo arabo.
«Una decisione che odora di razzismo», ha detto il parlamentare arabo-israeliano Mohammed Barakeh.
Anche nel 1990, quando Ami Popper, un soldato di 21 anni, sterminò sette palestinesi, la decisione fu la stessa.
Un tentativo di modificare la legge è stato bocciato dal Parlamento.
In compenso nel ‘96, quando tre membri di Hamas uccisero nella loro auto Yaron Ungar (ebreo americano) e sua moglie, un tribunale USA congelò i beni dell’Autorità Palestinese in America (1).
I beni, valutati in quasi un miliardo di dollari, sono tutt’ora congelati.
E a proposito di USA, ecco qualche notiziola che non apparirà sulla libera e grande stampa.
La polizia di New York ha scoperto l’autore che ha dipinto con lo spray, un anno fa, una ventina di svastiche in quartieri ebraici di Brooklyn e del Queens, su una sinagoga, su varie scuole ebraiche, su auto e sulla vetrina di agenzie di pompe funebri.
Si tratta di Olga Abramovich, ebrea, 49 anni.
La donna ha detto che voleva vendicarsi del marito che l’aveva abbandonata per una donna più giovane.
E aveva pensato di unire la vendetta privata con motivazioni ideologiche: mostrare che a New York infuria l’antisemitismo.
Evidentemente la tradita condivide l’idea di Jay Lefkovitch, oggi vice assistente presidenziale per l’Interno: «in fondo in fondo, penso che un po’ di antisemitismo sia una cosa buona per gli ebrei – ci ricorda chi siamo».
Frattanto, si apprende (2) che a Washington l’indagine dell’FBI contro due alti membri dell’AIPAC (American-Israeli Political Committee) accusati di aver comprato informazioni riservate dal funzionario del Pentagono Larry Franklin, ha nuovi sviluppi.
I rapporti dell’FBI nominano, tra i traditori potenziali che hanno passato notizie ai due (Rosen e Weissman), Kenneth Pollack: un ex membro del Consiglio di Sicurezza Nazionale sotto Clinton, oggi importante «analista del Medio Oriente» per la CNN e presso il «Centro Saban» della Brooking’s Institution, un think tank liberale.
Un altro individuo nominato dall’FBI è David Satterfield, già vicesegretario di Stato e oggi capo-missione dell’ambasciata USA a Baghdad.
Nel dicembre 2000, quando era ancora membro del governo, Pollack sarebbe andato a pranzo con Rosen e Weissman e avrebbe passato loro materiale informativo segreto, prontamente riferito dai due compari all’ambasciata israeliana e a qualche giornalista amico.
Pollack dice di non ricordare quel pranzo.
Satterfield è accusato dello stesso tradimento in diverse circostanze, ma non pare i due siano stati formalmente incriminati.
I due compari, Rosen e Weissman, dovrebbero essere processati a gennaio.
Maurizio Blondet
Note
1) Chris McGreal, «Jewish gunman was no terrorist, Israel rules», Guardian, 1 settembre 2005.
2) M. E. Berger, «Mideast analyst named in AIPAC indictment», Jerusalem Post, 31 agosto 2005.




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