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    Coloni, contestazione che marcia dagli Usa
    I retroscena del contropotere ebraico. Nelle concezioni messianiche l’approssimarsi del redentore «è preceduto da una serie di cataclismi che per la loro potenza e singolarità sembrano dissolvere le stesse leggi della natura, apportando mali e sciagure». Il ruolo del terrorismo

    Con l’evacuazione delle ultime colonie in Cisgiordania si è conclusa, in anticipo sui tempi previsti, la prima parte del piano definito dal governo israeliano articolato in tre fasi e preliminare alla realizzazione della “road map”. La seconda fase che riguarda lo smantellamento delle basi militari avverrà nel mese di settembre, infine agli inizi di ottobre le forze egiziane assumeranno il controllo della “strada di Filadelfia”, lungo la frontiera tra la striscia di Gaza e l’Egitto. A questo punto potrà prendere avvio la “road map” stesa nel dicembre 2002 dal “Quartetto” (Stati Uniti, Unione Europea, Russia e Nazioni Unite) e presentata ufficialmente al vertice di Akaba nel giugno 2003. Anch’essa contempla tre fasi: nella prima i palestinesi devono liquidare il terrorismo e gli israeliani impedire la nascita di nuove colonie, la seconda fase prevede la nascita di uno Stato palestinese con frontiere provvisorie che diventeranno definitive, quando, ultima fase, verrà risolta la questione dei rifugiati palestinesi e determinato lo statuto della città di Gerusalemme. Come si vede, nonostante la risolutezza con cui il governo Sharon ha effettuato l’evacuazione delle colonie, quanto è avvenuto in queste settimane rappresenta solo l’inizio di un processo difficile, i cui nemici albergano non solo nei movimenti palestinesi, ma anche all’interno della società israeliana e in ambienti della diaspora ebraica. Infatti la definizione delle frontiere è legata al problema dei rifugiati ed anche allo statuto di Gerusalemme, cioè al ruolo che svolge il territorio nell’orizzonte politico delle due controparti dove la dimensione religiosa ha un ruolo più importante di quanto molti osservatori ritengono. Questo perché, nel corso degli anni è avvenuta una progressiva “islamizzazione” - anche per il crescente attivismo dei gruppi sciiti - delle organizzazioni palestinesi in cui, secondo alcune fonti, cercherebbero di radicarsi cellule di Al Kaida, proprio nell’area di Gaza, e nel contempo nella società ebraica il nazionalismo messianico si è saldato con il nazionalismo di origine laica creando una miscela potenzialmente esplosiva. Su questa seconda realtà poco nota soffermeremo la nostra attenzione perché proprio dopo l’annuncio del piano di disimpegno dalla striscia di Gaza, si è assistito in Israele a un frenetico attivismo di certi ambienti religiosi che ha creato il clima da cui ha tratto alimento l’«isteria collettiva messa in scena (dai coloni), ben organizzata e amplificata dai mass media di tutto il mondo» come ha denunciato in un’intervista lo storico israeliano Zeev Sternhell (Avvenire, 23 agosto). Che si tratti solo di isteria ci sembra però riduttivo se teniamo conto del ruolo svolto da alcuni rabbini nell’organizzare la virulenta opposizione contro Sharon e il suo governo che si è espressa in tre iniziative: la “marcia sulla striscia di Gaza” organizzata il 18 luglio dal “Consiglio dello Yesha”, organo rappresentativo dei coloni di Gaza e Cisgiordania, promotore anche della seconda manifestazione svoltasi a Tel Aviv l’11 agosto con la partecipazione di decine di migliaia di persone. Nel frattempo, il 27 luglio la seconda rete televisiva israeliana aveva diffuso, in prima serata, il macabro rituale della pulsa denura (frustate di fuoco) contro il premier Ariel Sharon: raccolti in un cimitero in una notte di luna piena, una ventina di uomini vestiti di nero, alla luce di torce e candele, ripetevano la formula tratta dalla cabala in aramaico, pronunciata dal maestro della cerimonia, in abito bianco: «Su quest’uomo, Ariel figlio di Vera Scheinerman, chiediamo agli angeli della distruzione di portare la loro spada». Se è vero che altri rabbini come Alain Michel che appartiene alla corrente Massorti quella più moderata del giudaismo, hanno duramente condannato l’iniziativa, è anche vero che essa ricorda ciò che accadde nel 1995, quando un gruppo di rabbini che considerava il premier Ythzak Rabin un nemico del popolo ebraico per aver ceduto delle terre ai palestinesi, aveva pronunciato contro di lui davanti alla sua casa la pulsa denura, con cui la vittima è condannata a morire entro trenta giorni (secondo altre fonti entro un anno). Trentuno giorni dopo Rabin veniva ucciso. L’attuale clima politico sembra riecheggiare quello di allora, quando a seguito del massacro di 29 fedeli musulmani il 28 febbraio 1994 da parte del terrorista Baruch Goldstein vicino al movimento estremista Kach, il governo Rabin mise fuori legge i movimenti Kach e Kahane Chai e previde dei piani per evacuare una piccola enclave nel centro di Hebron, Tel Rumeida, suscitando forti reazioni da parte dei coloni che ebbero l’immediato sostegno di tre dei più importanti rabbini pro-sionisti che emanarono una sentenza religiosa, in base al quale l’evacuazione era illegale intimando ai soldati di disobbedire agli ordini; era per la prima volta che ciò accadeva nella storia dello Stato israeliano. Inoltre, poiché la decisione era stata presa da un governo che pur avendo 61 voti su 120 alla Knesset, aveva perso la maggioranza ebraica - 5 dei 61 voti erano di deputati arabi - i tre rabbini ritenevano che gli israeliani palestinesi, pur essendo formalmente cittadini dello Stato ebraico, non avevano il diritto di decidere il destino di Eretz Israel. Nell’aprile 1994 dopo una grande mobilitazione dei nazionalisti il governo annunciò l’intenzione di abbandonare il piano di evacuazione di Tel Rumeida, ma la campagna contro l’esecutivo continuò e dopo gli attentati di Hamas che provocarono oltre 80 morti israeliani, alcuni rabbini influenti sollevarono la possibilità di emanare una sentenza religiosa contro il governo accusandolo di din rodef e din moser. Secondo la halakah (norma giuridica che non è espressamente contenuta nella Legge scritta, il Pentateuco, ma è una sua diretta conseguenza) moser è un ebreo sospettato di fornire informazioni ai göyim (non ebrei) o di vendere loro proprietà ebraiche, ciò costituisce un crimine passibile anche della pena capitale, rodef è un ebreo che sta per uccidere un altro ebreo o si fa complice del delitto, in tale occasione ammazzare un rodef è lecito. Din rodef è il solo caso in cui la halakah consente a un ebreo di uccidere un correligionario. Secondo i rabbini, ordinando il ritiro dei soldati israeliani da Gaza e Gerico, autorizzando la costituzione di una polizia palestinese armata e limitando l’azione delle forze di sicurezza per contrastare le iniziative dei palestinesi, Rabin aveva dato la possibilità ad Hamas e al Jihad Islamico di uccidere degli ebrei, quindi le sue mani erano coperte di sangue ebraico. Anche se i rabbini più moderati mettevano in guardia contro la possibilità di dichiarare il governo din moser e din rodef, la proposta fu oggetto di vivaci dibattiti in molte yeshiva (scuole religiose dove si studia la cabala, ma anche vivai del nazionalismo radicale) e negli Stati Uniti dove il rabbino di un’importante sinagoga di New York affermò che «secondo la halakah Rabin merita di morire». L’ultimo episodio della campagna contro il premier fu la pulsa denura pronunciata dai rabbini. Dopo l’assassinio di Rabin, l’istigatore di questa maledizione Avigdor Eskin dichiarò «Questa preghiera non costituisce una condanna a morte per chicchessia, ma l’appello a un intervento divino», però quando venne interrogato, l’omicida Yigal Amir dichiarò «Se certi rabbini non avessero pronunciato queste sentenze halachiche, di cui avevo sentito parlare, considerando Rabin come un din rodef mi sarebbe stato molto difficile uccidere. Un tale assassinio deve essere sostenuto religiosamente. Se non avessi avuto questo appoggio e se non rappresentassi un certo numero di persone, non avrei agito» (Ehud Sprinzak, Brother Against Brother: Violence and Extremisme in Israeli Politics from “Altalena” to the Rabin Assassnationi. New York, The Free Press, 1999, p. 277) Per quanto riguarda la pulsa denura lanciata contro Sharon, uno dei rabbini responsabili della maledizione contro Rabin, ha dichiarato lo scorso settembre «Se dei rabbini dicono che deve essere organizzata una “pulsa denura”, io sono pronto a farla subito (...). Ci sono persone che vogliono Sharon morto... io sono tra queste» (Newsweek, 4 ottobre 2004). Come non bastasse a metà dello scorso maggio la stampa israeliana rivelava che era stato scoperto un complotto per far saltare il Monte del Tempio, luogo sacro non solo per gli ebrei, ma anche per i musulmani: diversi elementi erano stati arrestati e avevano confessato di progettare un attentato con un missile anticarro contro il complesso delle moschee, dopo l’attacco avrebbero lanciato bombe a mano contro le forze di sicurezza israeliane e, per evitare di essere catturati si sarebbero suicidati.(Haaretz, 17 maggio). Non sembri un paradosso l’attentato al Monte del Tempio, una simile azione si inserisce nella tradizione nazionalista-apocalittica alimentata soprattutto da due movimenti, il Gush Emunim, (“Partito dei credenti” espressione del movimento dei coloni) e il Kach (“Così”) partito radicale fondato dal rabbino Meir Kahane, per essi, con gli accordi di Camp David firmati il 17 settembre 1978, Menhaem Begin che prima era stato salutato entusiasticamente come il primo politico di destra diventato capo del governo dopo l’interrotta egemonia dei laburisti, diventava un traditore, in quanto il trattato con l’Egitto prevedeva la restituzione dei territori del Sinai e l’avvio di un piano di autonomia per i palestinesi della striscia di Gaza. Alla vigilia della data ultima per il ritiro (aprile 1982) giunsero nel Sinai centinaia di studenti delle yeshiva in appoggio alle famiglie dei coloni che dovevano essere evacuate, creando anche altre due colonie; alla protesta si unirono dei membri della Knesset. Ma Begin non cedette e, sostenuto dall’allora ministro della difesa Ariel Sharon, inviò 20.000 soldati che evacuarono i coloni. La conseguenza più grave di questi aventi fu la nascita nel 1978 di un movimento clandestino ebraico Jewish Underground i cui membri provenivano dall’area sionista radicale e in particolare dal Gush Emunim. Si trattava di un fenomeno le cui radici risalivano alla creazione stessa dello Stato di Israele nel 1948 quando si delinearono due tendenze nel campo religioso: gli haredi (ultra-ortodossi) anti-sionisti e i religiosi pro-sionisti come appunto il Gush Emunim o il movimento Kach. Per gli haredi il sionismo e lo Stato di Israele costituiscono una ribellione contro Dio, infatti la distruzione del Secondo Tempio nel 70 d.C. e il conseguente esilio (galut) del popolo ebraico sono punizioni divine, un messaggio del cielo per cui gli ebrei che non osservano la Legge non meritano uno Stato, soltanto quando si saranno completamente pentiti e rispetteranno strettamente i comandamenti, allora Dio perdonerà il suo popolo e gli offrirà la redenzione, con la venuta del Messia, un redentore meta-storico che cancellerà tutte le sue miserie e sofferenze. Ma questa venuta non può in alcun modo essere accelerata. La fondazione dello Stato israeliano pur essendo considerata peccaminosa, non ha tuttavia mai indotto gli haredi a compiere azioni cruente contro gli altri ebrei anche quelli laici il cui sangue è sacro. Si sono limitati a strappare manifesti considerati osceni, come le pubblicità dei bikini, o compiere qualche atto di forza contro gli oppositori.
    Diverso il discorso del Gush Emunim le cui origini teologico-politiche si basano sugli scritti di due rabbini, Abraham Itzhak ha-Cohen Kook, il primo rabbino alla testa degli insediamenti ebraici in Israele, per il quale «i sionisti erano senza saperlo i veri emissari di Dio» e suo figlio Zvi Yehuda Kook. Per i seguaci del Gush Emunim il sionismo secolare, di colorazione socialista, era un movimento che «annunciava l’inizio della redenzione venuta dal cielo (...) il sionismo ha un ruolo nel piano messianico, è essenziale e sacro. C’è una missione dell’ebraismo che soltanto il sionismo può assolvere. Ma una volta compiuto il suo destino, sarà esaurito insieme al secolarismo, e apparirà la sua religiosità latente». In una simile prospettiva di redenzione gli accordi di Camp David costituivano un grave arretramento, che «doveva avere cause più profonde della debolezza di Begin. Poteva forse essere un segnale diretto del cielo a indicare che era stato commesso un affronto maggiore, un errore responsabile di questo disastro politico. Solo un più grave atto dissacrante poteva spiegare le dimensioni del disastro: la presenza, sancita dal governo israeliano, di “infedeli” e del loro tempio (moschea di Omar) sul Monte del Tempio, il sito ebraico più sacro, il luogo dove era stato costruito il primo e il secondo tempio e dove sarebbe stato costruito il futuro terzo tempio». (E. Sprinzak, The Emergence of the Israeli Radical Right, Comparative Politics, vol. 21, n. 2 (gennaio 1989, p. 176). In base a queste considerazioni nasceva il movimento ebraico clandestino Jewish Underground i cui membri avrebbero partecipato ad azioni terroristiche contro i sindaci delle città palestinesi come Naplouse o Ramallah e progettato nel 1984 un piano per distruggere il sito sacro dei musulmani, progetto che non si concretizzò per l’opposizione di tutti i rabbini. Non è da escludere che ci sia stata la regia di elementi vicini allo Jevish Underground anche dietro l’omicidio di Rabin, come peraltro traspare dalle dichiarazioni del suo assassino, e altre azioni violente come l’uccisione avvenuta il 4 agosto di quattro arabi da parte di quello che Sharon ha definito «un terrorista ebreo assetato di sangue che ha voluto colpire dei cittadini innocenti», ordinando ai servizi di sicurezza di indagare su questo crimine con assoluta priorità. Peraltro che il movimento clandestino goda ancora di appoggi influenti lo dimostra un’intervista fatta lo scorso dicembre al rabbino Yisrael Ariel, già membro del “Movimento per fermare il ritiro dal Sinai” e uno dei più accesi difensori del Jewish Underground, che, riferendosi al ritiro da Gaza, ha dichiarato: «Oggi dobbiamo chiederci perché Dio ci ha fatto tutto ciò? Perché dopo due decenni siamo di fronte nuovamente a una crisi di questo tipo? (...) Dirò solo: come possiamo rimanere inerti quando il Creatore, il Santo, non ha una dimora dove collocare la sua shekhina (presenza divina)? (Haaretz, 31 dicembre 2004).
    L’obiettivo dell’opposizione armata al governo Sharon è quindi duplice: quello politico, sabotare definitivamente ogni accordo tra Israele i palestinesi e gli altri paesi arabi; quello religioso, poiché il Monte del Tempio è una fonte di energia e di vitalità, deve essere distrutto per togliere ogni forza agli arabi, si tratta di una tematica che era già presente 25 anni fa negli scritti del rabbino Yeshua Ben Sasson che identificava nel Monte del Tempio la sorgente da cui i nemici di Israele traevano la loro forza.
    Nelle concezioni messianiche l’approssimarsi del redentore «è preceduto da una serie di cataclismi che per la loro potenza e singolarità sembrano dissolvere le stesse leggi della natura, apportando mali e sciagure» (David C. Rapoport, Messianic Sanctions for Terror, Comparative Politics, vol. 20, n. 2, gennaio 1988, p. 208). In questa prospettiva un gruppo terrorista, o anche un singolo individuo potrebbe, di fronte ad eventi dissonanti rispetto alla profezia, cercare di provocare esso stesso le catastrofi; in tale logica rientrerebbe la distruzione del Monte del Tempio per le sue drammatiche conseguenze a livello mondiale.

    Augusto Zuliani
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

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    Nel frattempo, il 27 luglio la seconda rete televisiva israeliana aveva diffuso, in prima serata, il macabro rituale della pulsa denura (frustate di fuoco) contro il premier Ariel Sharon: raccolti in un cimitero in una notte di luna piena, una ventina di uomini vestiti di nero, alla luce di torce e candele, ripetevano la formula tratta dalla cabala in aramaico, pronunciata dal maestro della cerimonia, in abito bianco: «Su quest’uomo, Ariel figlio di Vera Scheinerman, chiediamo agli angeli della distruzione di portare la loro spada».


    ....allora i riti di magia nera nei cimiteri i giudei li fanno..altro che invenzioni!!
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

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    Quei rabbini che invocano gli angeli delle tenebre: «Date la morte a Sharon».



    Parti da Tel Aviv in direzione sud. Vai sempre dritto. Dopo Sderot gira a destra, prendi la sopraelevata, e poi corri a tutto gas, corri il più rapidamente possibile, muovendo la testa a destra e a sinistra, in modo di non diventare un facile bersaglio. Non allacciare la cintura, in modo di poter fuggire con rapidità se attaccata; poi affidati al fato. Sei a Gaza».
    (scritto durante il mio primo viaggio a Gaza)

    Da allora in poi quella sopraelevata l’ho presa tante volte, sempre col fiato sospeso. Adesso, almeno di notte, non lo farò più. Esattamente lì sono stati uccisi in un agguato i coniugi Kol, lui laico di sinistra, lei religiosa di destra, una coppia di mezza età che tornava a Gerusalemme dalla colonia di Ganei Tal .
    La notte dopo, al ritorno dal funerale, duecento guerrieri anti-ritiro presi da sacro furore ideologico e da follia messianica si sono messi in moto. Cantando e danzando, gli occhi rivolti verso il cielo, nel buio pesto, si sono incamminati sulla strada della morte, cercando di sfuggire alla protezione dei soldati che rischiavano la pelle per proteggerli.

    Questi giovani senza paura, che credono nella completezza della grande Israele più che nella vita stessa, sono discepoli di “rabbini” molto particolari, noti per aver emesso sentenze di diritto ebraico a dir poco controverse, come quella con cui venne vietato ai soldati di prendere parte all’evacuazione degli insediamenti.
    La maledizione della morte, Pulsa Denura (“lingue di fuoco” in aramaico), è stata invocata da una ventina tra i più estremisti di questi già molto estremisti rabbini in una cerimonia simil-cabalistica, eseguita in aramaico, di notte e in un cimitero, durante la quale i presenti si appellano agli Angeli di Distruzione affinché scendano dalle tenebre per eliminare dalla faccia della terra l’odiato nemico di Israele, in questo caso Sharon, anzi, Ariel Ben Dvora Scheinerman (il cognome originale di Sharon).

    Il premier, hanno dichiarato i partecipanti, morirà entro 30 giorni; se questo non dovesse avvenire, saranno i 20 rabbini a morire al suo posto. Non è il primo anatema di cui si ha notizia. Una Pulsa Denura già la fecero dieci anni fa gli stessi rabbini e fu allora indirizzata a Izhak Rabin e Shimon Peres. Esattamente 32 giorni dopo Rabin morì.
    Ma non fu un angelo della morte a ucciderlo. O forse sì. Si chiamava Ygal Amir, un giovanotto bruno, studente di Giurisprudenza.
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

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    La pietra d'angolo della violenza

    di ISRAEL SHAMIR







    Mentre gli F-16 bombardano nuovamente le citta' palestinesi, e nuovi giovani sacrificano le loro vite e quelle degli altri, Martin Indyk, del New York Times, proclama che "la violenza sta peggiorando". Gli articoli della BBC e della CNN, come un coro greco, echeggiano Indyk con i loro rapporti sulla "Violenza in Palestina". La Casa Bianca dirama un altro comunicato in cui chiede "la fine della spirale di violenza". Questa "violenza" senza volto e senza cause, dovrebbe probabilmente essere scritta in maiuscolo, come "L'Ira" del primo verso dell'Iliade. Questo poema immortale inizia con una richiesta a "cantare l'Ira di Achille". Nel mondo omerico, l'Ira (come la Furia, la Guerra, l'Amore, la Speranza) era una condizione personificata.


    Oggi tendiamo, piuttosto, a vedere un Achille arrabbiato o un marito violento, piu' che l'Ira o la Violenza in se'. All'opposto, ne vediamo un abuso nello stato ebraico. In quel caso, torniamo al concetto omerico di Violenza come essere personificato, piu' che come azione perpetrata da uomini. Qui la gente discute, con serieta', come "trattare con " la Violenza allo scopo di portare la Pace.

    Nel mondo reale, la Violenza non e' come il tempo. A volte lo e', sicche' noi possiamo identificare il mucchio di nubi come responsabile della pioggia. E cosi' fu, sicche' quando fu invocato il piano "Mitchell" e la quota giornaliera di morti comincio' ad abbassarsi lentamente, i fautori della supremazia ebraica riproposero la provocazione della visita di Sharon alla spianata delle Moschee, ponendo la pietra d'angolo del Terzo Tempio.

    Immediatamente dopo la provocazione della pietra angolare, Israele si rese responsabile di un'ondata di omicidi a Nabul, Ramallah ed altrove, cercando di suscitare la risposta palestinese. Sembra la recita di un copione. Lo scorso settembre, dopo la visita di Sharon alla spianata delle Moschee, la polizia di frontiera israeliana assassino' sette fedeli in preghiera alla moschea di Gerusalemme, dando il via alla seconda intifada. Gli assassini di Sharon continuarono ad uccidere fino a che non ottennero la risposta da parte di un attentatore suicida.

    Non e' una coincidenza. Israele vuole che la rivolta palestinese continui. Israele non vuole la pace, ma un conflitto a bassa intensita'. Un stato perpetuo di guerra con i palestinesi, permette ai leaders israeliani di compattare le comunita' eterogenee dell'interno evitando che si scannino le une le altre. Cio' che e' piu' importante, la guerra permette ai leaders ebraici di tutto il mondo di perpetrare l'arduo compito di tenere in vita il "Giudaismo Mondiale", una costruzione medievale ormai fuori moda. Ecco perche' non ha senso parlare contro la "Violenza", a favore della "Pace". Finche' esistera' lo stato della supremazia ebraica, continuera' a inseguire la violenza e ad allontanare la pace.

    I recenti assassinii hanno anch'essi lo scopo di coprire la provocazione della pietra angolare sotto una montagna di cadaveri. IL significato di questa oscura cerimonia e' stato anch'esso oscurato dai media principali, e tutti i riferimenti ad essa si sono smaterializzati come per incanto. Ad esempio, la Reuters ha riportato, il 3 agosto 2001: "La polizia israeliana ha preso d'assalto il Monte del Tempio, venerato dai musulmani quale Haram esh-Sharif, dopo che alcuni palestinesi avevano lanciato pietre su ebrei in preghiera al Muro del Pianto sottostante".

    Perche', all'improvviso, i palestinesi avevano cominciato a lanciare sassi ai fedeli ebrei? Ovviamente, il rapporto ometteva la storia della pietra angolare e cosi' l'europeo o l'americano medio avevano la conferma che i "selvaggi" musulmani avevano attaccato senza motivo pacifici ebrei in preghiera. A questo proposito, l'unanimita' dei media in lingua inglese e' stata orrenda. La BBC, per una volta piu' obiettiva rispetto ai media americani, colmo' la lacuna. Anch'essa riporto' di "soldati israeliani che sono entrati nella moschea rispondendo al lancio di pietre da parte dei musulmani", ma, alla fine dell'articolo faceva riferimento anche alla pietra angolare. Sembra proprio che la messa in onda della tramissione su Sharon da parte della BBC sia stata un singolare atto di coraggio che non sara' ripetuto tanto facilmente.

    Per quanto riguarda le televisioni americane, il loro supporto continua ad essere consistente, ed esse pubblicizzano, senza esitazione, il punto di vista israeliano. Ecco perche' bisogna tornare sui dettagli della strana, gia' dimenticata storia della pietra angolare. Non si tratta della solita provocazione israeliana. Essa ci riporta alle formule di magia nera di Pulsa di Nura, la formula cabbalistica usata contro il primo ministro israeliano Yitzak Rabin. Nel 1995, i giornali israeliani riportarono la notizia dell'incontro di importanti Cabbalisti che invocarono gli spiriti del male affinche' estinguessero la vita del primo ministro. Poco dopo, Rabin fu assassinato da un religioso fanatico ebreo. Uno degli organizzatori della cerimonia di Pulsa di Nura fu processato dalla Corte di Giustizia ed imprigionato per incitamento all'omicidio. Non c'e' bisogno di credere alla magia nera per capire la logica del giudice.

    Per poter comprendere meglio cio' che ha significato la deposizione della pietra angolare, immaginate la seguente scena: vi svegliate, una splendida mattina di domenica, nella vostra bella casa fuori citta', prendete il caffe' e vi incamminate verso la chiesa. Qui incontrate del movimento. Di fronte alla chiesa, un gruppo di uomini, ben protetto dalla polizia e da soldati armati, e' intento a sistenare un enorme striscione che dice: "In questo luogo, nel 2001 sara' edificata una sinagoga". Sullo sfondo, il suono cupo dei bulldozers e la voce amplificata di un rabbino che benedice la nuova sinagoga. Probabilmente diventereste isterici come l'eroe di "Guida alla Galassia" di Hitchhiker. Immaginate che la chiesa in questione sia San Pietro o il Santo Sepolcro, e riuscirete a capire i sentimenti dei gerusalemiti.

    Sebbene "I fedeli del Monte del Tempio", che hanno svolto questa cerimonia magica, siano un gruppo piccolo e difficilmente riconducibile alla maggioranza, non si puo' dire altrettanto di coloro che hanno dato luce verde all'operazione. Nonostante le obiezioni della polizia, la Corte Suprema, massima autorita' legale ebraica, gli permise di svolgere la cerimonia nella data carica di auspici del Nono giorno del mese lunare di Ab, con tutti i suoi significati esoterici. Tutta la potenza dello stato ebraico, incluse migliaia di soldati e poliziotti, furono mobilitati affinche' la cerimonia potesse svolgersi. Ecco perche' è lecito paragonare il piccolo gruppo dei Fedeli all'estremità sottile, affilata dello strumento odontoiatrico in mano al dentista, che lo spinge nella profondità del dente per verificare che la radice sia morta, devitalizzata.

    I risultati di questo doloroso esame non lasciarono spazio ai dubbi. Il nervo, apparentemente, era vivo, e la rapida mobilitazione dei palestinesi costrinse gli ebrei a deviare la processione dei Fedeli del Tempio. La cerimonia ebbe luogo al di fuori delle mura della Citta' Vecchia, un po' prima dell'ora stabilita. Duro' pochi minuti, e la pietra torno' al suo posto consueto, all'ombra profondamente protettiva del Consolato americano. La spinta inferta dal trapano provoc? un dolore intenso e la prevedibile reazione dei palestinesi e, in seguito, l'aggressione violenta della polizia ai fedeli presenti nella moschea. Qual fu il motivo di tutto quel turbamento? Perche' mai i ragazzi palestinesi osarono sfidare la Polizia di frontiera, famosa per la sua brutalita'? Perche' la pietra angolare era cosi' importante?

    Molti ebrei ed i loro alleati sionisti-cristiani ritengono che la preziosa bellezza delle moschee di Gerusalemme, risalenti al Settimo secolo, debba essere distrutta per fare posto, sulle sue rovine, ad un tempio ebraico. Perche' questo dovrebbe accadere? La gente prova a dare differenti spiegazioni, storiche ed escatologiche. Non e' certo per giustizia storica, o per esigenze di culto, dal momento che il giudaismo ortodosso proibisce qualsiasi interazione con il Monte del Signore. Alcuni ebrei con inclinazioni esoteriche credono che quest'atto rendera' totale ed irreversibile il dominio ebraico sul mondo. Questa credenza non e' dominio esclusivo di gente folle o stramba, ne' dei soli sionisti, ma rappresenza una credenza piuttosto diffusa.

    I media occidentali presentano spesso i termini del conflitto come una lotta tra musulmani ed ebrei. Invece, questa gente vede il conflitto come lotta tra ebrei e gentili, ossia tutti coloro che non sono ebrei. Nelle loro menti, il Monte del Tempio e' un cerchio magico di potere, che essi dovrebbero ottenere al momento giusto. Come l'Anello del "signore degli Anelli" di Tolkien, esso portera' il Messia. Per i religiosi ebrei il messia non e' quello cristiano. Per le loro scritture, il Messia non e' un personaggio gentile con un messaggio per tutta l'umanita'. Il loro messia rendera' per sempre schiave tutte le nazioni della terra e rendera' il Popolo Eletto signore dell'universo. Il loro messia, colui che schiavizzera' i popoli della terra, e' l'Anticristo delle profezie.

    Col volgere dall'uno al due nella conta dei millenni sul metro della nostra Cabalina Cosmica, anche le menti normalmente sane vengono facilmente assalite da pensieri apocalittici. Questa non e' la prima volta che alcuni ebrei sognino della dominazione sul mondo e della supremazia eterna dell'Anticristo. Solo che adesso hanno a disposizione armi atomiche, jet all'avanguardia e navi da guerra, ricchezza, cieco supporto da parte degli USA, decine di milioni di entusiasti schiavi "cristiani-sionisti", ed una vasta rete di media internazionali, docili e mansueti.

    E non e' solo l'esoterismo. Dieci anni fa, un importante giornalista israeliano, Nahum Barnea, scrisse in "Yediot Aharonot": "Per decenni gli ebrei hanno cercato di rifiutare il mito (della dominazione ebraica sul mondo e della riduzione in schiavitu' dei non-ebrei) considerandolo una orribile manifestazione di anti-semitismo. Ora molti ebrei vi credono". Lo scomparso intellettuale ebreo Israel Shahak commento': "Il governo del Likud (per non parlare dell'estrema destra), crede in quel mito ciecamente".

    L'importante quotidiano israeliano, Ha'aretz, ha riportato che Sharon, come Barak prima di lui, si reca furtivamente a chiedere consiglio ai maghi della Cabbala. Sembra sia di moda. Scuole cabbalistiche, corsi e negozi si espandono come una rete su tutto lo stato ebraico. Secondo i loro dettami, la Terra Santa dovra' trasformarsi in una Terra Deserta. Non e' questione di scelta. Si ritiene che la Cabbala sia opera del mistico del Primo secolo Simeon ben Yohai, la cui massima piu' nota afferma: "Schiaccia la testa del migliore tra i serpenti, uccidi il migliore tra i Gentili".

    Questo modello arcaico di dominazione, genocidio e riduzione in schiavitu' richiede un contenuto religioso arcaico. Molti israeliani sentono riemergere l'antico spirito di odio e dominio. Il supplemento settimanale di Ha'aretz ha pubblicato una breve storia di un presidente americano che cerco' di disobbedire agli ordini dei Cabbalisti e che, per questo, fu rimosso dai suoi subordinati. Gli ebrei sono destinati a dominare il mondo, predicava il rabbino Leichtman, un importante Cabbalista, in un lungo articolo pubblicato da Vesti, un giornale russo-israeliano. Nelle chat-rooms israeliane, si trova anche di peggio. Si cita un vecchio poema di Uri Zvi Greenberg, un defunto poeta ebraico, che predicava lo sterminio dei Gentili. Greenberg non si limitava ai palestinesi, come Menahem Begin, ne' solo agli arabi, come la massima autorita' spirituale in Israele, il rabbino Ovadiah Yussef. Lo sterminio di Edom, una parola in codice usata tradizionalmente per indicare i Gentili europei ed americani, e' un'opzione plausibile per le menti febbricitanti dei seguaci della Cabbala.

    Questo sentimento si riversa anche nella diaspora. Nel cuore degli USA, ad Atlanta, c'e' stato recentemente un dibattito nel Centro della Comunita' ebraica alla presenza del Console israeliano, di un uomo d'affari ebreo, di un importante rabbino di Atlanta e di un giornalista del New York Times. Un osservatore mi ha scritto: "Sono stato molto colpito dalle parole del rabbino. Nonostante si dichiarasse non-sionista, ha dichiarato che lo scopo ultimo della creazione di Israele, per come la vede lui, e' controllare il denaro ed il potere mondiali. Gli ebrei faranno crollare i governi mondiali ed occuperanno posizioni che consentiranno loro di dominare il mondo. Cio', ha asserito, accadra' tra pochi anni".

    All'altro capo del mondo, in Russia, un seguace ebreo del movimento ultra-nazionalistico di Jabotinsky, cui appartiene lo stesso Sharon, Eliezer Dacevitch-Voronel, che si definisce Professore all'Universita' Ebraica, ha composto un poema: "Noi, gli Eletti, siamo uniti dall'odio verso le tribu' schiave che sorsero, detronizzarono i nostri antenati e rifiutarono il nostro Dio. Una volta che hai compreso qual'e' il tuo posto nel mondo, getta il maiale nella sua tana. Vi siete ribellati e ci avete costretti a servirvi, ma ora e' arrivata la vostra fine. Siamo i vostri padroni e voi siete i nostri schiavi. Questo e' il piano di Dio. Presto il nostro sole sorgera' ancora, e gli schiavi non oseranno guardarlo. E allora, il Signore del Mio Popolo apparira' nel Cielo, mentre noi, la dozzina della dozzina delle migliaia (i.e. 144.000) tra gli Eletti siederemo nel grande anfiteatro e vedremo le miserabili colonne di anime riversarsi nel paradiso loro concesso. Per volonta' di Dio, lo chiameremo Auschwitz".

    Questi esaltati parlano persino di ricostruire geneticamente il Re dell'Anticristo. Il dott. Avi ben Abraham, un brillante capo branco, sembra essere dietro quel progetto. Questo strano uomo e' appena ritornato in Israele dopo alcuni anni trascorsi in California, dove ha lavorato ad un progetto chiamato Deep Freeze per ebrei molto facoltosi. Riempitosi di denaro, ben Abraham ha costruito un palazzo a Cesarea sulle rive del Mediterraneo, 50 km a nord di Tel Aviv, ed ha contattato un esperto di genetica italiano, il dott. Severino Antinori. Ben Abraham, che si e' laureato in medicina all'insolita eta' di 18 anni, parlo' del suo progetto in un'intervista ad Ha'aretz. Pochi giorni fa, il piano ha ricevuto un'attenzione benevola da parte del New York Daily News, il giornale di Mortimer Zuckerman, un miliardario supremazista ebreo a capo della Conferenza delle Organizzazioni Ebraiche americane.

    Dunque, gli uomini dell'odio e della vendetta sono pronti a prendere il cerchio magico del potere, il Monte del Tempio, per rinforzare e perpetuare il ruolo dell'Anticristo. Ma cio' non puo' essere ottenuto con la forza bruta, poiche' vi e' una proibizione medievale, Issur Homah. Una azione prematura non sarebbe accettata. Un religioso ebreo di Brooklyn, Lubavitcher Rebbe, era considerato dai suoi discepoli come un Messia potenziale, ecco perche' non mise mai piede nella Terra Santa. Non si sentiva pronto per la prova di forza. Nel frattempo, i figli della Palestina, i fratelli di Fares Odeh, i nipoti di Cristo fanno il possibile per mantenere a bada questi fanatici. Ora, Sharon e la sua banda di pazzi credenti cercano di conquistare l'Orient House, una villa della famiglia Husseini di Gerusalemme. Se la passeranno liscia, avranno fatto un altro passo verso la conquista del Cerchio del Potere.

    Il ricercatore dell'anima e scrittore russo Eugene Zamyatin ha composto una breve favola sul tipo del Vangelo. E' la storia di un uomo che aveva deciso di costruire un tempio, ma non aveva soldi. Allora assali' un mercante per strada, lo torturo' fino ad ucciderlo, rubo' il denaro e costrui' il tempio. Invito' un Vescovo e molti preti e tanta gente comune, ma, dopo breve tempo, tutti lasciarono la chiesa: il luogo era intriso di odore di morte. Non si costruisce un tempio sul sangue degli innocenti. Un anziano contemporaneo di Zamyatin, intellettuale ebreo di Odessa, il "sionista dello spirito" Ahad HaAm, lo specifico' con parole semplici e belle:

    "Se questo e' il Messia, desidero non vedere il suo arrivo".
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

  5. #5
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    I media occidentali presentano spesso i termini del conflitto come una lotta tra musulmani ed ebrei. Invece, questa gente vede il conflitto come lotta tra ebrei e gentili, ossia tutti coloro che non sono ebrei. Nelle loro menti, il Monte del Tempio e' un cerchio magico di potere, che essi dovrebbero ottenere al momento giusto. Come l'Anello del "signore degli Anelli" di Tolkien, esso portera' il Messia. Per i religiosi ebrei il messia non e' quello cristiano. Per le loro scritture, il Messia non e' un personaggio gentile con un messaggio per tutta l'umanita'. Il loro messia rendera' per sempre schiave tutte le nazioni della terra e rendera' il Popolo Eletto signore dell'universo. Il loro messia, colui che schiavizzera' i popoli della terra, e' l'Anticristo delle profezie.

    Col volgere dall'uno al due nella conta dei millenni sul metro della nostra Cabalina Cosmica, anche le menti normalmente sane vengono facilmente assalite da pensieri apocalittici. Questa non e' la prima volta che alcuni ebrei sognino della dominazione sul mondo e della supremazia eterna dell'Anticristo. Solo che adesso hanno a disposizione armi atomiche, jet all'avanguardia e navi da guerra, ricchezza, cieco supporto da parte degli USA, decine di milioni di entusiasti schiavi "cristiani-sionisti", ed una vasta rete di media internazionali, docili e mansueti.

    E non e' solo l'esoterismo. Dieci anni fa, un importante giornalista israeliano, Nahum Barnea, scrisse in "Yediot Aharonot": "Per decenni gli ebrei hanno cercato di rifiutare il mito (della dominazione ebraica sul mondo e della riduzione in schiavitu' dei non-ebrei) considerandolo una orribile manifestazione di anti-semitismo. Ora molti ebrei vi credono". Lo scomparso intellettuale ebreo Israel Shahak commento': "Il governo del Likud (per non parlare dell'estrema destra), crede in quel mito ciecamente".

    L'importante quotidiano israeliano, Ha'aretz, ha riportato che Sharon, come Barak prima di lui, si reca furtivamente a chiedere consiglio ai maghi della Cabbala. Sembra sia di moda. Scuole cabbalistiche, corsi e negozi si espandono come una rete su tutto lo stato ebraico. Secondo i loro dettami, la Terra Santa dovra' trasformarsi in una Terra Deserta. Non e' questione di scelta. Si ritiene che la Cabbala sia opera del mistico del Primo secolo Simeon ben Yohai, la cui massima piu' nota afferma: "Schiaccia la testa del migliore tra i serpenti, uccidi il migliore tra i Gentili".

    Questo modello arcaico di dominazione, genocidio e riduzione in schiavitu' richiede un contenuto religioso arcaico. Molti israeliani sentono riemergere l'antico spirito di odio e dominio. Il supplemento settimanale di Ha'aretz ha pubblicato una breve storia di un presidente americano che cerco' di disobbedire agli ordini dei Cabbalisti e che, per questo, fu rimosso dai suoi subordinati. Gli ebrei sono destinati a dominare il mondo, predicava il rabbino Leichtman, un importante Cabbalista, in un lungo articolo pubblicato da Vesti, un giornale russo-israeliano. Nelle chat-rooms israeliane, si trova anche di peggio. Si cita un vecchio poema di Uri Zvi Greenberg, un defunto poeta ebraico, che predicava lo sterminio dei Gentili. Greenberg non si limitava ai palestinesi, come Menahem Begin, ne' solo agli arabi, come la massima autorita' spirituale in Israele, il rabbino Ovadiah Yussef. Lo sterminio di Edom, una parola in codice usata tradizionalmente per indicare i Gentili europei ed americani, e' un'opzione plausibile per le menti febbricitanti dei seguaci della Cabbala.

    Questo sentimento si riversa anche nella diaspora. Nel cuore degli USA, ad Atlanta, c'e' stato recentemente un dibattito nel Centro della Comunita' ebraica alla presenza del Console israeliano, di un uomo d'affari ebreo, di un importante rabbino di Atlanta e di un giornalista del New York Times. Un osservatore mi ha scritto: "Sono stato molto colpito dalle parole del rabbino. Nonostante si dichiarasse non-sionista, ha dichiarato che lo scopo ultimo della creazione di Israele, per come la vede lui, e' controllare il denaro ed il potere mondiali. Gli ebrei faranno crollare i governi mondiali ed occuperanno posizioni che consentiranno loro di dominare il mondo. Cio', ha asserito, accadra' tra pochi anni".

    All'altro capo del mondo, in Russia, un seguace ebreo del movimento ultra-nazionalistico di Jabotinsky, cui appartiene lo stesso Sharon, Eliezer Dacevitch-Voronel, che si definisce Professore all'Universita' Ebraica, ha composto un poema: "Noi, gli Eletti, siamo uniti dall'odio verso le tribu' schiave che sorsero, detronizzarono i nostri antenati e rifiutarono il nostro Dio. Una volta che hai compreso qual'e' il tuo posto nel mondo, getta il maiale nella sua tana. Vi siete ribellati e ci avete costretti a servirvi, ma ora e' arrivata la vostra fine. Siamo i vostri padroni e voi siete i nostri schiavi. Questo e' il piano di Dio. Presto il nostro sole sorgera' ancora, e gli schiavi non oseranno guardarlo. E allora, il Signore del Mio Popolo apparira' nel Cielo, mentre noi, la dozzina della dozzina delle migliaia (i.e. 144.000) tra gli Eletti siederemo nel grande anfiteatro e vedremo le miserabili colonne di anime riversarsi nel paradiso loro concesso. Per volonta' di Dio, lo chiameremo Auschwitz".

    Questi esaltati parlano persino di ricostruire geneticamente il Re dell'Anticristo. Il dott. Avi ben Abraham, un brillante capo branco, sembra essere dietro quel progetto. Questo strano uomo e' appena ritornato in Israele dopo alcuni anni trascorsi in California, dove ha lavorato ad un progetto chiamato Deep Freeze per ebrei molto facoltosi. Riempitosi di denaro, ben Abraham ha costruito un palazzo a Cesarea sulle rive del Mediterraneo, 50 km a nord di Tel Aviv, ed ha contattato un esperto di genetica italiano, il dott. Severino Antinori. Ben Abraham, che si e' laureato in medicina all'insolita eta' di 18 anni, parlo' del suo progetto in un'intervista ad Ha'aretz. Pochi giorni fa, il piano ha ricevuto un'attenzione benevola da parte del New York Daily News, il giornale di Mortimer Zuckerman, un miliardario supremazista ebreo a capo della Conferenza delle Organizzazioni Ebraiche americane.

    Dunque, gli uomini dell'odio e della vendetta sono pronti a prendere il cerchio magico del potere, il Monte del Tempio, per rinforzare e perpetuare il ruolo dell'Anticristo. Ma cio' non puo' essere ottenuto con la forza bruta, poiche' vi e' una proibizione medievale, Issur Homah. Una azione prematura non sarebbe accettata. Un religioso ebreo di Brooklyn, Lubavitcher Rebbe, era considerato dai suoi discepoli come un Messia potenziale, ecco perche' non mise mai piede nella Terra Santa. Non si sentiva pronto per la prova di forza. Nel frattempo, i figli della Palestina, i fratelli di Fares Odeh, i nipoti di Cristo fanno il possibile per mantenere a bada questi fanatici. Ora, Sharon e la sua banda di pazzi credenti cercano di conquistare l'Orient House, una villa della famiglia Husseini di Gerusalemme. Se la passeranno liscia, avranno fatto un altro passo verso la conquista del Cerchio del Potere.

    Il ricercatore dell'anima e scrittore russo Eugene Zamyatin ha composto una breve favola sul tipo del Vangelo. E' la storia di un uomo che aveva deciso di costruire un tempio, ma non aveva soldi. Allora assali' un mercante per strada, lo torturo' fino ad ucciderlo, rubo' il denaro e costrui' il tempio. Invito' un Vescovo e molti preti e tanta gente comune, ma, dopo breve tempo, tutti lasciarono la chiesa: il luogo era intriso di odore di morte. Non si costruisce un tempio sul sangue degli innocenti.
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

  6. #6
    Totila
    Ospite

    Predefinito

    ma questi riti rabbinici funzionano o no?

 

 

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