______AZIONE__________________________________
Anno 2005 – 29 agosto Nr. 6
organo ufficiale di informazione quindicinale di AZIONE SOCIALE – info@azionesociale.net
Direttore editoriale: Alessandra Mussolini
UNA POLITICA DA ATTUARE
E’ passato un mese di agosto politicamente intenso in
cui anche noi abbiamo avuto la nostra parte.
Infatti, come tutti ormai sanno, mi ha chiamato il
Presidente del Consiglio Berlusconi e mi ha chiesto un
incontro.
Aldilà degli aspetti di colore che la stampa enfatizza, il
dato politico è che Alternativa Sociale, e con essa la sua
componente centrale Azione Sociale ()ha ricevuto un
riconoscimento per quello che politicamente ha
prodotto: valori, idee, programmi e consenso.
Solo chi non sa o non vuole capire l’importanza di
questo è portato alla critica.
Il Presidente Berlusconi mi conosce ed ha imparato a
conoscerci. Sa bene chi siamo, cosa rappresentiamo,
cosa pensiamo e cosa vogliamo.
Non siamo chiamati a tradimenti, ad abiure o
rimozioni.
E’ vero, invece, che la componente sociale che AS sa
esprimere politicamente suscita interessa nella attuale
maggioranza, la quale ritiene che i nostri valori possano
essere tradotti in iniziativa e realizzazione politica e
considera il nostro apporto determinante per la
concretizzazione di una vera e credibile politica sociale.
Siamo, quindi, soddisfatti per questo esplicito quanto
rilevante riconoscimento che viene da uno dei due poli
ma non per questo ci consegneremo mani e piedi legati.
E’ stato avviato un discorso, questo si, ma niente di più
anche perché non siamo interessati a nulla di diverso
che non sia la sostanza delle cose.
Questa maggioranza ha prodotto molti provvedimenti
negativi ma soprattutto non ha saputo incidere sui reali
problemi dei ceti più deboli.
E così come la abbiamo sin qui contestata, non
potremo far altro che continuarla a contestare se non ci
sarà un cambio di tendenza, una svolta sociale capace di
poter determinare un percorso dove AS possa vedere
applicati e realizzati i propri valori ed i propri
programmi.
Non ci serve mettere ora paletti che apparirebbero solo
come un pretesto per non sedersi al tavolo per
ragionare: basta chiedere come precondizione che un
astronauta italiano metta piede sulla luna prima delle
elezioni ed abbiamo risolto tutto!
La prima domanda che dobbiamo porci è se siamo
disposti a sporcarci un po’ le mani pur di vedere
realizzati alcuni nostri progetti sociali.
O meglio vogliamo rappresentare solo una
testimonianza o una utopia o pensiamo che i valori ed i
principi che abbiamo dimostrato di saper interpretare
nella società e nella politica italiana possano essere parte
di un programma di coalizione?
Io credo che abbiamo il dovere di fronte ai nostri
militanti, simpatizzanti ed elettori di tradurre le loro e le
nostre aspirazioni in fatti concreti.
I soliti bloggers o gli instancabili quanto solitari navigatori
della rete (a cui è dedicato un piacevole articolo più
avanti), che scrivono in nome della cosiddetta area,
evocano scenari incredibili nel senso di non credibili,
fantasiosi, fantastici oltre a produrre una massiccia
quanto volgare sequela di invettive e di insulti,
soprattutto verso la mia persona.
Di essi non mi curo, ognuno ha la propria storia e io
rispetto tutti: altri no!
Per questo io andrò avanti perché ritengo in coscienza
che la strada della trattativa debba essere intrapresa, che
vada affrontata con senso di responsabilità ma
soprattutto che si muova nella direzione di far entrare
in un possibile programma di governo alcuni temi
sociali a noi cari che possano modificare la vita degli
italiani.
Non dimentico il deserto che abbiamo attraversato e gli
attacchi che abbiamo subito, tutti e in ogni parte
d’Italia.
Ma la politica non è fatta di rancore, poiché quello è un
sentimento personale.
Chi veramente intende guidare una comunità non può
sottrarsi al dovere di ricercare con ogni mezzo
democratico il bene della nazione e del popolo italiano
e per questo occorre che le nostre idee siano parte
integrante di un progetto di rinascita del nostro Paese,
un progetto scritto a più mani tra cui anche le nostre.
Io confido sul fatto che si possa trovare una strada che
vada in questa direzione.
Ma se ciò non dovesse avvenire, saremo pronti a
combattere nuove battaglie, anche da soli: il coraggio
certo non ci manca!
On. Alessandra Mussolini
Segretario Nazionale di Azione Sociale
___________________
I CYBER - MILITANTI
C’è una popolazione, che invece di dormire si agita
sulla rete.
Sono i blogger, i navigatori, i cybernauti. Si interessano
di tutto un po’: di arte, di scienza, di costume e anche –
ahinoi! – di politica. Tutta la politica è contaminata.
Scrivono, quindi si credono opinionisti.
2
Sono tutti convinti che il loro cyberpensiero sia il
verbo. Si incontrano nei forum dei rifondatori del
comunismo, della cidielle, del partito unico.
Era inevitabile che tra essi nascesse e proliferasse il
gruppo che alimenta i forum della c.d. destra radicale.
Sono sempre gli stessi. Ci sono, ma non si vedono. E
quando si vedono (qualcuno si è anche affacciato
temerariamente nella tenzone elettorale) raccolgono un
pugno di mosche (ops, di consensi).
Però quanto parlano, quanto pontificano e quanto
insultano! Si insultano generalmente tra di loro (il più
gettonato è infame). Ma insultano anche chi non se li
fila proprio. E allora puoi leggere di tutto dagli internet
leader. Insulti ma anche programmi (folli), proiezioni
(inventate), prospettive (indecifrabili) e altro ancora.
Ma di coraggio ne hanno poco.
Se li conosci, hai capito con chi hai a che fare. Ma i più
ignorano chi si maschera dietro i nick.
Non c’è una firma sotto lo scritto, non c’è un telefono
cui poter rispondere o un indirizzo cui indirizzare
repliche.
Sarebbe troppo coraggioso concedere a chi prendi a
male parole il diritto di replicare. Sono come quei
lanciatori di sassi dal cavalcavia che scappano dopo il
misfatto.
Scusate, dimenticavo che loro sono i rivoluzionari, a
loro tutto è concesso.
_____Galadriel_____________________




)ha ricevuto un
Rispondi Citando
