Notiziario del Campo Antimperialista .... 6 settembre 2005
http://www.antiimperialista.org




I SETTE COMPAGNI IN SCIOPERO DELLA FAME

Lara Wintzer, 21 anni, militante del Comitato Iraq Libero in Germania/Ilia Montani, 20 anni, studentessa di Filosofia, attivista del movimento studentesco umbro/Anika Persiani, 31 anni, del Comitatop Iraq Libero/Jörg Ulrich, 38 anni, studente, già militante del Pkk, del Comitato Iraq Libero in Germania/Roberto Gabriele, 66 anni, della Fondazione internazionale “Nino Pasti”, romano, figura storica del movimento antimperialista/Emanuele Fanesi, 29 anni, studente-operaio di Perugia, militante del Campo antimperialista/Leonardo Mazzei, 49 anni, impiegato Enel , portavoce dei Comitati Iraq Libero italiani

(Riceviamo dai sette in sciopero della fame e pubblichiamo)
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SE CI SIETE BATTETE UN COLPO!
Sette di noi sono gia’ al sesto giorno di sciopero della fame affinche’ il Ministro degli Esteri G. Fini acconsenta a concedere i visti agli esponenti dell’opposizione popolare irachena --in vista della Conferenza di Chianciano <Per una pace giusta, con la resistenza irachena>.
L’ampia e sincera solidarieta’ giunta loro da ogni parte rafforza il loro morale e da respiro alla loro lotta.
Ma per vincere la tracotanza di Fini e del <partito americano> CI VUOLE DI PIU’.
Cosa ci vuole? Che altri compagni si aggiungano al drappello in sciopero della fame.
Ci rivolgiamo anzitutto ai vari organismi che pur non facendo parte di Iraq Libero stanno con noi preparando la Conferenza. Inviate almeno uno dei vostri!
Ci rivolgiamo infine a tutti coloro che hanno a cuore la nostra lotta e comprendono la sua grande portata politica, non solo ad apporre la loro firma all’appello <Vogliamo vedere i visti> (e a farlo circolare quanto piu’), ma a compiere un gesto generoso e coraggioso, ad aggiungersi quanto prima ai sette della farnesina.
Questo a noi pare il modo piu’ chiaro e netto di aiutare gli scioperanti, affinche’ non restino soli, affinche’ non siano sconfitti loro, ma un Ministro che, per eccesso di zelo, non esita a fare il Gaulaiter al servizio dell’imperatore Bush.
Chi, tra coloro in ascolto, voglia correre in aiuto al gruppo dei sette, li contatti subito: 347.7815904 (Leonardo)>

Questo Notiziario contiene:

1. UNA SENTENZA CHE FA RESISTENZA
2. DI RITORNO DALLA PALESTINA
3. HAJ ALI (simbolo dei torturati di Abu Ghraib) IN ITALIA?
4. GENNAIO 2006=>VENEZUELA=> CAMPO ANTIMPERIALISTA E FORUM SOCIALE MONDIALE
5. QUEI FURBETTI DI INDYMEDIA...

ULTIM’ORA: IL Presidente della Regione toscana Martini respinge al mittente (Forza Italia e vari giornali filo-Bush) le richieste di proibire la Conferenza di Chianciano prevista per i giorni 1 e 2 ottobre sostendo anzi che il Ministrpo degli Esteri sbaglia a non concedere i visti ai cittadini ircaheni invitati da Iraq Libero.

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1. UNA SENTENZA CHE FA RESISTENZA
Il Riesame di Perugia: la campagna <10 Euro per la Resistenza> non e’ reato

La oramai nota lettera di protesta dei 44 parlamentari americani faceva perno anzitutto sulla campagna dei DIECI EURO PER LA RESISTENZA IRACHENA. Per Lorsignori era la scandalosa prova provata che noi saremmo finanziatori del terrorismo internazionale. A questi Neocon (fascisti del terzo millennio) facevano eco i giornali del <partito americano> in Italia (Libero in testa) che subito scatenavano una cagnara affinche’ la magistratura chiudesse il conto e ci rimettesse al gabbio. Triste dirlo ma questo linciaggio trovava sponde a sinistra, raccolto da alcuni psicopatici per i quali la nostra raccolta fondi era definita una enorme provocazione. Ora tutti quanti hanno avuto il benservito! La nostra campagna e’ legale, legittima, costituzionale. Ovvero: in Italia, malgrado Berlusconi (e gli psicopatici), non vige ancora il Patriot Act, non siamo ancora prigionieri dello <spazio giuridico imperiale> americano. Quando questo avverra’ ne prenderemo atto. Nel frattempo utilizziamo come possiamo gli spazi di liberta’ che ci sono, e cosi facendo resistiamo, difendiamo diritti inalienabili (tra cui quello di sostenere la lotta di liberazione irachena), teniamo una trincea. Non c’e’ niente di peggio che consegnare al nemico (esagerando la sua forza) una posizione senza lottare. Nel frattempo ci godiamo questa piccola vittoria, non meno importante di quella avuta con la sentenza Forleo (in barba alla stampa nazionale silente). Una vittoria che ci conferma nelle nostre convinzioni antimperialiste e che ci da piu’ forza nella battaglia per tentare di respingere la seconda parte dell’attacco proveniente da Washington, quello che vuole impedire la Conferenza di Chianciano. Se la spunteremo, come speriamo, avremo piu’ determinazione per contrastare l’eventuale terza fase dell’attacco Neocon: l’iscrizione unilaterale del Campo, da parte della Casa Bianca, nella Black List.
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Un altro buco nell’acqua-Annullato provvedimento di sequestro beni per Emanuele

Il tribunale del Riesame di Perugia il 3 settembre ha annullato il provvedimento di sequestro, per mancanza di indizi, seguito ad una perquisizione, a carico di Emanuele Fanesi, militante del Campo antimperialista e titolare del c/c dedicato alla Resistenza del popolo iracheno contro l’occupazione, fattivamente supportata, è bene non dimenticarlo, dal governo italiano.

Oltre a vario materiale politico e al pc, su mandato della procura della repubblica di Perugia, la DIGOS aveva sequestrato anche la documentazione relativa al c/c in questione, contestando genericamente a Emanuele il reato di cui all’art. 270 bis c.p., cioè l’appartenenza ad associazione con finalità di terrorismo anche internazionale o di eversione dell’ordine democratico. Ma anche questa volta, come già il 1° aprile 2004, l’inchiesta si rivela per quello che è: un buco nell’acqua.

Ricapitoliamo: la perquisizione avvenne il 30 giugno; il 1° luglio venne chiuso il sito web del Campo antimperialista per “attività terroristica”, con particolare riguardo alla campagna “10 euro per la Resistenza Irachena”. I primi di agosto venne resa nota la lettera datata 28 giugno dei 44 parlamentari statunitensi all’ambasciatore italiano negli USA, in cui si chiedeva di impedire la Conferenza per una pace giusta in Iraq e la Resistenza irachena e, più in generale, di ostacolare l’attività degli antimperialisti in quanto, ovviamente, terrorista. A questo punto non ci sono dubbi: tutti gli ostacoli posti alle attività di chi si oppone all’occupazione dell’Iraq e si adopera per dar voce in qualche modo ai veri rappresentanti del popolo iracheno, anziché all’ascaro che il ministro degli esteri Fini emulando il Mussolini della conquista dell’Etiopia ha portato recentemente in Italia, vengono orchestrati oltreoceano e l’Italia fedelmente esegue. La cartina di tornasole è stata la vicenda dei visti negati ai delegati iracheni della Conferenza: dopo l’iniziale assenso c’è stato un immediato dietrofront imposto dal suddetto ministro inpersona, successivo guardacaso alla pubblicazione della lettera dei 44.

Ma non ci lasceremo intimidire: insieme agli altri amici e compagni dei Comitati Iraq Libero e del Comitato organizzatore della Conferenza continueremo la nostra battaglia affinché i rappresentanti del popolo iracheno possano esprimere la loro opposizione all’attuale occupazione. Ricordiamo infatti che è in atto, davanti al ministero degli esteri, uno sciopero della fame ad oltranza per il rilascio dei visti in questione, sciopero cui partecipa il nostro Emanuele.

Assisi 4 settembre 2004
Maria Grazia Ardizzone, portavoce del Campo Antimperialista (sezione italiana)
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2. DI RITORNO DALLA PALESTINA

Una delegazione internazionale organizzata dal Campo e’ stata in Palestina dal 14 al 28 agosto. Lo scopo principale del viaggio, avvenuto all’insegna della parola d’ordine <Rompi il Muro!> era quello di portare direttamente un messaggio di solidarieta’ ai movimenti della Resistenza palestinese, sotto attacco da parte dei sionisti in base alla solita accusa che sarebbero tutti <terroristi>.
Durante il viaggio la delegazione ha avuto la possibilita’ di incontrare i rappresentanti di quasi tutte le organizzazioni palestinesi che hanno preso parte all’Intifada. Tra di esse il segretario generale del Fronte Popolare (FPLP), Ahmed Sadat, rinchiuso nella prigione di Gerico. Il dirigente di Hamas in Cisgiordania, lo sceicco Hassan Abu Yussuf e anche il dirigente delle Brigate dei Martiiri di Al Aqsa, Zacharia Zoubeideh. I partecipanti hanno inoltre avuto la possibilita’ di parlare con diversi amministratori dei municipi palestinesi, tra cui il vicesindaco di Qualquilya, visto che il sindacao eletto e’ detenuto; con il sindaco di Betlehem vicono al FPLP; con il segretario di Al Fatah della zona di Betlehem. La delegazione si e’ anche recata a Nazareth, nella Palestina occupata nel 1948, e dove vivono ancora molti arabi. Qui la delegazione ha incontrato l’organizzazione sorella del Campo Abnaa al Balad, che incorpora non solo i palestinesi che vivono in Israele ma pure cittadini ebrei antisionisti.
Se vuoi leggere il resoconto completo del viaggio: http://www.antiimperialista.org/en/v...6787&keyword=+
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3. HAJ ALI (simbolo dei torturati di Abu Ghraib) IN ITALIA?

Il Comitato Iraq Libero italiano ha presentato formale richiesta di visto, allo scopo di farlo venire in Italia, per Haj Ali.
Chi e’ Haj?
E’ l’uomo simbolo dei torturati nel lager di Abu Ghraib, il detenuto immortalato in una famosa foto col cappuccio e i fili della corrente addosso. Haj era il legittimo sindaco della cittadina di Abu Ghraib. Haj dopo la sua tragica esperienza ha fondato in Iraq l’Associazione dei Prigioneri vittime dell’Occupazione americana (1h1050 NGO).
Vedremo se Fini rifiutera’ di concedere anche questo visto. Dira’ anche in questo caso che Haj e’ un.... <seminatore d’odio> solo perche’ verra’ a narrare agli italiani come gli erorici mercenari a stelle e striscie torturavamo cittadini innocenti? Nel caso il visto venga ottenuto sara’ possibile organizzare una tournee’ a livello nazionale, che speriamo unira’ tutti I movimenti contrari alla guerra imperialista.
Se vuoi leggere la dichiarazione della Associazione dei Prigioneri vittime dell’Occupazione americana: http://www.antiimperialista.org/en/v...0571&keyword=+

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4. GENNAIO 2006=>VENEZUELA=> CAMPO ANTIMPERIALISTA E FORUM SOCIALE MONDIALE

Chio fosse interessato a far parte della delegazione che si rechera’ in Venezuela al Campo Bolivariano ci scriva: campoantimperialista@tiscali.it

13 febbraio 2005
Repubblica Bolivariana del Venezuela

Dalla terra di Simón Bolívar, Simon Rodríguez e Ezequiel Zamora, che oggi insorge contro l’imperialismo statunitense, riteniamo che sia giunto il momento di compiere uno sforzo per approfondire l’unità nella lotta contro le molte ingiustizie perpetrate contro i popoli del mondo e per avanzare verso superiori livelli di coordinamento antimperialista e di resistenza contro l’imperialismo statunitense.

Invitiamo pertanto, in occasione del Forum Sociale delle Americhe che si terrà in Venezuela, a confluire in un Campo Bolivariano Antimperialista internazionale di carattere popolare e rivoluzionario. L’incontro si svolgerà nei quartieri poveri della città e nella campagna sfruttata del Venezuela, nel terreno stesso della lotta popolare, perché soltanto dalle basi popolari organizzate che soffrono sotto il dominio imperialista e capitalista e che con esso si scontrano, nascerà la forza per un foro di resistenza antimperialista.

Sotto l’egemonia statunitense, l’imperialismo si struttura oggi come un vero e proprio impero con la sua guerra permanente e globale contro i popoli e le classi povere. Tuttavia, questo dominio totalitario in campo militare, economico, politico e culturale si scontra ogni giorno di più con nuovi fuochi di resistenza. In Iraq, Palestina, Venezuela e Colombia nascono oggi i nuovi Vietnam del secolo XXI, dove apertamente viene sfidato il futuro dell’impero. La liberazione dei popoli passa attraverso la rottura del mondo unipolare statunitense. Protagonista di questa rottura possono soltanto essere i popoli in lotta contro le oligarchie e le élites sottomesse e integrate nell’architettura imperiale.
Il nostro è il tempo della resistenza popolare contro l’impero – tanto la resistenza diretta contro le guerre di aggressione, le occupazioni e gli interventi statunitensi, quanto la resistenza contro le classi dominanti che servono l’impero come garante del saccheggio dei propri popoli; è il concreto esercizio del diritto democratico all’autodeterminazione che comprende tutte le forme di lotta.

Quando i popoli insorgono per liberarsi dal dominio imperiale, essi non possono che scontrarsi con il vecchio Stato, il cui sovrano non è il popolo ma il capitalismo imperiale con la sua falsa democrazia in mano ai partiti delle élite e alle sue caste burocratiche.

Non c’è riforma dello Stato oligarchico che possa garantire il protagonismo democratico del popolo. Contro il riformismo garante della continuità antidemocratica, proponiamo il salto in avanti fino al potere popolare.

Porre fine all’imperialismo è l’obiettivo che ci unisce. Rafforzare i punti di rottura il compito che ci proponiamo perché questi saranno la stella polare per i nostri popoli affinchè resistano. Costruire l’alternativa bolivariana e antimperialista, più che promuovere la cooperazione tra i paesi del sud significa unire le nostre resistenze rivoluzionarie in un fronte antimperialista internazionale per poter rispondere alla strategia globale dell’impero.

Invitiamo le organizzazioni popolari, i movimenti di liberazione, i partiti rivoluzionari e tutti gli antimperialisti a promuovere e costruire un Campo Bolivariano Antimperialista internazionale il …. in … Venezuela, per rafforzare insieme la base per la nostra resistenza organizzata e antimperialista.


Promotori:
MBP, Movimento di Basi Popolari - CSB, Coordinadora Simón Bolivar - Utopia - FNCEZ, Fronte Nazionale Contadino Ezequiel Zamora - Patria Giovane - UFI, Unione di Forze Indipendenti - Municipio di Paez, Apure - Municipio di Guacara, Carabobo - Campo Antimperialista

TANTE NOTIZIE SUL VENEZUELA E IL PROSSIMO CAMPO: http://www.antiimperialista.org/es/
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5. QUEI FURBETTI DI INDYMEDIA....

Che i gestori del portale Indymedia non abbiamo a cuore la causa della Resistenza ircahena sapevamo. Che avessero il dente avvelenato con gli antimperialisti, anche. Ora pero’ la misura e’ colma. Ci sono giunti diversi messaggi di protesta che segnalano che gli amministratori (Admin) cancellano prontamente dal Newswire (notiziario) --ma quando la finiremo con questi orribili anglicismi?-- tutti i comunicati dei sette compagni in sciopero della fame sotto la Farnesina. Il bello, come cio segnalano i nostri lettori, e’ che quest’ignobile opera di censura avviene in una forma ancora piu’ squallida che solitamente. Solitamente, infatti, i bimbetti-furbetti di Indymedia hiddano (nascondono) i post (messaggi) in un apposita sezione-spazzatura del portale, comunque visitabile (troppa Grazia sant’Antonio!). Nel caso che denunciamo invece, i messaggi dei sette scioperanti vengono semplicemente cancellati e fatti sparire (per cui i sette diventano su Indymedia veri e propri desaparacidos —permetteteci questo spagnolismo ma rende bene l’idea). A questo giungono le vestali del <movimento>. Solo una parola: vergogna!!