Troppo bella per insegnare
Via la prof di religione
FANO (PESARO), 5 SETTEMBRE 2005 - Insegna religione da 14 anni nelle scuole elementari. Un tempo la materia era riservata a preti e suore, e dunque non c’erano sorprese. Poi sono arrivati i laici. E le laiche, come la professoressa Caterina Bonci, 38 anni, di Fano. Sicuramente preparata, ma quando passa si nota. Alta, bionda, con tutte le misure al posto giusto. E’ stata appena licenziata dal vescovo e il sospetto è perché sia troppo...bella.
Il motivo ufficiale è ovviamente un altro: un matrimonio finito col divorzio, ma questo risale a 10 anni fa e per la Curia non ha mai rappresentato un problema. Fino a quando le proteste di alcune colleghe, bidelle e di mamme di scolaretti indispettite dai mariti che intendevano partecipare un po’ troppo ai colloqui sono diventate un carteggio molto alto sopra la scrivania di don Alcide Baldelli, responsabile dell’ufficio scolastico della diocesi di Fano: «Mi chiamavano spessissimo per dirmi se una donna così avvenente potesse continuare ad insegnare religione. Mi dicevano che si presentava anche con la minigonna. Ah, lo so io le proteste che ho ricevuto».
Disoccupata
E così, per il prossimo anno scolastico, la professoressa Bonci è fuori. Il vescovo, monsignor Vittorio Tomassetti, non le ha rinnovato l’idoneità all’insegnamento perché divorziata. «E’ un motivo incomprensibile - dice la docente - il mio divorzio era noto dal 1995 ed ho insegnato sempre fino ad ora. Significa che le proteste maliziose e cattive di qualcuna per la mia persona hanno indotto il vescovo a gettarmi nella disperazione perché ora sono rimasta senza lavoro e con una figlia a carico. Non è giusto, è cattiveria».
Don Alcide Baldelli ha un’altra visione: «L’abbiamo lasciata nel suo posto malgrado il divorzio perché convinti che la rottura del matrimonio fosse stata colpa del marito. Ma poi l’insegnante ha partecipato ad un concorso senza attendere il nostro certificato di idoneità e questo ha fatto precipitare le cose perché noi, appena lo abbiamo saputo, siamo corsi ai ripari annullando la sua prova. Era divorziata, e allora non poteva partecipare. Ci sono stati scambi di lettere legali e si è arrivati alla rottura totale». Ma l’avvenenza della professoressa Bonci non ha influito per il suo licenziamento?
«Il motivo è il divorzio, ma certo che i suoi atteggiamenti e le sue minigonne hanno contribuito ad aggravare i rapporti. Insomma, la sua figura mal si concilia con quel ruolo». Pur essendo troppo bella per insegnare con disincanto la religione, non avete pensato alle conseguenze di un licenziamento? «Ci abbiamo pensato e ci dispiace ma non possiamo tornare sulle nostre decisioni. Siamo stati misericordiosi nel lasciarla in quel posto per 14 anni perché era sola con una figlia, ma adesso basta. Non possiamo più tollerare la sua presenza anche perché ci ha trascinato davanti al Tar e al Consiglio di Stato».
Allora non c’è speranza nella religione per la professoressa Bonci? «C’era ma non ci ha ascoltato. Le avevamo consigliato di avviare le pratiche per l’annullamento del matrimonio e nel frattempo, in attesa della decisione della Sacra Rota, avrebbe potuto continuare. Ha preferito partecipare a quel concorso senza il nostro certificato di idoneità. Ora ecco le conseguenze. Per lei non c’è più posto».
«Essere accusata di portare la minigonna mi fa arrabbiare - spiega Caterina Bonci - anche se a scuola non l’ho mai portata. Ma se decido di vestirmi con una gonna uguale a quella di migliaia di altre donne, se decido di andare al mare e mettermi il due pezzi, se vado a fare una passeggiata con una tuta non significa che sono incompatibile con l’insegnamento della religione. E’ aberrante. Io non sono una suora. Lo è mia zia, che nel lontano 1988 mi aveva spinto ad iscrivermi alla scuola superiore di Loreto per diventare insegnante di religione. Ho studiato cinque anni ed ho conseguito il diploma. Se c’è cattiveria perché mi vedono avvenente non posso farci niente. Ho garantito sempre la massima serietà e sono state ripagata con un licenziamento in tronco per il mio divorzio avvenuto dieci anni fa. Tutto questo è ingiusto e molto poco cristiano. Lo posso affermare con cognizione di causa».
«Il caso è chiuso»
Per don Baldelli il caso è chiuso: «Non c’è nessun motivo per riaprire la discussione sulla professoressa Bonci. Abbiamo preso la decisione con troppo ritardo. Dovevamo bloccare la pratica dieci anni fa, ma siamo stati caritatevoli». Ribatte la bionda professoressa: «Non sono la sola in Italia che insegna religione con un matrimonio fallito alle spalle, eppure non ci sono stati licenziamenti». Se quelle colleghe assomigliano alla signorina Rottermeier, non correranno nessun rischio.
di Roberto Damiani




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