Risultati da 1 a 6 di 6
  1. #1
    Fieramente Leghista
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    Predefinito papppalia il terrone più b******o che ci sia "assolve" i rom profanatori

    da La Padania:

    Si “appropriarono” della chiesa contro la legge bossi-fini
    Verona, Papalia “assolve” i Rom


    Il procuratore capo della Repubblica di Verona Guido Papalia ha già emesso la sua sentenza sulla vicenda della occupazione della chiesa di San Tomaso da parte dei nomadi veronesi. E lo ha fatto non da un’aula di tribunale, ma dalle colonne dei giornali, arrivando anche a dare delle valutazioni molto negative sulla legge Bossi-Fini sull’immigrazione.
    Su questa vicenda, quella dell’occupazione abusiva di un luogo sacro, Papalia ha dichiarato: «Non mi risulta esserci nulla di penalmente rilevante», e per quanto riguarda la iniziativa della Lega Nord di denunciare il Comune di Verona per favoreggiamento all’immigrazione clandestina, ha continuato: «Non so su quali elementi dovrebbe poggiare la denuncia, ma per il codice il reato di favoreggiamento implica lo sfruttamento a fini di profitto».
    Papalia si è poi soffermato sulla valutazione della legge Bossi-Fini, affermando che «servirebbe una legge meno rigida, che consenta una maggiore apertura». E ha infine concluso con un suo giudizio sulla figura del clandestino: «Ho sempre detto che il clandestino è una persona e che quindi va tutelata come tale. Benché irregolari - ha dichiarato il procuratore di Verona -, sono esseri umani che le istituzioni non possono assolutamente abbandonare a se stesse».
    Affermazioni, queste, che non sono per nulla piaciute al leghista Francesco Moro, vicepresidente del Senato, secondo il quale invece «i rom che a Verona occupano le chiese sono un fatto grave».
    «Sappiamo - ha detto il sen. Moro - che hanno il monopolio della microcriminalità, ora occupano anche le chiese per poter rimanere sul suolo italiano, nonostante siano clandestini». Secondo Moro «è giunto il momento di dire basta a questo buonismo, perché queste persone vivono nella totale illegalità, vengono mantenute dalla popolazione che li “ospita” con vari sussidi, non pagano tasse, non si sa cosa facciano per vivere, ma mantengono auto di grossa cilindrata. Adesso occupano anche le chiese. Parlo - termina Moro - pensando a quegli operai che si svegliano alle cinque di mattina per andare a lavorare in fabbrica per mille euro al mese, che alla fine del mese devono stringere la cinghia per pagare le bollette e per fare studiare i figli».

    Su questa vicenda c’è da registrare anche la spaccatura nel centrosinistra veronese. L’ala più dura della sinistra scaligera rappresentata da Rifondazione Comunista, ha infatti criticato aspramente il comportamento della amministrazione comunale di centrosinistra guidata dal sindaco Paolo Zanotto e ha chiesto le dimissioni dell’assessore alle politiche per l’immigrazione e al progetto rom, la diessina Stefania Sartori.
    Quest’ultima e l’intera Giunta comunale sono infatti accusati di avere illuso i rom veronesi e di non averli realmente messi al corrente di quali erano i rischi ai quali andavano incontro. Ma, soprattutto, dicono i rifondaroli veronesi, i rom che sono stati regolarizzati nei giorni scorsi potevano esserlo molto prima, e la Giunta comunale nulla ha fatto per anticiparne i tempi.
    «Dunque non era vero che i rom di San Tomaso erano tutti clandestini e incompatibili con la legislazione italiana - ha affermato il capogruppo in Consiglio comunale Fiorenzo Fasoli -. Ora, visto che l’emergenza umanitaria è rientrata, occorre ringraziare quanti si sono adoperati per raggiungere tale risultato, ma è giunto anche il momento delle valutazioni. Come è possibile, infatti, che fino a ieri chi non poteva ottenere il permesso di soggiorno ora lo possa correttamente esibire?».
    L’attenzione di Fasoli si è poi spostata sulle responsabilità precise della Giunta comunale: «Come può l’assessore Sartori continuare nel suo incarico - ha esplicitamente detto -, quando la sua azione è stata così palesemente sconfessata e delegittimata dai fatti? Non c’è nemmeno bisogno di chiedere le sue dimissioni. Per serietà personale - ha concluso - sarà lei stessa a rassegnarle».

  2. #2
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    Halexandra
    vorrei una conferma:
    una tv veronese oggi ha detto che, a Verona, è stata celebrata una messa per la solidarietà e la tolleranza, integrazione ecccccc........
    ti risulta?
    Se così fosse sarebbe inutile continuare a sperare nel cambiamento perchè mi pare di aver notato, di corsa, una bella chiesa piena.
    Sbaglio?
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  3. #3
    Totila
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    Originally posted by Gundam
    Halexandra
    vorrei una conferma:
    una tv veronese oggi ha detto che, a Verona, è stata celebrata una messa per la solidarietà e la tolleranza, integrazione ecccccc........
    ti risulta?
    Se così fosse sarebbe inutile continuare a sperare nel cambiamento perchè mi pare di aver notato, di corsa, una bella chiesa piena.
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  4. #4
    Fieramente Leghista
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    Halexandra
    vorrei una conferma:
    una tv veronese oggi ha detto che, a Verona, è stata celebrata una messa per la solidarietà e la tolleranza, integrazione ecccccc........
    ti risulta?
    Se così fosse sarebbe inutile continuare a sperare nel cambiamento perchè mi pare di aver notato, di corsa, una bella chiesa piena.
    Sbaglio?
    G
    Gundam, ti dirò che tutta questa serie di eventi sempre più tra l'atroce e il tragicomico faccio sempre più fatica a seguirli con continuità, da tanto che mi disgustano, in tutta sincerità; e da un po' di tempo mi risultano talmente indigeste persino le tv locali, Telearena e Telenuovo, che non guardo quasi più mai nemmeno i loro tg, limitandomi a informarmi solo pressochè esclusivamente dai media Leghisti, anche se così mi manca qualcosa della cronaca locale: tutto questo preambolo per dire che non ho visto nemmeno un tg sulla vicenda, mi limito a fatica a dare un occhiata all'Arena: il quale quotidiano poi da 2 anni a questa parte è sempre più schifosamente di parte favorevole alla banda delinquenziale di zanotto e compagnia criminale... E lo dimostra benissimo il tono degli stessi articoli su questa vicenda.

    Venendo alla Messa "riparatoria" ecco qui l'articolo dell'Arena al proposito:

    ===========================================
    Centinaia di veronesi arrivati da tutta la città hanno espresso solidarietà e approvazione. Tra loro c’erano anche molti volti noti I fedeli possono tirare un sospiro di sollievo «Abbiamo temuto per il nostro parroco» Il sindaco tra i banchi con moglie e figlie, c’erano anche i consiglieri Bertani e Fasoli
    Zanotto: «Tutta Verona gli è vicina»
    «È stato un momento di lacerazione, mi è sembrato importante partecipare»

    Tanti parrocchiani ma anche tanti «volti noti» di Verona, ieri, a San Tomaso. Tutti chiamati a pensare. Perché a questa Verona riunita davanti all’altare don Carlo ha offerto le sue riflessioni: stampate su tre fogli di carta pinzettati, in centinaia di copie, a disposizione in fondo alla chiesa. Questi «tanti» dunque, ciascuno con sentimenti diversi e personali nel cuore, sono stati tutti immediatamente accomunati, oltre che dalla fede intesa anche come pratica, dal fatto che questa messa ha avuto - inutile negarlo - un valore speciale: di epilogo e di ripresa. E di fronte a questo re-incontro col loro parroco, si è avvertito forte tra la gente un senso di gratitudine e affettuosa cura per don Carlo, per questo prete che ha saputo essere vicino al suo gregge anche quando altre anime gli si sono rivolte con la richiesta di aiuto.
    Dalle parole sparse sul sagrato, subito dopo la cerimonia, si è colto come Verona riconosca che, in questa vicenda difficile e a tratti drammatica in cui le ragioni dell’uomo paiono in contraddizione con quelle della legge, don Carlo ha trovato la via per non cadere nell’errore della disobbedienza ma nemmeno in quello della rinuncia di delegare ad altri ciò che era così arduo affrontare. Questo pensano prima di tutto i suoi anziani, quelli che sono andati alla solita messa delle 18 anche quando la chiesa era «occupata», quelli che non erano preoccupati di dover scavalcare bambini e donne accampati tra i banchi, ma che temevano solo per don Carlo, per il loro prete troppo buono che va a cacciarsi nei guai.
    «Chi viene a messa qui lo sapeva: don Carlo non avrebbe tradito noi ma nemmeno quegli ultimi che si è trovato in casa», afferma Carlotta Freddi, una parrocchiana più giovane della media. Le fa eco Anna Ceradini, un’anziana che è stata sempre presente anche nei giorni difficili: «Se un fatto simile fosse capitato da un’altra parte, non so se sarebbe finito bene; don Carlo è straordinario, in qualche momento ho avuto paura che gli succedesse qualcosa di brutto, che fosse comunque angosciato».
    «Anche mia madre che frequenta questa parrocchia mi chiamava con preoccupazione non per la chiesa occupata (la cosa non l’ha poi così spaventata) ma per il suo parroco: qui gli anziani si sono abituati a convivere con la diversità, è un quartiere in cui ci sono tante nazionalità differenti», spiega l’architetto Giorgio Forti, che ieri era presente con la moglie. «Anch’io sono cresciuto in questa parrocchia: qui sono stato battezzato, ho fatto la comunione, la cresima e mi sono sposato. E credo che questa cosa non sia capitata qui per caso: soprattutto penso che solo l’intelligenza di don Carlo abbia portato ad un epilogo felice».
    «E che, proprio grazie all’intelligenza di don Carlo, questa vicenda si sia rivelata un’occasione di crescita per tutta la comunità», aggiunge l’avvocato Giuseppe Squassabia, anche lui rimasto dopo la messa a chiacchierare sul sagrato per condividere il clima di ripresa dei ritmi quotidiani con quel di più di avere vissuto un evento difficile che cementa l’unità, che ieri si leggeva chiaro tra la gente riunita.
    «In questi giorni non ero a Verona: credo però che vada detto che chi regge questa parrocchia è degno della tradizione ecclesiastica di Verona», dice il professor Gian Paolo Marchi, che però nota anche: «A livello cittadino mi pare vada detto invece che occorrerebbe maggiore chiarezza: i conflitti tra diversi ruoli dello stesso attore vanno bene a teatro, non nella vita».
    «La vicenda è stata strumentale, questo è chiaro; quello che è mancato è un’attenzione precedente a questo episodio: che perciò spero possa servire anche di lezione per il futuro», nota il professor Landino Cugola.
    «Un futuro nel quale ci saranno comunque ancora molte cose da chiarire», ha detto Carlo Melegari, presidente del Cestim. «Intanto possiamo dire che tutto è bene quel che finisce bene, ma si sa che ogni fatto ha conseguenze positive e negative e un’analisi complessiva è difficile».
    Tra i presenti ieri non c’erano però solo veronesi: c’era infatti Maria Pia Garavaglia, vicesindaco di Roma, che ha salutato personalmente don Carlo e il vescovo. E tra i veronesi non c’erano solo i parrocchiani di San Tomaso: ma anche molti venuti da fuori per ascoltare le parole del vescovo e insieme per esprimere solidarietà a don Carlo.
    «Non abitiamo qui, ma siamo amici di don Carlo: oggi non potevamo mancare», dice Massimiliano Nobis, che è con moglie e bambini. Al suo fianco l’amico Federico Ferroni: «Don Carlo ha fatto anche quello che avrebbe dovuto fare l’amministrazione».
    «Sono venuta perché credo sia un momento importante per tutta la città», spiega Augusta Poldi, «e me lo conferma l’emozione che ho provato».


    C’era anche il sindaco Paolo Zanotto, con la moglie e due delle figlie, ad assistere alla messa del vescovo, mescolato tra i fedeli a metà in chiesa. Mentre in fondo da un lato sedeva Giorgio Bertani e dall’altro Fiorenzo Fasoli.
    La sua presenza è da semplice fedele o da primo cittadino?
    «Tutt’e due. Sia a don Carlo sia a padre Flavio ho voluto esprimere la vicinanza dell’Amministrazione comunale e di tutti i cittadini di Verona, che rappresento in questo momento che - per usare le parole del vescovo - è stato di strappo, di lacerazione a tanti livelli. Mi è sembrato un segnale importante essere presente come Comune, oltre che personalmente».
    Il vescovo ha fatto anche un velato rimprovero a tutte le parti coinvolte, dicendo che una soluzione forse poteva essere trovata prima.
    «Più che un rimprovero mi è sembrato un desiderio, l’auspicio che prima di arrivare a fatti così eclatanti, che hanno avuto un esito ancora da chiarire per moltissimi aspetti, si avesse un approccio più realistico. Vorrei sottolineare che il comportamento del Comune e degli operatori dei campi è sempre stato coerente e vuole continuare a esserlo. Noi crediamo nel nostro progetto e vogliamo affrontare il problema dei nomadi in modo serio e costruttivo e non episodico o sulla scia dell’emozione».
    Come mai, pur sapendo che ci sono delle scadenze precise, poi ci si prende sempre all’ultimo momento?
    «È illusorio pensare di trovare una soluzione in sei mesi o un anno. Per questo abbiamo pensato con il Don Calabria e la Comunità dei giovani a un progetto in più fasi: la prima per affrontare l’emergenza allo Stadio, la seconda di progressiva individuazione degli obiettivi e la terza, che comincia col nuovo campo, di stabilizzazione. È un lavoro lungo che non può essere affrontato in modo estemporaneo, perché è un problema sociale delicato, che hanno tutte le città d’Italia».

    ===========================================

    appena avrò un po' di tempo magari vorrei aggiungere qualche parolina di commento mio personale, se ci riesco.

  5. #5
    Fieramente Leghista
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    Originally posted by Gundam
    Halexandra
    vorrei una conferma:
    una tv veronese oggi ha detto che, a Verona, è stata celebrata una messa per la solidarietà e la tolleranza, integrazione ecccccc........
    ti risulta?
    Se così fosse sarebbe inutile continuare a sperare nel cambiamento perchè mi pare di aver notato, di corsa, una bella chiesa piena.
    Sbaglio?
    G
    eccomi qui con un piccolo commento: la chiesa sembra fosse abbastanza piena, ma è ovvio che tutta la Verona cattocomunista, per quanto minoritaria, si è ritrovata lì, nessuno escluso, per una cerimonia che è stata anche e soprattutto politica. E non c'erano solo veronesi, del resto, come evidenzia lo stesso indecente articolo dell'Arena che ho postato sopra, che di per suo è un vero tripudio di ipocrisia catto-buonista e una bella oscena sviolinata al potentame di turno che dal 2002 a Verona si sa chi sia...
    Per cui non bisogna dar troppo peso al fatto in sè. Piuttosto è peggio ancora appunto l'asservimento sempre maggiore di un media come l'Arena alla parte sinistroide. E il fatto che per esempio non abbia dato nessuna voce anche a certi parrocchiani di S.Tomaso Becket che invece si sono incavolati a morte per l'accaduto, e che quasi avrebbero preso il fucile e lo avrebbero usato sia contro gli okkupanti che anche contro il parroco, notizia che a me è giunta per vie traverse ma attendibilissime...

  6. #6
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    Originally posted by halexandra
    eccomi qui con un piccolo commento: la chiesa sembra fosse abbastanza piena, ma è ovvio che tutta la Verona cattocomunista, per quanto minoritaria, si è ritrovata lì, nessuno escluso, per una cerimonia che è stata anche e soprattutto politica. E non c'erano solo veronesi, del resto, come evidenzia lo stesso indecente articolo dell'Arena che ho postato sopra, che di per suo è un vero tripudio di ipocrisia catto-buonista e una bella oscena sviolinata al potentame di turno che dal 2002 a Verona si sa chi sia...
    Per cui non bisogna dar troppo peso al fatto in sè. Piuttosto è peggio ancora appunto l'asservimento sempre maggiore di un media come l'Arena alla parte sinistroide. E il fatto che per esempio non abbia dato nessuna voce anche a certi parrocchiani di S.Tomaso Becket che invece si sono incavolati a morte per l'accaduto, e che quasi avrebbero preso il fucile e lo avrebbero usato sia contro gli okkupanti che anche contro il parroco, notizia che a me è giunta per vie traverse ma attendibilissime...


    Halexandra grazie della conferma
    Gundam

 

 

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