Il rapporto medico segreto compilato dai medici francesi sulle vere cause
della morte del leader palestinese Yasser Arafat, l’11 novembre scorso a
Parigi, non chiarisce il mistero: stabilisce che la causa immediata del
decesso è stata un’emorragia cerebrale causata da un disturbo di natura
indeterminata.
Il rapporto, del quale due giornalisti israeliani, Avi Issacharof e Amos
Harel, sono giunti in possesso, lascia aperte tre possibili cause di morte,
secondo quanto hanno riferito oggi il quotidiano israeliano Haaretz e quello
americano New York Times (che pure è entrato in possesso di una copia del
raporto): Aids, avvelenamento o infezione.
I risultati del rapporto appariranno nella nuova edizione di un libro di
Issacharof e Harel, dedicato al conflitto israelo-palestinese, dal titolo
‘La settima guerra’. Un capitolo del libro è dedicato alla morte di Arafat e
riferisce estesamente sul rapporto dei medici francesi, una copia del quale
è pervenuta ai due giornalisti a quanto pare da una fonte palestinese.
Medici israeliani e stranieri, ai quali è stato sottoposto il rapporto, non
sono stati in grado di giungere a un’unica conclusione sulla malattia che ha
colpito Arafat portandolo poi alla morte. Alcuni medici hanno detto che i
sintomi sono stati quelli dell’Aids e si sono detti sorpresi del fatto che,
almeno nel rapporto, non vi sia menzione di test fatti per accertare
l’eventuale presenza della sindrome di immunodeficienza; altri ancora hanno
escluso la prima ipotesi e hanno detto che i sintomi sembrano piuttosto
indicare un avvelenamento alimentare o un’infezione.
L’ipotesi che Arafat sia stato avvelenato deliberatamente, forse da Israele,
è stata apertamente sollevata da alcuni esponenti palestinesi. Lo scorso
marzo il presidente siriano Bashar al-Assad aveva detto che Arafat era stato
“assassinato”. L’ufficio del premier israeliano Ariel Sharon ha dichiarato
al quotidiano Haaretz che “Arafat non è stato avvelenato. Si tratta di
sciocchezze e le cose sono già state verificate”.




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