In una nota del consorzio italo-francese e in un'altra dell'Ansv
è segnalato l'errore di manutenzione: i serbatoi non erano pieni
L'Atr 72 era senza carburante
"Gli indicatori erano bloccati"
ROMA - Gli indicatori erano bloccati, dunque segnalavano la presenza di carburante che, in realtà, non c'era. Sarebbe questo guasto tecnico, la causa del disastro aereo dello scorso 6 agosto, quando un Atr 72 della Tuninter, proveniente da Bari e diretto a Djerba in Tunisia, precipitò al largo di Palermo. L'incidente costò la vita a tredici persone. Alla conclusione sarebbero giunti sia la Atr, il cosorzio italo-francese che costruisce del velivolo, sia l'Ansv, l'Agenzia nazionale per la sicurezza del volo.
Secondo la Atr, tra le cause "possibili" dell'incidente c'è la "mancanza di carburante": è quel che si legge in una nota inviata dalla stessa società agli operatori. L'ipotesi è suffragata da due raccomandazioni di sicurezza urgenti, inviate dall'Ansv, l'Agenzia nazionale per la sicurezza del volo, all'Easa, l'Ente europeo per la sicurezza aeronautica.
I provvedimenti, come informa il portavoce dell'Ansv, il comandante Adalberto Pellegrino, riguardano gli indicatori di carburante dell'aeromobile: la causa determinante dell'incidente sarebbe il loro cattivo funzionamento. Gli indicatori, infatti - informa l'Agenzia - per un errore di manutenzione risultavano bloccati su quantitativi di carburante, in realtà non presente nei serbatoi di bordo.
Al di là di quelle che saranno le valutazioni che emergeranno dalle inchieste in corso, la Atr sospetta, dunque, che ci possa essere stata un'installazione dell'indicatore del carburante non conforme a quel modello e, in questo contesto e per ragioni di sicurezza, il consorzio italo-francese raccomanda agli operatori "il rispetto delle prescrizioni previste dai manuali di manutenzione, e in particolare dei criteri di validità dei ricambi".




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