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Risultati da 1 a 10 di 28
  1. #1
    Tremendo
    Ospite

    Predefinito Arrivano le fatwe contro i giornalisti

    Dopo la fatwa fatta a miss(mussulmana) inghilterra..........


    Arrivano le fatwe contro i giornalisti(libero)
    Mandato da Il Legno Storto Martedì, 06 Settembre 2005, 10:41.
    ROMA-Spediscono messaggi intimidatori, stilano liste di proscrizione e, quel che è peggio, lanciano la loro fatwa via Internet. Alternando allusioni in stile mafioso a minacce più esplicite, hanno iniziato a intimidire chiunque si azzardi a dare un giudizio politicamente scorretto sull'Islam e i suoi seguaci. Sono i legionari della Iadl: Islamic anti- defamation league. Un'associazione nata in Italia per combattere ogni libera espressione di pensiero contro il terrore messo in atto in nome di Maometto. Obiettivo: stanare e mettere a tacere i nemici del fondamentalismo islamico, in sprezzo ai più elementari diritti di libertà di stampa e di opinione. Come? Passando al setaccio tutti i mezzi d'informazione ( quotidiani, siti web, tv...) e quindi contattando direttamente, accusandolo e minacciandolo, chi si permette di muovere critiche al credo islamico, che finisce nelle " black della Iadl. Già si vantano di aver fatto chiudere uno dei siti pro- Oriana Fallaci: www. thankyouoriana. it. È lei la nemica giurata della " Gestapo" islamica. La Fallaci, assieme a Magdi Allam, la femminista Ayaan Hirsi Ali e molti altri dissidenti, bloggers, scrittori, intellettuali, giornalisti che hanno osato dire la verità sull'Islam. Ultimo in ordine cronologico, Aldo Torchiaro, giornalista dell'Opinione, quotidiano che si è spesso contraddistinto per le sue inchieste- denuncia sulle connivenze tra l'area dell'eversione estremista italiana e il terrorismo islamico.

    Torchiaro, sul suo blog ( htt p : / / a l d o t o r c h i a r o . i l c a n n o cchiale. it), ha appena ricevuto una " visita" della Iadl. C'è un nome, tale Halima Barre, in calce alla missiva su cui ora sta indagando la Digos. « La esortiamo a continuare nei suoi divertenti elzeviri » , lo sfida Barre, « da oggi può contarci tra i suoi lettori abituali, considerato che siamo sia per la libertà di espressione sia per la politica della lunga corda. Scelga lei quella che preferisce » . Torchiaro è avvisato. « Una minaccia tutt'altro che velata » , commenta il giornalista. Lui un mese fa aveva scritto un articolo su due dissidenti impiccati a Tehran dal regime iraniano e a questo si deve l'allusione alla « politica delle corda » . Ma non sembra stupito: « I sostenitori della resistenza irachena sono da sempre nemici della libertà di stampa e d'opinione, ecco perché nel loro codice anziché replicare con degli argomenti, preferiscono l'intimidazione e la politica della corda » . Quando lo raggiungiamo al telefono, Torchiaro è negli uffici della Digos, che ha riconosciuto la natura intimidatoria della lettera e ha già aperto un'inchiesta sul caso, soprattutto per risalire all'identità del mittente ( Halima Barre potrebbe essere un nome fittizio). Ma soprattutto per capire chi c'è dietro quest'associazione. Indagine che potrebbe aprire squarci inquietanti sulla galassia degli amici nostrani dei mujaheddin.

    Il sito di Torchiaro non è il solo bersaglio degli intimidatori di Maometto. Anche altri bloggers sono stati colpiti dalla censura islamica targata Iadl. Un altro caso è quello di Stefania Atzori, autrice di un " neocon blog" ( http: / / freethoughts. splinder. com) che a lei piace definire semplicemente « politically incorrect » , già diffamata da un tale chiamato " Sharif" per i suoi interventi contro l'Ucoii che querela Magdi Allam ( « sono straconvinta che ne uscirebbe vincitore » ) , contro « la barbara e vile legge islamica Sharia nei tribunali per immigrati in Canada » , o contro « i fascisti islamici che dichiarano guerra ad una ragazza irachena ( Sarah Mendly, ndr) che parteciperà a Miss Inghilterra » . Nessun odio verso i musulmani, solo la denuncia della discriminazione, in particolar modo femminile, di quel mondo che la Atzori conosce fin troppo bene, avendo avuto una bambina da un egiziano che poi gliel'ha rapita. La donna poi è riuscita a riportare sua figlia in Italia, ma la sua odissea non sembra finita. Come quella di Ayaan Hirsi Ali e di altre coraggiose attiviste antiislamiche contro le quali si moltiplicano le sentenze di morte via internet. In questi ultimi mesi, due membri della Iadl hanno condotto una battaglia a tappeto con lo scopo preciso di inibire il libero pensiero. Un vero e proprio linciaggio psicologico che si fa beffa anche della legge sulla privacy. Chiunque essi siano, questi individui, infatti, non hanno esitato a pubblicare e- mail personali e dati privati delle loro " vittime", dopo averle bersagliare con frasi tipo « l'azione punitiva va portata fino in fondo » . Oppure: « Vi staneremo, perché l'era del musulmano che subisce zitto- zitto è finita » .
    Barbara Romano

    Avvocati a difesa dell' " onore" dei musulmani

    MILANO-Un esercito di cinquantatré avvocati, tra i quali 14 cassazionisti e costituzionalisti, dislocati su tutto il territorio nazionale, si preparano a difendere l'onore ferito dei musulmani. Tutti assoldati dall'Islamic Anti- Defamation League Italy, organismo di recentissima fondazione, nato su iniziativa di « un gruppo di intellettuali, lavoratori, lavoratrici, madri, padri, liberi professionisti, studenti, tutti musulmani » che « hanno deciso di dare un stop al dilagare dell'antiislamismo » .
    Si presentano così, in un comunicato pubblicato dal sito Internet Aljazira. it e sul blog del giornalista del " manifesto" Sherif El Sebaie. Ma nessun nome noto del fondamentalismo nostrano compare tra i protagonisti dell'iniziativa, di cui tale Halima Barre è la portavoce. Promettono di raccogliere, analizzare e disseminare informazioni « sull'attività di propaganda dell'odio e dell'estremismo » .

    Non è una difesa del genere umano o della libertà religiosa dei singoli individui, si badi bene. Niente a che fare con un Tribunale internazionale contro la persecuzione degli infedeli nei regimi dove vige la legge coranica. E questo non è nemmeno l'ufficio dove si presentano le ragazze con una denuncia per violenze domestiche ai danni del padre che impone loro di indossare il velo. Prima i musulmani, poi gli altri, dunque, come insegna la teoria fondamentalista. Ma finché la battaglia si combatte nelle aule di giustizia, e non con le autobomba, lo " scontro tra civiltà" rimane su livelli accettabili. Senonché, dietro la tutela delle vittime dell'anti- islamismo, si intravede una minaccia culturale. Se negli Stati dove il Corano è la fonte della legge chi propone una lettura critica del testo sacro viene dichiarato apostata, in Occidente la pressione si esercita diversamente. Basterà dire: « Ti mando in Tribunale » . a. m.

  2. #2
    Senzapadrone
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    Guarda che qui c'è chi da giorni sta lanciando fatwe intimidatorie e isteriche contro i giornalisti che si permettono di criticare il governo Bush per come ha gestito il disastro dell'uragano.

    Quindi non è proprio il caso di citare la fatwa.

    Fatti un giro e poi ne riparliamo ...

  3. #3
    Tremendo
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    Originally posted by Ezechiele
    Guarda che qui c'è chi da giorni sta lanciando fatwe intimidatorie e isteriche contro i giornalisti che si permettono di criticare il governo Bush per come ha gestito il disastro dell'uragano.

    Quindi non è proprio il caso di citare la fatwa.

    Fatti un giro e poi ne riparliamo ...
    Fatti un giro tu, torna quando avrai argomenti.

  4. #4
    Senzapadrone
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    Originally posted by Tremendo
    Fatti un giro tu, torna quando avrai argomenti.
    Prego, dopo di te. guarda GEORGE caporal all'opera, in perfetto stile maccartista:

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  5. #5
    Senzapadrone
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    Originally posted by Ezechiele
    Prego, dopo di te. guarda GEORGE caporal all'opera, in perfetto stile maccartista:

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  6. #6
    Tremendo
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    Originally posted by Ezechiele
    Prego, dopo di te. guarda GEORGE caporal all'opera, in perfetto stile maccartista:

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    Sei monotematico, attieniti al 3ad se sei in grado, evita di spammare inutilmente per renderti ridicolo.

  7. #7
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    Predefinito Re: Arrivano le fatwe contro i giornalisti

    Originally posted by Tremendo
    Dopo la fatwa fatta a miss(mussulmana) inghilterra..........


    Arrivano le fatwe contro i giornalisti(libero)
    Mandato da Il Legno Storto Martedì, 06 Settembre 2005, 10:41.
    ROMA-Spediscono messaggi intimidatori, stilano liste di proscrizione e, quel che è peggio, lanciano la loro fatwa via Internet. Alternando allusioni in stile mafioso a minacce più esplicite, hanno iniziato a intimidire chiunque si azzardi a dare un giudizio politicamente scorretto sull'Islam e i suoi seguaci. Sono i legionari della Iadl: Islamic anti- defamation league. Un'associazione nata in Italia per combattere ogni libera espressione di pensiero contro il terrore messo in atto in nome di Maometto. Obiettivo: stanare e mettere a tacere i nemici del fondamentalismo islamico, in sprezzo ai più elementari diritti di libertà di stampa e di opinione. Come? Passando al setaccio tutti i mezzi d'informazione ( quotidiani, siti web, tv...) e quindi contattando direttamente, accusandolo e minacciandolo, chi si permette di muovere critiche al credo islamico, che finisce nelle " black della Iadl. Già si vantano di aver fatto chiudere uno dei siti pro- Oriana Fallaci: www. thankyouoriana. it. È lei la nemica giurata della " Gestapo" islamica. La Fallaci, assieme a Magdi Allam, la femminista Ayaan Hirsi Ali e molti altri dissidenti, bloggers, scrittori, intellettuali, giornalisti che hanno osato dire la verità sull'Islam. Ultimo in ordine cronologico, Aldo Torchiaro, giornalista dell'Opinione, quotidiano che si è spesso contraddistinto per le sue inchieste- denuncia sulle connivenze tra l'area dell'eversione estremista italiana e il terrorismo islamico.

    Torchiaro, sul suo blog ( htt p : / / a l d o t o r c h i a r o . i l c a n n o cchiale. it), ha appena ricevuto una " visita" della Iadl. C'è un nome, tale Halima Barre, in calce alla missiva su cui ora sta indagando la Digos. « La esortiamo a continuare nei suoi divertenti elzeviri » , lo sfida Barre, « da oggi può contarci tra i suoi lettori abituali, considerato che siamo sia per la libertà di espressione sia per la politica della lunga corda. Scelga lei quella che preferisce » . Torchiaro è avvisato. « Una minaccia tutt'altro che velata » , commenta il giornalista. Lui un mese fa aveva scritto un articolo su due dissidenti impiccati a Tehran dal regime iraniano e a questo si deve l'allusione alla « politica delle corda » . Ma non sembra stupito: « I sostenitori della resistenza irachena sono da sempre nemici della libertà di stampa e d'opinione, ecco perché nel loro codice anziché replicare con degli argomenti, preferiscono l'intimidazione e la politica della corda » . Quando lo raggiungiamo al telefono, Torchiaro è negli uffici della Digos, che ha riconosciuto la natura intimidatoria della lettera e ha già aperto un'inchiesta sul caso, soprattutto per risalire all'identità del mittente ( Halima Barre potrebbe essere un nome fittizio). Ma soprattutto per capire chi c'è dietro quest'associazione. Indagine che potrebbe aprire squarci inquietanti sulla galassia degli amici nostrani dei mujaheddin.

    Il sito di Torchiaro non è il solo bersaglio degli intimidatori di Maometto. Anche altri bloggers sono stati colpiti dalla censura islamica targata Iadl. Un altro caso è quello di Stefania Atzori, autrice di un " neocon blog" ( http: / / freethoughts. splinder. com) che a lei piace definire semplicemente « politically incorrect » , già diffamata da un tale chiamato " Sharif" per i suoi interventi contro l'Ucoii che querela Magdi Allam ( « sono straconvinta che ne uscirebbe vincitore » ) , contro « la barbara e vile legge islamica Sharia nei tribunali per immigrati in Canada » , o contro « i fascisti islamici che dichiarano guerra ad una ragazza irachena ( Sarah Mendly, ndr) che parteciperà a Miss Inghilterra » . Nessun odio verso i musulmani, solo la denuncia della discriminazione, in particolar modo femminile, di quel mondo che la Atzori conosce fin troppo bene, avendo avuto una bambina da un egiziano che poi gliel'ha rapita. La donna poi è riuscita a riportare sua figlia in Italia, ma la sua odissea non sembra finita. Come quella di Ayaan Hirsi Ali e di altre coraggiose attiviste antiislamiche contro le quali si moltiplicano le sentenze di morte via internet. In questi ultimi mesi, due membri della Iadl hanno condotto una battaglia a tappeto con lo scopo preciso di inibire il libero pensiero. Un vero e proprio linciaggio psicologico che si fa beffa anche della legge sulla privacy. Chiunque essi siano, questi individui, infatti, non hanno esitato a pubblicare e- mail personali e dati privati delle loro " vittime", dopo averle bersagliare con frasi tipo « l'azione punitiva va portata fino in fondo » . Oppure: « Vi staneremo, perché l'era del musulmano che subisce zitto- zitto è finita » .
    Barbara Romano

    Avvocati a difesa dell' " onore" dei musulmani

    MILANO-Un esercito di cinquantatré avvocati, tra i quali 14 cassazionisti e costituzionalisti, dislocati su tutto il territorio nazionale, si preparano a difendere l'onore ferito dei musulmani. Tutti assoldati dall'Islamic Anti- Defamation League Italy, organismo di recentissima fondazione, nato su iniziativa di « un gruppo di intellettuali, lavoratori, lavoratrici, madri, padri, liberi professionisti, studenti, tutti musulmani » che « hanno deciso di dare un stop al dilagare dell'antiislamismo » .
    Si presentano così, in un comunicato pubblicato dal sito Internet Aljazira. it e sul blog del giornalista del " manifesto" Sherif El Sebaie. Ma nessun nome noto del fondamentalismo nostrano compare tra i protagonisti dell'iniziativa, di cui tale Halima Barre è la portavoce. Promettono di raccogliere, analizzare e disseminare informazioni « sull'attività di propaganda dell'odio e dell'estremismo » .

    Non è una difesa del genere umano o della libertà religiosa dei singoli individui, si badi bene. Niente a che fare con un Tribunale internazionale contro la persecuzione degli infedeli nei regimi dove vige la legge coranica. E questo non è nemmeno l'ufficio dove si presentano le ragazze con una denuncia per violenze domestiche ai danni del padre che impone loro di indossare il velo. Prima i musulmani, poi gli altri, dunque, come insegna la teoria fondamentalista. Ma finché la battaglia si combatte nelle aule di giustizia, e non con le autobomba, lo " scontro tra civiltà" rimane su livelli accettabili. Senonché, dietro la tutela delle vittime dell'anti- islamismo, si intravede una minaccia culturale. Se negli Stati dove il Corano è la fonte della legge chi propone una lettura critica del testo sacro viene dichiarato apostata, in Occidente la pressione si esercita diversamente. Basterà dire: « Ti mando in Tribunale » . a. m.
    Va bene per i sinistri, cosi' la smetteranno di insultare le religioni.............

  8. #8
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    Predefinito vediamo come stanno veramente le cose....


  9. #9
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    Predefinito

    Sputtanati come sempre..Ariprovace ....

  10. #10
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    Predefinito un altra perla su queste panzane....

    tratto da :http://www.kelebek.splinder.com/tag/chianciano

    Dopo Chianciano, tutti ai Caraibi!

    Pensavo, quando fossero finiti gli strascichi giuridici del Caso Chianciano, di offrire da bere a tutti i commentatori abituali di questo blog.
    E invece qui mi sa che con i danni ci scappa una crociera collettiva ai Caraibi.







    Infatti, girando tra i commenti sul blog del buon Aldo Torchiaro, scopro un personaggio che si fa chiamare Orlando Furioso. Si riconosce subito perché, quando compare sull'orizzonte virtuale una donna, inizia a fare il cretino. Ma proprio il cretino.

    Ora, "Orlando Furioso" ha un blog. Non vi dò il link, perché, se ci andate, si apre qualcosa che a me sembra un virus ("vuoi installare WMV-9 VCM RTW?") e si blocca il browser. A scanso di equivoci, e visti i tempi, preciso che io non c'entro, se non altro perché non ci capisco niente di queste cose.

    Forse è stato al-Zarqawi.

    Comunque, sul blog di Orlando Furioso compare un lunghissimo post sul Campo Antimperialista, il Convegno di Chianciano, eccetera.

    Per dimostrarvi che non prometto invano, ecco qualche frase tratta da questo post: come vedete, le nostre vacanze sono in una botte di ferro. Sempre che Orlando Furioso abbia più di quattordici anni e venga ritenuto in grado di intendere e volere, cosa che non posso ovviamente garantire.

    In attesa dei lunghi tempi della legge, suggerisco di aprire un piccolo thread sulle più belle località dei Caraibi.



    ==========


    Cosa dovremmo aspettarci da chi chiama collaborazionisti da eliminare gli inermi cittadini che si sono recati alle urne?
    Eccoli i relativisti del tritolo in tutto il loro orrore, gli stessi che ad Assisi non marciarono per la pace, ma per la morte.

    messicano Miguel Guillermo Martinez, ex miliziano e addestratore di gruppi paramilitari di estrema destra sudamericana, collaboratore dei negazionisti di Al-Awda Italia.

    Quell’associazione a delinquere guidata da Moreno Pasquinelli

    Premesso che in data 1 e 2 ottobre 2005, il Campo Antimperialista intende tenere sul territorio della Toscana o dell’Umbria una “Conferenza internazionale a sostegno della Resistenza irachena”: ufficialmente per trattare della pace in Iraq, ma in realtà per finanziare i terroristi reclutatori di Kamikaze che si fanno esplodere contro gli eserciti di liberazione di quel Paese.

    chi sul suolo italiano sta pianificando una campagna di aiuto al terrorismo.

    [il] Campo Antimperialista, che fa parte di quel network internazionale che, dall’Iraq all’Europa, finanzia il terrore e fiancheggia oggettivamente l’azione degli stessi terroristi

    i criminosi rapporti, peraltro noti a tutti, tra quelli del Campo Antimperialista, gli iracheni invitati da loro in Italia e i terroristi islamici.

    Infatti ormai, le nuove Br, gli anarchici e i terroristi islamici stanno viaggiando assieme per conseguire un medesimo scopo: distruggere la nostra democrazia.



    postato da kelebek alle 08:21 | link | commenti (23)

    gentaglia, chianciano

    --------------------------------------------------------------------------------


    martedì, 06 settembre 2005
    Un giornalista impara la buona educazione

    Una delle grandi soddisfazioni della vita consiste nel sapere di aver contribuito a far crescere qualcuno.
    E' quello che dobbiamo provare tutti nei confronti di Aldo Torchiaro, il giornalista dell'Opinione e del Riformista di cui si è parlato tanto qui in questi giorni.

    Aldo Torchiaro se l'era presa con un gruppo di persone che si batteva (con lo sciopero della fame, non con le alabarde spaziali) per far ascoltare anche in Italia la voce dell'opposizione irachena. Per attaccare questo gruppo di persone, ha scelto di chiamarli "relativisti del tritolo" e li ha accusati di acquistare "berette nostrane" (presumibilmente con euri nostrani).

    Ora, ci sono cose che non si devono fare. Ad esempio, istigare a bruciare vivi i somali, come ha fatto Oriana Fallaci. Dire, come ha detto un ammiratore della Fallaci, che le "vacche musulmane" vanno fatte abortire a calci in pancia. Oppure dire che un gruppo di persone che opera in piena legalità sta mettendo da parte pistole.

    Va da sé che Aldo Torchiaro è stato denunciato. Quando la dottoressa Halima Barre gli ha scritto un lungo messaggio in cui gli spiegava il motivo della denuncia, ha reagito in modo piuttosto impacciato: sembrava non capacitarsi che la legge potesse valere anche per lui.

    Invece stamattina, ha dimostrato di aver capito perfettamente.

    Sull'Opinione, Aldo Torchiaro ha scritto infatti un articolo in cui ironizza sull'affermazione del Campo Antimperialista che i soldi raccolti per la resistenza irachena sarebbero andati in medicinali ("La resistenza irachena è una sorta di grande ospedale, di struttura sanitaria sul territorio, si apprende").

    Non so se vi rendete conto: è passato dalle affermazioni diffamatorie, folli e senza prove, alla legittima critica alle affermazioni fatte da altri.

    Io credo che l'educazione di Aldo Torchiaro abbia fatto passi da gigante. Da quando si è accorto che persino i meticci hanno il diritto di ricorrere ai tribunali, e che qualche meticcio ha anche la grinta per farlo, deve essere successa una splendida trasmutazione alchemica nella sua personalità.

    Il giornalista serio, ovviamente, cerca di far capire i fatti ai lettori. Purtroppo sono pochi.

    Il giornalista cialtrone campa di ironie, di ammiccamenti e di complottismi, ma sempre nei limiti della legalità.

    Il giornalista da denuncia spara frasi come "relativisti del tritolo" e "berette nostrane". Anche se nessuno ha ancora superato lo sfortunato collega di Aldo Torchiaro, Dimitri Buffa, condannato per aver scritto che un pacifico medico di origini arabe si stava comprando tutta l'acqua potabile d'Italia per avvelenarla.

    Aldo Torchiaro è salito di categoria. Almeno di un gradino, e certamente sopra Dimitri Buffa.

    La cosa non lo aiuterà molto di fronte ai magistrati per quello che ha già fatto, ma gli servirà sicuramente in futuro, per evitare altri processi.


    All's well that ends well...



    postato da kelebek alle 207 | link | commenti (5)

    gentaglia, chianciano

    --------------------------------------------------------------------------------

    Fantasie psichedeliche

    Come potete vedere, Libero è un grande ispiratore di post.

    Ma riassumiamo prima di tutto il quadro.

    Ci sono alcune persone che si accaniscono da anni a violare la legge, istigando all'odio contro il grande capro espiatorio del nostro paese, le persone di origine islamica. E' il caso, in particolare, di quello che abbiamo chiamato il Pentacolo dell'Odio, che riunisce alcuni elementi del Corriere della Sera con un sottobosco di quattro quotidiani, Libero, Il Riformista, La Padania e L'Opinione.

    Ripetere, dicevano i latini, giova. Ricordiamo, quindi un singolo caso, su migliaia e migliaia. Oriana Fallaci ha scritto, nero su bianco, che aveva intenzione di bruciare vivi dei pacifici somali a Firenze. Questa dichiarazione è stata pubblicata con compiacimento sul principale quotidiano italiano. E non è mai stata fatta oggetto, che io sappia, di denuncia da parte di alcun partito politico o organizzazione italiana, di quelle tradizionali.

    Questo clima di incessante minaccia è accompagnata dalle calunnie più incredibili. Ricordiamo ad esempio il gruppo di operai nordafricani che ebbe la sciagurata idea di integrarsi nella "nostra cultura" andando a visitare la basilica di San Petronio a Bologna, e vennero immediatamente arrestati e bersagliati sulla stampa come "terroristi".

    Visto che nessuno si è mai mosso, un gruppo di musulmani - peraltro molto laici - si è organizzato nell'Islamic Anti-Defamation League per cercare di arginare la mentalità da pogrom che si diffonde. L'IADL lo fa, ricorrendo ai tribunali, visto che la legge italiana non permette l'istigazione a delinquere, la discriminazione su basi etniche, religiose o razziali, la diffamazione e la calunnia.

    Ora, il fatto che anche il più debole possa ricorrere ai tribunali ha scatenato un'ondata di isterismo che ci dà un'idea del livello mentale del ceto politico di questo paese. Vi presento qui un articolo di tale Barbara Romano, uscito oggi su Libero. E' veramente interessante vedere come reagisce certa gente di fronte all'idea inammissibile che la legge possa essere uguale per tutti.

    Trovo fantastico il discorso di Gustavo Selva, che chiede "leggi più severe". Siccome la colpa dell'Islamic Anti-Defamation League consiste esclusivamente nel ricorrere alle leggi, i casi sono due. O Gustavo Selva è un amico dell'IADL e sta chiedendo leggi più severe contro il razzismo, l'istigazione a delinquere, la discriminazione, la diffamazione e la calunnia, oppure sta chiedendo leggi che vietino di applicare la legge.

    Queste dichiarazioni ci offrono spunti interessanti anche dal punto di vista psichiatrico.

    Ad esempio, il fatto è che un gruppo di cittadini italiani ha registrato un'associazione italiana, con la finalità di ricorrere alle leggi italiane. Ma ecco come questo fatto si trasforma nella psichedelica fantasia dello stesso Gustavo Selva:

    "Bisognerebbe non far entrare in Italia questa gente che va nelle moschee a predicare la difesa del terrorismo in nome di Allah."
    L'incredibile Gustavo Selva borbotta poi qualcosa di incomprensibile a proposito di "gente espulsa dagli Stati Uniti". Non sono al corrente di alcun avvocato dell'IADL (che, essendo avvocato nel nostro paese, è ovviamente anche cittadino italiano) "espulso dagli Stati Uniti".
    Ma Maurizio Gasparri, li supera tutti: "Bisogna cacciare dall’Italia chiunque faccia affermazioni incompatibili con le nostre norme".

    Eh no. Oriana Fallaci deve sempre poter ritornare in Italia. Se non altro per il processo che la attende.


    «Leggi più severe contro la polizia del pensiero di Allah»
    ROMA La Cdl invoca l’intervento del Viminale contro la Islamic anti-defamation league. «Ci manca solo una polizia del pensiero in nome del fondamentalismo islamico», sbotta l’europarlamentare leghista Mario Borghezio, che annuncia un’interrogazione parlamentare per sollecitare l’intervento della Commissione europea. «Qui servono leggi più severe», reclama il presidente della commissione Esteri della Camera, Gustavo Selva di An, che suggerisce «di inserire nel pacchetto Pisanu misure precise contro queste associazioni che lanciano minacce di morte on line». Dal centrodestra si levano numerose voci in difesa degli scrittori, bloggers e giornalisti colpiti dalle fatwa della Iadl. Ma dal Viminale, il sottosegretario Alfredo Mantovano di An fa sapere: «Il caso è all’attenzione delle forze dell’ordine e dell’autorità giudiziaria, l’ultimo decreto varato in Parlamento contiene già gli strumenti per far fronte a queste minacce».

    Fatto sta che tra i politici cresce l’indignazione. C’è addirittura chi, come il capo dei senatori leghisti, Ettore Pirovano, suggerisce di «togliere la scorta a qualche presidente o vicepresidente di commissione per proteggere invece chi ha il coraggio di dire le cose come stanno». Le lettere intimidatorie, per Pirovano, «sono il segno che l’Islam moderato bisogna andare a cercarlo col lanternino».

    Ma il problema sta a monte, secondo Selva: «Bisognerebbe non far entrare in Italia questa gente che va nelle moschee a predicare la difesa del terrorismo in nome di Allah». E prende a esempio gli Usa: «Loro li hanno espulsi, perché dobbiamo accoglierli noi?». È quello che si chiede anche Gasparri: «Bisogna cacciare dall’Italia chiunque faccia affermazioni incompatibili con le nostre norme. Se qualcuno si sente autorizzato in Italia a lanciare simili minacce, vuol dire che ancora non c’è una risposta abbastanza forte in termini di espulsione», secondo l’ex ministro delle Comunicazioni, che invita il Viminale a «monitorare a tappeto la rete». Si associa Borghezio: «Pisanu deve accentuare l’attenzione su tali fenomeni, perché queste associazioni di solito rimandano ad ambienti strettamente connessi ai guerriglieri di Allah, perciò non vanno presi sottogamba».

    «Nessuno sottovaluta la situazione», tiene a precisare dal Viminale il sottosegretario Mantovano, «queste cose non si scoprono da adesso, ma la possibilità d’intervento non è facile», aggiunge, «perché intimidazioni di questo tipo si inseriscono in un quadro più ampio e agire subito contro un singolo caso rischia di compromettere tutto il piano di lotta al terrorismo. Perciò», sottolinea, «bisogna agire con cautela». Ad ogni modo, il pacchetto Pisanu «contiene già norme ad hoc per fronteggiare il problema», assicura Mantovano.

    Si riferisce, spiega, a «una diversa e più precisa configurazione dell’associazione terroristica internazionale, nuove tipologie di reato e misure di espulsione più facile, non solo per gli esecutori o i mandanti di attentati, ma anche per chi svolge attività di agevolazione del terrorismo».

 

 
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