Ho ricevuto una ulteriore contestazione disciplinare per la lettera pubblicata dall'Unità e La Stampa in merito al centralino ENEL al quale non risponde mai nessuno.
L'altra l'avevo ricevuta perché avevo "osato" scrivere a Fulvio Conti, attuale A.D. Enel.
Bene, l'ENEL tatoista aveva "solo" licenziato una collega perché, poveretta, nella sua veste di capogruppo d'opposizione "in quota" diesse peraltro (ma su ste cose non guardano granché per il sottile, tanto che ricevette un invito a partecipare ad una riunione interna operativa, ed altre mail dalla Lucidi), al comune di Colle di Tora voleva far stipulare una apposita convenzione con quel paesino, semisommerso a causa della creazione del bacino idroelettrico del Turano. Questione che, grazie ai Verdi (in assoluto i più presenti) si trasformò in una interrogazione parlamentare meglio nota come "crediti insoluti Enel", dopo la vendita dell'Elettrogen all'Endesa Spagnola, sempre peraltro per opera di quella gestione, alla quale Matteoli e Lunardi si guardano bene dal rispondere...
Riassunta fu costretta per una indegna transazione dell'avvocato della FNLE e del segretario regionale Lazio di quel sindacato a dover rinunciare a TUTTO. Dopo 18 anni si ritrovò a dover ripartire da zero in spregio a qualsiasi regola e norma.
Però, i furbetti, non avevano mai contestato, almeno formalmente (si vendicano in altri modi) il diritto di scrivere ad un giornale.
Si vede che la presenza di Fini in questo Governo suggestiona un pò troppo anche l'ENEL...
Sempre il "viziuccio" che ritorna...
Sempre che non sia stato un "suggerimento" dei precedenti gestori...
Su 'ste cose si trovano sempre perfettamente "in osmosi".
Come scritto, la corporazione politico sindacale è al di sopra di qualsiasi altra cosa.